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Mercoledì 22 Novembre 2017 













Aosta
Itinerario insolito
Aosta come San Gimignano? Sicuramente meno note di quelle del borgo toscano, ma forse non meno suggestive sono le torri che segnano il perimetro delle mura romane cittadine. Alcune sono oggi sede di esposizioni e mostre d'arte. Alla visita delle torri giunte fino a noi, utilizzate come dimora in città dai rissosi feudatari nel Medioevo, si abbina idealmente la scoperta dei più noti castelli valdostani, disseminati fuori dalle mura lungo la via maestra del fondo valle, che da sempre collega la Francia con l'Italia attraverso il San Bernardo. Costruiti su rocche e alture come difesa, segno di potere o, più prosaicamente, per riscuotere dazi e pedaggi, sono uno diverso dall'altro: da fiaba, frutto di accurate ristrutturazioni o romanticamente abbandonati, ce n'è per tutti i gusti.

Primo Giorno
Visita alle torri che intercalano le mura romane. Partendo da Porta Praetoria si incontrano la Tour Fromage e la Torre dei Balivi e si giunge alla Tour Neuve.
 
Visita al lato sud delle mura: la Torre del Lebbroso, il Castello di Bramafan e la Tour du Pailleron.
 
Cena in una location particolarmente suggestiva: un vecchio mulino per granaglie ristrutturato.
Secondo Giorno
   
A pochi chilometri dalla città sorgono i famosi castelli e manieri medievali. Per immergersi nell'atmosfera medieval-cortese si può partire da Fénis e Ussel.
 
Visita ai castelli di Verrès e Issogne e gran finale all'insegna dell'enogastronomia ad Arnad.
 
A cena in un bel ristorante ricavato da un antico palazzo del centro. All'uscita, a zonzo ad ammirare i resti romani delle terme e del teatro.

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 Aosta

Torre del lebbroso

Mura romane

Testimonianze romane

 
 
 
Itinerario insolito
Primo Giorno

Mattina
Le mura romane dell'antica Aosta erano senz'altro solide, tanto che gran parte è giunta fino a noi. Intercalate da venti torri, fungevano da delimitazione monumentale dell'area urbana oltre che da cinta difensiva. Nel Medioevo era uso dei nobili appoggiare le case e i castelli alle solide, vecchie mura. Molti bastioni furono adattati a dimora feudale e alcune torri vennero sopraelevate e trasformate utilizzando la copertura esterna delle fortificazioni. Un "tour delle tours" può partire dalla porta principale di accesso all'antica colonia romana, Porta Praetoria, alla cui sinistra s'innalza la romanica Torre dei signori di Quart, di pianta quadrata, massiccia dimora nel XII secolo dei signori di Quart. Qui si riscuoteva il pedaggio a favore del vescovo di Aosta per le merci introdotte in città. Al piano terreno si tengono esposizioni fotografiche e pittoriche. Svoltando subito a destra nel parco archeologico romano e costeggiando le mura si incontra la Tour Fromage, di forma quadrangolare, con due ordini irregolari di finestre. Prende il nome dalla famiglia della piccola nobiltà (Du Fromage o Casei), che la costruì nel XII secolo. Davanti alla torre si stagliano i ruderi del Teatro romano. La struttura ospita esposizioni e mostre. Proseguendo lungo le mura, dietro al duecentesco convento di Santa Caterina l'angolo nord-est della cerchia muraria è occupato dalla Tour du Baillage o Torre dei Balivi. Innalzata dai nobili De Palatio, fu acquisita nel 1263 dai Savoia che ne fecero la dimora del balivo (loro rappresentante nella Valle); ampliata, in seguito ospitò anche il tribunale e il carcere, che rimase qui fino a una ventina d'anni fa. Per un pranzo innaffiato dagli ottimi vini valdostani, si prosegue lungo le mura verso piazza della Cattedrale e l'Enoteca ad Forum.
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Centro storico di Aosta

Torre Pailleron

 
 
