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Martedì 12 Dicembre 2017 












In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e prodotti genuini
La Lunigiana, incastonata com'è tra regioni dalle grandi tradizioni gastronomiche, è diventata un punto d'incontro di cucine diverse, che si sono amalgamate con il tempo. La gente che abitava queste terre è riuscita ad estrarre il meglio dalle culture vicine fino a ottenere nuovi sapori che poi si sono integrati alle tradizioni locali. Questo grazie soprattutto agli ottimi prodotti della terra: funghi, castagne, granoturco e una grande varietà di erbe sono i "piatti forti" della zona che, tra l'altro, offre anche salumi, formaggi e vini delicati. Il nostro itinerario si inoltra in questa terra di confine tra Toscana e Liguria, facendo tappa tra i borghi (ognuno arroccato attorno al proprio castello) e le delizie culinarie. Un viaggio in una sorta di "polmone verde", dove a farla da padrone è la natura, che si offre in tutta la sua bellezza e semplicità. In queste zone l'arrivo dell'autunno coincide con il fiorire di manifestazioni legate ai prodotti di stagione: castagne, funghi, uva. A questo proposito ricordiamo la "cucina nel borgo" a Quercia di Aulla, manifestazione gastronomica che fa rivivere i vecchi sapori lunigianesi (testaroli, torta d'erbi, panigacci, lasagne bastarde, funghi porcini, amor pontremolesi e la spongata).

Primo Giorno
I castelli di Fivizzano e Licciana Nardi
 
Il mulino di Villafranca e i borghi di Malgarte e Bagnone
 
Pontremoli, sapori semplici e gusto a volontà
Secondo Giorno
   
Mattinata e pranzo a Pontremoli per assaggiare i "testaroli"
 
Da Mulazzo, capitale dei Malaspina, a Podenzana, patria del "panigaccio"
 
Cena e pernottamento ad Aulla
Terzo Giorno
   
Visita al museo di storia naturale di Aulla e partenza per Zignago
 
Da Zignago a Varese Ligure, per una scorpacciata di funghi e salumi
 
Varese Ligure, nella "valle del biologico"

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La fontana di Fivizzano

Il Castello della Verrucola

Licciana Nardi

 
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In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e genuini prodotti della terra
Primo Giorno

Mattina
Il nostro viaggio parte da Fivizzano, piccolo centro della Lunigiana orientale in provincia di Massa Carrara, definito da Carducci "una perla sperduta tra i monti". La cittadina, che si sviluppa lungo il corso del torrente Rosaro, si trova in una zona molto fertile e dal clima mite, condizioni che ne hanno favorito lo sviluppo economico e commerciale: l'area è caratterizzata da una vegetazione molto varia, in cui si incontrano prati, coltivazioni di grano e granoturco, viti, ulivi e, salendo un po' in altitudine, ampi boschi di castagno. La tradizione contadina è la base della cucina tipica locale, fatta di ingredienti semplici e naturali, che danno origine a piatti come polenta, castagnaccio e i tipici " Frgadei ". Grazie alla sua posizione vantaggiosa, Fivizzano è sempre stato un centro piuttosto ricco, le cui fortune passate si riflettono nel grande numero di opere d'arte e palazzi signorili. Assolutamente da non perdere sono il Castello della Verrucola, l'intrigante borgo rinascimentale e la bella Piazza Medicea. Quest'ultima, oltre a ospitare la chiesa dei santi Jacopo e Antonio (risalente alla seconda metà del XIV secolo ma rimaneggiata più volte), è da sempre luogo di mercato che, nel corso della storia, è diventato un punto d'incontro, salotto di cultura raffinata e ambiente di parate militari per le guarnigioni locali. In tarda mattinata lasciamo Fivizzano per andare a visitare un piccolo borgo, Licciana Nardi, gioiello storico per la presenza di diversi castelli e antichi palazzi immersi in una quiete quasi assoluta. Dai boschi ai campi, dal fiume al centro abitato, si avverte sempre la sensazione di trovarsi in un luogo ancora incontaminato. In mezzo a questa pace ci fermiamo per un pranzo leggero, magari assaggiando un piatto fatto con i tipici "erbi", le erbe commestibili che crescono spontanee nella zona.
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Villafranca in Lunigiana

