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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Le isole della salute
Ischia, Procida e Capri: le tre isole napoletane, per la bellezza e singolarità dei paesaggi, sono mondi a parte, dotati di una propria, spiccata specificità tanto nella geografia quanto nell'atmosfera. Una natura dagli ambienti spettacolari, la fitta rete di testimonianze storiche, la serena dolcezza del clima, la bellezza della vegetazione e del mare spiegano la lunghissima tradizione turistica internazionale di Ischia e Capri. La natura vulcanica di Ischia e Procida è evidente nelle numerose e celebri sorgenti termali della prima (che le hanno fatto avere il soprannome di "isola della salute"), e nei quattro crateri (ormai erosi dal tempo) che formano la seconda. Capri, invece, è un gigantesco masso calcareo che costituisce, geologicamente, una propaggine della Penisola sorrentina. Profondamente incisa da dirupi, grotte, caverne, senza acque sorgive, con coste spesso a strapiombo e fronteggiate da spuntoni e scogli, ha un aspetto altamento scenografico.

Primo Giorno
Le acque termali ischitane e i Giardini Poseidon di Forio d'Ischia
 
Serrara Fontana, Barano d'Ischia, Lacco Ameno e le loro terme
 
A Ischia tra ristoranti, bar e locali notturni
Secondo Giorno
   
Le bellezze artistiche del comune di Ischia
 
Alla scoperta della piccola Procida
 
Serata a Napoli all'insegna della buona tavola e delle tradizioni folcloristiche
Terzo Giorno
   
Il fascino secolare di Capri, isola di imperatori, scrittori e artisti
 
Il panorama della Certosa di San Giacomo, la villa imperiale di Tiberio e la magia della Grotta Azzurra
 
Mondanità tra le strade di Capri


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Le isole della salute

Isola d'Ischia, Casamicciola Terme

Isola d'Ischia, complesso termale Poseidon

Forio d'Ischia, Terme Poseidon

 
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Itinerario
Primo Giorno

Mattina
Ischia è la regina delle terme campane, l'isola dell'eterna giovinezza, ricca di sorgenti, fanghi, fumarole e arene, oltre che di otto bacini termo-minerali, in grado di apportare benefici a ogni genere di malattie. La natura vulcanica dell'isola ha infatti regalato ai suoi abitanti centinaia di stufe e polle di acqua sulfurea, che hanno favorito la nascita di stabilimenti termali dalla lunga storia. Dappertutto la terra fuma ed esala le sue linfe, rigeneranti per il corpo e mente. Pelle liscia, capelli serici, muscoli tonificati e un'estrema sensazione di benessere: a Ischia è facile. Per esempio, nei giardini termali come il "Castiglione", a Casamicciola, e il "Poseidon", a Forio d'Ischia, dotati di piscine dai 28C ai 40C, si può usufruire sia della cura fango-balneo-terapica che di quella elio-marina. Sempre per citare un esempio, il Parco Poseidon, sorto nell'incantevole baia di Citara, offre ai visitatori 22 piscine termali curative, una grande spiaggia privata attrezzata con sdraio prendisole e ombrelloni, sauna, massaggi subacquei e ristoranti vari, di cui uno situato in una grotta di tufo. Se praticate in modo ragionato e sotto costante controllo medico, le cure sono in grado non solo di ridare all'organismo il suo equilibrio fisiologico e di migliorare le condizioni generali di salute, ma anche di intervenire su specifiche patologie. Le terme di Forio, come quelle di tutta l'Isola, sono considerate tra le più curative d'Europa e il loro effetto terapeutico si basa su due fattori principali: la grande ricchezza e varietà di sali minerali e l'azione benefica dell'elevata temperatura delle acque.
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Barano d'Ischia

Veduta di Lacco Ameno

Il 'fungo' di Lacco Ameno

 
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Primo Giorno
Le isole della salute

