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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Ancona
Itinerario insolito
La Ancona che per secoli è stata porto spalancato sull'Adriatico, cardine naturale tra Oriente e Occidente, "città aperta" percorsa da traffici e commerci di ogni dove deve buona parte della sua fortuna mercantile alla sua fiorente comunità ebraica, che, con alterne vicende, è stata parte fondamentale della vita cittadina. Una comunità non sempre "integrata", dati gli alterni rapporti con i papi-re dopo il Quattrocento. Il percorso alla ricerca dei luoghi dell'Ancona ebraica dall'antico ghetto nel cuore del centro storico presso il porto, arriva fino al nuovo "polmone verde" del Parco del Cardeto, spettacolarmente aperto sul mare e miracolosamente conservato in quanto per secoli zona militare. Proseguendo verso sud si passa a visitare i luoghi dell'apprezzato Rosso Conero, il rinomato vino della zona, per spingersi, in un percorso tra i grandi di arte e letteratura, a Recanati, la città di Leopardi, nella torre frequentata da D'Annunzio e, di ritorno in città, ad ammirare i capolavori di Lotto e Tiziano.

Primo Giorno
A spasso per la Ancona ebraica, tra storia e cultura.
 
Recentemente inaugurato, il cimitero ebraico si trova nella zona del Cardeto, dalla quale è stato ricavato un bel "parco con vista mare", oasi verde dentro la città.
 
Serata in centro al rinnovato Teatro delle Muse, sede del Teatro Stabile delle Marche e del Teatro sperimentale.
Secondo Giorno
   
Lungo i sette comuni che "fanno" il Rosso Conero, fresco del titolo di Docg; a Castelfidardo sosta bucolica al Museo della Fisarmonica.
 
Il viaggio sulle ali dei grandi dell'arte e della letteratura non può che partire da Recanati, patria del sommo Leopardi, passare dal Conero di D'Annunzio ed Enrico Brizzi e terminare in città, ad ammirare i capolavori di due grandissimi del Rinascimento: Tiziano e Lotto.
 
Cena in una casa rurale da Aiòn, dove gustare "alla fonte" il Rosso Conero di uno dei più importanti produttori.

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 Ancona

Porto di Ancona



Arco di Traiano

 
 
 
Itinerario insolito
Primo Giorno

Mattina
Parte integrante e "colonna portante" dei traffici tra Ancona e il Levante, gli ebrei arrivarono in città quasi sicuramente prima dell'anno 1000, e qui stabilirono una fiorente comunità. Che visse e prosperò relativamente tranquilla fino a quando, nel 1447, l'influenza pontificia portò all'istituzione del Ghetto, che comprendeva le centralissime via del Bagno (presso via Oberdan) e la zona tra la chiese di Sant'Agostino e San Nicola. Un fazzoletto dal quale la comunità gestiva nel Cinquecento i due terzi dei traffici del porto. Qui si trovava la bella sinagoga italiana del Cinquecento con facciata rifatta dal Vanvitelli, impietosamente demolita negli anni '30 dal governo fascista con il pretesto di aprire corso Stamira. Stessa sorte aveva subito, nel 1860, l'antica sinagoga di rito levantino. Oggi i due riti sono riuniti nel tempio di via Astagno 14. Poco più a ovest, nell'odierna piazza Malatesta, nel 1556 furono messi al rogo 24 ebrei, esecuzione che provocò il boicottaggio del porto di Ancona da parte di commercianti ebrei greci, e la relativa supplica al papa da parte delle autorità cittadine perché ritornasse sui suoi passi. La città riconosce questo passato comune ogni anno organizzando a fine estate il seguitissimo e affascinante Klezmer Musica Festival, che attira buoni nomi della musica ebraica internazionale. A pranzo si può scegliere una vecchia e caratteristica trattoria (aperta dagli anni '50) in una viuzza della città medievale alle spalle del porto, l'accogliente Osteria del Pozzo: il posto giusto per gustare il mitico brodetto all'anconetana ma anche un classicissimo fritto misto.
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San Ciriaco

Campagna intorno ad Ancona



 
 
Primo Giorno
Ancona: Itinerario insolito

Pomeriggio
La più interessante testimonianza giunta fino a noi della comunità ebraica di di Ancona è il cimitero, restaurato e appena inaugurato nel nuovo Parco del Cardeto, cui si giunge "scavalcando" la città dal porto lungo corso Mazzini e via Cardeto, per arrivare sul mare al lato opposto del promontorio (altri accessi sono stati aperti da piazza Martelli e via Volturno). È detto Campo degli Ebrei, e, quanto meno dal Quattrocento e per i secoli successivi, fu il luogo di sepoltura della comunità ebraica anconetana. Questo miracoloso angolo di verde dentro la città, protetto negli anni dal suo essere una rupe scoscesa a picco sul mare (tanto che alcune lapidi rischiano di cadere per l'erosione dei flutti), insieme a un faro ottocentesco in disuso, una ex-caserma, un convento e un bastione cinquecentesco e alcune fortificazioni settecentesche "fa" questo miracoloso angolo di verde dentro la città, rimasto tale proprio perché per anni "off-limits" in quanto zona militare. Tra cespugli di ginestra e capperi, piante di fico e alloro e quei cardi che hanno dato il nome al colle alle spalle del Duomo, chiamato (un po' esagerando) Monte Cardeto, è sorto un parco, dove d'estate si organizzano spesso eventi serali, ma che vuole essere anche e semplicemente un posto dove andare, un'oasi per sfuggire al traffico cittadino. Da non perdere la vista della città che si gode dal vecchio faro e che spazia dal centro storico, al porto, alla vicina Cattedrale di San Ciriaco e al famoso gomito (in greco ankòn), il promontorio che dà il nome alla città. La struttura è oggi visitabile e suggestiva sede estiva di manifestazioni musicali.
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Zuppa di pesce

