Scendono impetuosi dalle valli, i fiumi, e una volta arrivati
in pianura, rallentano il corso. E allora non sembrano più
dividere la gente, di qua o al di là del fiume, la
uniscono. La Pianura Bresciana con i suoi campi ordinati e
decine di paesi accoglienti, con le sue cascine immense ricche
di storia, si stende fra il corso dell'Oglio, del Mella e
del Chiese. E tra campi a perdita d'occhio è soprattutto
lungo l'Oglio, a difesa dalle scorrerie dei signori di Milano,
i Visconti, che sorgono castelli e ville fortificate. Un esempio
su tutti? Oggi si chiama Borgo San Giacomo, ma sino all'Ottocento
era Gabbiano. Un castello possente qui faceva da scudo contro
il nemico al centro di una struttura difensiva, unica, la
cosiddetta "corona di Gabbiano": otto castelli disposti
tutt'intorn
o, come pezzi di una partita a scacchi fra giganti. Sono quelli
di Farfengo, Padernello, Motella, Castelletto, Acqualunga,
Villagana, Villachiara e Ovanengo. Una stupefacente cintura
difensiva a ricordare un passato di gloria, forza, splendore
insieme alla fortezza di Orzinuovi, con il suo borgo duecentesco.
A disegnarne le mura vien chiamato all'inizio del Cinquecento
nientemeno che Maurizio Sammicheli; la piazza è invece
pensata coi portici, come un elegante salotto all'aperto.
è così anche a Quinzano. Qui i portici sono
d'autore, disegnati all'inizio dell'Ottocento da Rodolfo Vantini
La Pianura Bresciana è cultura tra infiniti silenzi,
nel lento fluire dell'acqua e della vita. Un gioiello incredibile
è la basilica di Verolanuova, un angolo di Venezia
del Settecento, un gioiello della laguna sfuggito di mano
agli angeli durante chissà quale trasporto. Anche solo
le due tele del Tiepolo, 66 metri quadri ciascuna, valgono
il viaggio. Un altro gioiello è a Montichiari, con
la pieve romanica di San Pancrazio, un antico crocevia di
cultura e devozione. Montichiari col suo moderno aeroporto
ricorda anche altri sogni, altri voli. è terra di motori:
nei campi attorno alla Fascia d'Oro si corrono all'inizio
del secolo le prime gare automobilistiche. Nel 1921, in un'atmosfera
degna di Indianapolis, scatta nientemeno che il primo Gran
Premio d'Italia. E per ammirare in azione i pionieri del volo,
tra la folla un giorno si nota persino Franz Kafka
Tutt'intorno
la te
rra è ricca e dà frutti abbondanti, il tempo,
come il corso dei fiumi, smorza il suo slancio, fino a fermarsi.
E ancor oggi si lavora come due, tre secoli fa. Andar per
cascine significa riscoprire chi veramente siamo, ritrovare
i sapori dell'infanzia, il calore di antichi focolari. Un
turismo controcorrente, affascinante come non mai, che segue
le mosse di un piccolo viaggio dell'anima. Fra artigianato
e natura, nella Pianura Bresciana la vita ha origini antichissime,
sin dall'età del bronzo. Il museo di Remedello raccoglie
i reperti di un'enorme necropoli, ben 124 guerrieri sono stati
ritrovati rannicchiati fra armi di selce e rame, oggetti ornamentali,
vasellame di terracotta. Gente che amava e pregava, che traversava
il mondo, oggetti di tre millenni fa che raccontano addirittura
di contatti e legami con la Spagna e la Boemia. Quante sorprese!
Il ritmo giusto di un week-end nella Pianura Bresciana può
essere però quello dei battiti del cuore, di un'allegra
gita in bicicletta. Le strade sono quelle antiche dei nobili,
ma anche dei viandanti, dei pellegrini, tra pievi romaniche,
tra oasi di quiete e cultura. I tesori sono tutti da scoprire.
Nelle cascine c'è chi raccoglie con amore quel che
resta del mondo contadino d'un tempo, due interessanti Musei
hanno aperto i battenti a Leno (splendida l'abbazia, un tempo
fra le più potenti d'Italia) e a Calvisano. Le tradizioni
restano semplici e schiette, carezzano la fantasia. Dopo mangiato,
nella bella stagione, si balla ancora sull'aia. E basta una
fisarmonica per sorridere alla vita