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Sabato 16 Dicembre 2017 













Vinoterapia nelle terre del Lambrusco
Vigneti a perdita d'occhio e acque minerali dalle proprietà benefiche, laghi di montagna e fanghi salati che sgorgano dal terreno: benvenuti nell'Emilia che rigenera con i suoi scenari suggestivi e la sapiente abilità di viziare i suoi ospiti. Sassuolo, Modena, Cervarezza e Reggio Emilia: in un percorso che si snoda lungo fiumi d'acqua e vino, ci addentriamo nella valle del Secchia, che corre dall'Appennino Reggiano fino in pianura a irrigare campagne fertili e verdissime, dove sgorgano fonti termali note da secoli, e dove il Lambrusco è protagonista della tavola e segreto di bellezza, attraverso i trattamenti a base d'uva. Grazie alla vinoterapia, assicurano gli esperti, sparisce ogni traccia di stress e torna il piacere di vivere; non resta che partire iniziando con un bel brindisi alla salute, accompagnati dalle bontà della cucina emiliana!

Primo Giorno
Modena, una città bella e buona
 
Sassuolo, meta di vacanze nobili
 
Vino a gogo nelle Terme della Salvarola
Secondo Giorno
   
I vulcani fangosi delle Salse di Nirano
 
Le acque Termali di S. Lucia e il Lago di Ventasso
 
Quattro salti in discoteca
Terzo Giorno
   
Trekking sull'Appennino Reggiano
 
Reggio Emilia, crocevia di piaceri
 
Cibo per la mente

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Panorama aereo

Palazzo Ducale

Zampone

 
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Vinoterapia nelle terre del Lambrusco
Primo Giorno

Mattina
Modena dà il benvenuto ideale a tutti coloro che si trovano in cerca del piacere e del benessere: gioielli architettonici, ospitalità innata, cucina squisita e un'intensa vita culturale. La visita di questa città multiforme non può che iniziare dalla Piazza Grande con il Duomo, capolavoro del romanico italiano, dichiarato con la torre Ghirlandina Patrimonio Mondiale dell'umanità dall'Unesco. A poca distanza dalla cattedrale, in pieno centro, sorge il seicentesco Palazzo Ducale, oggi sede dell'Accademia Militare, che ospitò la corte Estense, trasferitasi a Modena da Ferrara nel 1598. Di grande interesse sono le collezioni della Galleria e della Biblioteca Estense, custodi di opere d'arte di assoluto valore: tra le tante, il ritratto del Duca Francesco I eseguito dal Velazquez e la Bibbia di Borso d' Este, capolavoro della miniatura ferrarese del XV secolo. La riflessione sulla bellezza è stata nel 2002 il tema centrale della manifestazione più innovativa della città: il Festival della Filosofia. Tra il 20 e il 22 settembre, infatti, si è tenuta una serie di mostre, spettacoli, incontri e dibattiti in compagnia dei grandi maestri del pensiero contemporaneo - da Massimo Cacciari a Gianni Vattimo - nelle piazze e nei teatri, nei musei e nei palazzi di Modena.
Una passeggiata sotto i caratteristici portici permette di addentrarsi nelle prelibate tradizioni gastronomiche della zona: suggestive botteghe e accoglienti locali offrono specialità come l`Aceto balsamico di Modena, i tortellini, lo zampone, il Parmigiano Reggiano e il nettare delle campagne emiliane, il Lambrusco. La pausa in un ristorante che propone un eccellente menù di piatti tipici è d'obbligo, la visita a una cantina di Lambrusco dell'omonimo Consorzio è altamente consigliabile.
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Vigneti intorno a Sassuolo

Palazzo Estense

Bagno all'estratto d'uva

 
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Primo Giorno
Vinoterapia nelle terre del Lambrusco

Pomeriggio
Addentrandosi nei vigneti lungo il Secchia si raggiunge Sassuolo. La cittadina, sorta sulle rive del fiume che rende fertili le colline del Lambrusco, offrì magnifici soggiorni ai Duchi d'Este e nel XVII secolo diventò il luogo ufficiale dei loro svaghi e villeggiatura. A testimonianza degli antichi fasti estensi si conserva la Reggia, gioiello della cultura barocca dell'Italia settentrionale; il Palazzo si presenta ai visitatori in tutto il suo splendore grazie a recenti opere di restauro sugli affreschi del francese Jean Boulanger e sulla struttura, realizzata dall'architetto ducale Bartolomeo Avanzino. Relax e bellezza erano parte delle nobili vacanze della famiglia d'Este, che sfruttavano i benefici effetti delle Terme localizzate proprio qui. Oggi le acque salsobromoiodiche e sulfuree di Sassuolo mescolano i loro principi rigeneranti a quelli del Lambrusco vendemmiato nelle campagne circostanti: il risultato è una serie di trattamenti beauty d'avanguardia. Nel cuore dei vigneti del Lambrusco, in località Salvarola, sorge infatti un Centro di bellezza unico in Italia, dove i classici trattamenti termali sono affiancati al trattamento estetico più goloso del momento: la vinoterapia.
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Massaggi al Lambrusco

