Basta un'occhiata e pochi passi in salita per esserne certi:
Spello deve tutto all'antica Roma. Le dieci porte, le mura augustee, gli archi, l'anfiteatro sono ancora lì a ricordare i fasti della colonia
Julia Hispellum.
Troppo bello per viverci. Quasi completamente chiuso al traffico automobilistico, Spello ha rischiato di diventare un luogo troppo scomodo per chiunque non fosse, come i turisti, solo di passaggio. Invece il destino di questo borgo è stato molto più singolare: ricchissimo di tele e affreschi straordinari,
ha attirato decine di artisti che qui hanno aperto
atelier e
gallerie d'arte.
Punto d'accesso obbligato al paese è la grandiosa
Porta Consolare. Poco più avanti, ecco la
Chiesa di Santa Maria Maggiore, che custodisce nella
Cappella Baglioni un pavimento di maioliche del XVI secolo e tre dei più begli affreschi del Pinturicchio (l'
Annunciazione, la
Natività e la
Disputa di Gesù con i dottori). Proseguendo in salita appaiono la
Chiesa di Sant'Andrea, del XIII secolo e la piazza della Repubblica, sulla quale si affacciano ristorantini, botteghe di pittori e il vecchio
Palazzo Comunale costruito nel 1270.
Una volta arrivati nel quartiere più alto della città, la
Posterula, inizia la discesa per il
Belvedere da cui si gode una bellissima vista sulla Valle del Topino. E si scende ancora verso la seconda porta monumentale romana, la
Porta Venere, che prende il suo nome dalla sua ubicazione in direzione di un tempio di Venere, nell'area della
Villa Fidelia.
A cinque chilometri da Spello merita una visita anche
Foligno: città di pianura in una parte d'Italia in cui i centri abitati sorgono per lo più su colli ed alture, Foligno
è un'eccezione fin dal primo sguardo. Dietro la sua aria trasandata nasconde vere meraviglie, come il
Palazzo Trinci, la
Cattedrale, dedicata a San Feliciano e la Chiesa di Santa Maria Infraportas del XII secolo che, come suggerisce il nome, si trovava un tempo fuori dalle mura.