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Sabato 16 Dicembre 2017 












Le colline del Prosecco
Da Conegliano a Valdobbiadene intercorrono più di 20 km, che possono diventare il doppio, o anche più, se si vuole esplorare in lungo e in largo la regione del Prosecco. Un complesso di colline ora dolci ora abbastanza impervie, che dividono la Marca Trevigiana dalla vallata del Piave tra Belluno e Feltre: questa è la terra dove nasce il Prosecco, un vino dal caratteristico colore giallo paglierino come dicono i tecnici, che è noto anche per il tappo imprigionato nella gabbietta metallica e per la vivacità della sua spuma.

Primo Giorno
Alla scoperta delle colline del Prosecco Superiore Docg, che si snodano nell'alta Marca trevigiana, a poco più di un'ora da Venezia, lungo l'anfiteatro naturale che si apre tra Conegliano e Valdobbiadene.
 
Il frizzante panorama degli eventi dedicati al Prosecco.
Secondo Giorno
   
Lungo le dolci colline verdi di vigneti e boschi della Strada del Vino Montello e Colli Asolani.
 
I sapori della Marca Trevigiana in uno dei ristoranti più belli della zona.

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Le colline del Prosecco

Conegliano - Via XX Settembre

Conegliano - Rocca

Paesaggio tra Conegliano e Valdobbiadene

Col San Martino


Santo Stefano di Valdobbiadene

Vigneti attorno a Valdobbiadene



Il logo della Strada del Prosecco

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Il territorio del Prosecco è quel complesso di colline ora dolci ora abbastanza impervie che dividono la Marca Trevigiana dalla vallata del Piave tra Belluno e Feltre. La storia della viticoltura nel territorio è tanto antica quanto prestigiosa: basti pensare che le sue radici affondano già all'epoca romana e che nel corso dell'Ottocento la neonata Società Enologica Trevigiana diede vita alla famosa Scuola Enologica di Conegliano, tuttora fucina di enologi ricercati in tutto il mondo.
Il vitigno nasce probabilmente nell'omonima località del Carso triestino, ma ha trovato nei terreni calcareo-argillosi dei colli trevigiani il suo habitat ideale e la vocazione assoluta per la spumantizzazione.

Un itinerario fra enologia e arte
Anche se il vino e i luoghi dove si assaggia e si compera costituiscono l'attrattiva principale della zona, non vanno dimenticate le bellezze paesaggistiche e artistiche. Un buon percorso potrebbe iniziare da Conegliano, procedere a nord-ovest fino a San Pietro di Feletto, poi prendere a sinistra attraverso Refròntolo e Soligo per raggiungere Col San Martino e salire nel cuore del territorio del Cartizze con le frazioni di San Pietro e Santo Stefano, fino ad arrivare a Valdobbiadene: è la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene , la più antica strada del vino italiana.

È interessante scoprire le diversità del Prosecco che, pur essendo lo stesso, acquista caratteri particolari nelle diverse zone di produzione: attorno a Conegliano si avverte un'accentuata punta amarognola; a Valdobbiadene, sopra al fondo amarognolo, sempre presente perché peculiare di questo vino, si riscontra invece un tono più morbido e gentile; nel zona del Montello, infine, si nota un leggero retrogusto mandorlato. Al di sopra di tutti emerge, per classe assoluta, la piccola produzione del Superiore di Cartizze.

Conegliano e la sua scuola
Conegliano è la porta d'ingresso al territorio e si visita in un paio d'ore. La cittadina è sede della Carpené Malvolti e della grande Scuola Enologica: nella prima è stato messo a punto e applicato su larga scala il cosiddetto 'metodo italiano', che ripropone in autoclave e per grandi quantità il processo di fermentazione del vino in bottiglia. A sperimentarlo fu il fondatore Antonio Carpené, senza il quale non esisterebbe il Prosecco per come è conosciuto oggi. Il busto dell'insigne enologo campeggia invece davanti alla Scuola Enologica ( www.scuolaenologica.it ), la prima e più famosa d'Italia, di cui andrebbe visitata l'ottocentesca 'bottega del vino'.
Oltre al Prosecco, la zona è nota anche per la DOC Colli di Conegliano: accanto alla tipologia Bianco, vengono prodotti anche due vini rossi, il Rosso, da uve Cabernet, Franc, Cabernet Sauvignon, Marzemino e Merlot, e il Refrontolo Passito, ottenuto da uve marzemino raccolte nell'omonimo comune.

L'isola del Marzemino
Refrontolo, nella prima parte dell'itinerario da Conegliano a Valdobbiadene, offre un aspetto singolare nel panorama della produzione vinicola della regione. Qui infatti, in un'area di circa 8 ettari, si coltiva una minima quantità di uva Marzemino, la stessa dell'omonimo vino della Vallagarina in provincia di Trento, ma che qui produce un risultato diverso: il Refrontolo Passito.
Due gli appuntamenti vinicoli da non perdere nel paese: in aprile (secondo weekend) la Mostra del Prosecco di Collina e del Marzemino di Refrontolo; a maggio (primo weekend) la Mostra del Refrontolo Passito DOC e del Prosecco.
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Primo Giorno
Le colline del Prosecco