Pomeriggio
Se la mattinata alle terme non ha completamente esaurito il piacere di recuperare forze ed energie, possiamo andare a visitare uno degli altri numerosi stabilimenti presenti sull'isola. Partendo da Forio, passiamo dal piccolo abitato di Panza e arriviamo a Serrara Fontana, dove sono presenti due stabilimenti termali ("La Romantica", Via Ruffano 11, telefono 081-999059 e le "Terme San Michele", telefono 081-999276) e un parco termale ("Giardini Aphrodite-Apollon", telefono 081-999219). Non lontano da questa zona si trova poi il comune di Barano d'Ischia, un centro alle pendici del monte Epomeo che vale una visita per la nota spiaggia dei Maronti, una delle più belle dell'isola. Per trovare altri stabilimenti curativi dobbiamo spostarci verso Lacco Ameno, diventato nel tempo uno dei più raffinati ed esclusivi centri termali d'Italia, con grandi alberghi e ville nascosti tra il verde, tra i quali si incunea il notevole Santuario di Santa Restituta. Il simbolo del luogo è un monumento naturale: un celebre isolotto a forma di fungo, a poche decine di metri dalla riva. Vicino all'abitato si trova il promontorio di Monte Vico, che fu il primo insediamento greco in Italia, con il nome di Pithekoussai: le insenature ai suoi piedi fornirono riparo alle navi, mentre la zona pianeggiante di Santa Restituta fu il luogo di produzione dei vasi che resero famosa la località. Per la bellezza del luogo e la presenza di acque termali, Angelo Rizzoli, editore milanese, decise negli anni Cinquanta del Novecento di trasformare il piccolo borgo marinaro di Lacco Ameno in località turistico-termale internazionale. Le antiche terme "Regina Isabella" sono diventate da allora il nucleo di un poderoso complesso alberghiero e curativo tra i più esclusivi d'Italia. Con una breve passeggiata si può arrivare dal centro alla Baia di San Montano, la caletta dove si trova uno dei parchi termali più in voga, il "Negombo" (telefono: 081-986152), e dove ogni anno, il 16-17 maggio, si svolge una manifestazione popolare molto amata, cioè la rievocazione del miracoloso approdo di Santa Restituta sull'isola.
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Primo Giorno
Le isole della salute

Sera
La sera ci spostiamo verso il comune di Ischia, dove possiamo soggiornare in uno degli innumerevoli alberghi dotati, nemmeno a dirlo, di piscina termale e centri benessere. Qui abbiamo anche una vasta scelta di ristoranti che servono le prelibatezze locali. Un esempio può essere il "Damiano" (a Ischia Porto), in posizione panoramica, le cui specialità sono il pesce e i dessert; Oppure il "'O Purticciul", locale dall'ambiente caratteristico, affacciato sul porticciolo appunto, in stile marinaro con rivestimenti in legno, che offre menù curati e ben presentati.
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Ischia, veduta del Castello aragonese

Veduta di Ischia Porto dal Montagnone

Veduta di Ischia Ponte dal Castello

 
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Itinerario
Secondo Giorno

Mattina
Dedichiamo la mattinata alla visita del comune di Ischia, disteso sull'angolo nord orientale dell'isola, dirimpetto a Procida. Il paese, diretto discendente dall'antico insediamento romano di Aenaria, è il centro più popoloso dell'isola, alla quale ha dato il nome e di cui è la tradizionale "porta d'ingresso" (vi fanno capo infatti quasi tutti i servizi di collegamento con la terraferma). L'abitato, molto sparpagliato, è diviso in tre nuclei separati tra loro: Castello, posto su un'isoletta collegata all'isola maggiore tramite un lungo ponte; Ischia Porto, l'insediamento più grande e recente, sviluppatosi a partire dal Settecento attorno alla rada protetta che ne costituisce la ragion d'essere; Ischia Ponte, nucleo compatto alla testata del ponte dal quale prende il nome. Le colorate casette ad arco sulla spiaggia, a Ischia Ponte, ci parlano ancora dei tempi in cui il borgo, fondato intorno al Duecento, era abitato esclusivamente da pescatori e marinai. E il porto è forse la presenza urbanistica più interessante dell'abitato , con la sua forma chiusa e le ripide pareti che lo rinserrano. Ma un altro elemento di non secondaria importanza è lo stabilimento termale che fronteggia il Municipio, rimaneggiamento ottocentesco di un edificio costruito nel 1736 da Francesco Bonocore, utilizzato sia come residenza privata sia come luogo di cura per i personaggi importanti dell'epoca, tra cui cominciava a spargersi la fama di Ischia come "isola della salute". Dopo una passeggiata per il centro ci fermiamo a pranzo e tra una specialità di mare e l'altra possiamo degustare il vino bianco di produzione locale (delizioso sul pesce) e una varietà di saporiti pomodorini ramati, ottimi crudi e in insalata o per preparare gustose salse per la pasta o le carni.
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Isola di Procida