Crostata alle ciliegie



 
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Primo Giorno
Vinoterapia nelle terre del Lambrusco

Sera
Dopo l'arrivo in albergo e una visita medica per un trattamento personalizzato, si può procedere ai trattamenti previsti nel pacchetto weekend di cure enoiche a base d'uva Lambrusco e di tutti i suoi derivati, ottime per combattere lo stress e l'invecchiamento cutaneo: massaggi con chicchi freschi di Lambrusco, maschere al viso all'olio di vinacciolo e bagni agli estratti d'uva. Quella che è diventata giocosamente nota come la cura dell'acqua & vino risveglierà l'appetito al punto giusto per una serata al Ristorante Antiche Terme, dove si propongono menu bilanciati ma ricchi di sapore emiliano: l'ideale è annaffiare la cena con un buon Lambrusco!
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Fanghi termali

Salse di Nirano

Cespugli di ginestra

 
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Secondo Giorno

Mattina
Svegliandosi di buon'ora è possibile approfittare delle cure previste in beauty farm e andare alla scoperta delle colline emiliane, inerpicandosi verso l'Appennino. Il terreno argilloso dal quale sgorgano le acque termali tutt'intorno a Sassuolo dà origine a un posto davvero unico, costellato di piccoli "vulcani" che emettono fango salato. Si tratta della Riserva Naturale delle Salse di Nirano, un'area di particolare interesse naturalistico e paesaggistico, inserita in un suggestivo anfiteatro collinare. Presso il Centro Visite è possibile prenotare una guida del Gruppo Ecologico fioranese, visitare il laboratorio ambientale e il centro di documentazione. Per l'ora di pranzo un pic-nic all'aria aperta favorirà il relax grazie all'atmosfera altamente bucolica: al di là delle chiazze grigie delle salse, che conferiscono all'area un aspetto quasi lunare, nella valletta del Rio Serra fioriscono le ginestre e le rose selvatiche, ai margini di una folta boscaglia di olmi, salici e pioppi.
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Vista panoramica di Cervarezza - Fonte: AppenninoReggiano.it

Piscina termale

Flora del Lago Ventasso

 
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Secondo Giorno
Vinoterapia nelle terre del Lambrusco

Pomeriggio
Proseguiamo la giornata a Cervarezza, località che in latino medievale indicava il "luogo dei cervi". Si trova infatti nel punto dove le colline si increspano in profili più aspri e danno forma ai primi rilievi dell'Appennino Reggiano. Il pomeriggio scorre facilmente tra i servizi ricreativi del paese: basta scegliere tra una nuotata in piscina e le cure idroterapiche delle Fonti Termali di S. Lucia. A un chilometro dall'abitato sgorgano le acque minerali del monte Ventasso; agli amanti della natura si consiglia una sosta al Parco Flora di Cervarezza, che si estende un'area protetta con elementi di flora e fauna tipici dell'ambiente appenninico. Ancora più in alto, al Monte Ventasso, si trova invece una superficie d'acqua di oltre trentamila metri quadrati con profondità che sfiorano i dieci metri: si tratta di un Lago formatosi naturalmente nella conca scavata dai movimenti glaciali migliaia di anni fa. Oggi il Lago di Ventasso-Calamone, assieme alla torbiera del Lago Verde, rappresenta una zona umida di assoluto rilievo nell'Appennino reggiano. Il progressivo riempimento e la sedimentazione del lago, nel tempo, hanno creato un habitat paludoso dove vegetano rarità botaniche come l'orchidea Dactylorhiza Praetermissa. Suggestive anche le radure dove, nel corso dell'anno, si avvicendano pittoresche fioriture di piante d'alta quota: genziane dalle tipiche corolle azzurre, primule dai piccoli petali gialli e crochi dal grande fiore violaceo.
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Tortellini in brodo

Discoteca

 
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Secondo Giorno
Vinoterapia nelle terre del Lambrusco

Sera
A calmare l'appetito risvegliato dalla lunga giornata nella natura e dall'aria di montagna ci pensano i cuochi del ristorante la Tavernetta, un noto punto di riferimento sia per i turisti, sia per gli abitanti della zona che puntualmente vi si ritrovano lungo la statale appenninica per memorabili scorpacciate a base di tortellini e Lambrusco. Smaltire le calorie in eccesso non sarà un problema: la discoteca annessa al locale sembra studiata apposta per questo scopo.
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Anfiteatro roccioso