Sera
Tra gli eventi legati al vino, a settembre, da non perdere la grande Festa dell'Uva, mentre a luglio è un classico Calici di Stelle, tradizionale appuntamento organizzato in tutta Italia dall'Associazione Città del Vino e dal Movimento Turismo del Vino, per osservare le stelle cadenti e scoprire i Vini più apprezzati. Vino in Villa - Festival Internazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, organizzato dal Consorzio di Tutela, è il più importante appuntamento annuale dedicato al Conegliano Valdobbiadene. Si tiene il terzo week end di maggio nel cuore dell'area di produzione presso lo plendido Castello di S. Salvatore di Susegana, risalente al XII secolo. E infine Primavera Prosecco DOCG, 17 mostre dove degustare i vini Docg e i prodotti tipici del territorio, si può ammirare il paesaggio in speciali passeggiate a piedi o in bicicletta organizzate con l'ausilio di guide del luogo.

Per il calendario completo delle manifestazioni, consultate i siti turismo.provincia.treviso.it, www.coneglianovaldobbiadene.it/appuntamenti.asp, www.altamarca.it.
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Le colline del Prosecco

Villa Barbaro-Maser

Vigneti del Prosecco

Grappoli di uva Merlot




Refrontolo - Molinetto della Croda

Valdobbiadene - vigneti in primavera (Valdobbiadene.com)

Asolo

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
A questo punto si può unire l'area del Prosecco a quella del Montello. La Strada del Vino Montello e Colli Asolani ( www.stradamontellocolliasolani.it ) si snoda lungo dolci colline verdi di vigneti e boschi, scendendo al Piave, scavalcandolo e salendo a Crocetta del Montello e di qui, per Cornuda e Maser, arrivando ad Asolo.
Si ha, in questo modo, la visione completa di due complessi collinari, geologicamente diversi ma uniti dalla comune vocazione al Prosecco che è affiancato dal Merlot, dal Cabernet e da altri vitigni abituali nella regione.

Maser: brindisi col Palladio
Dopo aver superato la frazione di Santo Stefano, sulla strada da Valdobbiadene ad Asolo, s'impone una sosta a Maser. Ci si arriva facilmente, una volta superato Vidor, seguendo a destra il corso del fiume che lambisce le pendici delle colline. A Crocetta di Montello si prende a sinistra e, dopo pochi minuti, attraversato l'abitato di Cornuda, appare a destra, grandiosa ai piedi del Collalto, la splendida villa Barbaro. Straordinario esempio di armonia e bellezza, la sede dell'azienda vinicola Villa di Maser offre l'opportunità di assaggiare vini importanti nella cornice di una delle più raffinate creazioni di Andrea Palladio. Si possono poi visitare le grandi cantine a volta, con le botti in cui maturano i vini rossi della DOC Montello e Colli Asolani , Cabernet e Merlot.

Asolo
Asolo non offre un itinerario obbligato: è tutta da vedere così come si presenta, da una strada a una piazzetta, da un giardino affacciato sulle colline a un porticato. Della cittadina, meta di poeti, letterati e patrizi veneti, sono da non perdere: la loggia del Capitano, edificio del XV secolo con la fronte ornata da affreschi del 1560; la cattedrale eretta nel 1747 e dedicata a Santa Maria Assunta; la fontana rinascimentale; via Regina Cornaro, fiancheggiata da case quattrocentesche affrescate, che conduce al castello della Regina con la medievale torre dell'Orologio e alla medievale porta del Colmarion; via Canova con l'archivolto rosa della casa di Eleonora Duse; e infine la villa Cipriani.
Asolo è anche coinvolta in un itinerario enoico dalla vocazione viticola delle sue colline. E i vini s'incontrano ancora sulla via del ritorno verso Valdobbiadene. A Montebelluna ha sede il Consorzio di tutela della DOC Montello e Colli Asolani; a Venegazzù l'antica cantina del conte Loredan continua a produrre al meglio; e lo stesso succede a Volpago del Montello e a Giavera del Montello.

Da Valdobbiadene a Vittorio Veneto
La strada che collega Valdobbiadene a Vittorio Veneto è senz'altro la più spettacolare del territorio del Prosecco. Nella prima parte segue con ampie curve il succedersi delle colline, offrendo panorami suggestivi su tutti i grandi vigneti e sulle numerose aziende produttrici , spesso insediate in antiche residenze patrizie. Dopo una decina di chilometri, si arriva a Miane, dove tra il 25 aprile e il 1 maggio si tiene la mostra mercato Roba de casa nostra e del Prosecco. Di seguito, s'incontra l'abitato di Follina, dal quale si prosegue in leggera discesa accanto ai due piccoli laghi di Revine, sboccando finalente nel fondovalle dove si trova Vittorio Veneto.
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Il radicchio trevigiano

 
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Secondo Giorno
Le colline del Prosecco

Sera
A Solighetto, in una ex-casa colonica ristrutturata ad arte, si trova la Locanda da Lino, ristorante tra i più belli della Marca Trevigiana. La Locanda è il regno di Lino Toffolin, cuoco rinomato la cui cucina raccoglie il meglio della tradizione gastronomica locale. Solo piatti dai sapori schietti: paste fatte in casa, spiedi, i polli ruspanti e la verdura dal suo orto, i funghi cotti in tutte le maniere, le crostate, il croccante, i crostoli e le frittole a carnevale.
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