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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Le Terme di Saturnia e le città del tufo
Il tufo è il vero protagonista di questa parte della Maremma, un territorio solo in apparenza pianeggiante ma in realtà caratterizzato da falsopiani di origine vulcanica, incisi profondamente da valloni, forre e gole creati nel tempo dal lavorio dei corsi d'acqua. Qui, fin dai tempi più remoti, gli uomini trovarono un ambiente favorevole all'insediamento: oggi di questi antichi stanziamenti rimangono tracce di abitazioni, necropoli e strade scavate nel tufo. Anche se poco più a oriente si incontrano centri di grande interesse storico come Sovana e Pitigliano e più a ovest il Parco Naturale della Maremma (meta ideale per salutari passeggiate ed escursioni), Saturnia è forse il centro più conosciuto di questa zona. La fama di questo piccolo paese è legata strettamente a quella delle sue terme, note fin dall'epoca dei romani, un tempo considerate stregate, in quanto le acque sgorgavano fumose, "bollenti da spellarsi", e avevano un caratteristico odore di zolfo: l'odore del diavolo.

Primo Giorno
Mattina: Grosseto, il capoluogo della Maremma
 
Pomeriggio: Il prestigio nobiliare di Scansano e l'arte di Montemerano
 
Sera: Storia antica e buona tavola: serata a Saturnia
Secondo Giorno
   
Mattina: Saturnia e le terme dei romani
 
Pomeriggio: Sovana, un gioiello di tufo
 
Sera: Pitigliano e il suo vino bianco
Terzo Giorno
   
Mattina: Fanghi e massaggi alle terme oppure visita a Manciano e Magliano in Toscana
 
Pomeriggio: Trekking e passeggiate nell'oasi naturale del Parco della Maremma
 
Sera: Ritorno a Grosseto, la Lucca maremmana

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Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Chiesa di San Pietro, Grosseto

Duomo di Grosseto

 
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Le Terme di Saturnia e le città del tufo
Primo Giorno

Mattina
Se non fosse per il centro storico, all'interno della poderosa cinta muraria a forma esagonale voluta dai Medici, Grosseto potrebbe definirsi una città nuova. In realtà il suo nome fu scritto in un atto nell'803 e nel 1138 vi si trasferì da Roselle la sede vescovile. La visita ai monumenti della città ha inizio da Porta Nuova, dalla quale si imbocca corso Carducci, arteria principale del centro. Su questa via si affaccia la piccola Chiesa di San Pietro, di origine romanica, come testimoniano l'abside e alcuni reperti scultorei inseriti nel prospetto. Da notare anche il curioso e tozzo campanile, coronato da un singolare cupolino. Dopo la basilica, girando a sinistra si supera piazza Baccarini (dove è situato il Museo archeologico e d'arte della Maremma ) e si giunge alla Chiesa di San Francesco. Questo edificio fu fondato dai Benedettini, poi passò ai Francescani, che aggiunsero elementi gotici. Ha una semplice facciata a capanna in cotto, arricchita da un portale e un rosone. L'interno, a navata unica, presenta affreschi trecenteschi di scuola senese e un bellissimo Crocifisso, attribuito al giovane Duccio di Buoninsegna. Nel grazioso chiostro si ammira un bel pozzo rinascimentale in travertino. Tornando in corso Carducci e percorrendolo fino alla fine si giunge al Duomo, all'interno del quale si possono ammirare opere di notevole pregio (come un grande fonte battesimale e l'altare della Madonna delle Grazie, opere di Antonio Ghini di fine Quattrocento, oppure un'opera attribuita a Matteo di Giovanni). Appena superata la Cattedrale si arriva in piazza Dante, su cui è affacciato il palazzo della Provincia (costruito agli inizi del Novecento in stile neogotico) e al centro della quale si trova la statua di "Canapone" (così era soprannominato il Granduca Leopoldo II).
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Montemerano

