Discoveritalia.it - Il portale turistico di Istituto Geografico De Agostini Costiera Amalfitana - dintorni di Positano
 
Sabato 16 Dicembre 2017 













Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche
L'inquietudine dell'animo umano si riflette nelle opere che Lorenzo Lotto lasciò nel XVI secolo tra la provincia di Ancona e quella di Macerata. Il pittore veneziano, profondo conoscitore dei sentimenti e artista tormentato, emarginato dalla sua stessa città d'origine, trascorse molti anni della sua vita in questo angolo d'Italia, occupato a soddisfare le richieste provenienti dagli ordini monastici e dall'aristocrazia marchigiana. I musei di Ancona, di Jesi, di Recanati, il Palazzo Apostolico di Loreto, le chiese di Monte San Giusto, Cingoli e Mogliano conservano il testamento artistico dell'artista rinascimentale. Seguendo l'itinerario marchigiano alla scoperta delle opere di Lotto, si conoscerà una zona ricca di cultura, suggestioni e tradizioni.

Primo Giorno
Una finestra sull'Adriatico
 
Mura antiche nell'entroterra
 
Gastronomia e teatro
Secondo Giorno
   
I luoghi della santità
 
I luoghi del genio
 
Infinito all'orizzonte
Terzo Giorno
   
Sul Balcone delle Marche
 
Tra i colli verdeggianti del Maceratese
 
Addio alle Marche

 VEDI ANCHE:
 
 
Lorenzo Lotto nelle Marche







 
Inizio
 
 
Sulle orme del Lotto nelle Marche
Primo Giorno

Mattina
La storia e l'arte segnano l'identità di Ancona, da sempre principale porto a metà della costa adriatica, caratterizzato dagli intensi scambi con la città di Venezia e da qui all'Oriente. A ricordare l'animo mercantile e marinaro del capoluogo delle Marche è la statua di Papa Clemente XII nel cuore della città antica, Piazza del Plebiscito, che fu eretta dai cittadini in segno di riconoscenza verso il Pontefice che concesse ad Ancona lo stato di porto franco nel 1738. Oltrepassando la fontana a semicerchio del Settecento e la fontana laterale del Quattrocento, si entra nella grandiosa chiesa di San Domenico, dove è custodita una Crocefissione del Tiziano, famoso contemporaneo del Lotto e suo concittadino nella Repubblica di Venezia. A pochi metri dalla piazza, nella Pinacoteca Civica di Palazzo Bosdari, la Madonna con il Bambino dello stesso pittore veneziano introduce il viaggiatore all'incontro con il Lotto e alla sua Vergine dell'Alabarda (1539). Il nome del dipinto è dovuto all'arma spuntata che appare nell'opera, tenuta in mano capovolta da Simon Giuda: il Lotto utilizza, attraverso la simbologia pittorica del tempo, il simbolo della sconfitta del potere religioso. La nobiltà anconetana aveva infatti riconquistato la propria autonomia politica proprio in quegli anni. Una pausa in Piazza Stracca, appena usciti dalla Pinacoteca di Ancona, permette di godere una piacevole vista dall'alto della città. Guardando verso il mare, il Porto emerge come elemento di incontrastata importanza per l'identità e la storia di Ancona.
 VEDI ANCHE:
   
   
 





 
Inizio
 
Primo Giorno
Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

Pomeriggio
Ultima sosta, ma di fondamentale importanza per la tappa anconetana, è dovuta all'Assunta di Lorenzo Lotto nella chiesa di San Francesco alle Scale. L'opera fu realizzata dal pittore nel 1550, al ritorno da Venezia in un momento di instabilità e crisi; per questo esprime un profondo senso di stanchezza e pessimismo. I colori sono infatti meno vivaci del solito e nel gioco di ombre e luci danno al dipinto un'aria decisamente malinconica. E' il momento di saltare in auto per arrivare a Jesi, al centro di una valle cosparsa di suggestivi castelli medievali. La meta dell'escursione è la Pinacoteca Civica, dove si trovano ben cinque opere di Lorenzo Lotto, che il pittore realizzò nella fase più matura della sua carriera artistica: la Deposizione (1512), l'Annunciazione (1525), la Madonna delle Rose (1526), la Visitazione (1531) e la Pala di Santa Lucia (1532). Tra un quadro e l'altro, è impossibile non prestare attenzione alle decorazioni in stile rococò del Palazzo dove ha sede la Pinacoteca. L'edificio, che fu di proprietà della famiglia Pianetti Tesei, è il palazzo più particolare della città, per il centinaio di finestre che adorna la facciata e il rigoglioso giardino all'italiana dove concedersi un meritato riposo al tramonto.
 VEDI ANCHE:
   