Fiume Secchia

 
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Vinoterapia nelle terre del Lambrusco
Terzo Giorno

Mattina
Per smaltire i fiumi di vino degustato, acquistato e usato nei trattamenti di bellezza, si può visitare la zona dove nasce il Secchia, che con la sua acqua scorre fino a valle offrendo le condizioni ottimali per la viticoltura del Lambrusco. Il sentiero che porta alle sue fonti conduce in uno dei luoghi di maggior bellezza paesaggistica dell'Appennino Settentrionale. Proseguendo da Modena oltre le zone visitate il giorno precedente, si arriva al Passo del Cerreto e lì si lascia l'auto. Respirando a pieni polmoni l'aria montana, ci si addentra in una verdissima faggeta camminando lungo il crinale che, oltre il passo dell'Ospedalaccio dove viandanti e pellegrini erano soliti fermarsi per ritrovare le energie - porta a un'area panoramica affacciata sulla Valle del Secchia. Da un lato si innalza il Monte Casarola, dall'altro il Monte la Nuda, ma nei giorni più limpidi l'occhio corre dalle ripide pareti scavate dalle acque schioccanti nella roccia fino alla pianura coltivata del Modenese e del Reggiano. Proseguendo lungo la strada forestale si scende leggermente fino al pianoro dove si gonfiano d'acqua le polle che danno origine al fiume Secchia; un'estesa prateria forma una nicchia verdissima, contornata da un anfiteatro roccioso di grande effetto: possiamo fermarci a contemplare la magnificenza del paesaggio prima di percorrere il sentiero a ritroso.
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Veduta aerea di Reggio

Grappolo d'uva Lambrusco

 
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Terzo Giorno
Vinoterapia nelle terre del Lambrusco

Pomeriggio
Scendendo dall'Appennino fino a Reggio Emilia, dopo un pranzo veloce tra i monti, si arriva in un'altra dimensione di benessere: il capoluogo di provincia che insieme a Modena è tra i maggiori produttori di Lambrusco è anche una delle città più prospere e vivibili d'Italia. Il centro urbano è racchiuso nell'esagono formato dai quartieri periferici -corrispondente al perimetro delle antiche mura - e, posto com'è sulla via Emilia, sembra davvero vocato all'accoglienza da tempo immemore: già con l'arrivo dei romani, all'inizio del secondo secolo A.C., Regium Lepidi si inserì nel sistema viario della penisola, mentre la pianura intorno veniva bonificata per sfruttarne le enormi potenzialità. Ecco le premesse ideali per una città che si sarebbe posta al centro di grandi vie di comunicazione, eppure dall'identità tranquilla e capace di offrire ai suoi ospiti i piaceri della buona tavola. Nei periodi di pace, la creatività dei reggiani ha avuto modo di manifestarsi con l'edificazione di sontuosi palazzi e numerosi edifici religiosi, che vale la pena visitare. Primo fra tutti è l'imponente Basilica della Ghiara, innalzata con eccezionale concorso d'artisti nella prima metà del seicento. Poi il Duomo, a ricordo del passato romano e medievale. Infine una tappa fondamentale per la storia nazionale: nel Palazzo Comunale, che fu la prima sede di un parlamento italiano, si ricorda ancora oggi la nascita del Tricolore, risalente al 7 gennaio 1797. Purtroppo il Palazzo è ancora in fase di restauro e risulta chiuso al pubblico, mentre sono aperti il Museo del Tricolore e la Stanza del Tricolore.
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Ristorante Il Pozzo

Gelato con aceto balsamico

 
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Terzo Giorno
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Sera
Appena il sole colora di rosso il cielo reggiano, è ora di tornare a tavola e allietare la serata con le delizie della cucina emiliana, annaffiate da tanto nettare di Bacco. In pieno centro storico, il suggestivo ristorante Il Pozzo offre un'ampia scelta tra 400 etichette di vino e propone ricette fantasiose, che esaltano le specialità della tradizione locale: irrinunciabili i tortelli verdi e il gelato alla crema con aceto balsamico. A due passi dal ristorante si trova il Teatro Ariosto, costruito nel Settecento e affrescato in gusto tardo liberty da Anselmo Govi negli anni Venti: particolarmente interessante la cupola interna, con raffigurazione di episodi dell'Orlando Furioso. Il cartellone degli spettacoli è solitamente ricco di prosa, approfittatene per saziare il vostro appetito d'arte dopo tante indulgenze enogastronomiche.


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