Enoteca, Montemerano

Scansano

 
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Primo Giorno
Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Pomeriggio
Lasciata Grosseto ci dirigiamo verso Scansano, il capoluogo riconosciuto della DOC Morellino. Ogni visita nella zona deve tenere conto della storia del paese e dell'impronta etrusca riscontrabile nelle zone archeologiche vicine, nel Museo archeologico e nel Museo della Vite e del Vino. Scansano fu anche luogo residenziale romano: si è trovata una villa risalente al 50 a.C. o poco oltre, con affreschi e mosaici. La Scansano di oggi è ricca di strutture medievali sorte durante i diversi domini feudali. La storia ci racconta che fino a cento anni fa, in estate, quando la piana diventava afosa e invivibile, aveva luogo l' estatatura, che consisteva nel trasferimento in massa verso Scansano. Di tutto questo ricco passato restano le tracce sia nelle numerose masserie del contado sia nelle strette vie del centro storico, anche se non sempre le case hanno subito un restauro conservativo come si vede in altri borghi maremmani. Nel centro storico merita una breve visita la Chiesa di San Giovanni Battista, con il portale in pietra serena, che venne restaurata nel XVII secolo e poi totalmente modificata nel corso del secolo successivo con l'eliminazione delle tracce romaniche e della cripta trecentesca. Poco oltre Scansano si trova Montemerano, un paese dallo straordinario fascino nel suo impianto urbano medievale ancora intatto, sulla sommità di un colle coperto di ulivi e circondato da un'integra cinta muraria. Vero scrigno di inaspettate gioie è la Chiesa di San Giorgio, all'ingresso a nord del paese, in cui sono conservate opere di notevole valore artistico.
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Filetto di bue gratinato

 
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Primo Giorno
Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Sera
La sera abbandoniamo Montemerano e ci spostiamo verso Saturnia, dove passeremo la notte prima di abbandonarci agli effetti benefici dei trattamenti termali. Qui alloggeremo all'hotel "Terme di Saturnia", mentre per la cena ci spostiamo in centro. A Saturnia, antica località dalle origini prima etrusche e poi romane, come testimoniano i cippi dedicati a Marco Aurelio e Caio Duilio, si trova il ristorante "I Due Cippi", che propone piatti tradizionali rivisitati dal cuoco: ravioli di castagne al finocchio, filetto di manzo all'uva fragola, selvaggina, piatti vegetariani e formaggi della zona.
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Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Le cascate del Gorello presso le Terme di Saturnia

Una sorgente termale, Terme di Saturnia

Saturnia

 
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Le Terme di Saturnia e le città del tufo
Secondo Giorno

Mattina
La mattinata è dedicata interamente agli stabilimenti delle Terme di Saturnia, conosciute fin dai tempi dei romani e oggi frequentate soprattutto per le cure di bellezza, dal momento che se ne riconoscono effetti benefici per la pelle. A poca distanza dagli stabilimenti si trovano inoltre le cascate del Gorello, accessibili a tutti perché situate in aperta campagna, dove le acque termali formano una serie di cascatelle in una cornice molto suggestiva, soprattutto nelle notti di luna piena, e assai godibili anche in inverno. Ma Saturnia non è sinonimo unicamente di terme: il paese, che sorge su una spianata in travertino a dominio della confluenza del torrente Stellata nell'Albegna, possiede una storia molto antica, di cui si conserva traccia anche oggi nelle costruzioni e nei monumenti. La villa Ciacci ne è forse la miglior sintesi: tra i resti dell'antico cassero senese sono state sistemate antiche vestigia archeologiche. Gli interessanti reperti, di età etrusco-romana, sono stati riportati alla luce durante le campagne di scavo effettuate nel territorio di Saturnia, che hanno restituito un buon numero di necropoli arcaiche e numerosi resti romani. Altro simbolo evidente della storia della zona è la Porta romana, inserita nel circuito delle mura, le quali presentano ampi tratti della cinta romana e imponenti resti risalenti al periodo etrusco. Infine, risulta interessante la parrocchiale, sorta nel periodo romanico rimaneggiata nella prima metà del XX secolo: tra le opere di maggiore spicco, da segnalare un dipinto attribuito a Benvenuto di Giovanni.
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Chiesa di Santa Maria, Sovana