Statua Stele di Verrucola

Bagnone

 
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Primo Giorno
In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e prodotti genuini

Pomeriggio
Proseguendo verso nord-ovest, da Licciana Nardi partiamo per Villafranca in Lunigiana, piccolo borgo sorto sulla sinistra del fiume Magra dove si trovano i ruderi di un castello dei Malaspina, la chiesa di San Francesco (con il chiostro e il convento, restaurati secondo l'antica impostazione architettonica) e il Museo Etnografico della Lunigiana, dove sono illustrati usi e costumi, consuetudini e riti della cultura popolare locale. L'esposizione è ospitata all'interno di vecchi mulini, simbolo inconfondibile della grande importanza dell'attività rurale: le farine di diverso tipo (quella bianca, quella gialla e di castagne ) hanno sempre rappresentato un ingrediente base di tutte le ricette tradizionali della zona, a partire dalle tante varietà di pane. Dopo avere visitato Villafranca, facciamo una sosta nella vicina piana di Malgrate, antico borgo un tempo ricco di vigneti e frutteti rinomati in tutto il mondo: già nell'antica Grecia conoscevano la frutta della Lunigiana, e i vini prodotti in questa zona erano serviti alla tavola di Papa Niccolò V. Qui facciamo un'escursione allo scenografico Castello (che fu anch'esso dei Malaspina), una bella fortificazione medievale con cinta muraria, a forma trapezoidale, dotata di merlatura guelfa e mura scarpate, feritoie, torrette angolari sporgenti. Quindi ci spostiamo qualche chilometro per visitare Bagnone, un paese incantato, fermo nelle sue strutture quattrocentesche, il cui borgo conserva tutt'oggi l'originaria struttura, che si sviluppa lungo anelli degradanti verso il fondovalle. Sulla sommità della collina si erge il nucleo più antico del paese, dominato da una torre cilindrica in pietra con beccatelli, arciere e beccature circondate da cornici. Nelle vicinanze del borgo si trovano numerosi castelli e torri, che appaiono sui crinali dei monti circostanti. Il più importante è situato a Castiglione del Terziere, uno dei borghi medioevali meglio conservati di tutta la Val di Magra. Verso la fine del pomeriggio ci muoviamo ancora e ci dirigiamo verso Pontremoli, dove ci fermeremo per la notte.
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Pontremoli

 
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Primo Giorno
In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e prodotti genuini

Sera
Arrivati a Pontremoli ci sistemiamo in albergo (ad esempio al "Golf Hotel") e poi usciamo per una squisita cena. Se è vero, infatti, che questa cittadina vanta caratteristiche storico culturali invidiabili, la sua tradizione culinaria non è da meno. Il turista potrà provare una notevole varietà di piatti elaborati, come per esempio la tipica " torta d'erbi ". Finita la cena facciamo due passi attraverso il vecchio borgo per ammirare lo splendido scenario notturno che ci offre il paese, dopodiché rientriamo in albergo per un meritato riposo.
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Pontremoli

Pontremoli

Spongata

 
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In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e genuini prodotti della terra
Secondo Giorno

