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Lunedì 11 Dicembre 2017 












Nelle terre del Brunello e del Montepulciano
Da dove cominciare per andare alla scoperta della Val d'Orcia? La natura e la storia sono state così generose nei suoi confronti da non farle mancare nulla. Nell'incomparabile scenario delle Crete, la rocca di Montalcino è l'estremo avamposto del territorio senese verso i boschi della Maremma e le alture che salgono in direzione del monte Amiata. Qui, in un paesaggio ben delimitato, dalle forme e dai colori indimenticabili, nasce uno dei più famosi vini italiani. E poi verso la bassa Val di Chiana, nel territorio dove nasce il Vino Nobile di Montepulciano, tra vigneti, cantine secolari e la visita agli straordinari borghi di Montepulciano e Chiusi.

Primo Giorno
Alla scoperta della Val d'Orcia e dei paesi del Parco Artistico Naturale e Culturale. Una giornata tra arte, natura, accompagnati dagli scenari che rendono celebre la Toscana nel mondo.
 
Serata a Pienza, meraviglia rinascimentale, alla ricerca delle eccellenze enogastronomiche della Val d'Orcia e delle Terre di Siena.
Secondo Giorno
   
Nel territorio dove nasce il Vino Nobile di Montepulciano, tra vigneti, cantine secolari e la visita agli straordinari borghi di Montepulciano e Chiusi.
 
A Chiusi, cena con piatti della tradizione.

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Nelle terre del Brunello e del Montepulciano

Montalcino

Abbazia di Sant'Antimo

Castiglione d'Orcia - Piazza Vecchietta

Vigne del Brunello verso Montalcino


Bagno Vignoni, la 'piazza d'acqua'

Paesaggio nei dintorni di San Quirico d'Orci

Dintorni di San Quirico d'Orcia. La cappella di Santa Maria di Vitaleta

Pienza. Palazzo Piccolomini e Duomo

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Nell'incomparabile scenario delle Crete, la rocca di Montalcino è l'estremo avamposto del territorio senese verso i boschi della Maremma e le alture che salgono verso il monte Amiata. Tra olivi e vigneti, alla confluenza dell'Ombrone, dell'Asso e dell'Arbia, circondato da una terra dura e generosa, Montalcino cattura per il suo doppio registro: accanto all'arte, alla storia, alle tradizioni che rendono questo centro uno dei più interessanti del territorio senese, c'è ad animare la vita e la cultura del paese uno dei più famosi vini italiani, il Brunello , che per primo è entrato nelle importanti aste internazionali delle bottiglie da grande invecchiamento. Il centro storico va visto con calma, anche se non ci vuole molto a percorrerlo tutto. Si può procedere per le stradine curiosando tra botteghe artigiane e ammirando i monumenti. Per capire però il legame fra la cittadina e il suo vino bisogna andare davanti al bel Palazzo comunale (sec. XIII-XIV), dove ha sede il Consorzio di tutela del Brunello .
Da Montalcino ci si dirige verso sud lungo un'incantevole strada tra colline ricoperte di vigneti e splendidi paesaggi naturali. Si giunge in breve all' abbazia di Sant'Antimo (raggiungibile anche a piedi con un sentiero da Montalcino ), una delle più alte espressioni di architettura monastica del periodo romanico, per secoli tappa dei pellegrini che percorrevano la via Francigena per recarsi a Roma o Gerusalemme. Riprendendo la strada per Castiglione d'Orcia, a pochi chilometri dall'abbazia si incontra la piccola stazione di Monte Amiata, una delle fermate del Treno Natura , un antico convoglio a vapore che dalla primavera all'autunno sbuffa su e giù per la Val d'Orcia: un modo unico per visitare la valle.
A meno di 20 chilometri da Sant'Antimo si incontra Castiglione d'Orcia, borgo raccolto attorno alla splendida piazzetta con pavimentazione in ciottoli e un pozzo in travertino del 1618. Castiglione è dominato dagli imponenti resti della rocca degli Aldobrandeschi, ma è poco distante che si staglia la fortezza più formidabile della valle, la rocca di Tentennano (XII secolo), che domina il minuscolo borgo di Rocca d'Orcia. Dalla sommità della torre si gode di una delle più belle viste sulla val d'Orcia. Da Castiglione d'Orcia ci si dirige verso la via Cassia e, imboccandola verso nord, dopo appena un chilometro si arriva a Bagno Vignoni , con la sua affascinante piazza-vasca al centro del paese che fuma vapori caldi quando l'aria è fredda. Lasciata Bagno Vignoni, si prosegue a nord verso la Cassia e San Quirico d'Orcia, borgo antico che ancora oggi si offre intatto al visitatore. Nel nucleo storico, racchiuso dalle mura del XIII secolo, da non perdere la splendida collegiata dei Santi Quirico e Giulitta e gli Horti Leonini, un armonico giardino all'italiana del XVI secolo.
Tra San Quirico d'Orcia e Pienza è un susseguirsi di paesaggi da cartolina, con le colline orciane tagliate da file di cipressi. Qui molti riconosceranno d'un tratto una delle immagini più note al mondo della Toscana intera: è la cappella di Santa Maria di Vitaleta, posta pittoricamente su una collinetta, con la facciata di travertino bianco che spicca tra i colori caldi delle crete e delle colture. Pienza è il sogno umanistico e urbanistico di papa Pio II, la 'città ideale' del Rinascimento, nata dalla trasformazione dell'antico borgo di Corsignano. La città è punteggiata di preziosi e raffinati palazzi patrizi, come il Palazzo Piccolomini, già residenza papale. Il cuore del progetto di Papa Piccolomini e il manifesto del suo disegno è Piazza Pio II, una delle più armoniose piazze di tutto il rinascimento toscano. E di Pienza come non ricordare il cacio, una produzione secolare.
Montalcino, Castiglione d'Orcia, San Quirico d'Orcia, Pienza e Radicofani sono riuniti nel Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d'Orcia , un progetto congiunto delle istituzioni locali per tutelare e valorizzare al meglio questo irripetibile angolo di Toscana.
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Spezzatino alla toscana

