Lo stile per eccellenza del Seicento con le sue forme irregolari, la sua abbondanza di elementi, l'esuberanza e la stravaganza delle linee è un linguaggio che ricorre nei monumenti del centro storico di Lecce, città barocca per eccellenza. Una bellezza di forte impatto esaltata dall'uso della pietra leccese finemente intagliata dalle maestranze dell'epoca, una pietra molto duttile e dal colore caldo. Lasciamoci catturare dalla meraviglia di queste forme iniziando il nostro itinerario in città dalla
Chiesa di Santa Croce, simbolo del Barocco leccese, a cui hanno lavorato tre famosi architetti: Gabriele Riccardi, Cesare Penna e Francesco Antonio Zimbalo. Ammiriamo la facciata che trabocca di elementi, figure antropomorfe, animali, piante, statue sacre e il magnifico rosone dove si susseguono melograni, uve, cherubini alati, allegoria delle stagioni, con la ruota che simboleggia la vita. Proseguiamo in via Vittorio Emanuele per visitare la
Chiesa del Gesù, famosa per l'altare maggiore opera di Giuseppe Cino, fra i più famosi architetti barocchi insieme allo Zimbalo. Spostiamoci, poi, in piazza Sant'Oronzo, dal nome della statua del santo protettore che svetta da una colonna eretta nel 1666 nella piazza. Qui si affaccia la
Chiesa delle Grazie con due grandi timpani, uno curvilineo e uno triangolare, mentre poco distante si trova la
Chiesa di Sant'Irene, conosciuta dai leccesi come Chiesa dei Teatini, che conserva alcuni pregevoli altari barocchi. Non dimentichiamo quindi il
Duomo e il suo splendido campanile. La chiesa, alla cui costruzione lavorò lo Zimbalo, presenta due facciate una laterale che con ricchi ornamenti e una frontale più sobria che dà sulla piazza. Dello stesso architetto è anche la
Chiesa del Rosario, che troviamo in fondo a via Libertini.