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Venerdì 15 Dicembre 2017 

Dolci siciliani
L'influenza della cultura araba ha lasciato in Sicilia profonde tracce non solo nell'architettura (si vedano, per esempio, il palazzo della Zisa di Palermo e lo straordinario chiostro di Monreale) ma anche nella cucina e, in particolare, nell'arte dolciaria. Un viaggio in Sicilia consente di scoprire nei sapori di un pasticcino, di una torta o di un gelato, le millenarie stratificazioni lasciate da tutti i popoli che hanno attraversato l'isola.
Gli aspetti più evidenti del carattere della pasticceria siciliana sono soprattutto due: le profonde radici arabe e il successivo sviluppo nel chiuso delle cucine conventuali. A Palermo hanno avuto grande importanza i conventi della Martorana e di Santa Caterina, i Monasteri delle Vergini, di San Vito, della Badia del Cancelliere e dell'Osiglione. Altre ricette fondamentali sono arrivate dai Monasteri della SS. Annunciata di Paternò, di Santa Chiara a Noto, di Santa Caterina a Sciacca, di San Carlo a Erice e di Santo Spirito ad Agrigento.
Oggi il frutto di queste lontane esperienze lo si ritrova in tutte le pasticcerie dell'isola.

Le tappe del viaggio
Tutta l'arte dolciaria siciliana, un tempo divisa per caratteristiche nei diversi territori, ha subito un processo di omologazione che consente oggi di trovare quasi ovunque tutte le grandi specialità, dalla cassata al cannolo di ricotta, dal torrone alla pasta di mandorle. Alcune località si distinguono tuttavia per lavorazioni particolari legate alla tradizione. Quelle che seguono sono le più importanti indicate secondo un itinerario che parte da Messina e percorre l'isola in senso orario fino a Palermo.



 
 
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