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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Il Sulcis Iglesiente
Paesaggi caraibici dal mare cristallino, candide spiagge incoronate dalle pinete spontanee, montagne, boschi secolari e tanta storia, antica e recente. Il Sulcis Iglesiente è un angolo di Sardegna ancora miracolosamente selvaggio, affacciato sul Mar di Ponente e caratterizzato da un clima quasi africano: a primavera, i boschi si fanno verdi e le fioriture colorano i prati, mentre d'estate il profumo del mirto addolcisce l'aria densa di sabbia sahariana. E vagamente africani sono anche i sapori della cucina, dove l'eredità ligure incontra quella maghrebina. Tante, infine, sono le testimonianze del passato di questa terra, dai misteriosi nuraghi ai resti di età punica e fenicia. Fino alla più recente archeologia industriale, legata a un passato più prossimo di cui resta traccia nelle miniere e nei "villaggi fantasma" del Parco Geominerario.

Primo Giorno
Il Sulcis, tra parchi archeologici e geominerari
 
A Calasetta, sull'isola di Sant'Antioco
Secondo Giorno
   
Grotte, necropoli preistoriche, nuraghi e le splendide spiagge di Porto Pino
 
Jazz e sapori locali a Sant'Anna Arresi

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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Ad appena 70 chilometri da Cagliari, sulla costa sud-ovest, sorge il grazioso borgo minerario di Nebida, frazione di Carbonia, nato nel primo Novecento per accogliere i minatori. A lasciare senza fiato è soprattutto la sua posizione; dall'alto delle sue falesie, Nebida domina il golfo del Leone, dal cui placido mare svettano cinque faraglioni: lo scoglio di porto Nebida, quello del Morto, i due di S'Augusteri e, infine, il più famoso di tutti, il Pan di Zucchero, lo scoglio più alto del Mediterraneo.
Percorrendo la bella passeggiata, che segue il tracciato dell'antica ferrovia mineraria, s'incontrano i ruderi della Laveria Lamarmora, il "colosseo" dell'archeologia mineraria sarda. Costruita a metà ottocento per avere a portata di mano la grande quantità d'acqua necessaria alla lavorazione dei metalli, con i suoi archi e le sue colonne a strapiombo sul mare la Laveria rappresenta uno degli scorci più celebri del Parco Geominerario della Sardegna .
Circa 20 chilometri a sud di Nebida, al Km 17 della SS126, parte la strada che conduce al sito archeologico fenicio e punico di Monte Sirai. Raggiunta la cima del colle, si distinguono ancora distintamente le case, le strade, i quartieri e le piazze di questo antichissimo insediamento di era neolitica, che con i Fenici (dal 750 a.C. circa) e i Cartaginesi (dal 520 a.C.) si trasformò in una vera e propria città.
Proseguendo ancora verso sud, si raggiunge l'isola di Sant'Antioco, unita alla terra ferma da un istmo artificiale e da un ponte che costeggiano la bella laguna di Santa Caterina , con le sue saline e i suoi fenicotteri. Sant'Antioco, l'antica Sulky dei Fenici e dei Punici, conserva ancora molte testimonianze della sua ricchissima storia. In particolare, i resti di un nuraghe sull'altura della fortezza bizantina, la necropoli punica e il Tophet, un santuario dedicato alle divinità puniche e fenicie nel quale si consumava ogni anno il terribie sacrificio dei primogeniti delle famiglie più importanti. Nel centro storico del paese di Sant'Antioco si trovano un interessante museo archeologico e una basilica del V secolo d.C., ma vale anche la pena di fare una passeggiata sul grazioso e tranquillo lungomare.
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Primo Giorno
Il Sulcis Iglesiente

Sera
L'unico altro comune dell'isola di Sant'Antioco si chiama Calasetta e, oltre a ospitare uno dei due porti tramite il quale è possibile imbarcarsi per San Pietro - la seconda isola dell'Arcipelago Sulcitano - è anche un luogo molto particolare. Fondato nel Settecento da un gruppo di coloni liguri provenienti dall'isola tunisina di Tabarka, conserva ancora il dialetto e le tradizioni culinarie dei suoi fondatori. Cenare qui, dunque, può trasformarsi in un momento insolitamente esotico in suolo italiano: nei ristoranti del paese, il gusto speziato del cous cous si mescola a quello deciso del pesto, e il risultato è indubbiamente interessante.
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Il Sulcis Iglesiente

Porto Pino, dune

Nuraghe

Sant'Anna Arresi, la piazzetta del paese

Rovine dell'insediamento Fenicio-punico di Monte Sirai


 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Lasciata l'isola di Sant'Antioco, dirigendosi verso est s'incontra il paese di Villaperuccio, accanto al quale sorge una necropoli che risale a ben 5.000 anni fa, la più grande di tutta la Sardegna meridionale (www.montessu.it). Le sue sepolture preistoriche, scavate nella roccia e distribuite lungo un anfiteatro naturale, sono vere e propie 'abitazioni' destinate ai defunti come suggerisce il loro stesso nome, domus de janas. Sulle pareti, incise e decorate, restano interessanti tracce della simbologia religiosa neolitica e di misteriosi riti funebri legati alla Dea Madre e al Dio Toro.
Circa dodici chilometri a sud di Villaperuccio, le splendide grotte di Is Zuddas sono un'altra tappa irrinunciabile. Un vero e proprio paesaggio sotterraneo, la cui spettacolare unicità è dovuta soprattutto ai grossi ciuffi di cristalli di aragonite simili ad aghi, che si sviluppano in ogni direzione sfidando le leggi di gravità. È quasi tempo di riguadagnare la costa; prima, però, vale la pena di fare una sosta nella piazza del paese di Sant'Anna Arresi, dominata da un imponente nuraghe costituito da enormi blocchi di calcare dolomitico.
I nuraghi, con la loro struttura megalitica e i tanti dubbi che ancora circondano la loro effettiva funzione agli albori della storia, sono certamente uno dei simboli del Sulcis e di tutta la Sardegna; ma il vero gusto di questa terra si assapora sulle sue spiagge, immergendosi nel mare incredibilmente limpido che le bagna.
Imperdibile la passeggiata lungo l'arenile di Porto Pino, che con le sue dune somiglia a un piccolo deserto bianco stretto fra il mare azzurro e i verdissimi pini d'Aleppo. La pineta spontanea di Porto Pino è una vera e propria rarità, in Sardegna, presente solo qui e sull'isola di San Pietro; oltre ai pini d'Aleppo, vi crescono querce spinose, ginepro e rosmarino, che diffondono nell'aria il profumo tipico della macchia mediterranea. Le tante spiagge e le calette della zona si distinguono per la sabbia bianca e finissima e le acque smeraldine e tranquille; l'ideale per un bagno rigenerante prima di rimettersi in viaggio.
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Secondo Giorno
Il Sulcis Iglesiente

Sera
Ogni estate, Sant'Anna Arresi si trasforma nella mecca sarda del jazz grazie a un festival che, dal 1986, porta in città grandi nomi del jazz internazionale e produzioni originali. Si chiama Ai confini tra Sardegna e Jazz (www.santannarresijazz.it) e generalmente si svolge a fine agosto. Per chi invece si trovasse a passare da queste parti in altri momenti dell'anno, è d'obbligo sperimentare la cucina locale a base di cibi freschi e ingredienti a filiera corta, come il tonno, l'olio, i formaggi e le erbe aromatiche. Lo si può fare direttamente nel chiringuito sulla spiaggia (www.oasiazzurra.net) o in uno dei borghi vicini, da Tratalias a San Giovanni Suergiu.
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