 
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Primo Giorno
Nelle terre del Brunello e del Montepulciano

Sera
Serata a Pienza, la città che papa Pio II trasformò, tra il 1459 e il 1464, in una meraviglia rinascimentale, alla ricerca delle eccellenze enogastronomiche della Val d'Orcia e delle Terre di Siena. Alla Trattoria La Buca delle Fate si respirano ancora i profumi e gli aromi di quei tempi ed è possibile trovare tutte le specialità locali, come i 'pici', spaghetti fatti a mano uno per uno. Un altro ottimo posto dove gustare i piatti tipici della cucina senese è il Ristorante Dal Falco: cucina fedele alla tradizione con prodotti delle campagne circostanti.
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Nelle terre del Brunello e del Montepulciano

Montepulciano

Montepulciano, piazza Grande

Cantine a Montepulciano

Montepulciano. Palazzo Bucelli, particolare del basamento con urne e iscrizioni etrusche e romane


Montepulciano, la chiesa di San Biagio

Chiusi, il labirinto di Porsenna

Paesaggio tra Montepulciano e Chiusi

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Il territorio del Vino Nobile di Montepulciano è ampio quanto quello del comune da cui prende il nome, dalle alture verso la val d'Orcia alla piana percorsa dall'autostrada del Sole e oltre, fino ai limiti dell'Umbria e del Trasimeno, Montepulciano e Chiusi ne sono i punti di riferimento fondamentali.

Montepulciano
Alta a cavallo tra Val d'Orcia e Val di Chiana, intatta nel centro storico dove alle architetture medievali si sommano gli interventi rinascimentali dei maggiori architetti fiorentini, celebre per le opere d'arte e i vini, Montepulciano è un miracolo di armonia , al centro di un territorio incantato.
Una striscia di case costruite sul crinale di un'altura completamente cinta da mura: questo è Montepulciano. L'aspetto più suggestivo del borgo è la straordinaria integrità: all'interno delle mura il tempo sembra essersi fermato all'epoca in cui il paese ha preso forma e le architetture raccontano con ricchezza di particolari una storia firmata da grandi nomi dell'arte del passato: gli edifici che si ammirano sono stati infatti realizzati da Michelozzo, Antonio da Sangallo il Vecchio, Baldassarre Peruzzi, il Vignola; i nomi dei palazzi sono quelli delle grandi famiglie che hanno dominato a Montepulciano; le piazze e i luoghi d'incontro pubblico rivelano invece i trascorsi di un'economia legata al mercato dei frutti della terra: piazza delle Erbe, loggia del Grano, porta delle Farine. Durante la visita Montepulciano si dispiega dunque come un vero e proprio trattato di architettura rinascimentale di straordinario interesse. Appena fuori dal borgo, una corona di santuari valgono un'ulteriore sosta prima di proseguire verso Chiusi.

Chiusi
Chiusi si leva su una formazione tufacea circondata dal bellissimo paesaggio della bassa Val di Chiana. Una posizione invidiabile, una storia unica e ricche testimonianze d'arte e architettura fanno di Chiusi una città turisticamente interessantissima, famosa anche all'estero per le splendide vestigia etrusche venute alla luce in tutto il suo territorio. La cittadina ha il suo doppio centro in piazza del Duomo: sopra e sotto l'asfalto della piazza. Sopra si trova una delle più antiche cattebrali della Toscana (VI sec.), sotto si intrecciano i meandri di un misterioso mondo etrusco, cunicoli scavati nella pietra arenaria e posti a diversi livelli, collegati attraverso pozzi e cisterne. È il labirinto di Porsenna. L'affascinante supposizione che questo potesse essere il leggendario sepolcro del re etrusco Porsenna è stata abbandonata in favore di quella che la definisce una straordinaria opera di ingegneria idraulica forse utilizzata per il drenaggio e l'imbrigliamento delle acque.
Al labirinto si accede dal Museo della Cattedrale, annesso al Duomo, che contiene reperti archeologici della diocesi. Merita una visita anche il Museo archeologico nazionale, di rilevanza mondiale, che conserva reperti unici che documentano la storia del territorio dall'età del Bronzo all'occupazione longobarda. Attorno a Chiusi, sparse nella campagna nei pressi del lago si trovano tombe etrusche alcune delle quali visitabili: la Tomba della Pellegrina, la Tomba del Leone e la celebre Tomba della Scimmia.
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Zuppa di farro e fagioli

 
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Nelle terre del Brunello e del Montepulciano

Sera
A Chiusi, cena con piatti della tradizione all'osteria La Solita Zuppa, con il buon gusto di un edificio storico con soffitto in mattoni a vista su volte a vela della fine del Settecento. La zuppa di pane è notevole.
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