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Giovedì 14 Dicembre 2017 












Pantelleria, perla nera del Mediterraneo
Quando lo scirocco soffia e accarezza la macchia, Pantelleria accoglie con il profumo intenso delle sue piante aromatiche, un misto di origano, menta, timo e basilico, quello stesso profumo di Mediterraneo il cui ricordo, nei lunghi inverni di città, fa venire la voglia improvvisa di partire. Bent el Riah - "figlia del vento" - come la chiamavano i mercanti arabi che solcavano lo stretto di Sicilia, è un'isola piena di ricchezze, dominata dalla grandiosità della natura: bellezza, storia, resti di antiche civiltà e, non da ultima, l'emozione di trovarsi in una terra dove a determinare l'aspetto del paesaggio sono stati i fenomeni vulcanici (l'ultima eruzione risale al 1891). Pantelleria è la meta ideale per godere del sole e del mare, per riposare, per camminare seguendo magnifici percorsi naturalistici e, perché no, anche per praticare il surf e la vela. In quest'ultimo sport, i pantesi sono maestri e si sfidano spesso lungo la costa con le tipiche imbarcazioni di legno, mantenendo viva una tradizione millenaria che li ha portati a commerciare le loro prelibatezze - come il celebre passito, il moscato e i capperi - in tutto il Mediterraneo.

Primo Giorno
Una giornata in barca tra calette, grotte e faraglioni, con soste refrigeranti per fare un tuffo nello splendido mare.
 
Cena a base di cous cous a Pantelleria.
Secondo Giorno
   
Un giro completo dell'isola alla scoperta di resti neolitici, laghi vulcanici e terme naturali, intervallate da viste mozzafiato e bagni rigeneranti.
 
Cena tipica nel più famoso ristorante dell'isola.

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Pantelleria

Vista aerea di Pantelleria

Specchio di Venere

Il faraglione Fico d'india sulla costa orientale


Cala Tramontana

Zibibbo e passito

Pantelleria, colture a terrazze sulla costa orientale

Pantelleria, costa occidentale

Pantelleria, la costa a faraglioni verso Balata dei Turchi

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Il modo migliore per godere del mare e della costa rocciosa di Pantelleria è senza dubbio quello di muoversi a bordo di un'imbarcazione. Il periplo costiero dell'isola regala vedute di spettacolare bellezza sulla natura unica del luogo e rappresenta l'unico modo per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Il gommone è dunque l'ideale, perché permette di entrare anche nelle grotte più strette e di sostare a piacimento nelle calette per fare un bagno rinfrescante. In alternativa, ci sono le barche con skipper o i tour organizzati, ma con tappe fisse e orari da rispettare.
Il giro può cominciare dal porto di Pantelleria, con direzione est: si incontra così punta Nord, dominata dal monte Sant'Elmo, che digrada verso il mare nella bella cala del Bue Marino. Subito dopo si trova una spiaggia bassa, fra le punte di Guardia e di Karuscia, poi, superata la punta scoscesa di Pozzolana, appare la spiaggia di lastre piatte ("balate") di Khartibugal, che racchiude il Bagno dell'Acqua, detto anche Specchio di Venere, un lago d'acqua calda termale dove rilassarsi e fare un fango curativo in tutta libertà.
La tappa successiva è Cala dei Cinque Denti, con le sue straordinarie rocce nere e frastagliate; poi, girato il promontorio di Punta Spadillo, si costeggia una costa irregolare fino a Punta Gadir, dove comincia invece un'interessante serie di grotte basaltiche. Qui la costa, dominata dal monte Gibele e dalla Montagna Grande, si fa scoscesa fino a Cala Tramontana e a Punta Tracino, con il suo alto faraglione, seguito dalla Cala di Levante, con il celeberrimo arco dell'elefante, volta di roccia lavica che ricorda la proboscide del grande mammifero.
Nella parte orientale dell'isola la costa cambia ancora, con le pareti che s'innalzano ad altezze vertiginose, coronate dai faraglioni, fino all'incredibile strapiombo di Saltalavecchia e alle sue grotte più belle, visitabili se si possiede un'imbarcazione di piccole dimensioni: la Grotta del Duce e la grotta del Formaggio. A sovrastare la costa è l'antico cratere vulcanico di Cuddia Attalora fino al porticciolo di Dietro Isola, riparato dai venti di libeccio. Il giro continua superando la Balata dei Turchi, estremità meridionale dell'isola, con le sue lastre basaltiche che furono un tempo facile approdo per gli invasori, e dirigendosi verso sud-ovest per costeggiare il litorale scosceso della Cúddia di Scauri, con il porticciolo e altre grotte. Passate Punta delle Tre Pietre e Punta Fram, si incontra un tratto di spiaggia bassa e, dopo Punta Croce, il periplo si chiude con il ritorno al porto di Pantelleria.
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Porto di Pantelleria

