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Giovedì 14 Dicembre 2017 












La laguna di Marano e le sue riserve naturali
La laguna di Marano, posizionata suggestivamente nella parte più alta dell'Adriatico tra l'ultima punta litoranea di Lignano Sabbiadoro e la laguna di Grado, è un magnifico ambiente sospeso tra il mare e la terraferma friulana. Riparata dal mare aperto da una serie di isole e isolette, la laguna costituisce un'area di eccezionale bellezza paesaggistica e un raro ecosistema di grande valore naturalistico e ambientale per la sua fauna ricca di specie, per la vegetazione palustre e per i tipici insediamenti dei pescatori. L'ambiente lagunare è oggi protetto da due riserve naturali regionali, quella delle Foci dello Stella e quella della Valle Canal Novo.

Primo Giorno
Alla scoperta della laguna di Marano e della Riserva naturale regionale Foci dello Stella.
 
Una serata a Grado, alla scoperta dei piatti della tradizione graisan.
Secondo Giorno
   
La Riserva naturale della Valle Canal Novo, con il centro visite, e l'antico borgo di Marano Lagunare.
 
L'enogastronomia di Marano Lagunare.

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Palude nella laguna di Marano

Riserva Naturale Valle Canal Novo

I casoni della laguna di Marano

Laguna di Marano


 
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Primo Giorno

In giornata
La laguna di Marano, posizionata suggestivamente nella parte più alta dell'Adriatico tra l'ultima punta litoranea di Lignano Sabbiadoro e la laguna di Grado, è un magnifico ambiente sospeso tra il mare e la terraferma friulana. Protetta dal mare aperto da una serie di isole e isolette, come quella di Sant'Andrea e quelle di Marinetta e Martignano, la laguna costituisce un'area di eccezionale bellezza paesaggistica e un raro ecosistema di grande valore naturalistico e ambientale per la sua fauna ricca di specie anche rare, per la tenace vegetazione palustre e per la singolarità degli insediamenti temporanei dei pescatori, i tipici casoni.
In questo bacino di acqua salmastra, attraversato da una fitta rete di canali, si gettano alcuni fiumi di risorgiva, ricchi d'acqua e parzialmente navigabili: il Corno, l'Ausa, lo Zellina, il Cormor e soprattutto lo Stella, che possiede uno degli ambienti più peculiari dell'intero comprensorio lagunare. Il suo delta e la zona lagunare circostante sono oggi protetti dalla Riserva naturale regionale Foci dello Stella, a cui si affianca una seconda area sottoposta a tutela, la Riserva naturale regionale Valle Canal Novo.
Il paesaggio è caratterizzato da canali e fondali sempre sommersi; parti pianeggianti chiamate velme, generalmente ricoperte da melma e poste a filo d'acqua, che affiorano periodicamente in occasione delle basse maree; zone emerse dette barene, che vengono parzialmente coperte durante le alte maree e su cui prospera una vegetazione che si è adattata all'elevata salinità del terreno e delle acque circostanti; e infine da terre emerse naturali o realizzate dall'uomo, cioè cordoni litorali, argini e isole.

Riserva naturale regionale Foci dello Stella
La Riserva naturale regionale Foci dello Stella si estende su una superficie di 1377 ettari che coprono il delta del fiume Stella e tipiche zone lagunari. Tra canali, barene e velme che si alternano a spezzoni di terraferma, questa zona è custode di uno degli ultimi tratti di canneto naturale della laguna veneta. Il canneto, biotopo un tempo diffuso nelle zone costiere alto-adriatiche e oggi alquanto raro e prezioso, è uno degli elementi più caratterizzanti della riserva.

L'area è un vero paradiso per il birdwatching ed è stata sottoposta a tutela naturalistica quale oasi di rifugio e di ripopolamento per l'avifauna acquatica, migratoria e stanziale: sono numerosi sono infatti, per specie e quantità, gli uccelli che popolano il fragmiteto (canneto) in ogni periodo dell'anno. La riserva è per alcune specie luogo di sosta durante le migrazioni, altre vi trascorrono l'inverno e altre ancora trovano qui l'habitat ideale per procreare. Qui nidificano tra gli altri falchi di palude, cigni reali, aironi rossi, cinerini e bianchi, mentre in inverno si ritrovano grandi stormi di uccelli acquatici e anatidi, tra cui folaghe, alzavole, canapiglie, germani reali.

