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Venerdì 15 Dicembre 2017 




 
 
 
 
 
 

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La Valcamonica.

Cartina del Valcamonica.
> Cartina del Valcamonica.
Appena superato il lago d'Iseo, il medievale abitato di Pisogne, la vista spazia su montagne che sembrano afferrare, graffiare il cielo.
La Valcamonica, lunga 80 km dalle rive del lago d'Iseo sino alle nevi del Tonale, è un paradiso incontaminato. Ricco di fiori rari e di animali in libertà, protetti dal grande parco dell'Adamello. La Valcamonica è terra di antiche tradizioni, di prodotti tipici e genuini. Un tempo qui vivevano i Camuni, un popolo che ha scritto sulle rocce la sua storia. Migliaia di incisioni piene di magia e simbolismi. Studiavano il corso degli astri, i Camuni, onoravano il “dio cervo” e vivevano di caccia. Non erano guerrieri e i Romani li hanno conquistati senza troppa fatica, anzi se li sono fatti alleati su questa terra di confine. In un'eccezionale zona archeologica esiste ora la più grande concentrazione di graffiti su roccia preistorici che si conosca in Europa: a visitare le oltre 170mila incisioni finora scoperte e catalogate dal Centro Camuno di Studi Preistorici vengono studiosi e appassionati da ogni parte del mondo. Nel Parco Nazionale delle incisioni rupestri (istituito nel 1955 dalla Soprintendenza alle Antichità della Lombardia), in un grande bosco di castagni e di betulle affiorano i roccioni che oltre un milione di anni fa furono levigati dal gigantesco ghiacciaio che, partendo dall'Adamello e dalle montagne a nord, scendeva ad occupare tutta la conca del lago.
Su queste rocce gli
Incisioni rupestri.
 
> Incisioni rupestri.
antichi cacciatori della Valle incisero scene di vita quotidiana, figure simboliche, disegni magici e propiziatori. La presenza di un mondo romano è viva, affiora di continuo.
A Cividate Camuno, la orgogliosa Civitas Camunorum, è venuto di recente alla luce un anfiteatro. Tra le case del borgo antico, a due passi dal fiume Oglio.
E' questo fiume che poi dà vita al lago d'Iseo a scandire il tempo, col suo gorgogliare dell'acqua, e a unire in un identico destino tutta la Valle. Sullo sperone roccioso di Breno, un poderoso castello ricorda le continue lotte per il controllo della strada, della Valle. Da tanti secoli l'arte di lavorare il legno, il ritmo incessante dei telai sono di casa. Forte è il senso della storia, nella Valle. Qua e là risuona il canto sommesso delle pietre, su sentieri di antiche devozioni. Quando tutto il mondo, tutto il sapere era racchiuso in un ciclo di affreschi, colorati di semplice, delicata ingenuità. A Ossimo, a Esine, a Berzo Demo le chiese richiamavano pellegrini anche da lontano, in cerca di pace, di silenzio, di fede…due secoli e mezzo fa da un artista allucinato e visionario, Beniamino Simoni. Se un tempo si traversava la Valle per devozione, oggi lo si fa anche per diletto, sino al punto più lontano, Ponte di Legno e il Passo del To
Piramidi naturali.
> Piramidi naturali.
A Cerveno nella parrocchiale si conserva una Via Crucis spettacolare, intagliata nel legno nale, spinti dalla passione per lo sci e gli sport invernali. O per un brivido escursionistico sulle nevi eterne del ghiacciaio del Presena. Le tradizioni si conservano con amore. Se a Ponte di Legno si intagliano oggetti artistici e religiosi come secoli fa, a Boario ci si reca ancora alle terme tanto decantate da Alessandro Manzoni, a Bienno i magli continuano a far tremare ritmicamente il terreno. L'acqua scorre, muove antichi ingranaggi e da secoli, con la stessa immutata abilità e velocità, si producono attrezzi agricoli, vanghe, secchi… Sì, la Valcamonica è un amarcord senza fine.



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