 
 
Primo Giorno
Ancona: Itinerario insolito

Sera
Al Teatro delle Muse, per ammirare il risultato di una faticosa e lunga ristrutturazione mentre ci si gode uno spettacolo di lirica, prosa o musica sinfonica. Dopocena sfizioso a base di ostriche, salmone e formaggi al Liberty Cocktail Lounge, locale di tendenza noto per gli ottimi cocktail della casa. Volendo esagerare, la serata può concludersi provando uno dei dieci tipi di assenzio o una più classica birra belga al pub birreria Paspartù.
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 Ancona

Rocca di Offagna

Loggia dei Mercanti ad Ancona

 
Inizio
 
succ.
 
Itinerario insolito
Secondo Giorno

Mattina
Vino un tempo emergente e ormai consacrato dalla recente assegnazione della Docg, unico rosso marchigiano, il corposo Rosso Conero è vinificato da uve Montepulciano (con piccole aggiunte di Sangiovese) coltivate nella zona del Monte Conero, in parte all'interno del Parco regionale nel territorio di sette comuni della zona: oltre ad Ancona, Offagna, paesino medievale stretto intorno alla rocca ben conservata, Camerano, Sirolo, Numana, Osimo e Castelfidardo, dove il tema bucolico della mattinata giustifica una deviazione al Museo internazionale della Fisarmonica. La zona è non solo un luogo ideale per indulgere nei piaceri della buona tavola oltre che del buon vino, ma assicura anche splendidi paesaggi rocciosi, inusuali lungo il litorale adriatico, e bianche spiagge. Il vitigno, di origine abruzzese, fu importato relativamente di recente per la sua adattabilità ai terreni vicini al mare, calcarei e poveri, anche se qui la vite la coltivarono per primi i greci siracusani nel IV secolo a.C. Volendo degustare alla fonte il mitico Rosso, il posto giusto è Camerano, dove ci sono ben due cantine di produttori: Spinsanti e Silvano Strologo. Per pranzo la proposta è una trattoria semplice con cucina a vista e menù fisso a base di pesce e pasta fatta in casa, Da Sara a Sirolo.
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Porto di Numana



Camerano

 
Inizio
prec.
succ.
 
Secondo Giorno
Ancona: Itinerario insolito

Pomeriggio
L'itinerario vira sulle ali dei grandi dell'arte e della letteratura, sfruttando solo alcune delle innumerevoli suggestioni che questo angolo d'Italia sa offrire, grazie a un passato culturale ricco e vitale. Da Sirolo si prende la strada litoranea in direzione sud e si svolta verso l'interno imboccando la SS 77, per giungere dopo una decina di chilometri all'antica cittadina di Recanati, patria di quello che è forse il figlio più famoso delle Marche, Giacomo Leopardi. Da qui, risalendo verso il capoluogo, si indugia nel Conero, appartato luogo di villeggiatura con quel non so che di "lontano dalla pazza folla" (dell'Adriatico) che ha attirato scrittori passati e presenti come il monaco del Cinquecento Teofilo Folengo, noto poeta maccheronico, Gabriele d'Annunzio, ospite nella torre De Bosis a Portonovo, ed Enrico Brizzi, che spesso qui trascorre le sue vacanze, scrivendo ai tavolini di una delle trattoria "con vista" del paese. Rientrando ad Ancona, si può scegliere di "scavalcare" il ricco patrimonio artistico del capoluogo e concentrarsi sull'essenziale. In tre tappe nel centro storico, tutte a poche centinaia di metri una dall'altra, si possono ammirare le opere di due grandissimi pittori del Rinascimento che, provenienti dal Nord, operarono in città. Lorenzo Lotto, dopo aver molto lavorato nell'entroterra marchigiano, ad Ancona eseguì la Madonna e Santi (1538-39), esposto alla Pinacoteca civica "Francesco Podesti" proprio di fianco alla Pala Gozzi, capolavoro del primo Tiziano. Altre due opere a due passi dal museo sono l'Assunta (1550) di Lotto, nella chiesa di S. Francesco alle Scale, e la Crocifissione di Tiziano, nella chiesa di S. Domenico.
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Lasagne

 
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prec.
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Secondo Giorno
Ancona: Itinerario insolito

Sera
Per cena l'indirizzo giusto per degustare il nettare locale è Aiòn, il ristorante dei Moroder, produttori storici di Rosso Conero. La cucina è semplice e attinge alla tradizione locale. I piatti propongono soprattutto carne e selvaggina in parte allevate nella tenuta, come papere, polletti e conigli. Dopo cena si può salire al Duomo per godere della splendida vista della città, oppure controllare la programmazione del Lazzaretto: spettacoli di pregio su una rocca circondata dalle acque del frenetico porto.
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