Mattina
Dedichiamo l'intera mattinata alla visita di Pontremoli e alla caccia di altri sapori tipici di questo centro, che è senza dubbio quello che, in Lunigiana, vanta la più ricca tradizione culinaria (basta pensare alla rinomata spongata e agli amor pontremolesi ). La cittadina sorge in un punto della Val di Magra dove le valli sono più strette e i pendii più scoscesi. Sono numerosi i torrenti dove si può praticare la pesca sportiva (e magari insidiare la pregiata trota fario), e nei boschi abbonda la selvaggina, in particolare i cinghiali. Il centro del paese poi, presenta molti elementi di grante interesse storico e artistico, a partire dal Museo delle Statue Stele, allestito nel Castello del Pignaro, che espone misteriose statue realizzate da antichi popoli che si insediarono sul territorio. Belle sono anche alcune chiese, come la Cattedrale dedicata a Santa Maria del Popolo (che conserva sculture e pitture di grande valore) e la SS. Annunziata, che nei secoli ha ospitato prima un ospedale, poi un lebbrosario per diventare infine una chiesa con convento. Questa costruzione, risalente al XV secolo, conserva interessanti particolari in legno intarsiato, affreschi di notevole valore e un tempietto presumibilmente realizzato dal Sansovino. Il convento, oggi sede di istituzioni statali e private di carattere culturale, regala forse gli scorci e i capolavori più interessanti: i due chiostri e la sala maggiore con il grande affresco valgono certamente una visita. Finito questo tour cultural-artistico, ci fermiamo per pranzo alla "Trattoria Da Pelliccia", situata in un palazzo della vecchia Pontremoli, sotto il castello del Pignaro, dove possiamo degustare ottimi menù tradizionali che comprendono tortelli di funghi, testaroli al pesto, funghi alla griglia, selvaggina e ottimi dolci.
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Mulazzo

Podenzana

Fiume Magra

 
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Secondo Giorno
In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e prodotti genuini

Pomeriggio
Dopo l'abbondante pranzo lasciamo Pontremoli e, seguendo il corso del Magra verso sud, raggiungiamo il comune di Mulazzo (considerato la capitale dei Malaspina), posto anch'esso in un paradiso verde: colline ricche di boschi con una fittissima vegetazione che contribuisce ad addolcire il paesaggio, luoghi ideali per gli appassionati di natura e di trekking. Il paese vanta un borgo medioevale in ottimo stato e, così come tutta la valle, una cucina di ottima qualità: qui la cultura culinaria è diventata una tradizione da conservare gelosamente. Si svolge ogni anno, per esempio, il premio BancarelVino, che viene consegnato al miglior prodotto vinicolo della stagione. In più, da tempo è stato istituito il premio "Mengoli" dedicato alla migliore opera editoriale che si occupa di gastronomia. Sempre seguendo il Magra verso sud (in direzione Aulla) incontriamo poi altri due paesi interessanti, Tresana e Podenzana. Il primo è un borgo che colpisce per le sue ridotte dimensioni e per come si arrocca su un colle su cui svettano imperiosi i resti della torre quadrangolare e i ruderi dell' antico castello risalente all'epoca longobarda. Podenzana è invece un comune formato da una miriade di nuclei abitati che si estendono fino alla Val di Vara e che dominano dall'alto la valle e la fortezza della Brunella. Vi si trova uno dei santuari più celebri della vallata, dove si saliva a far penitenza, portando un sasso in spalla e percorrendo in ginocchio un lungo tratto di sentiero. Qui la tradizione narra della Madonna apparsa su un castagno, ancora conservato nel retro dell'altare. Podenzana è anche la capitale del panigaccio, quell'antico cibo cotto in testelli di terra che artigiani locali ancora fabbricano con tecniche arcaiche.
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Scaloppine ai funghi

 
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Secondo Giorno
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Sera
La sera ci spostiamo ad Aulla dove ci fermeremo per la cena e per la notte. Dopo esserci rinfrescati in albergo andiamo in centro e ceniamo al ristorante per continuare il nostro percorso all'insegna del buon cibo. Possiamo scegliere tra i molti locali presenti in città e nei dintorni, ristoranti in cui i piatti tipici sono salumi, testaroli, scaloppe ai funghi, carne alla griglia e agnello.
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Un castagneto

