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Lunedì 11 Dicembre 2017 







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L'area Tiburtino-Sublacense.

Tra eremi e abbazie all’ombra degli olivi

L’Area Tiburino-Sublacense comprende 49 comuni su un territorio di oltre 1000 kmq, attraversato dal fiume Aniene. Le vie di accesso sono la Tiburtina e la A24, ma la maggior parte delle località è collegata da strade secondarie. Sono interessanti i resti di epoca romana, ma ciò che contraddistingue la zona è il fenomeno del monachesimo medievale, testimoniato da eremi, santuari e abbazie. Non meno importante è l’aspetto ambientale grazie alla suggestiva Valle dell’Aniene e alla presenza dei due Parchi Regionali dei Monti Lucretili e dei Simbruini. Il paesaggio è caratterizzato dal verde degli oliveti che, dalla Sabina ai Colli di Tivoli, forniscono olio d’oliva extra vergine. A sud non manca la vite: nei comuni di Olevano Romano, Roiate, Arcinazzo Romano e Affile si produce il rosso D.O.C. Cesanese, da gustare con piatti tipici quali pasta fatta in casa, polenta, castrato, carni di maiale, dolci con mandorle, cioccolata e miele.
Meritano una tappa Guidonia e Montecelio; la prima è di origine recente, mentre l’altro, nato nel X secolo come Castrum Monicellorum, racchiude testimonianze di epoca medievale: la rocca fortificata e il Palazzo dei Principi. Da qui si raggiunge Sant’Angelo Romano, da cui è possibile fare escursioni nel parco urbano di Grotta Cerqueta. Nel Parco Regionale dei Monti Lucretili, dove spiccano le vette del Pellecchia e del Gennaro, dimora dell’aquila reale, è situata Marcellina, citata come nucleo urbano a partire dall’anno Mille, anche se il suo sviluppo si ebbe nel Basso Medioevo, periodo al quale risale il monastero di Santa Maria in Monte Dominico, con l’omonima chiesa. Di notevole interesse sono San Polo dei Cavalieri, dove si può visitare la chiesa di San Nicola e il castello baronale del XV secolo, e Palombara Sabina. Qui le varie dominazioni hanno lasciato numerose testimonianze tra le quali il castello Savelli e la collegiata di San Biagio, ma il vanto della città è l’Abbazia di San Giovanni in Argentella, centro benedettino in stile romanico. Verso il confine con il Reatino si incontrano Moricone, Monteflavio, Montorio Romano e Nerola. A Moricone sono da vedere il castello risalente al X secolo, che domina il Monte Moricone, e il borgo medievale. Di notevole interesse anche Monteflavio, ai margini del Parco dei Lucretili, e, tra il Tevere e il lago Turano, Montorio Romano con il palazzo baronale del XII-XIII secolo e la chiesa di San Lorenzo Abate. Infine, Nerola con il suo borgo medievale e il Castello Orsini.
Lasciando la Sabina per addentrarsi nell’area Tiburtina, si incontra Tivoli, il centro più noto. Famose le Terme delle Acque Albule, la rinascimentale Villa d’Este e le ville romane Adriana e Gregoriana. Lungo la Tiburtina altre due piccole città, ricche di borghi, castelli, chiese medievali e rinascimentali: Castel Madama, che deve il suo nome a Madama Margherita d’Austria, figlia di Carlo V, e Vicovaro, dove meritano una visita il tempietto di San Giacomo e il monastero di San Cosimato, di ispirazione orientale.
Nel parco sorge Roccagiovine, dominata dall’antico Castello Orsini (XIII secolo). La sua storia è legata al poeta Orazio al quale Mecenate donò una villa che oggi si trova nel comune di Licenza, cittadina sovrastata dal palazzo baronale degli Orsini. Sempre nel parco si trova Percile, di cui si possono visitare il castello feudale degli Orsini e le chiese di Santa Maria della Vittoria e di Santa Anatolia. Al confine della provincia vi sono i comuni di Vivaro Romano, Vallinfreda e Riofreddo, tra i 600 e gli 800 metri di altitudine. Vivaro conserava i resti del castello medievale, mentre Vallinfreda, sulle pendici del Monte Croce, offre molta tranquillità e un clima salubre. Ai piedi del Monte Aguzzo si trova Riofreddo, con rovine romane e l’oratorio dell’Annunziata di origine romanica, rimaneggiato nel XV secolo.
