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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Val Vigezzo, la valle dei pittori e degli spazzacamini
La Val Vigezzo, la valle dei Pittori e patria dello spazzacamino: una splendida e pittoresca balconata sulla catena del monte Rosa. Pennellata da innumerevoli sfumature di verde e azzurro, proprio come la tavolozza del pittore. Aperta verso la Svizzera, la valle è percorsa dalla Vigezzina, la storica ferrovia che unisce le due nazioni attraverso un percorso panoramico di 55 chilometri tra gallerie, strapiombi e paesaggi incantevoli.

Primo Giorno
Alla scoperta della Val Vigezzo, tra antichi paesi e incantevoli scenari alpini
 
Il gusto dei piatti tipici della valle
Secondo Giorno
   
Un viaggio panoramico sulla Vigezzina, una delle ferrovie alpine con il tracciato più suggestivo.
 
Cena a Locarno

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Masera, all'imbocco della Val Vigezzo

Coimo

Val Vigezzo. Antica mulattiera per il passo di Fontanalba

Craveggia

Craveggia. Parrocchiale: affreschi della volta di Mattia Borgnis


Santa Maria Maggiore. Raduno degli spazzacamini

Rana temporaria, Oasi WWF Pian dei Sali



Re con il Santuario della Madonna del Sague

Svizzera. Diga nella Centovalli

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Ideale per un soggiorno lontano dalla "pazza folla", la Val Vigezzo, affiancata da cime che raramente superano i 2400 m e denominata Centovalli nel tratto oltre il confine elvetico fino al lago Maggiore, è forse meno conosciuta di altre zone dell'Ossola, ma offre paesaggi dolci e paesini ben conservati nel verde dei prati e delle abetaie.
Situata nelle Alpi Lepontine, all'estremità nordorientale del Piemonte, si apre verso la Svizzera come una tra le più belle valli alpine: il largo altipiano di origine glaciale che la forma è un dolce corridoio naturale tra l'Ossola e il Canton Ticino e tra i passi del Sempione e del Gottardo, una meravigliosa balconata sulla catena del Monte Rosa. La valle è anche la porta principale per l'accesso alla natura dell'adiacente Val Grande e dell'omonimo Parco Nazionale, l'area incontaminata più estesa d'Italia.

La Val Vigezzo è nota come "valle dei pittori" per la presenza storica di paesaggisti e ritrattisti locali che nei secoli addietro hanno fatto conoscere la bellezza di questi luoghi. A testimonianza della grande tradizione pittorica vigezzina è la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore, fondata nel XIX secolo da Giovanni Maria Rossetti Valentini come scuola alpina di pittura dove insegnare gratuitamente disegno e pittura ai giovani della valle. Una valle ricca d'arte, dove in ogni paese sono tanti i segni di una pittura decorativa di abbellimento, rintracciabili sia negli eleganti edifici con la loro sobria e raffinata architettura così come nelle facciate delle case rurali, e quelli della pittura devozionale nelle tante chiese e cappelle.
La valle è anche la patria degli spazzacamini, professione in cui tanti vigezzini si specializzarono fin dal XVII secolo e la cui particolare abilità li rese famosi ben oltre le Alpi. Sempre a Santa Maria Maggiore si trova il Museo dello Spazzacamino, a ricordo di un lavoro all'apparenza romantico ma fatto di migrazioni lontane e sacrifici su è giù per le canne fumarie di mezza Europa. Ogni anno a settembre, in un comune a turno della valle, si tiene ancora il raduno internazionale dello spazzacamino.
Tra le specialità culinarie particolarmente apprezzate vi sono il pane nero di Coimo e il prosciutto crudo aromatizzato con legno di ginepro, molto diffuso anche oltre i confini della provincia.

