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Sabato 16 Dicembre 2017 












Valsugana antistress
Situata a pochi chilometri da Trento, la Valsugana si presenta agli occhi del visitatore come un'oasi caratterizzata dai laghi di Caldonazzo e Lèvico e circondata da imponenti complessi montuosi. È una terra di antico popolamento, che vanta una grande tradizione nell'ospitalità: grazie alle sue terme e alle proprietà uniche delle acque di Lèvico Terme, Vetriolo e Roncegno era una rinomata località di vacanza già nell'Ottocento. Meta prediletta della nobiltà austroungarica, accoglieva ospiti da tutta Europa, che vi soggiornavano per "passare le acque". Oggi, oltre alle terme, vi sono altri motivi per trascorrere una vacanza o anche solo qualche giorno di relax nelle località della Valsugana: la zona offre infatti la possibilità di un profondo contatto con la natura, di fare passeggiate nei boschi, escursioni o trekking in montagna, e di praticare i più svariati sport, dalla vela alla mountain-bike, dal golf al parapendio, dalla canoa all'equitazione.

Primo Giorno
Partenza dalla riservata Trento e spostamento verso Pèrgine Valsugana
 
Visita al castello di Pèrgine e alle terme di Sant'Orsola
 
Cena e pernottamento a Pèrgine, all'ombra del castello
Secondo Giorno
   
I laghi di Caldonazzo e di Lèvico
 
Giornata antistress alle terme di Lèvico e di Vetriolo
 
Una tranquilla serata a Lèvico
Terzo Giorno
   
Le terme di Roncegno e il castello di Telvana a Borgo Valsugana
 
Visita a Castel Ivano e a Pieve Tesino
 
Ritorno a Trento e cena tra le famose facciate dipinte dei palazzi rinascimentali

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Trento, Piazza del Duomo

Trento, Palazzo Pretorio

Trento, Case Cazuffi e fontana del Nettuno

 
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Primo Giorno

Mattina
Il nostro viaggio inizia da Trento, città piacevolmente provinciale, che conserva il carattere riservato e un po' chiuso delle località di montagna insieme a una vena godereccia che l'accomuna ai centri della pianura o della collina veneta. A differenza di altri centri alpini Trento ha conosciuto una lunga e ricca fioritura rinascimentale, che le ha regalato un aspetto equilibrato e disteso. Le montagne che si affacciano sulla valle dell'Adige (il Bondone, la Paganella, il Calisio) costituiscono la quasi naturale estensione della città, una specie di giardino, di oasi di riposo e svago raggiungibile con l'auto in meno di mezz'ora. Il centro di Trento, essendo in gran parte pedonalizzato, si visita facilmente: facciamo quindi due passi e ci dirigiamo innanzi tutto in Piazza del Duomo. La piazza rappresenta il cuore pulsante della città, un tempo sede del potere religioso e civile, oggi salotto urbano e meta obbligata del passeggio. Vi si affacciano il Duomo, il Palazzo pretorio, la Torre civica, le case Cazuffi e la fontana del Nettuno. Dalla piazza inizia poi Via Belenzani, la strada più aristocratica di Trento. Oltre dalla sua bellezza architettonica, la via è resa piacevole dalla presenza di ristoranti e caffè dove fare una sosta rigenerante. Da qui si raggiunge facilmente un luogo simbolo del capoluogo trentino, che vale la pena visitare: il Castello del Buonconsiglio, importante monumento di origine duecentesca che ospita notevoli esposizioni d'arte. Dopo questa veloce visita a Trento ci addentriamo in Valsugana, in particolare andiamo a Pèrgine, paese sede di un austero castello.
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Castello di Pèrgine

Pèrgine, cave

Sant'Orsola Terme

 
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Primo Giorno
Valsugana antistress

Pomeriggio
La storia e l'esistenza stessa di Pèrgine Valsugana s'identificano con il castello in cima al colle del Tegazzo, dal quale si domina l'imbocco della valle del Fersina e una parte dell'alta Valsugana. A partire dal medioevo Pèrgine fu centro minerario collegato con le gallerie d'estrazione della vicina valle dei Mòcheni. La cittadina possiede uno dei più eleganti centri storici del Trentino, in cui sono conservati aspetti del tessuto urbano rinascimentale. In questo contesto merita di essere percorsa la Via Mayer, affiancata da palazzetti rinascimentali e intersecata di vicoli e stradette tipicamente medievali, e di essere visitata la Parrocchiale della Natività, l'edificio più interessante della cittadina. Eretta in forme gotiche nella prima metà del Cinquecento, è affiancata da un bel campanile e mostra una facciata rifatta nell'Ottocento. Nell'interno, a tre navate, sono conservati un prezioso pergamo marmoreo cinquecentesco e alcune lastre tombali della stessa epoca. Da questo piccolo centro il turista può scegliere di fare alcune interessanti escursioni: può infatti decidere di spostarsi con l'auto per qualche chilometro e andare a visitare la stazione termale di Sant'Orsola, oppure muoversi a piedi e fare una salutare e piacevole passeggiata di un paio d'ore che consente di raggiungere quattro piccoli specchi lacustri situati in un gradevole contesto ambientale. Il primo è il lago di Costa, emanazione del secondo, il lago di Canzolino, lungo poco più di mezzo chilometro. A breve distanza segue il lago di Madrano, di appena 5000 mē. Il quarto, quello di Pudro, si stende su un'area di 13 ettari, comprendente una torbiera in cui sopravvivono lembi di vegetazione originaria. Un sentiero attrezzato per la visita consente di ammirare l'avifauna che lo popola e la grande varietà di fiori. Dopo una così intensa giornata, ci sistemiamo in albergo a Pèrgine e ci prepariamo per una cena a base dei prodotti tipici della Valsugana.
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Pèrgine Valsugana, panorama con vigneti