Primo Giorno
Aosta: Itinerario insolito

Pomeriggio
Imboccata via de Sales si giunge in via Croix de Ville; svoltando a destra si prosegue per piazza Roncas dalla quale si imbocca via Tourneuve, che costeggia le mura fino all'angolo nord-ovest dove sorge la Tour Neuve. Costruita nel XIII secolo su una base quadrata romana la torre cilindrica passò di mano varie volte e fu anche cappella dedicata a San Salvatore. Oggi rimane solo la torre, che pende lievemente verso ovest, ma sono state rinvenute tracce di un antico fortilizio. Tornando a costeggiare il lato occidentale delle mura, passata la monumentale piazza della Repubblica di epoca fascista, si giunge alla Torre del Lebbroso (visite 9.30-12.30 e 14.30-18.30) edificata nel corso del Medioevo sulla base di un bastione romano, nel 1773 diventò un lebbrosario. Sul lato meridionale delle mura spicca poco distante la Torre o Castello di Bramafam dell'XI secolo, che oggi è inserita in un giardino pubblico. Era la residenza dei visconti di Savoia; il suo nome potrebbe derivare da una frase in dialetto francoprovenzale che significa "gridare per la fame", forse perché il popolo, in tempo di carestia, si radunava sotto la torre per implorare cibo. Alla base sono ancora visibili le mura romane su cui era appoggiata. Proseguendo lungo il lato sud delle mura, raggiunta la piazza della stazione, sulla destra si può ammirare sostanzialmente nel suo aspetto originario la Tour du Pailleron, che deve il nome al fatto che fu a lungo utilizzata come pagliaio. Fu restaurata alla fine dell'Ottocento per rimediare ai danni subiti da un incendio.
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Fonduta valdostana

 
 
Primo Giorno
Aosta: Itinerario insolito

Sera
Cena in una location particolarmente suggestiva: il Vecchio Ristoro, ospitato da un antico mulino ristrutturato. Provate a chiedere un tavolo nella saletta con vista sulla ruota ad acqua. La cucina è classica e tradizionale con alcuni cavalli di battaglia come il marbré di bollito con salsa verde e i fagottini con ragù di carne e crema di piselli. Originale il sorbetto di vin brulée, che viene servito in una piccola grolla di legno.
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 Aosta

Castello di Fenis

Torre del castello di Fenis

 
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Itinerario insolito
Secondo Giorno

Mattina
Il Medioevo vide una Val d'Aosta ricca, punto di passaggio obbligato di traffici, merci e uomini. Un passato che si è conservato come in pochi altri luoghi e ha il suo aspetto più affascinante proprio nei numerosissimi castelli giunti fino a noi. Ognuno diverso dall'altro. Tutti sorgono lungo il corso della Dora e l'odierna statale 26. Imboccandola dal capoluogo verso sud, il primo che si incontra è anche il più famoso (e ottimamente conservato): il Castello di Fénis (17 Km dal capoluogo), esempio di fortificazione che racchiude in sé una splendida dimora signorile. Proseguendo verso sud si giunge a Chambave, dove ammirare le suggestive rovine del medievale castello di Cly, che dominano l'abitato da un colle in località St, Denis. Si prosegue per altri 3 Km verso Châtillon, che vanta ben due castelli: il più suggestivo Castello di Ussel, (che domina da una rocca la sponda destra della Dora Baltea, 2,5 Km a sud dell'abitato) e il castello della cittadina (in alto alle spalle della parrocchiale) dall'aspetto settecentesco, ma che conserva all'interno affreschi del Quattrocento. Per pranzo durante i weekend si può rimanere in paese per gustare il caratteristico prosciutto di Bosses al ristorante Privé et Parisien (località Panorama 1/A).
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Affresco del castello d'Issogne

Particolare del castello di Verrès

 
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Secondo Giorno
Aosta: Itinerario insolito

Pomeriggio
Proseguendo lungo la statale 26, superato lo sperone di roccia di Montjovet, dopo circa 16 Km si giunge a Verrès, la romana Vitricium, luogo da sempre ambito perché da qui si potevano controllare traffici e spostamenti (si trova alla confluenza tra la strada per la Francia e quella per la Val d'Ayas). Domina l'abitato il maestoso Castello di Verrès, perfetto esempio di castello monoblocco (chiuso per restauro fino a settembre 2006). Vicinissimo (2 Km) il Castello di Issogne, che sorge però sulla riva opposta della Dora, la destra, e ha l'aspetto esterno di un palazzo rinascimentale. Il nostro viaggio si conclude ad Arnad, patria del famoso lardo da accompagnare al vino rosso Arnad-Montjovet. In mezzo ai vigneti si stagliano i ruderi di un castello del XII secolo.
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Crespelle

 
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Secondo Giorno
Aosta: Itinerario insolito

Sera
È piacevole l'atmosfera che si respira nel ristorante Le Pèlerin Gourmand, ospitato in un antico palazzo ristrutturato del centro storico. In menù, piatti sostanziosi come le animelle al vino bianco e i maccheroni con verza e salsiccia, ma anche più delicate proposte a base di pesce. Varietà nella scelta dei vini, anche al bicchiere. In serata controllate presso l'AIAT Aosta la programmazione musicale, spesso ricchissima: si va da nomi importanti del panorama internazionale (come in occasione del Festival internazionale di concerti per organo o del Festival internazionale di musica da camera) ai canti della tradizione popolare. La manifestazione più originale? Il Festival internazionale del cinema muto musicato dal vivo (ad agosto).
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