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Martedì 12 Dicembre 2017 












Nelle terre d'Etruria in moto - Da Siena a Orvieto
Strade antiche che parlano di storia e attraversano alcuni degli angoli più belli dell'Italia centrale. Ma, anche, strade ideali per le due ruote, alla scoperta di terre a volte dimenticate, della Maremma più autentica, delle antiche terre etrusche. Un itinerario divertente, che alterna curve, rettilinei, pendenze e tratti tortuosi: per assaporare il puro piacere della guida. Lungo il margine orientale delle Colline metallifere del Senese al cono vulcanico dell'Amiata, per correre poi lungo il litorale maremmano e attraverso la terra etrusca fino alla rupe tufacea di Orvieto. Circa 460 chilometri, di cui una trentina di facile sterrato, alla scoperta di alcune fra le strade più divertenti dell'Italia centrale.

Primo Giorno
Dalle colline di Siena verso Orbetello e il Parco naturale della Maremma, passando per le antiche terme di Saturnia e Pitigliano, arroccata su uno sperone di tufo.
 
Un bagno rigenerante sotto le stelle nelle acque calde delle cascate del Mulino a Saturnia.
Secondo Giorno
   
Si lascia la Toscana per entrare nel cuore delle terre etrusche laziali. Da Tarquinia verso il lago di Bolsena per chiudere in Umbria nella splendida Orvieto.
 
I piatti della cucina orvietana in un'accogliente trattoria del centro storico.

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Il paesaggio attorno a Siena

Arcidosso

Il complesso termale di Saturnia

La cascata del Mulino a Saturnia


Pitigliano

Area archeologica etrusca di Sovana, via cava di San Sebastiano (IV-III sec. a.C.)

Buttero nel Parco naturale della Maremma

 
Inizio
 
 
Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Dal medioevo di Siena al monte Amiata

L'itinerario comincia da Siena , uno dei gioielli più celebrati della Toscana. In una parte d'Italia così ricca d'arte, Siena si rivela, sotto il profilo architettonico, un capolavoro vivente con i suoi edifici, le sue piazze, le sue torri. Non importa quante volte la si abbia vista, è impossibile sottrarsi al suo fascino solare e magico.
Imboccata la statale 223 per Grosseto, si seguono le colline accompagnati da splendide vedute sul monte Amiata e, arrivati all'incrocio di Paganico, si piega a sinistra verso Arcidosso; poco trafficato, caratterizzato dal misto veloce, questo primo tratto consente di assaporare il puro piacere della guida. Arcidosso è un borgo medievale sulle pendici del monte Amiata (1738 m); da vedere ciò che rimane della Rocca aldobrandesca e le chiese di San Leonardo e San Niccolò, rispettivamente del XII e XI secolo.
Usciti dalla cittadina, si prosegue lungo una strada sterrata (molto facile) fino al Parco faunistico dell'Amiata: ospita e protegge numerose specie animali, fra le quali il lupo, il cervo, il muflone, la volpe e oltre 120 specie d'uccelli.

Nel cuore della Maremma grossetana

Ripresa la moto, ci si mette in marcia alla volta di Saturnia percorrendo strade tortuosissime che regalano scorci di grande bellezza. Arrivati a destinazione, niente di meglio che togliersi i chilometri dalle spalle immergendosi nelle acque ristoratrici delle terme : conosciute sin dall'antichità, richiamano ogni anno migliaia di visitatori attratti dalle proprietà terapeutiche delle sorgenti sulfuree; l'ambiente è molto suggestivo e ha qualcosa di surreale.
Vale la pena di fermarsi due notti a Saturnia per visitare i dintorni: un itinerario circolare che tocca Montemerano, Manciano, Pitigliano e Sovana permette, in giornata, di addentrarsi in una delle regioni più interessanti e meno conosciute dell'Italia centrale. In particolare Pitigliano merita una sosta. La cittadina si leva su uno sperone di tufo circondato da profondi burroni e le sue case si affacciano sugli strapiombi. Da visitare: il palazzo trecentesco, la fortezza disegnata dal Sangallo e il duomo con la facciata barocca. Una visita a Pitigliano significa lasciarsi inghiottire da vicoli tortuosi e oscuri laboratori di artigiani d'altri tempi, per finire in una taverna a bere il famoso Bianco di Pitigliano e a degustare piatti tipici.
Lasciata Saturnia, si prosegue verso il Parco naturale della Maremma passando per Scansano (con il famoso vino Morellino ), Magliano e quindi per Alberese: le colline si fanno meno elevate e si percorrono strade fiancheggiate da lunghi filari di eleganti cipressi e profumati pini marittimi, le curve lasciano spazio ai rettilinei. Una folta pineta conduce all'entrata del parco; lungo la strada molti recinti che ospitano i cavalli che servono ancora oggi ai butteri per condurre le mandrie.
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Inizio
 