A rendere uniche le poche terre emerse sono i casoni, ovvero le capanne che i pescatori costruirono su palafitte come semplici dimore. Fatti di canna, legno e con il tetto di paglia, custodivano al centro un focolare ed erano arredati solo con il necessario per la sopravvivenza. Tutte le capanne guardano a ovest: è il versante più riparato dai venti di bora e tramontana. Un pontile in legno permette oggi l'attracco. I casoni rappresentano la straordinaria capacità degli abitanti di questi luoghi ad adattarsi a un territorio complicato e in continuo mutamento.
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La laguna di Marano e le sue riserve naturali

Sera
Per la sera ci si sposta all'estremità orientale della laguna, a Grado, circa 40 km da Marano Lagunare. In uno dei ristorantini sparsi tra calli e campielli dell'antico castrum, oppure magari su un'isola della laguna, è tutto da gustare il piatto graisan (gradese) per eccellenza, il boreto. È una tradizionale zuppa a base di più tipi di pesce servita con polenta bianca, insaporita con aglio, olio, aceto, sale e pepe, e che nasce come piatto povero della cucina dei pescatori della laguna. A Grado si preparano anche ottime seppie col nero e i sievoli sotto sal, cefali conservati sotto dale per due o tre mesi.
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Laguna di Marano - Pannello nel Centro visite lagunare

Riserva Naturale Valle Canal Novo - Ponte in legno tra i canneti

Riserva Naturale Valle Canal Novo

Marano Lagunare


 
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Secondo Giorno

In giornata
La Riserva naturale della Valle Canal Novo, subito a ovest di Marano Lagunare, si estende su una superficie di 121 ettari ed è formata da un'ex valle da pesca, da un'area lagunare di pochi ettari e da alcuni terreni agricoli. Le valli da pesca sono quelle zone della laguna delimitate da argini dove si pratica la vallicoltura, una forma di pesca risalente agli antichi romani che utilizzavano spazi di mare racchiusi da anfratti di costa per l'allevamento ittico.
Le maree hanno meno influenza qui rispetto alle foci dello Stella perché sono ostacolate da argini. Inoltre, due chiuse permettono la regolazione del livello idrico tra valle e laguna. La valle non riceve contributi di acqua dolce dall'entroterra, ma solamente attraverso le le piogge e alcuni pozzi artesiani. La combinazione tra l'apporto di acque dolci e marine ha contribuito a creare livelli diversi di salinità da zona a zona, spiegando così l'alta la biodiversità della valle.

La riserva è valorizzata dalla presenza del Centro visite lagunare, un luogo di educazione, interpretazione e conservazione ambientale, punto di partenza per conoscere più da vicino l'incantevole ambiente della laguna. Gli edifici della struttura riprendono i tipici casoni tradizionali e ospitano i servizi di divulgazione scientifica, informativi, di ricettività e di osservazione dell'ambiente. Il casone di accesso alla riserva è il Cason Ristoro, dove si acquista il biglietto di ingresso, si ricevono informazioni e si usufruisce di un servizio di foresteria. Il Cason didattica è invece rivolto alla divulgazione, con conferenze, corsi, proiezioni e laboratori e una serie di indicazioni utili per comprendere l'ambiente lagunare. Si passa poi per un piccolo stagno e si raggiunge la caminada su l'acqua, una bella passerella di legno che consente di inoltrarsi nella palude e osservare lo svolgersi della vita naturale. Ci sono anche un paio di casoni dedicati all'osservazione ravvicinata dell'avifauna, l'Osservatorio panoramico e il Cason osservatorio.
Un altro motivo di grande interesse nella visita alla riserva è l'acquario lagunare, che riproduce attraverso una serie di scenografie e vasche i più importanti habitat lagunari.

Marano Lagunare
Dopo l'immersione completa nelle riserve, vale la pena di dedicare un po' di tempo alla visita di Marano Lagunare, paesino di pescatori che confina con la Valle Canal Novo. Il piccolo centro (2050 abitanti) ha origine antica ed è caratterizzato da calli e campielli su cui si affacciano edifici che testimoniano il ruolo dell'insediamento nel contesto lagunare: nella bella piazza monumentale spiccano la millenaria torre civica, il palazzo dei Provveditori, i pozzi ed il resto di quella che è stata la loggia municipale, centro della vita commerciale ed amministrativa di quel tempo.
La gente di Marano continua a vivere di pesca, una tenacia che ha consentito nel tempo di preservare i delicati equilibri di questo particolare ecosistema. Il legame con la laguna è testimoniato dalle feste tradizionali: da non perdere sono la Sagra della Seppia (dal 4 al 6 giugno), la Festa di San Vito (18 e 19 giugno) con la tradizionale processione di barche e la Festa Triennale del 15 agosto, con ricchi piatti di pesce, la Processione della Madonna, grandi fuochi artificiali e suggestiva apparizione notturna dell'immagine della Madonna dalle acque della laguna.
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La laguna di Marano e le sue riserve naturali

Sera
Marano è sinonimo di pesce freschissimo e preparato con sapienza. Una delle specialità più tipiche di Marano è el bisato in spéo, ovvero l'anguilla allo spiedo. Il brodetto è un altro molto piatto diffuso in laguna, insieme alla ribaltavapori, una frittura a base di latterini, schile (piccoli gamberetti) e polenta.
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