 
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Primo Giorno
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Sera
In questa prima serata andiamo a cena al ristorante "Castel Pèrgine", situato all'interno di un antico maniero all'imbocco della Valsugana, che presenta saloni dall'atmosfera rustica e cucina trentina con antipasti tipici, pasta fatta in casa, selvaggina e tanti funghi. Dopo avere ammirato la maestosità del castello di notte, rientriamo all'albergo "Al Ponte", ubicato in una posizione tranquilla e decentrata, che permette ai visitatori di godere appieno della pace della zona.
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Il Lago di Caldonazzo

Il Lago di Lèvico

Lèvico, area protetta

 
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Secondo Giorno

Mattina
Da Pèrgine continuiamo ad addentrarci in Valsugana e ci spostiamo verso la località di Lèvico Terme. Prima di arrivare nella cittadina termale però, ci fermiamo qualche ora sui due bacini lacustri che si incontrano sulla strada. Il primo è il lago di Caldonazzo, situato a poca distanza dalla borgata omonima, paradiso trentino per quello che riguarda gli sport acquatici: qui si praticano infatti vela, windsurf, pesca, canottaggio, dragon boat, sci d'acqua e, naturalmente, nuoto. Il secondo laghetto che incontriamo è invece quello di Lèvico, bacino che ha avuto origine da uno sbarramento alluvionale e si presenta fortemente inciso nel boscoso paesaggio circostante. Le ripide sponde e l'acqua verde e profonda fanno pensare a un fiordo. Una lingua di terra, larga appena 600 metri, lo divide dal lago di Caldonazzo. Nella riva sudorientale un'area protetta preserva una zona in cui sopravvivono canneti, vegetazione acquatica e animali diventati rari in Trentino. La zona dei laghi, oltre che per gli sport d'acqua, è attrezzata per altre attività fisiche: vi è ad esempio la possibilità di percorrere in mountain bike una lunga pista ciclabile, che da Caldonazzo, lungo il fiume Brenta, porta fino a Grigno, all'estremità orientale della Valsugana trentina. Dopo aver ammirato questi paesaggi naturali, in tarda mattinata ci spostiamo verso la cittadina di Lèvico Terme, dove ci fermeremo per un pranzetto veloce prima di lasciarci andare al relax delle cure termali.
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Lèvico Terme

Il Lago di Lèvico

Vetriolo Terme

 
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Secondo Giorno
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Pomeriggio
Un paradiso del benessere alle porte di Trento, nell'alta Valsugana: le terme di Lèvico, immerse in un parco di alberi bellissimi e monumentali, richiamano certe atmosfere mitteleuropee, specialmente nelle linee del Grand Hotel Imperial in stile liberty. Le acque curative, che provengono, attraverso canalizzazioni, da Vetriolo, sono ideali per combattere stress e nevrosi. Grazie alle terme, la località è di antica e prestigiosa tradizione turistica, meta di soggiorni da parte della famiglia imperiale e della nobiltà austriaca. Quando la zona si trasformò nel luogo di soggiorno prediletto di tutte queste personalità si diede origine al Parco delle Terme e al Grand Hotel, allora detto "Stabilimento Nuovo". Con gli oltre 150.000 metri quadrati di superficie il parco è un vero e proprio arboreto, che per la particolare posizione, offre le condizioni favorevoli alla crescita di un gran numero di specie arboree, non solo locali ma anche esotiche. Fra le numerose specie presenti si segnalano in particolare la Sequoia gigante, la Magnolia, il Pino e il Cedro dell'Himalaia, l'Abete del Canada, il Ginkgo Biloba, la Quercia comune e l'Albero dei tulipani. Lèvico ha quindi fama meritata di città giardino: i parchi presenti sono un paradiso di vegetazione e offrono splendide viste sul lago. Per chi non è appassionato solo di natura ma anche di architettura e storia consigliamo una breve sosta in paese per una visita alla Chiesa del Redentore e, un po' più decentrata, alla Chiesa di San Biagio. A una decina di chilometri da Lèvico ma in una zona più montana (a circa 1500 metri di altitudine) sorge un'altra stazione termale di grande prestigio: Vetriolo Terme, dove sorse il primo stabilimento della zona. Solo in seguito le acque furono incanalate fino a Lèvico, dove nacque un nuovo stabilimento. Al turista non rimane quindi che l'imbarazzo della scelta: può decidre di sottoporsi alle benefiche terapie nel centro benessere che preferisce.
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Lèvico Terme