 
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Primo Giorno
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo

Sera
Se è vero che ormai il cous cous è uno dei piatti più internazionali che ci siano, non bisogna dimenticare che in ogni luogo ne esiste una variante "tipica" da sperimentare. A Pantelleria, isola immersa nel pescoso Mediterraneo, questo piatto che arriva dalla vicinissima Africa si cucina, naturalmente, con il pesce, con l'aggiunta di una golosa guarnizione a base di verdure fritte. Per provarlo, si può scegliere uno dei ristoranti tipici della "capitale", magari direttamente sul lungomare.
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Pantelleria

Arco dell'elefante

Un tipico dammuso

Gadir




Essiccazione dei pomodori a Scauri

Pantelleria, costa occidentale

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Dopo averla contemplata dal mare, la giornata è dedicata alla scoperta del territorio e di una natura maestosa e unica. La via di comunicazione principale è la strada costiera, un anello di circa 40 km. Se si parte da Pantelleria e si percorre il circuito in senso antiorario, il primo punto d'interesse che si incontra è l'imponente castello di Barbacane, costruito dagli Arabi e poi rimaneggiato dai Normanni. Proseguendo verso sud, superati alcuni crateri vulcanici spenti di terra rossa, le cosiddette cúddie, ci si imbatte nelle vestigia dell'antico centro preistorico di Mursia, e poco oltre s'incontra un singolare gruppo di monumenti megalitici a forma di cupola, con cellette interne: sono i sesi , strutture funerarie di un misterioso popolo di età neolitica. Prima di raggiungere il villaggio di Scauri, antico approdo romano, si trova la grotta di Sateria, utilizzata per i bagni caldi e nota sin dall'antichità per la qualità delle sue acque termali, grotta dove secondo la mitologia Ulisse incontrò la ninfa Calipso. Una piccola deviazione dalla strada costiera conduce a Rekhale, villaggio dove si trovano gli esemplari più antichi delle tradizionali abitazioni dell'isola, i dammusi , con i giardini panteschi.
Balata dei Turchi è il punto meridionale estremo dell'isola, un antico approdo saraceno dove la strada verso il porticciolo e faro di Dietro Isola regala stupende viste sulla costa sottostante. Una volta giunti sulla costa orientale, dopo il mare "termale" (con sorgenti dove l'acqua raggiunge i 50°C) di Gadir, seguendo a piedi il sentiero che porta al faro di Punta Spadillo e deviando a sinistra in prossimità del faro stesso, si può raggiungere il lago delle Ondine, una piccola vasca lavica che il mare riempie di acqua verde smeraldo.
Il secondo itinerario privilegia invece l'entroterra e la scoperta della Riserva Naturale Orientata Isola di Pantelleria con la tipica flora e fauna; si parte da Pantelleria in direzione dell'aeroporto e si prosegue verso il paesino di Sibà, nelle vicinanze del quale, nella grotta Benikulà, si può fare la sauna con il vapore naturale. La strada si addentra poi verso la Montagna Grande (836 m) e prosegue fino a raggiungere il Monte Gibelè (700 m), dove si trova il getto di vapore della Favara Grande.
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Cous cous di pesce

 
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Secondo Giorno
Pantelleria, perla nera del Mediterraneo

Sera
Quello di Scauri è il secondo porto dell'isola, un grazioso villaggio che, al tramonto, si accende di un'incantevole luce rosata. Per goderne al meglio, l'ideale è sedersi a tavola nel giardino di uno dei più rinomati ristoranti dell'isola, "La Nicchia", gustando le specialità isolane.
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