Primo Giorno
Nelle terre d'Etruria in moto - Da Siena a Orvieto

Sera
La giornata in moto è stato un intenso misto curve senesi o maremmane. L'ora del tramonto è vicina, la voglia di chiudere in bellezza la giornata è al culmine. La tappa ideale, a quel punto, è Saturnia. Immergersi nelle acque calde delle Cascate del Mulino (di libero accesso e distante 2 km dal paese) ha del sublime: per l'emozione, per la sensazione di benessere, per l'effetto ristoratore che riservano.
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Paesaggio presso Tarquinia

Tuscania. Necropoli etrusca della Peschiera

Il lago di Bolsena da Montefiascone

Civita di Bagnoregio


Duomo di Orvieto

Il pozzo di San Patrizio a Orvieto

 
Inizio
 
 
Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Nel Viterbese dei 'misteriosi' etruschi

Di nuovo in moto, lungo l'Aurelia fino a Orbetello e Tarquinia. Si è nel cuore della regione che vide sorgere la civiltà etrusca. Tarquinia fu a lungo la più potente fra le città etrusche e venne soggiogata da Roma nel 358 a.C.; di quel periodo rimane la famosa necropoli che si estende per vari ettari sul colle Monterozzi. Molte tombe sono decorate con affreschi raffiguranti scene di vita e di morte.
Tappa successiva, Tuscania. Si torna verso l'interno, verso quelle colline e quelle strade che sono il sogno dei motociclisti: tante curve, poco traffico, fondo agevole e paesaggio ricco di colori. Tuscania è adagiata su uno zoccolo di tufo, fu prima centro etrusco e poi municipium romano; i suoi monumenti di maggior interesse risalgono al medioevo, come la cinta muraria, ma soprattutto le chiese di Santa Maria Maggiore e di San Pietro, romaniche. Difficile non fermarsi per uno spuntino, rapiti dai profumi che escono dalle numerose trattorie.

Questo viaggio attraverso l'Italia centrale prosegue verso il lago di Bolsena fino a Montefiascone. Abbarbicata sull'orlo del cratere di un antico vulcano, la cittadina è caratterizzata da stradine ripide dove si incontra gente allegra e chiacchierona. Ci sono punti da cui si gode una vista magnifica sulla fuga di tetti, sul lago azzurro e la campagna che lo circonda. A Montefiascone soffia spesso il vento e la gente entra a ripararsi nelle cantine dove servono un vino dal nome eccellente: Est! Est! Est!.
Penultima tappa del viaggio è Civita di Bagnoregio. Circondata da un fantastico paesaggio di calanchi, collegata al resto del mondo da un ponte semisospeso, viene chiamata la "città che muore" a causa dell'erosione che divora giorno dopo giorno le falde del colle tufaceo che la ospita. Merita una visita per l'atmosfera da borgo condannato che stride con la cordialità effervescente dei suoi abitanti. Di nuovo in moto, dopo un ultimo sguardo a questo paesaggio irresistibile, si percorrono gli ultimi 16 chilometri dell'itinerario che portano alla splendida Orvieto: magica la vista del centro storico con il duomo che si apre improvvisa sul crinale dei monti Volsini.
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Prodotti tipici orvietani

 
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Secondo Giorno
Nelle terre d'Etruria in moto - Da Siena a Orvieto

Sera
Cena in una accogliente trattoria in pieno centro storico per provare la tipica cucina orvietana: alla Trattoria del Moro la carbonara di fave e baffo e i nidi di rondine pecorino e miele caldo sono due specialità da non perdere.
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