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Martedì 12 Dicembre 2017 













Il cuore verde del Cilento
Litorali incontaminati, rilievi montuosi, grotte, forre, inghiottitoi, corsi d'acqua circondati da ampie distese boschive: forse è proprio questo ad attribuire al Cilento un fascino speciale e un aspetto ancora incontaminato. Dal 1991 è stato istituito il Parco Nazionale, il secondo in Italia per estensione e il più importante tra quelli che affacciano sulla costa mediterranea. Quest'angolo di Campania, compreso dal Golfo di Policastro e i rilievi dei Monti Alburni, è stato un punto d'incontro e scambio al centro del Mediterraneo fin dai tempi più remoti. Il continuo contrapporsi di culture nel corso dei secoli ne ha caratterizzato la storia: i Lucani delle zone interne e le colonie costiere della Magna Grecia.

Primo Giorno
Il Circuito degli Alburni
 
Il Cilento in tavola
Secondo Giorno
   
Nel cuore del Parco: escursione sul Monte Sacro
 
Sapore di mare
Terzo Giorno
   
Capo Palinuro, falesie e grotte di un luogo mitico
 
La pittoresca Marina di Camerota

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Il cuore verde del Cilento

Monti Alburni


Massiccio del Cervati

Massiccio del Cervati



 
Inizio
 
 
Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e di Vallo di Diano
Primo Giorno

In giornata
Si parte dal circuito dei monti Alburni, che si stagliano imponenti con le caratteristiche sagome allungate a separare il Vallo di Diano dalla valle del fiume Calore. L'abbondanza di fenomeni carsici ne fanno un sito di rilievo internazionale. L'itinerario muove dalle Grotte di Castelcivita, successione di ambienti ornati da concrezioni dalle forme impressionanti. Seguendo il tracciato dell'antica via consolare Capua - Reggio, si attraversa Scorzo e si prosegue, costeggiando il fiume Tanagro, fino al sito delle Grotte di Pertosa, che si aprono in un enorme antro a circa 70 metri dal corso del fiume. Terminata la visita, ci si dirige in direzione sud-est, fino al bivio per Polla, aggrappato alle propaggini degli Alburni, nel punto in cui raggiungono il corso del Tanagro. Da qui si giunge a San Rufo, arroccato su un vallone con i ruderi ancora visibili del Castello e dei portali in pietra. La strada si immette poi nel Passo della Sentinella, che collega il Vallo di Diano alla Valle del Calore. Continuando a costeggiare gli Alburni si arriva a Corleto Monforte, villaggio medioevale d'origini lucane delle cui antiche fortificazioni restano una torre di tipo angioino affiancata ad una porta urbana. Proseguendo in direzione nord - ovest ci si trova a Sant'Angelo in Fasanella, centro antico arroccato su uno sperone roccioso, che si protende nell'area carsica delle sorgenti dell'Auso. Nelle immediate vicinanze del paese c'è la Grotta di San Michele, abitata fin dal paleolitico e interessata da un insediamento religioso risalente all'epoca paleocristiana.
Discendendo verso la Valle del Sammaro, lasciandosi alle spalle i monti Alburni, s'incontra Roscigno Vecchio, antico villaggio abbandonato nella valle del Sammaro. Alle spalle del borgo, si trova il Monte Pruno, detto "balcone degli Alburni", per la sua posizione avanzata rispetto al massiccio. Il Pruno domina il Passo della Sentinella e la Serra del Corticato. A seguire nel pomeriggio escursione naturalistica alle sorgenti del fiume Sammaro. Si prosegue poi in direzione di Piaggine, località posta nell'area di maggiore interesse naturalistico del Parco, tra la Valle del Calore e il Monte Cervati.
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Inizio
 
Primo Giorno
Il cuore verde del Cilento

Sera
Cena al ristorante La Chioccia D'Oro di Vallo della Lucania.
Si possono gustare specialità tipiche cilentane di buona qualità.
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Il cuore verde del Cilento

Monte Sacro




Uno dei sentieri che sale verso la cima

 
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Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e di Vallo di Diano
Secondo Giorno