Tornando sulla Tiburtina si giunge nei comuni di Cineto Romano e Mandela. Nel primo si trovano il castello dei Del Gallo, dalla torre quadrata, e la chiesa di San Vincenzo, mentre due chiese e un palazzo baronale rappresentano la dote artistica di Mandela. A una sessantina di chilometri dalla capitale sorge Roviano, dove vale la pena di visitare il Museo della Civiltà Contadina dell’alta Valle dell’Aniene, il Castello Brancaccio del X secolo, la porta Scaramuccia e la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Segue Anticoli Corrado, che fu luogo di vacanza di Luigi Pirandello e ha mantenuto l’aspetto medievale con stradine strette e la piazzetta con la fontana dell’Arca di Noè. A pochi chilometri, Arsoli, in posizione dominante sulla Valle del Bagnatore. Antico possedimento dei monaci di Farfa, il paese conserva il Castello Massimo con sale affrescate dagli Zuccari e da Marco Benefial e le chiese del SS. Salvatore, della fine del Cinquecento, e di San Bartolomeo.
Dalla Tiburtina si raggiunge l’area sublacense che gravita intorno al centro più importante, Subiaco. Le prime tappe sono Sambuci, dominata dai resti del castello dei Theodoli, e a circa due chilometri Ciciliano, nata come castello intorno al X secolo, ma di origini romane. Notevoli le testimonianze archeologiche, come i resti del piccolo centro romano di Trebula Suffenas all’interno di Villa Manni (privata) e il centro medievale con le chiese della Madonna della Palla e di Santa Liberata. Poco lontano è Saracinesco, probabilmente fondata dai Saraceni. Sulla via Empolitana si incontra Cerreto Laziale, dove è d’obbligo una visita alle chiese di San Sebastiano e di Santa Maria Assunta, e Gerano con il Palazzo di Corte del XIV secolo, la chiesa di Santa Maria Assunta e la chiesa di Sant'Anatolia, poco fuori dal paese, sede del culto della santa.
Le tappe successive sono Marano Equo, inizialmente sotto la giurisdizione dei monaci sublacensi, Canterano, Rocca Canterano e Agosta. Situati in posizione scenografica, i primi due paesi devono la loro origine all’abate di Subiaco Giovanni V, mentre Agosta, fondata anch’essa dai monaci, è caratterizzata dal borgo medievale. Infine si giunge a Subiaco, all’interno del Parco Regionale dei Monti Simbruini. Famosa per il monastero di Santa Scolastica e il Sacro Speco, dove alla fine V secolo dimorò san Benedetto da Norcia, che qui scrisse la sua Regula, Subiaco ha origini romane testimoniate dai ritrovamenti archeologici: la statua dell’Efebo e i ruderi dell’imponente Villa di Nerone ultimata nel 60 d.C. Nella cittadina si trovano inoltre la rocca abbaziale o castello dei Borgia e numerose chiese. Qui c’è l’unica stazione sciistica alle porte di Roma, Monte Livata.
Sempre all’interno del Parco dei Simbruini, che occupa 38.000 ettari, si trovano Cervara di Roma, Jenne, Vallepietra e Camerata Nuova. Cervara appare ricca di archi, scalinate e piazzette. Belli i resti della rocca, la collegiata di Maria Santissima della Visitazione e la Scalinata degli Artisti. Se i monumenti più interessanti di Jenne sono le chiese di Sant'Andrea Apostolo e della Madonna delle Grazie e la cappella della Madonna della Rocca, Vallepietra è famosa per il santuario della Trinità sul Monte Autore, vicino alle sorgenti del Simbrivio. Infine, all’estremo confine con l’Abruzzo, sorge Camerata Nuova.
Poco distante da Subiaco c’è Arcinazzo Romano, il comune più alto della Valle dell’Aniene. Interessanti sono i resti di una torre medievale del XII secolo e la chiesa di Santa Maria Assunta. Nella stessa area si trova Affile, dove san Benedetto compì il primo miracolo. A Roiate, che prende il nome dalla Fonte Roia, si possono visitare le chiese di Santa Maria, del SS. Salvatore e di San Tommaso. Troviamo infine Olevano Romano, nota per il bosco della Serpentara che ispirò il Doré e numerosi pittori tedeschi.
Proseguendo verso l’interno dell’area sublacense, si incontrano Bellegra, Rocca Santo Stefano, San Vito Romano, Capranica Prenestina e Pisoniano. Ritornando verso Roma è da segnalare San Gregorio da Sassola, che ospita l’interessante Borgo Pio, fatto costruire dal cardinale Carlo Pio di Savoia, e il castello, che domina il paese, risalente al X secolo. Subito fuori dall’abitato si trovano il convento di Santa Maria Nova e la Chiesa di San Giovanni Evangelista. Ad appena tre chilometri c’è Casape con le case strette intorno all’antico castello dei Borgia e infine Poli, con un bel palazzo ducale e la chiesa gotica di Sant'Antonio.

Da non perdere:
Festa di San Benedetto a Subiaco (21 marzo)
Festa di Santa Anatolia/Infiorata a Gerano (9 e 10 luglio)
Sagra dell’oliva in salamoia a San Gregorio da Sassola (agosto/settembre)
Sagra dell’olio a Marcellina (novembre/dicembre)
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