 
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Secondo Giorno
Valsugana antistress

Sera
Per la cena a Lèvico consigliamo l'Agriturismo "Maso Rosso", in cui si possono degustare genuini prodotti locali come salame del luogo, i deliziosi gnocchetti verdi al burro fuso, la classica polenta con coniglio al forno con contorni freschi, strudel di mele e l'immancabile Parampampoli. Per il pernottamento consigliamo agli amanti del lusso di scegliere tra due splendidi hotel quattro stelle: il Grand Hotel Bellavista e l'Imperial Grand Hotel Terme.
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Borgo Valsugana

Borgo Valsugana, affresco nella chiesa di San Rocco

Castel Telvana

 
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Terzo Giorno

Mattina
In quest'ultimo giorno lasciamo Lèvico e proseuiamo il nostro viaggio lungo le rive del Brenta in direzione del Veneto. Il primo paese in cui ci fermiamo è Roncegno, un'altra località termale che si stende sui pendii terrazzati della Valsugana. Dopodiché ci muoviamo verso Borgo Valsugana, un grosso paese del fondovalle posto tra i due anfiteatri di Scurelle e Roncegno. L'abitato è attraversanto dal Brenta e dominato dalla mole verticale del Castello di Telvana, costruzione posta su un soleggiato sperone roccioso, caratterizzata dall'agile e svettante torre alta 26 metri e protetta da una cortina bastionata dalla quale spicca un secondo torrione cinquecentesco. La cittadina presenta anche un'interessante basilica, la barocca Parrocchiale di Santa Maria, risalente alla seconda metà del Seicento. Nella nicchia della facciata, sovrastata da un alto campanile, spicca una statua marmorea quattrocentesca della Madonna col Bambino, proveniente da Venezia. L'interno è arredato in un fastoso stile barocco, con altari riccamente dorati e una profusione di dipinti dal Cinquecento al Settecento. Nei pressi, la gotica Chiesa di San Rocco conserva al suo interno affreschi raffiguranti storie del santo. Per i più intraprendenti e gli amanti dello sport e del trekking, consigliamo di partire da Borgo per escursioni in Val di Sella o al Passo Manghen dove, dopo le fatiche della camminata ci si può fermare per un pranzo al sacco a base dei salumi locali.
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Castel Ivano

Campanile di Pieve Tesino

Pieve Tesino

 
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Terzo Giorno
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Pomeriggio
Dopo aver lasciato Borgo Valsugana, proseguiamo il nostro tour della valle e ci muoviamo in direzione di Strigno, paese sorto in una piccola conca circondata dai boschi, da cui si gode dei bei panorami sulla media Valsugana e sulle montagne che la dividono dall'altopiano di Asiago. A un paio di chilometri da questo piccolo centro si trova uno dei manieri trentini meglio conservati, Castel Ivano, imponente costruzione che merita certamente di essere vista. Un'altra cittadina sitauata nelle vicinanze in cui vale la pena soffermarsi qualche ora è Pieve Tesino, posta nel bel mezzo di un paesaggio dolce, verdissimo e ondulato, ottimo punto di partenza per escursioni nelle selvagge montagne che delimitano l'altopiano, i Lagorai e la cima d'Asta. Il paese, famoso per aver dato i natali allo statista Alcide De Gasperi, ha conservato la sua antica struttura medievale nella quale spiccano alcuni edifici nobiliari risalenti al XV e al XVI secolo. Passeggiando tra le vie del centro storico, s'impone all'attenzione la Piazza Maggiore, caratterizzata da una monumentale fontana ottagonale in pietra rossa a mascheroni (XVIII secolo) e dai portici del quattrocentesco palazzo del Vecchio Municipio. Notevole è anche la basilica dell'Assunta: ricostruito a metà del XV secolo, l'edificio mostra bei portali con stipiti e architravi scolpiti. Arrivati qui, e cioè ai margini porientali della Valsugana, il nostro viaggio è giunto al termine, quindi invertiamo la direzione di marcia e torniamo verso Trento, dove ci fermeremo per l'ultima serata nella zona.
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Trento

 
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Sera
Una volta arrivati a Trento e sistemati i bagagli in albergo, andiamo a cena in centro, magari all'"Antica Trattoria Due Mori", locale del 1400 con antiche volte a botte, particolarmente indicato per chi ama i risotti e la tradizione locale, che qui viene rivisitata con creatività in nome della leggerezza. A pochissima distanza dal ristorante c'è la bella e frequentata Via Manci, in cui ci concediamo una passeggiata serale e una rigenerante pausa caffè.


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