Procida, la Corricella

Procida, abitazione sull'isolotto di Vivara

 
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Secondo Giorno
Le isole della salute

Pomeriggio
Da Ischia Porto ci imbarchiamo su uno dei diversi traghetti o aliscafi che conducono a Procida, e in una ventina di minuti arriviamo sull'isola. Compresa tra la punta di Procida, estrema propagine del golfo di Napoli, e Ischia, questa isoletta dalle coste frastagliatissime, piatta sul mare, è uno dei luoghi più esclusivi di tutta la fascia costiera napoletana. È un'isola di piccole dimensioni e pianeggiante, punteggiata di paesi di pescatori (come ad esempio Marina di Corricella e Marina di Chiaiolella ) trasformati in centri turistici. Entrando nel porto di Marina Grande, il colpo d'occhio è affascinante, l'atmosfera vivace. Amata dagli intellettuali, da Alphonse Lamartine a Elsa Morante, che vi hanno ambientato i loro romanzi, Procida ha mantenuto il suo carattere e la sua architettura spontanea, dalle dense tinte pastello:le case sono dipinte di giallo, di rosa, di azzurro, e si addossano le une alle altre disponendosi intorno a una breve salita che culmina nella cosiddetta Terra Murata, un bastione cinquecentesco dominato dalla Chiesa di San Michele Arcangelo. Il carattere dell'isola si rivela appieno nelle grandi feste popolari che la rendono celebre in tutta la Campania, come la Processione dei Misteri (nel periodo pasquale, il giorno del venerdì santo) e la Sagra del Mare (a luglio). Di fianco a Procida, si trova l'isolotto di Vivara che non è più tale, essendo stato collegato all'isola maggiore con un pontile. Mantiene tuttavia il suo carattere appartato e relativamente selvaggio, con una folta chioma di macchia mediterranea mescolata all'ulivo trasformata oggi in un'oasi del W.W.F. Questo bosco è probabilmente il luogo di più antica colonizzazione dell'isola. Vi sono state infatti rinvenute tracce di stanziamenti micenei, databili tra il XVI e il XIV secolo a.C.
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Golfo di Napoli

 
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Secondo Giorno
Le isole della salute

Sera
La sera lasciamo Procida per Napoli, dove ceneremo e pernotteremo in vista dello spostamento del giorno successivo, che ci porterà a visitare Capri. A Napoli possiamo scegliere di gustare la più classica delle pizze in una delle numerosissime pizzerie della città, oppure possiamo deliziare il palato con altre specialità locali in un ristorante come "La Cantinella", locale dall'arredamento tradizionale che offre un servizio professionale e accogliente.
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Veduta aerea di Capri

