...una città adagiata sulla Conca d'Oro fra gli agrumeti, il mare e il promontorio di Monte Pellegrino. I primi insediamenti umani nella Conca risalgono Paleolitico, ma è con i Fenici, nell'VIII secolo a.C., che l'insenatura naturale diventa scalo principe dei traffici mediterranei. Il nome della città trae origine proprio dal suo porto crocevia di traffici commerciali, i greci la chiamarono, infatti, Panormos "tutto porto". Ai Fenici prima e ai Cartaginesi dopo, che si erano insediati nell'area di piazza Indipendenza, dove un tempo scorrevano il fiume Papireto e il fiume Kemonia, nel 254 a.C. subentrano i Romani che rendono la città fortificata un fiorente municipio. Dopo quattro secoli di colonizzatori Vandali, Ostrogoti, Longobardi e Bizantini, la conquista araba dell'831, condotta dell'emiro della Tunisia Aghlabid, regala a Palermo un nuovo periodo di folgorante splendore, testimoniato dalle moschee e dagli splendidi palazzi, vanto e fascino cittadino, che sorgevano nei fitti vicoli dell'attuale quartiere della Kalsa, residenza dell'emiro. Nel 1072 i fratelli d'Altavilla, i Normanni Roberto e Ruggero, espugnano la città fortificata che si prepara a vivere un nuovo periodo di fermento. È questa l'epoca dei bei palazzi della Zisa e della Cuba e del capolavoro bizantino della Cappella Palatina, il centro amministrativo si sposta a Palazzo dei Normanni. Questo clima sarà favorito da Federico II, sovrano degli Svevi e fautore di una corte illuminata, culla delle lettere e della cultura, con la fondazione della Scuola Poetica Siciliana, patrimonio che si dilegua a partire dal 1266 con il malgoverno degli Angiò. Sotto il dominio francese esploderà la cruenta rivolta del Vespro che agevola l'ascesa degli Aragonesi e delle potenti famiglie feudatarie, proprietarie degli splendidi palazzi, tra cui Palazzo Chiariamonte-Steri. Con i viceré spagnoli, nel Cinquecento, l'assetto architettonico cambia con la divisione nei quattro quartieri canonici che iniziano dove sorgono i Quattro Canti. In questo periodo la città assiste ad un fiorire di chiese, monasteri, palazzi, fontane e monumenti. Il XIX secolo è quello che vede l'annessione dell'isola al Regno d'Italia e uno sviluppo industriale, commerciale e architettonico grazie alla famiglia Florio che finanzia, fra le altre opere, anche la costruzione del Teatro Massimo. Durante e dopo le due guerre mondiali la città perde il suo smalto e nei decenni successivi la speculazione edilizia ne minaccia profondamente il patrimonio storico e artistico che grazie al rinato interesse generale sta tornando a risplendere. |