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Mercoledì 25 Aprile 2018 














Aosta
C'era una volta
C'era una volta
In un ambiente naturalistico unico, ai piedi delle vette più alte d'Europa, Aosta da cinquemila anni rappresenta un avamposto di storia e di tradizioni nel cuore delle Alpi. Le prime tracce di un insediamento umano risalgono infatti al Megalitico (2900 a.C.). Centro militare della tribù celto-ligure dei Salassi, fu conquistata dalle truppe romane durante l'impero di Augusto (20 a.C.), e si trasformò in un insediamento militare chiamato Augusta Praetoria. Dopo la caduta dell'Impero, Aosta subì le invasioni di Burgundi, Ostrogoti, Bizantini e Franchi ma i danni furono limitati dalla sua posizione geografica, ai piedi delle Alpi, e dalle possenti mura romane, gran parte delle quali è giunta fino ad oggi. L'impero di Carlo Magno fece passare di qui la via Francigena che collegava Roma con Aquisgrana, frequentatissima dai pellegrini durante tutto il Medioevo. Dopo essere appartenuta, dal X secolo al 1032, al regno di Borgogna, fu ceduta a Umberto di Biancamano, capostipite della dinastia dei Conti di Savoia, che in seguito la fecero sede di contea e, dal 1302, di ducato. Della Contea di Savoia fece parte per circa nove secoli, fino all'unità d'Italia, e subì quindi l'influenza francese. Dal 1948 è capoluogo della Regione autonoma a Statuto Speciale.
Napoleone attraversò il colle del San Bernardo con il suo esercito il 20 maggio 1800. Obiettivo: conquistare l'Italia. La leggenda narra che, oltre alle vettovaglie, fece distribuire ai suoi uomini (che erano 50.000) più di 21.000 bottiglie di vino (due bicchieri a testa). Il vino era forse il corposo Donnas, e comunque certamente di produzione locale. A fornire il prezioso liquido furono infatti i canonici del Convento di San Bernardo, da secoli detentori dei segreti della vinificazione in alta quota. Sta di fatto che, nel giro di pochi giorni, Napoleone e il suo esercito sconfissero gli austro-piemontesi a Marengo. Sarà tornato il Primo Console al passo per ringraziare i monaci?



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