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Il Castello, la Rocca e l'ala Pontificia, strutture appartenenti
alla storia
della Provincia di Benevento.
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IL CASTELLO

La sede del nuovo ente fu subito individuata nel
Castello cittadino, detto
anche Rocca dei Rettori, perché sede dei
governanti o Rettori pontifici
della città. Ledificio, oggi, oltre alle
Sale della Presidenza, della Giunta,
del Consiglio provinciale e di alcuni uffici di rappresentanza,
ospita anche
una Sezione del Museo del Sannio e molte Sale di esposizione.
Il Castello è, in realtà, composto da due
distinti monumenti, alti circa
28 metri, realizzati l'uno accanto all'altro in due
diverse epoche:
il primo, il Torrione, sotto i Longobardi a partire
dall'871;
il secondo, il Palazzo dei Governatori, sotto i Pontifici
a partire dal 1320.
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LA ROCCA

La Rocca sorge su una collina di formidabile valore
strategico: essa domina
le vallate del Sabato e del Calore ed il percorso delle
vie Appia e Traiana.
Un posto chiave, insomma, per la storia di Benevento e
del Sannio.
Già i sanniti vi avevano realizzato un terrazzamento
difensivo;
i romani una più rilassante postazione termale
(il Castellum acquae),
le cui vestigia sono ancora oggi ben visibili nel giardino
della Rocca;
i benedettini un Monastero.
Tutto ciò si traduce anche in un bel rompicapo
per gli archeologi:
basti dire che la piscina romana era alimentata da una
condotta,
proveniente dallarea del Serino, in Irpinia, un
cui tronco è stato
riportato alla luce, durante i restauri del Castello (tra
il 1990 ed il 1997),
proprio sotto il pavimento di una Sala della Rocca dei
Rettori
ed allinterno del fortilizio longobardo (con tanto
di feritoie).
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L'ALA PONTIFICIA

Lala pontificia del Palazzo fu ampliata nel
XVIII secolo
e modificata nel XIX; mentre gli stessi papalini
realizzarono sulla fortezza longobarda altre due torri.
Tali imponenti opere (alcune oggi scomparse)
non impedirono, in una notte del 1511, al barone
scalatore Ettore Sabariani di penetrare nella fortezza
e rappresentare al Rettore Androne degli Artusini
di Ravenna i motivi del proprio dissenso rispetto
alle
sue scelte politiche. La discussione tra i due fu un tantino
animata: il Rettore, infatti, perse la testa. Letteralmente.
Il Sabariani pensò anche di esporla su una picca
di lancia,
forse per ammonire sullutilità degli sforzi
finalizzati
a tenerla sul collo...
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