Capri, i Faraglioni

Capri, i Giardini di Augusto

 
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Itinerario
Terzo Giorno

Mattina
L'isola delle sirene, così è identificata Capri nella mitologia greca, da sempre oggetto del desiderio di imperatori e viaggiatori, sorge di fronte al golfo di Napoli e si affaccia a strapiombo in un mare turchese. Dista una trentina di minuti in vaporetto dal porto partenopeo, Il punto di approdo è Marina Grande, scalo e spiaggia dell'isola, da dove inizia la nostra visita. In questo piccolo centro abitato si conservano i resti del Palazzo a Mare, probabile residenza di Augusto, e dei monumentali Bagni di Tiberio. Spostiamoci in via Colombo dove inizia la Scala fenicia, un sentiero ripido tracciato in età greca e che fino alla costruzione strada moderna costituiva l'unico collegamento con Anacapri. Da Marina Grande saliamo con la funicolare a Capri. Si giunge così in piazzetta, centro della mondanità dell'isola, con l'ampia terrazza che offre un'incantevole vista sul mare, il famoso campanile e i bar con i tavoli all'aperto. Su un lato si può notare la scalinata che conduce alla Chiesa di Santo Stefano, in stile barocco, rifinita con cupolette di ispirazione araba. Di fronte sorge il Palazzo Cerio, dove soggiornò anche Giovanna I d'Angiò, che ospita il Centro Ignazio Cerio, con una interessante raccolta di reperti archeologici dell'isola. Da via Matteotti raggiungiamo i Giardini di Augusto, l'area di verde che si affaccia sul mare con splendida vista sui Faraglioni. Proseguendo lungo via Krupp si può godere della vista di sorprendenti panorami, dai tornanti a gomito, e arrivare fino a Marina Piccola. Un altro itinerario suggestivo si può compiere seguendo via Madre Serafina, una strada a tratti coperta e a tratti aperta che regala ampie vedute sulla città e che giunge fino al Belvedere Cannone.
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Capri, Marina Piccola

Anacapri, cappella di Villa San Michele

Capri, Salto del Tiberio

 
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Terzo Giorno
Le isole della salute

Pomeriggio
Di particolare interesse sull'isola è la Certosa di San Giacomo, oggi centro polifunzionale per esposizioni e concerti. Da non perdere l'Alloggio del Priore, che si affaccia sul precipizio: da qui la vista abbraccia gran parte dell'isola, i Faraglioni e Marina Piccola. Già duemila anni fa l'imperatore Tiberio, innamoratosi di Capri, decise di costruirvi numerose ville, ciascuna dedicata a una divinità, sua nuova dimora. Oggi si possono visitare i resti della Villa Jovis, dedicata a Giove e situata in cima al monte Tiberio. Dalla piazzetta di Capri una passeggiata conduce ai resti della villa imperiale, di cui si conservano diversi elementi ornamentali nel Museo di Palazzo Cerio e nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Da non perdere, nella villa, la loggia del belvedere: la vista spazia fino al Golfo di Napoli e su parte di quello di Salerno. Se si ha voglia di un'escursione a mare bisogna raggiungere Marina Piccola, l'approdo del versante meridionale dell'isola, da qui si parte per visitare la Grotta verde e i Faraglioni. Salendo verso la parte più alta dell'isola si raggiunge, invece, Anacapri, piccolo centro di case bianche, circondate da uliveti e vigne, dove vale la pena visitare la Chiesa di San Michele, dal prezioso pavimento maiolicato, e la splendida Villa San Michele. Da qui, spostandosi sul versante occidentale dell'isola, dopo circa quattro chilometri si arriva all'ingresso della famosa Grotta Azzurra, un gioiello marino, un anfratto dall'atmosfera magica, già noto agli antichi romani.
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Capri, la piazzetta

 
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Terzo Giorno
Le isole della salute

Sera
Capri è isola di ritrovi mondani, non sarà quindi insolito incrociare volti noti. Per una cena con vista sul mare fra i posti da non perdere c'è "La Canzone del Mare", e se si vuole continuare a calarsi nel pieno dell'atmosfera napoletana il dopocena si può trascorrere da "Anema e Core", uno dei locali più rinomati in città, un ambiente divertente dove trascorrere una piacevole serata intonando canzoni napoletane.


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