 |
Campagna senese |
|
Sentieri di campagna costeggiati da filari di cipressi, colline dominate da casali centenari e città fortificate, cattedrali ariose del Rinascimento oppure gotiche e misteriose come solo quelle medievali possono essere: ecco tutti i luoghi affiorati dal profondo della memoria come un deja vù, paesaggi impressi nella nostra coscienza quasi fossero un archetipo primario. Luoghi che, proprio per questo, si prestano tanto bene ad ambientare storie per il grande schermo. E il motivo di tanta familiarità diventa ragione di se stesso, fino a confondere causa ed effetto: la Toscana piace tanto ai registi perché cinegenica (passateci il termine!) e inconsciamente familiare all'animo umano? O risulta tanto gradita a una fitta schiera di turisti internazionali proprio perché resa inconsapevolmente popolare dalle inquadrature di film che hanno fatto il giro del mondo?
Fatto sta che le crete senesi, il Chiantishire e la Valdorcia sono da anni lo sfondo ideale di pellicole italiane e straniere. Paesaggi d'incomparabile bellezza, che è impossibile dimenticare e che per questo sono diventati veri e propri co-protagonisti di film come "Il paziente inglese" di Anthony Minghella o "Io ballo da sola" di Bernardo Bertolucci.
Non solo la bellezza ma l'emozione –amorosa, mistica o fiabesca- pervade i luoghi d'arte, di fede e di lavoro dove il cinema vuole ritrarre la vita nelle sue mille sfaccettature: tra i primi ad accorgersi delle potenzialità cinematografiche del Senese fu Franco Zeffirelli, che nel 1968 ricorse alla cinquecentesca Pienza per girare il vincitore di due premi Oscar "Romeo e Giulietta", per poi tornare nel 1971 a San Gimignano ad ambientarvi la prima parte di "Fratello Sole, Sorella Luna", biografia di San Francesco d'Assisi per il grande schermo. Celebre anche il ricovero dell'agonizzante Lazlo de Almansy affidato alle pietose cure dell'infermiera Hana nel film di Minghella, girato nell'ex monastero di Sant'Anna in Camprena, e l'Abbazia di San Galgano, strappata dalle locandine di "Nostalghia" di Andrej Tarkovskij (1983) ai depliant turistici come esempio universale di austerità e misticismo fatti realtà. La terra dei sogni trova invece la sua capitale in Montepulciano, gioiello dell'arte rinascimentale dove Michael Hoffman ha girato gli esterni dello shakespeariano "Sogno di una notte di mezza estate" nel 1999. E Roberto Benigni ci riprova nel 2002 a creare un'atmosfera incantata, localizzando la fiaba più famosa della nostra infanzia proprio nella campagna senese: la casa di Pinocchio è in Toscana, tra i campi dorati di Castelfalfi. E da qui comincia il nostro weekend...
|