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Giovedì 2 Settembre 2010 




 
 
 
 
 
 



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La Valsabbia e il lago d'Idro.

Cartina della Valsabbia e del lago d'Idro.
> Cartina della Valsabbia
e lago d'Idro.
È la Valle del lago d'Idro, la Valsabbia, di un piccolo lago scavato dai ghiacci all'alba dell'umanità. Un lago piccolo per i bresciani, romantico per gli Olandesi che lo hanno scoperto e ora lo prendono praticamente d'assalto ad ogni estate. Pare una migrazione la loro e per tre mesi, da Idro a Ponte Caffaro, la prima lingua diventa l'olandese. Terra di alte montagne che si abbracciano come a rinserrare la Valle, con il sole che si incunea a scaldare il cuore della gente, la Valsabbia sa essere ospitale. Come solo in montagna è ancora possibile, con ruvida generosità. C'è una parola su tutte che parla al mondo dei buongustai, è bagoss, un formaggio dalle tradizioni leggendarie, il tesoro degli alpeg
Veduta del lago d'Idro
 
> Veduta del lago d'Idro
gi, il gioiello dell'alta Valle. La Valsabbia presenta un susseguirsi di dolci declivi, di borghi di rustica bellezza, di rocche e pievi aggrappate alla roccia, colme di gioielli artistici. Qui l'arte del legno, l'antica tradizione di intagliatori come i Pialorsi, di età romanica di Idro è una meta classica per i turisti. Sorge su antiche pietre romane e del resto quasi duemila anni fa le legioni dei Cesari erano arrivate sin qui. Ma prima di loro, a vivere di pesca e di pastorizia, sul lago c'erano popolazioni retiche. La storia degli insediamenti si perde infatti nella notte dei tempi. A Gavardo un bel Museo Archeologico pro due secoli e mezzo fa da un artista allucinato e visionario, Beniamino Simoni. Se un tempo si traversava la Valle per devozione, oggi lo si fa anche per diletto, sino al punto più lontano, Ponte di Legno e il Passo del To fra l'Italia e l'Impero austro-ungarico. Fino alla prima guerra mondiale qui le fortezze si fronteggiavano, cannoni erano puntati in direzione del nemico. A ricordarlo è rimasta la Rocca d'Anfo, una struttura militare voluta da Napoleone. È nel suo genere unica in Europa, con otto fortilizi mimetizzati e collegati fra loro, scavati a varie altezze nella montagna a dominare la strada fra Trento e Brescia. Terra di confine, la Valsabbia, con soldati ungheresi a spiare gli italiani. Questo spiegherebbe molte cose anche dell'insolito carnevale di Bagolino, tanto colorato quanto misterioso. Per le sue musiche tzigane e i suoi costumi variopinti, estranei alla tradizione locale e assai più vicini al mondo tirolese e d'oltralpe. Si avverte sul lago ancora la presenza "viva" di Garibaldi e delle sue camicie rosse: qui, sulle montagne sopra Anfo, l'e roe dei due Mondi sconfigge nel 1866 gli Austriaci e viene ferito. Ma prosegue la sua vittoriosa avanzata. Solo quando il governo italiano gli impone di fermarsi, da Bezzecca invia un telegramma fra i più brevi di tutta la storia: "Obbedisco".
Pieve romanica.
> Pieve romanica.
ti Boscaì, non si è perduta… Dolci declivi che poi si fanno montagne, svettanti Prealpi, d'inverno piste affollate di sciatori sulle nevi del Gaver. Sulle rive del lago, preso d'assalto dai windsurf, la pieve va a raccontarla: nelle sue sale dedicate all'età del bronzo è esposta persino una piroga, insieme allo scheletro di un ors o delle caverne e ad un unicum, una borraccia in pelle degna di un re. Anche il fiume Chiese scorre e racconta la storia della Valle, una Valle unita nelle tradizioni. Qui sulle montagne sopra il lago d'Idro correva il confine tra due Stati.


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