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Sabato 16 Dicembre 2017 




 
 
 
 
 
 

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Il lago di Garda.

Cartina del lago di Garda
 
> Cartina del lago di Garda.
Di un mare il Garda ha il moto ondoso e gli spruzzi, le spiagge e le calette segrete, il profumo e i colori. Ma sul Garda soprattutto le dimensioni regalano un'illusione d'infinito. E la sponda di fronte si allontana, svanisce… Per molti turisti Sirmione è Catullo. La sua vita e la sua poesia si possono riassumere in due sole parole: si innamora. Di Lesbia. Per lei, forse nella villa romana di Sirmione, nelle Grotte, scrive versi unici, per lei dopo più di 2000 anni è ancora vivo. Odi et amo, "odio e amo", scrive un giorno. Il suo è un amore contrastato, a volte disperato. Ma è necessario per vivere. "Continuo a detestarla, ma mi venga un accidente se non la amo!". Da qui percorrendo la costa in senso orario, ecco Desenzano con la sua villa romana, il porticciolo che entra nel salotto veneziano di piazza Malvezzi, poi la spiaggia del lido di Lonato, con la vicina, elegante abbazia di Maguzzano. Resti di mura, castelli e ville da sogno, spuntano ad ogni passo. Anche tra i vigneti delle colline, nella vicina Valtenesi. Se è di Padenghe l'ultimo re longobardo, Desiderio, e nel borgo
Grotte di Catullo
 
> Grotte di Catullo.
fortificato di Moniga nasce un giorno un vino curioso e intrigante, il chiaretto, pochi chilometri più avanti, c'è Salò, "Magnifica Patria" al tempo della Repubblica di Venezia. è l'antica capitale del lago, la terra di Gasparo Bertolotti, da molti ritenuto l'inventore del violino. Solo nella vicina Cremona si raggiungerà però la perfezione con liutai come Amati, Guarneri, Stradivari. Il Garda da sempre è una tappa obbligata per i grandi viaggiatori. Da Goethe a Byron, Lawrence, Ibsen, da Foscolo a Carducci, Rilke, Gide. Ezra Pound un giorno scrive a Joyce, invitandolo sul lago: "Qui mi sento a casa mia". E Joyce arriva a Desenzano… La storia sulle rive del Garda è di casa. Dopo l'impresa di Fiume, nel 1921 Gabriele D'Annunzio si stabilisce infatti a Gardone Riviera. E alla morte del poeta-soldato quella sua villa, quel suo "Vittoriale degli Italiani" è dichiarata monumento nazionale, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di turisti. è il luogo della fantasia e del ricordo, tra oggetti eccentrici, cimeli kitsch, doni di persona
Vittoriale
> Il Vittoriale.
 
ggi famosi dell'epoca, stanze surreali. C'è persino una nave nella montagna, un teatro, l'aereo del volo su Vienna, il Mas della beffa di Buccari. E tutto appare magicamente deformato, come nei sogni… Il viaggio continua fra gli ulivi lungo una riviera d'argento. La chioma degli ulivi, viva e lucente in ogni momento dell'anno, moltiplica i riflessi del lago. Diventa parte del paesaggio, che risalendo cambia moltissimo. Superato il golfo di Maderno (stupenda la raccolta chiesa romanica di Sant'Andrea) e l'abitato di Toscolano (merita una deviazione la pittoresca Valle delle Cartiere) la montagna sembra proprio prendere d'assalto il lago. Insolite pietre e terrazzamenti danno vita alle antiche limonaie, costruzioni che, abbandonate e progressivamente trasformate in abitazioni, ora vengono riportate all'antico splendore. Il clima mite permette coltivazioni di agrumi rari, cedri e bergamotti: tecnici delle Università di Milano e di Catania vi si dedicano con impegno e passione. La strada corre per lunghi, spettacolari, tratti in galleria. Si raggiunge Limone e il paese di Daniele Comboni, il grande vescovo missionario, è oggi il paradiso degli ultraottuagenari: qui la gente ha nel sangue una proteina anomala che pulisce le arterie dai grassi. Da Gargnano (dove si corre a settembre la leggendaria regata della Centomiglia) sino a Riva è un sogno per chi ama la vela. E il windsurf. Qui il vento la fa infatti da padrone, increspando fortemente la superficie del lago. Lasciando la costa la strada si inerpica di colpo, il paesaggio si fa montano. Le case di Attila, curiose abitazioni dal tetto spiovente di paglia, dominano l'altipiano di Rest nella vicina Valvestino. Il territorio è quello di Magasa e queste case, simili a quelle ungheresi attorno al lago Balaton, sono state costruite da soldati arrivati sin qui sotto la bandiera degli Asburgo. Dal lago si sale tra pareti di roccia, strapiombi, cascate d'acqua e viste mozzafiato. Si va a Tignale e Tremosine, su altipiani da favola. Li conoscevano bene gli Etruschi (che qui hanno lasciato delle tracce) e in tempi più recenti Thomas Mann, che di quella strada per Tignale si è ricordato in un suo capolavoro, La montagna incantata.

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