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Mercoledì 25 Aprile 2018 














Trieste
Personaggio storico
Italo Svevo
Il vero nome di uno dei più illustri protagonisti della letteratura italiana era Ettore Schmitz, triestino di nascita, 19 dicembre 1861, ma di origine tedesca e di famiglia ebrea da parte del padre. Ettore, avviato dal padre, inizia gli studi commerciali all'Istituto Superiore di Commercio Pasquale Revoltella, ma ben presto comincia ad interessarsi a temi culturali e letterari. Inizia a lavorare nella Banca Union nel 1880 e presto anche a collaborare con il giornale triestino l'Indipendente. In questi anni frequenta regolarmente la Biblioteca Civica di Trieste dove sboccia il suo profondo interesse per i grandi narratori francesi e per la filosofia che spingono Ettore Schmitz inizia a scrivere le prime novelle e il romanzo: Una vita, pubblicato nel 1892 con il nome di Italo Svevo. La scelta di questo pseudonimo, con cui sarà conosciuto nel tempo a venire, non è casuale ma rappresenta piuttosto la sintesi della sua identità. Nel 1896 sposa Livia Veneziani, matrimonio che lo porterà a lasciare il lavoro in banca e ad intraprendere una vita da uomo d'affari nella ditta del suocero. Nel 1898 pubblica il suo secondo libro Senilità. Intanto durante lo studio della lingua inglese, che si rende necessario per l'attività commerciale che lo porta spesso in Inghilterra, presso la Berlitz School di Trieste avviene l'incontro con James Joyce insegnante in questa stessa scuola. Fra lo scrittore irlandese e Italo Svevo nasce reciproca stima ed amicizia che li porta a condividere di interessi letterari e per la psicoanalisi. Durante il primo conflitto mondiale l'attività commerciale del suocero vive una battuta d'arresto e lo scrittore si dedicherà alla collaborazione con alcuni giornali, all'approfondimento di temi letterari, psicoanalitici e alla scrittura che avrà come risultato la pubblicazione del suo romanzo più famose: La coscienza di Zeno, del 1923. Il lavoro viene accolto in Italia con disinteresse e sarà merito dell'amico Joyce se il romanzo riscontrerà invece un notevole favore dei critici francesi, e un sentito apprezzamento gli giunge anche da Eugenio Montale, con cui strinse una grande amicizia. Dopo il successo in Europa e l'avvenuto riconoscimento anche nel suo paese Italo Svevo muore in un incidente d'auto il 13 novembre del 1928 vicino Treviso.



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