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La provincia, nel corso della storia, testimonia numerose influenze
culturali e storiche
con aree territorialmente molto lontane.
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L'ESPANSIONE

E' davvero azzardato riassumere la storia di Benevento
e provincia:
in primo luogo perché, dipanandosi essa per almeno
un paio di millenni
e mezzo, inevitabilmente si sminuzzerebbero o si trascurerebbero
una lunga serie di avvenimenti; in secondo luogo perché
alcune recenti scoperte archeologiche hanno - se possibile
- acuito alcuni problemi interpretativi
di molte questioni storiche. Ciò premesso, si tenterà,
di seguito, di riportare qualche breve e frammentario
accenno ai periodi più importanti della vita
del Sannio.
La fondazione della città di Benevento testimonia
di rapporti con aree territorialmente molto lontane, in
un contesto, dunque, non solo localistico
di influenze culturali e storiche: secondo la leggenda,
infatti, la città
fu fondata da un greco, Diomede, subito dopo la distruzione
di Troia
(evidentemente, non c'era solo Ulisse a gironzolare per
il Mediterraneo).
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LA LEGGENDA

La leggenda, ancora, vuole che il fondatore elesse
a simbolo della "sua" città
le zanne del cinghiale Caledonio. In cambio del non piccolo
sacrificio,
lo sfortunato animale ha ottenuto la gloria di essere
raffigurato
nello stemma ufficiale del Comune di Benevento.
Allillustre origine greca è legata lassai
complicata etimologia del nome
del capoluogo: a quanto pare il nome originario della
città fu Maloeis,
forse in omaggio ad Apollo Maloeis, protettore delle greggi;
o forse
derivato da Malon, parola che si riferisce egualmente
alla pastorizia;
o forse da Mallos, che indica il vello della pecora.
Come che sia, il nome Maloeis successivamente fu - almeno
così la pensano
in molti - prima storpiato dai romani in Maleventum ("Malum
eventum",
per via delle batoste militari subite dai sanniti), quindi
dagli stessi trasformato, dopo la vittoria su Pirro nel
275 a.C., in Beneventum, che effettivamente
suona molto meglio. Benvenuti, dunque, a Benevento, città
delle Streghe...
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