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Martedì 12 Dicembre 2017 












Isole Tremiti, tra mito e natura
Un mare i cui colori sfidano quelli del vicino Gargano e della poco distante Dalmazia meridionale; una natura ancora selvaggia, dove l'impossibilità di coltivare ha permesso alla macchia mediterranea di regnare incontrastata; pochissimi abitanti eredi di quei coloni troiani guidati da Diomede che giunsero fin qui a fondare il primo insediamento. C'è proprio tutto alle Tremiti, per chi ama una vacanza sull'onda del mito, un po' isolati dal mondo e a contatto con un mare difeso dal 1989 dalla Riserva naturale marina Isole Tremiti, poi compresa nel Parco nazionale del Gargano. Certo, non in luglio e agosto, ma a giugno o a settembre (e nelle annate propizie anche maggio e ottobre) l'arcipelago che è composto da tre isole principali (San Nicola, San Dòmino e Capraia) e da un isolotto (Cretaccio), nonché dalla più lontana isola di Pianosa sa ancora regalare emozioni inaspettate.

Primo Giorno
Una passeggiata per l'isola di San Nicola, cuore storico dell'arcipelago, tra l'antica abbazia-fortezza e i sentieri nella macchia mediterranea.
 
Cena vista mare, tramonto da un punto panoramico e se i giorni sono quelli giusti si può assistere a uno degli eventi organizzati dalla piccola ma vivace comunità locale.
Secondo Giorno
   
In barca alla scoperta delle meraviglie naturali delle isole di San Domino e di Caprara, in un susseguirsi unico di incantevoli calette, insenature e grotte.
 
A San Domino non mancano i ristoranti dove assaporare piatti a base di pesce eccezionalmente fresco.

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Costa ovest dell'isola di San Nicola con Caprara sullo sfondo

Isola di San Nicola, il porticciolo

Isola di San Nicola, l'abbazia-fortezza di Santa Maria a Mare


Isola di San Nicola. Chiesa di Santa Maria a Mare

Isola di San Nicola. La Tagliata, la Torre del Cavaliere e il piombatoio

Il Cretaccio visto dall'isola di San Nicola

Isola di San Nicola vista da Caprara

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Meta turistica di grande richiamo, il piccolo arcipelago delle Tremiti si dispiega a una ventina di chilometri dalle coste settentrionali del promontorio del Gargano e sembra riassumerne i caratteri naturalistici più interessanti e gli aspetti più suggestivi dal punto di vista paesaggistico. La superficie complessiva delle tre isole principali distanti tra loro poche centinaia di metri supera appena i 3 kmq ed egualmente esiguo è il rispettivo sviluppo costiero: 9700 metri a San Domino, l'isola maggiore, 3700 a San Nicola e 4700 a Caprara. Le isole sono visitabili anche in una sola giornata, ma è solo restando per qualche giorno che è possibile apprezzare al meglio tutte le sfumature di questo piccolo angolo di paradiso, dal 1989 Riserva Marina inclusa poi nel Parco Nazionale del Gargano. La limpidezza del mare, i fondali policromi, un ecosistema armonioso fatto di vegetazione incontaminata e fauna pullulante, le tante cale e grotte, creano viste suggestive imperdibili per ogni appassionato del mare (acque ideali per le immersioni ) e della natura.
Il punto principale d'attracco delle imbarcazioni in arrivo dalla terraferma è San Nicola, la minore delle tre isole, ma che costituisce il centro amministrativo e cuore storico dell'arcipelago. Molto povera di vegetazione, con coste dirupate, il suo esiguo territorio è in gran parte occupato dall'abbazia-fortezza di Santa Maria a Mare(nota anche come "la Montecassino del mare"), la cui storia si identifica in gran parte con quella delle Tremiti stesse.
Sbarcati nel porticciolo si accede subito al nucleo antico, cinto da massicce mura da cui spiccano due torrioni: il primo che si incontra è detto dei Cavalieri del Crocifisso ed è ben conservato. una ripida strada in salita vegliata da torri, tra gallerie e a ridosso dei muraglioni, conduce al nucleo abitato. Da qui una spianata sempre in salita conduce al Castello, dove accanto al torrione angioino (dalla cui sommità si gode della vista sull'intero arcipelago) si trova il portale d'ingresso all'abbazia di Santa Maria a Mare.
Visitata la chiesa, si prosegue verso il vicino chiostro, su cui si affacciano i locali dove i monaci vivevano il cuore delle loro giornate. Se si procede verso il massiccio torrione detto Cavaliere di San Nicola, rivolto verso il settore disabitato dell'isola, si può imboccare un sentiero che dopo aver incrociato la grande Vasca di San Nicola, dove i monaci raccoglievano l'acqua, conduce fino ai resti della Necropoli greco-romana, al centro del quale si trova la tomba che la leggenda indica come luogo di sepoltura dell'eroe greco Diomede.
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Primo Giorno
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Sera
Nelle piccole isole dell'arcipelago non mancano feste e sagre, da quelle che affondano le radici nella forte tradizione religiosa dell'isola a eventi più mondani e tipici della stagione estiva. Ad agosto, il 15 e 16, si celebra la Festività dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, con processione della statua della Madonna per terra e per mare ed eventi festosi di contorno organizzati dagli abitanti. Un appuntamento che si sta consolidando nel tempo è il Festival del Mare, che propone una serie di concerti ed ha tra i principali promotori Lucio Dalla, cittadino onorario dell'isola (qui ha una casa-rifugio dove ha composto alcune delle sue più celebri canzoni, da "Com'è profondo il mare" a "Piazza Grande" e "4 marzo 1943").
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Isola di San Domino. Porto