Fortezza della Brunella

Caprigliola

 
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Terzo Giorno

Mattina
Aulla è il principale centro economico dell'alta Val di Magra e si trova in un'ampia piana circondata da colline nella zone in cui il fiume Magra confluisce con il torrente Aurelia. Dominata dalla Fortezza della Brunella (che ospita anche il Museo di Storia Naturale della Lunigiana ), sorge in una posizione naturalmente strategica tra i passi della Cisa, del Cerreto, del Lagastrello e sulla strada per Cassola e la Garfagnana, storicamente punto di passaggio dei traffici tra il mare e la pianura padana. Per questa sua importanza, nei primi anni del XX secolo divenne sede di rilevanti attività militari, che sfociarono, durante la Seconda guerra mondiale, in una serie di bombardamenti che la rasero al suolo distruggendo quasi completamente l'antico borgo. Oggi è una cittadina moderna, situata però a pochissima distanza da altri spettacolari borghi: sulle colline circostanti si trovano, infatti, luoghi dal magico fascino medioevale, come Caprigliola, Albiano, Bibola, Olivola e Pallerone. Tutto intorno al centro la città è circondata dalla natura: prati, monti, fiumi e boschi di castagni offrono al visitatore la possibilità di sentirsi in un mondo senza tempo. In tarda mattinata ci spostiamo da Aulla verso Zignago, in Val di Vara. È un viaggio di pochi chilometri, ma si oltrepassano i confini della regione: dalla Toscana ci muoviamo infatti in Liguria, diretti verso Varese Ligure e verso altre avventure culinarie.
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Val di Vara, fiume

Il ponte di Sesta Godano

Il Castello di Varese Ligure

 
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Terzo Giorno
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Pomeriggio
Zignago, in provincia di La Spezia, molto vicino alla Lunigiana, è una località già abitata in epoca preistorica, oggi caratterizzata da alcune attrattive di notevole interesse artistico, come i ruderi di due antichi castelli medioevali (il castello di Zignago e il castello di Serra Maggiore) e alcune chiese, come la bella Madonna del Dragone. È un paese in cui l'attività rurale ha il predominio (cereali, patate, formaggi e allevamento dei bovini). Tutto questo a ulteriore conferma del fatto che in quest'area gli amanti della cucina semplice e naturale non potranno rimanere delusi, ma che anche i golosi tout-court potranno trovare soddisfazione: basta pensare ai tipici canestrelli. Nei pressi di Zignago si trova poi Sesta Godano, situato nel cuore profondo della Val di Vara e formato da alcune frazioni, ognuna delle quali è un piccolo teatro del passato. Da non perdere sono il ponte medievale sul torrente Gottero, la via vecchia arricchita di portici e la chiesa dell'Assunta, rifacimento settecentesco della antica pieve di Robbiano, con un bel campanile. Anche il comune di Sesta Godano si trova in una zona ricca di vegetazione e di boschi che forniscono legna pregiata, ottimi funghi e prodotti agricoli da cui ad esempio si ricava la farina per fare la Levà, il pane "ufficiale" della valle. A metà pomeriggio ci muoviamo verso nord-ovest e raggiungiamo Varese Ligure, centro rurale dell'Appennino, crocevia di commerci e teatro di antiche vicende storiche. Il territorio riserva gradevoli sorprese al visitatore, svelando chiese, palazzi nobiliari e cultura secolare. L'ambiente rurale è uno dei più intriganti della regione (come dimostrato anche dal Museo Contadino ): Varese Ligure offre al turista la possibilità di addentrarsi nell'importante patrimonio naturalistico della "Valle del biologico", così ribattezzata grazie alla capacità delle imprese varesine operanti nel settore agricolo e zoologico di saper coniugare l'attività imprenditoriale con il rispetto della natura, che ha permesso loro di ottenere il marchio di qualità ambientale e di mettere in moto un commercio di carni e formaggi non trattati.
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Varese Ligure

 
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In Lunigiana per trasgressive abluzioni di castagne e prodotti genuini

Sera
Per l'ultima serata ci fermiamo a Varese Ligure, in questa silenziosa e tranquilla valle che ci offrirà la possibilità di assaggiare i prodotti biologici locali: soprattutto salumi, ma anche formaggi freschi. Altri prodotti, rigorosamente locali, che non mancano mai sulle tavole dei ristoranti della zona sono miele, castagne, legumi, funghi freschi e secchi (sono particolarmente pregiati quelli dell'alta Val di Vara), frutti del sottobosco e verdure coltivate a concimazione naturale.


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