I paesi principali della Val Vigezzo sono sette: Druogno, Santa Maria Maggiore, Malesco sono adagiati sulla fascia pianeggiante mentre Toceno, Craveggia, Villette e Re si trovano sul versante esposto al sole. Villaggi che conservano intatta l'atmosfera della passata vita rurale, immersi in un paesaggio idilliaco e circondati da una natura incontaminata di fitti boschi e magnifici prati.
Santa Maria Maggiore è storicamente il centro più importante della valle, sede dei già citati Museo dello Spazzacamino e della Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini. Una curiosità: si deve a due suoi cittadini, Giovanni Paolo Feminis della frazione di Crana e Giovanni Maria Farina, la creazione delle famosa Acqua di Colonia: il primo l'avrebbe inventata come essenza lenitiva, mentre il secondo, profumiere emigrato a Colonia, l'avrebbe diffusa in tutto il mondo come Eau de Cologne.
Craveggia è la perla architettonica della valle, con il centro che costituisce un vero e proprio museo all'aperto: raffinati edifici signorili a testimonianza delle fortune dei suoi emigrati, e poi un tesoro di paramenti religiosi, oggetti liturgici e quadri, tra cui si trova il manto funebre di Luigi XIV e una parte di quello nuziale di Maria Antonietta.
Malesco è l'accesso alla Val Loana e al Parco Nazionale della Val Grande. Poco fuori del paese si trova l'Oasi WWF Pian dei Sali, zona umida di notevole interesse faunistico, naturalistico e geologico.
Poco prima del confine, verso la fine della valle si trova Re, meta di pellegrinaggi al suo maestoso Santuario dedicato alla Madonna del Sangue, edificato per ricordare un miracolo del 1494.

La Val Vigezzo è una meta ben conosciuta e apprezzata dagli appassionati dell'escursionismo e degli sport invernali, con una versatilità dell'offerta turistica che la rende ideale per ogni stagione. Dalla primavera all'autunno i tanti sentieri nella natura incontaminata sono un invito al trekking o a semplici passeggiate, dai boschi del fondovalle su fino alle vette per sentieri e mulattiere, passando tra pascoli, alpeggi e uno straordinario ambiente alpino. Senza dimenticare le tante opportunità offerte dal Parco Nazionale Val Grande.
E ancora passeggiate a cavallo nei boschi da Santa Maria Maggiore, dove si può anche spiccare il volo con il parapendio, in bicicletta nei tanti tratti ciclabili, arrampicata nella palestra di roccia a Malesco.
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Salumi tipici vigezzini

 
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Primo Giorno
Val Vigezzo, la valle dei pittori e degli spazzacamini

Sera
Numerosi sono i ristoranti tipici, le trattorie, i rifugi e gli agriturismi che propongono nel menù i piatti tipici della Valle.
La tradizione della Val Vigezzo sopravvive anche in cucina con alcuni piatti di tradizione antica ma assolutamente prelibati. Si comincia con l'alimento più semplice, il pane. Quello nero di Coimo, piccola frazione presso Druogno, è cotto nel forno a legna e prodotto con farina integrale di segale, o il "crescenzin", pagnotta rotonda arricchita con noci, fichi, uvetta.
Il pane si accompagna ai delizioni salumi della valle: il famoso prosciutto crudo, la mortadella di fegato, il "violino" (coscia di capra o camoscio speziata). Non manca nella migliore tradizione alpina la produzione di formaggi, dalla toma ai formaggi di capra.
E poi la "pasta rustida", gli "stinchett", piccole cialde di farina cotte alla piastra e condite con burro locale, la polenta "sfragaida" (sbriciolata) e quella a palle e abbrustolita dei "buratt" (boscaioli), un rinomato risotto ai funghi porcini, la torta vigezzina o "pan e lac", di pane raffermo ammorbidito nel latte.
Non manca il vino: "Prunent", "Bruschett", "Cà d'Matè", prodotti con le uve delle località limitrofe alla Val Vigezzo (Trontano, Masera, Montecrestese).
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Intragna (fonte: www.vigezzina.com)



Vigezzina. Uno dei moderni convogli panoramici

Una diga vista dal treno nella Centovalli


Camedo, subito dopo il confine (fonte: www.vigezzina.com)