Il borgo di Pitigliano

Il quartiere ebraico di Pitigliano

 
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Secondo Giorno
Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Pomeriggio
Dopo esserci rigenerati alle Terme di Saturnia proseguiamo il nostro viaggio verso Sovana, piccola meraviglia architettonica della terra del tufo, uno dei principali centri etruschi nel periodo tra il III e il II secolo a.C. Il piccolo borgo, le cui case a due piani poggiano spesso su antiche mura, è delimitato alle estremità rispettivamente dalla Cattedrale e dalla Rocca Aldobrandesca. Molto suggestiva è la piazza del Pretorio, circondata dai più antichi edifici di Sovana: il Palazzetto dell'Archivio, caratterizzato da un orologio azionato da un antico sistema di pesi bilanciati, la Loggia del Capitano, le mura dell'antichissima Chiesa di San Mamiliano e la bellissima Chiesa di Santa Maria del XII e XIII secolo, che conserva un ciborio dell'VIII secolo, una delle rare opere d'arte preromaniche esistenti in Toscana. Accanto all'edificio sacro sorge il Palazzo Pretorio, un edificio romanico ornato da una numerosa serie di stemmi scultorei, al cui interno è ospitato il Centro documentale del territorio sovanese e Museo etrusco e archeologico. Da Sovana ci spostiamo a Pitigliano: questi due centri si trovano sulla famosa Strada del vino dei colli di Maremma e inoltre sono collegati da una rete di corridoi scavati nel tufo (detti Vie Cave ). Affascinante e misteriosa, Pitigliano (battezzata nel XIX secolo "la piccola Gerusalemme" per il consistente numero di ebrei che vi abitava) incanta per le testimonianze del suo passato millenario. Il borgo, arroccato su un'altura tufacea, domina le colline circostanti con austerità, quasi sdegnosamente appartato dal resto del mondo. La tortuosità della strada statale che collega la città alla costa è ricompensata dalla bellezza e dal fascino del luogo. Uno spettacolo inconsueto si staglia di fronte agli occhi all'improvviso: le casette allineate, le une vicine alle altre, costruite sul ciglio del dirupo, al limite dello strapiombo, sembrano quasi spuntino dalla roccia, creando un colpo d'occhio di grande effetto.
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Il borgo di Pitigliano al tramonto

 
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Secondo Giorno
Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Sera
La sera ci fermiamo a Pitigliano, all'ombra della Fortezza Orsini, per una gustosa cena al "Tufo Allegro", piccola trattoria scavata ovviamente nel tufo, dove si possono gustare i piatti della cucina tradizionale, naturalmente accompagnati dal vino prodotto in paese, il Bianco di Pitigliano DOC. Una particolarità da segnalare è che i produttori di Pitigliano hanno il privilegio di conservare il loro vino dentro plurisecolari grotte scavate nel tenero tufo dello sperone sul quale sorge la città.
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Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Necropoli di Poggio Buco, Manciano

Il borgo di Manciano

Cinta

 
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Le Terme di Saturnia e le città del tufo
Terzo Giorno