In giornata
Siamo a Vallo della Lucania, il centro più importante del Parco, nonchè sede dell'Ente stesso.
Dopo una breve visita alla cittadina ci si muove verso Novi Velia per l'escursione al Monte Sacro o Gélbison, meta sin dal '300 di importanti pellegrinaggi da tutto il Mezzogiorno; dalla terrazza della Canonica si gode di uno splendido panorama sul Cilento e sul Vallo di Diano.
Il percorso dura un'intera giornata, ma è adatto anche a escursionisti poco allenati. La sacralità dei luoghi si avverte già all'imbocco del sentiero dove tra la folta e suggestiva vegetazione il torrente Torna scorre saltellando qua e là tra i massi di arenarie, formando una successione di pozze e cascatelle.
Arrivati sulla cima si può visitare il Santuario della Madonna del Sacro Monte, fondato dai monaci basiliani nel X sec.
Dal piazzale sommitale si può osservare un panorama che abbraccia quasi tutto il Cilento. Di fronte i Monti Alburni, il vallone Scaloppitti che separa il Monte Rotondo dal Faiatella e il Cervati. Alle spalle il blu intenso del Tirreno e il profilo del promontorio di Palinuro.
In alternativa l'escursione potrà essere effettuata con comodi minibus o a dorso d'asinello.
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Spaghetti alla polpa di granchio

 
Inizio
 
Secondo Giorno
Il cuore verde del Cilento

Sera
Passeggiata nel pittoresco centro storico di Palinuro e Centola.
A seguire cena nel ristorante Da Carmelo, piccolo locale con ottima cucina di pesce.
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Il cuore verde del Cilento

Grotta Pertosa


Cala degli Infreschi

Massiccio del Cervati



 
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Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e di Vallo di Diano
Terzo Giorno

In giornata
La bellezza delle falesie costiere che si susseguono tra Capo Palinuro e Costa degli Infreschi è unica in tutto il Mediterraneo.
Non a caso fanno parte del mito. Quel mito che da sempre lega il bello al pericolo, il fascino al rischio, al mistero. Terra di eroi e filosofi, briganti e patrioti, questo luogo è scenario di antichissime storie.
Questa è la costa su cui, sulle ripide rupi a picco sul mare, cresce la Primula Palinuri, endemismo unico che ha colonizzato le pareti calcaree di questo litorale.
Muovendo da Capo Palinuro la prima sosta da fare è alla Grotta Azzurra. Proseguendo lungo la costa, appaiono al visitatore le vestigia di un passato da crocevia di civiltà. I coloni greci, i monaci basiliani, i Normanni, i Saraceni. Tutti passati di qui a lasciare un segno della loro antica dominazione.
Spettacolare è il sentiero delle cinque torri che costellano il litorale roccioso.
Sia che si decida di compiere quest'itinerario in barca, fermandosi nelle fantastiche calette che si susseguono, sia che si scelga invece di percorrere a piedi gli affascinanti sentieri immersi nella macchia mediterranea, lo spettacolo sarà comunque impressionante.
Proseguendo in direzione di Costa degli Infreschi si apre una serie di larghe spiagge ghiaiose, intercalate da numerose grotte di notevole interesse naturalistico, adatte soprattutto a escursioni subacquee. La più famosa di queste è l'Arco Naturale, alla foce del fiume Mingardo: si raggiunge in auto seguendo la litoranea verso Marina di Camerota, oppure in barca, compiendo il periplo del promontorio.
Lungo quest'ultimo si trovano anfratti cui si può accedere solo dal mare: sotto le rovine del Castello di "Molpa" è la grotta delle Ossa, piena di stalagmiti e stalattiti e che offrì sicuro rifugio agli abitanti preistorici, come è testimoniato dal rinvenimento di ossa animali e umane. Assolutamente da visitare per la ricchezza di materiali archeologici e scientifici sono la Grotta della Cala, la Grotta del Poggio, la Grotta Grande di Scario e il Riparo del molare di Scario, quest'ultimo toponimo derivato dalla lavorazione delle macine di un frantoio ivi esistente nel XVIII secolo.
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Camerota

 
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Terzo Giorno
Il cuore verde del Cilento

Sera
Passeggiata nell'incatevole cittadina di Marina di Camerota.
Un consiglio: non perdetevi l'ottima cucina del ristorante Da Pepe, semplice, ma gustosissima.


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