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Venerdì 15 Dicembre 2017 







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La Valle del Tevere.

Lungo il fiume tra storia e arte

L’Area della Valle del Tevere comprende 20 comuni situati per gran parte lungo alcune delle principali vie consolari ed è divisa dal fiume in due zone: la campagna Sabino-Latina e quella Etrusco-Capenate. In un ambiente naturale come quello del Parco della Valle del Treja e delle riserve naturali di Nazzano-Tevere-Farfa e del monte Soratte, si inseriscono testimonianze delle civiltà passate: il parco archeologico di Vejo, il Lucus Feroniae e la villa dei Volusii. La visita di quest’area, caratterizzata dalla presenza dell’olivo, particolarmente rigoglioso nella zona del "candido" Soratte caro a Orazio, consentirà agli amanti della buona cucina di acquistare dell’ottimo olio e di degustare un buon vino D.O.C., il Bianco Capena, adatto alle pietanze tipiche della zona. Raggiungibili dalle vie Salaria e Nomentana o dall’A1 sono Monterotondo e Mentana, che insieme a Montelibretti rientrano nella Sabina romana, anch’essa legata alla produzione di olio d’oliva D.O.C. di ottima qualità. Situato sulla Salaria, Monterotondo rappresentò per secoli un punto strategico per la difesa di Roma: il palazzo comunale, il duomo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie con un’edicola del XV secolo ne testimoniano l’antica importanza. Tra dolci colline appare Mentana, conquistata nel 338 a.C. dai Romani. Al periodo tardo-repubblicano appartengono gli Horrea Agrippinae, grandiosi magazzini di proprietà della madre di Nerone. Per rammentare gli avvenimenti storici che hanno caratterizzato la vita di una città in cui, come a Monterotondo, è vivo il ricordo del passaggio dei Garibaldini, il comune propone itinerari storico-archeologici e visite guidate. L’ultimo centro lungo la Salaria è Montelibretti, la cui storia è legata a quella dell’Abbazia di Farfa. Da segnalare Palazzo Barberini, intorno al quale sorse il primo nucleo urbano, e la chiesa di San Nicola di Bari del 1535.
Tra la Cassia e la Flaminia si trovano 5 comuni con tipici borghi medievali. Prima però è consigliabile una sosta a Isola Farnese e ai resti della città etrusca di Vejo. Vanta origini etrusche anche Formello che divenne proprietà dei monaci di San Paolo intorno al 1000, per passare poi agli Orsini e infine (XVII secolo) alla famiglia Chigi Albani. Suggestivo è il borgo e interessanti appaiono Palazzo Chigi e le chiese di San Lorenzo e di San Michele Arcangelo dell’XI secolo.
Sulle pendici vulcaniche del Monte Musino sta Sacrofano, nel cui centro spicca la chiesa di San Giovanni Battista; fuori dal borgo vi sono l’antico palazzo comunale e la chiesa di San Biagio. Un altro paese di origine etrusca è Campagnano di Roma, con la bellissima chiesa di San Giovanni Battista; segue Magliano Romano, abbarbicato su una rupe che domina la Valle Nocchia. Infine si giunge a Mazzano Romano, collocato su una piccola altura a strapiombo sulla Valle del Treja.
Percorrendo la Flaminia, la Tiberina e l’A1, si raggiungono 12 comuni sui quali domina la vetta del Monte Soratte. Ad appena 28 chilometri da Roma si incontra per primo Riano, uno dei paesi più antichi della Valle del Tevere, i cui gioielli sono il Castello Boncompagni Ludovisi e il Fontanone del 1600. Dopo pochi chilometri si incontra Castelnuovo di Porto che vanta al suo ingresso una bella stazione di posta del 1300. Da visitare la Rocca Colonna del XVI secolo, la chiesa di San Silvestro in Colonna e la collegiata di Santa Maria Assunta. Riconoscibile per la mole trecentesca del Castello Orsini è Morlupo, la cui origine, come quella di Castelnuovo di Porto, è legata alla fuga delle popolazioni in luoghi più difendibili dalle invasioni di Saraceni e Ungheri. Degni d’interesse Mazzocca, un borgo medievale intatto, e la Palazzina Borghese. Nelle vicinanze si incontra Capena, punto di partenza per uno dei siti archeologici più interessanti del Lazio: Lucus Feroniae, l’antico bosco sacro alla dea Feronia. La cittadina medievale, arroccata su uno sperone di tufo, ha risentito dell’influenza dei Benedettini, ravvisabile nelle chiese di Sant'Antonio Abate, della Madonna delle Grazie e di San Leone. Ai piedi del Soratte sta Rignano Flaminio, soggetta prima a Capena e poi a Roma, come è testimoniato da reperti archeologici. Da visitare la Rocca Savelli, la Catacomba di Teodora e la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. A Sant’Oreste si accede da tre porte aperte alla struttura difensiva dei bastioni. Famoso l’organo Bonifazi (1638) della collegiata di San Lorenzo Martire che ridà vita alle musiche barocche in occasione di diverse manifestazioni. Interessanti le escursioni sulle pendici del monte con i ruderi del tempio di Apollo e quelli del santuario romitorio di San Silvestro. Su un’altura, a dominare la Valle del Tevere, si trova Fiano Romano (da non perdere le visite guidate al castello organizzate dal comune). Ancora sulla via Tiberina ci sono Civitella San Paolo e Nazzaro. La prima deve il nome ai monaci di San Paolo, che la dotarono di un castello fortificato; il secondo fu dapprima dominato dalla famiglia Savelli e solo in seguito passò ai monaci. Interessanti le visite nella Riserva Naturale Nazzano-Tevere-Farfa, per la quale è stato allestito un Parco Didattico. Della riserva fa parte anche Torrita Tiberina, che si presenta come un borgo racchiuso all’interno di ciò che rimane del Castello Orsini Savelli (1100). A pochi chilometri da Torrita c’è Filacciano, un centro che colpisce per la sua singolare struttura prospettica urbana, tipica del Seicento. Da visitare la chiesa di Sant'Egidio, edificata dai monaci dell’Abbazia di Farfa.
L’ultima tappa nell’area della Valle del Tevere è Ponzano Romano, che merita una visita per il borgo medievale costruito in funzione difensiva e per l’Abbazia di Sant'Andrea in Flumine, a tre chilometri dal paese.

Da non perdere
Festival delle Rocche a Sant’Oreste, Filacciano, Ponzano Romano e Rignano Flaminio (dicembre-gennaio)
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