Mattina
In questa ultima giornata ci si presentano due possibilità: trascorrere un'altra mattinata alle Terme di Saturnia o decidere di visitare altri due incantevoli borghi. Nel primo caso il consiglio è quello di abbandonarsi di nuovo ai trattamenti offerti, a partire dal classico acquagym nelle piscine termali fino a fanghi, massaggi, idroterapia e metodi per combattere lo stress. Se invece preferiamo visitare altre località storiche e artistiche partiamo da Pitigliano in direzione Manciano. Sulla strada incontriamo i ruderi della Necropoli di Poggio Buco, un altro luogo che ha restituito reperti importanti per la ricostruzione della che storia di questa regione. Arroccato sulla sommità di un colle difeso da possenti mura, Manciano domina un vasto territorio. Affacciandosi alla Rocca Aldobrandesca si gode uno splendido panorama sulla Maremma. In paese, nel fitto intrico delle pittoresche viuzze all'interno delle mura, si riesce in parte a cogliere l'andamento circolare dell'antica cinta, anche se molte case sono state rimaneggiate e conservano ben poco dell'impostazione medievale. Vale una visita la Rocca Senese del 1424, composta da un edificio rettangolare con un possente torrione, che oggi ospita il Comune. Adiacente a questo edificio si trova il Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora. Da Manciano ci spostiamo verso la costa tirrenica e giungiamo a Magliano in Toscana, borgo cinto da possenti mura che guardano verso il mare. Entrando da Porta San Martino ci si trova davanti l'omonima chiesa in stile romanico. Al suo interno, oltre a un affresco del XV secolo, si conserva la campana (forgiata nel 1625) che si staccò durante il bombardamento del 1944. Poco oltre si erge il Palazzo dei Priori e del Capitano (del 1425), impreziosito dai numerosi stemmi che ne ricordano gli illustri abitanti. Molto interessanti sono anche la romanica Chiesa di San Giovanni Battista, dalla sobria facciata rinascimentale, e la Chiesa della Santissima Annunziana, situata poco oltre la cinta muraria.
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Parco naturale della Maremma

Monti dell'Uccellina, nel Parco naturale della Maremma

Grotta nel Parco Naturale dell'Uccellina

 
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Terzo Giorno
Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Pomeriggio
Magliano in Toscana si trova molto vicino al Parco regionale della Maremma, una delle prime aree italiane tutelate dalle istituzioni locali, che si estende per 20 chilometri lungo il tratto meridionale della costa maremmana da Principina a Mare a Talamone. Istituito nel 1975 e noto anche come Parco dell'Uccellina, occupa ben 9800 ettari, coperti quasi interamente dalla vegetazione. Si può quasi dire che il parco è la Maremma, perché tutela e conserva intatto l'ambiente selvaggio che da sempre caratterizza questo territorio. Al suo interno si trovano allevamenti di cavalli e bovini di selezionata razza maremmana allo stato brado, di cui si curano i butteri. Data l'estensione, l'area si può suddividere in due zone, quella a nord dell'Ombrone, con la palude della Trappola e la pineta granducale, e quella a sud con la dorsale calcarea dei monti dell'Uccellina, che culminano con Poggio dei Lecci (417 m). La parte settentrionale, paludosa, rispecchia la Maremma com'era nei tempi antichi. Per apprezzare al meglio la palude della Trappola, caratterizzata dalla vegetazione lacustre (canne, giunchi e cisti) il momento migliore è l'autunno, quando arrivano gli uccelli migratori che popolano gli stagni riempiti dalle piogge stagionali. Molto suggestiva è anche la piana nel tratto finale del fiume Ombrone dove con facilità si vedono i cavalli, grandi e robusti, e i bovini dalle lunghe corna, allo stato brado. Tra la foce e punta di Colle si estende la pineta dell'Alberese, feudo senese utilizzato come salina, piantata dai Lorena nel 1844 sui terreni bonificati. In questa oasi di natura è altamente consigliata la pratica di salutari attività sportive: gite in mountain bike, trekking, escursioni a cavallo o semplici camminate. Il Parco offre diverse possibilità a coloro che vogliono impegnarsi in un'escursione e permette di affrontare percorsi più o meno impegnativi, con differenti dislivelli da superare, a seconda delle possibilità e delle necessità del turista.
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Piazza Dante, Grosseto

 
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Terzo Giorno
Le Terme di Saturnia e le città del tufo

Sera
L'ultima sera rientriamo a Grosseto per riposare prima del ritorno. Un'ottima possibilità di coniugare il pernottamento e una buona cena in un'unica struttura è l'hotel "Lorena", situato nei pressi della stazione centrale, dove si possono apprezzare specialità di terra e di mare accompagnate dall'eccellente qualità dei vini toscani.


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