Locarno e il Santuario della Madonna del Sasso

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
La Val Vigezzo è attraversata dallo storico trenino panoramico conosciuto come Vigezzina, che collega Domodossola con la cittadina svizzera di Locarno passando per la Centovalli. Il nome "Centovalli" deriva dalle piccole valli che ne scavano i due versanti, sui quali sono inerpicati i minuscoli centri abitati. Il carattere della valle svizzera è altrettanto pittoresco ma più selvaggio della Val Vigezzo.
La linea è un modo inusuale ma affascinante per godere comodamente seduti lo spettacolo del paesaggio unico e senz'altro fuori dal comune offerto dalle due valli. Con un percorso di 55 chilometri, la Vigezzina è una delle ferrovie alpine con il tracciato più suggestivo: il trenino si inerpica con andatura lenta ma sicura tra scenari mozzafiato, un susseguirsi di paesaggi incantevoli dominati da boschi, montagne selvagge, strapiombi, corsi d'acqua e cascate.
Un vero capolavoro di ingegneria immerso nella natura, tenendo conto delle difficoltà imposte dal contesto naturale: non si può non restare colpiti da come l'opera degli ingegneri sia riuscita all'inizio del secolo scorso (l'inaugurazione avvenne nel 1923) a portare fin lassù la linea ferroviaria con i viadotti, i ponti, le gallerie e l'elettricità. Sono tanti infatti i punti di grande arditezza del tracciato, come quello tra Masera e Santa Maria Maggiore (nel tratto italiano) e tra Verdasio e Intragna (in Svizzera), con la pendenza che in alcuni tratti raggiunge il 60 per mille.
Un viaggio di poco meno di due ore che val la pena fare ad ogni stagione: in estate è uno spettacolo di verde e azzurro in tutte le loro sfumature, mentre d'inverno, quando le montagne e i paesini sono ricoperti di neve candida, è facile cadere nella suggestione di un paesaggio incantato.

I convogli che risalgono la valle offrono svariate possibilità di gite turistiche, oltre all'opportunità di raggiungere in inverno il comprensorio sciistico vigezzino: scendendo dal treno a Santa Maria Maggiore si possono raggiungere le piste con una spettacolare funivia panoramica, mentre restando a fondovalle gli appassionati dello sci di fondo trovano un bellissimo anello di 20 km. Tra Masera e Re, ultima fermata prima del confine, si possono visitare i villaggi e fare passeggiate e facili escursioni tra le stazioni: basta procurarsi nelle stazioni gli orari di passaggio e i depliant con i percorsi.
C'è anche la possibilità di alternare al treno un tratto in bicicletta: si scende a Camedo (la prima stazione oltre il confine), da qui si noleggia la bicicletta e si scende fino a Ponte Brolla attraverso il magnifico panorama della strada Cantonale, nella natura romantica e pittoresca delle Centovalli. Un percorso per tutti, 14 km di facile discesa che passa sotto viadotti, tra gole e tocca villaggi idilliaci dove ristorarsi in uno dei numerosi grotti, piccole osterie.

Prima di partire, si può anche optare per un biglietto che combini il viaggio in treno con la navigazione sul lago Maggiore: dopo aver attraversato il territorio selvaggio e romantico della Val Vigezzo e della Centovalli, una volta arrivati a Locarno si sale sul battello del Lago Maggiore Express e si naviga per quasi tre ore, ammirando le isole Borromee, i castelli di Cannero, le isole di Brissago; rive affascinanti con pittoreschi paesi e cittadine come Ascona, Verbania e Stresa.
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Locarno

 
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Secondo Giorno
Val Vigezzo, la valle dei pittori e degli spazzacamini

Sera
Per mangiare qualcosa a Locarno, si può optare per l'atmosfera famigliare dell'Osteria Reginetta, nella Città Vecchia, dove preparano piatti tipici ticinesi, carne e pesce di mare. Se ci si trova nella cittadina svizzera tra lunedì e venerdì, val la pena fare un salto al Ristorante Vallemaggia (chiuso sabato e domenica), un luogo d'integrazione lavorativa per persone diversamente abili, dove in un ambiente molto simpatico lo chef Gérard Perriard propone un menu del giorno semplice, sano ed equilibrato utilizzando preferibilmente prodotti stagionali che provengono da colture biologiche o prodotti della regione.
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