Isola di San Domino. La pineta vista da Cala delle Arene

Isola di San Domino. Ripa dei Falconi e cala del Bue Marino

Isola di San Domino. Grotta delle Viole


Un esemplare di Diomedea

Isola di San Domino. Cala del Diamante e i 'pagliai'

Isola di Caprara. L'Architiello

Una pianta di capperi sull'isola di Caprara



 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
San Domino è l'isola più grande dell'arcipelago, ed è qui che si sono concentrate quasi tutte le strutture di accoglienza turistica. L'isola si è guadagnata l'appellativo di "orto del paradiso" per il tanto verde: la folta pineta di pini d'aleppo che l'ammanta è circondata da un profumato sottobosco di macchia mediterranea spontanea.
Una volta sbarcati, si percorre la via principale che giunge alla panoramica piazzetta del Belvedere, cuore della vita sociale di San Domino e che nelle sere d'estate è animata dai tanti turisti. Gran parte del versante sud-orientale dell'isola, in particolare i sentieri che intersecano la pineta, si presta a passeggiate a piedi o in bicicletta ricche di stimolanti osservazioni: in una calda giornata estiva la fatica viene premiata dalle baie e calette a cui si giunge andando da un capo all'altro dell'isola.
Solo il periplo in barca consente però di apprezzare in pieno la bellezza delle coste, con un susseguirsi di grotte, cale rocciose, scogliere dirupate e cavità naturali che costituiscono una delle principali attrattive dell'intero arcipelago. Se si parte da cala delle Arene, dove si trova una deliziosa spiaggietta sabbiosa, si incontra subito dopo cala Matano, una bellissima insenatura che scende a strapiombo sul mare anch'essa con spiaggia ombreggiata dai pini, cui succede lo scoglio dell'Elefante, roccia che ricorda il grande mammifero intento ad abbeverarsi; poco oltre ecco una delle grotte più belle dell'arcipelago, la grotte delle Viole, per il colore dell'acqua alla mattina presto.
Oltre punta del Diavolo, all'estremità meridionale dell'isola, la costa assume un aspetto impressionante per via degli alti dirupi della ripa dei Falconi, falesia dove nidificano falchi della regina e marini oltre alle diomedee. Ai piedi di questa grande parete rocciosa si apre l'incantevole grotta del Bue Marino, così chiamata perché in passato vi soggiornava la foca monaca (detta anche "vitello marino"). Dopo la grotta delle Rondinelle e cala degli Inglesi, nel cui fondale si trova un interessantissimo relitto anche meta di immersioni, si raggiunge cala Tamariello, dal fondale bianchissimo e sufficientemente ampia per l'attracco di piccoli natanti. Segue quindi punta del Diamante, costa frastagliata con acque smeraldine e un lido su cui sostare, seguita da un gruppo di scogli piramidali detti "i Pagliai", con piccola spiaggia sabbiosa di fronte accessibile solo dal mare.

Capraia, infine, è l'isola più a nord dell'arcipelago ed è al pari di San Domino altrettanto ricca di grotte e di vere e proprie calette da sogno. Il nome deriva dalle tante piante di capperi che la ricoprono. Completamente disabitata e prevalentemente rocciosa, ha un profilo che digrada dolcemente da nord a sud. Molto suggestive sono cala Sorrentina, con spiaggia ghiaiosa, cala dei Turchi, antico approdo delle navi ottomane e punta del Grottone così detta per la bellissima grotta. Gli archi di roccia che si incontrano lungo la costa sono detti "architielli": da non perdere quello detto "di Capraia", nei pressi del faro, una vera e propria meraviglia della natura.
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Triglie in scapece

 
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Secondo Giorno
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Sera
Cena sull'isola di San Domino da "Al Faro", un ristorante con bella vista sul mare che propone una cucina fresca che coglie i sapori e i profumi intensi delle isole.
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