   
 







 
Inizio
 
Primo Giorno
Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

Sera
Il centro di Jesi, nelle ore serali, si trasforma nel luogo prescelto per il rito della passeggiata lungo Corso Matteotti. E' qui che numerose famiglie e coppie di giovani, gruppi di giovani e turisti di passaggio si ritrovano per prendere un aperitivo o un caffè nei bar che si affacciano sulla via. La dorsale del paese corre dritta dal Teatro Pergolesi, che porta il nome del grande compositore d'origine jesina, fino all'Arco medievale di Clementino, in una lunghissima prospettiva ottica. Non si può perdere un bicchiere di Rosso Conero o di Verdicchio di Jesi, da sorseggiare tra le mura dell'Enoteca Regionale per inebriare la serata. Prima di fare ritorno in albergo, ci si può fermare a Teatro, dove assistere a uno degli spettacoli in programma per la stagione sinfonica e di prosa dell'estate.
 VEDI ANCHE:
   

 
Lorenzo Lotto nelle Marche





 
Inizio
 
 
Sulle orme del Lotto nelle Marche
Secondo Giorno

Mattina
A Loreto si respira l'atmosfera mistica che ispirò gli ultimi anni del Lotto, e che si tradusse in una serie di opere per il Santuario della città. Evidentemente il luogo sacro che custodisce l'umile casa di Maria di Nazareth offrì la massima tranquillità a Lorenzo Lotto: la battaglia tra il Bene e il Male, i misteri della Fede, episodi biblici altamente simbolici sono i soggetti sui quali si applica il genio di Lotto prima della morte, che lo colse improvvisamente mentre stava ultimando la Presentazione al tempio nel 1556. Gli otto quadri del pittore veneziano sono oggi conservati nel museo di Loreto, vicino al famoso santuario.
 VEDI ANCHE:
   
   
 







 
Inizio
 
Secondo Giorno
Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

Pomeriggio
In pochi minuti di strada si giunge da Loreto a Recanati, nei luoghi che ispirarono la poesia e l'opera di Giacomo Leopardi e che oggi costituiscono un vero e proprio parco letterario di eccezionale suggestione. A Recanati il massimo poeta dell'Ottocento italiano scrisse un capitolo fondamentale della cultura italiana, ispirato da quei posti che ora hanno il nome delle sue poesie: la Piazzetta del Sabato del Villaggio, la Torre del Passero Solitario, il balcone di Silvia... Immancabile una visita alla casa del poeta nel Palazzo Leopardi. I manoscritti e i cimeli sono custoditi nelle stanze dove Giacomo Leopardi trascorse la sua infanzia e formò la sua sconfinata cultura, al limite della genialità. Al pessimismo del poeta si contrappone l'entusiasmo delle opere giovanili di Lotto, realizzate quando le Marche erano ancora una delle tante tappe dell'irrequieto peregrinaggio del pittore, alla ricerca di originalità per l'Italia. Nella pinacoteca di Recanati sono conservati il Polittico di San Domenico (1508), la Trasfigurazione (1512), San Giacomo Pellegrino (1512) e l'Annunciazione (1527-29), una delle più originali creazioni lottesche, che da sola sarebbe degna della visita. Attraversando la stessa piazza si entra nella chiesa di San Domenico che custodisce il San Vincenzo Ferrer in Gloria (1513), prima prova di Lotto nella tecnica dell'affresco.
 VEDI ANCHE:
   
   
 





 
Inizio
 
Secondo Giorno
Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

Sera
La suggestione del tramonto si carica di lirismo se all'orizzonte c'è il Colle dell'Infinito di Leopardi. Il paesaggio che ispirò il poeta, rimasto immutato da secoli nonostante l'inevitabile metamorfosi della periferia di Recanati, si può ammirare dal giardino del Palazzo Dalla Casapiccola Biondo. La residenza privata è aperta al pubblico su prenotazione e offre servizio di ristoro nelle sue sale seicentesche, che anticamente ospitavano i Cardinali in pellegrinaggio verso il Santuario di Loreto.
 VEDI ANCHE:
   

 
Lorenzo Lotto nelle Marche





 
Inizio
 
 
Sulle orme del Lotto nelle Marche
Terzo Giorno

Mattina
La strada nell'entroterra porta a Cingoli, nella chiesa di San Domenico, dove si può ammirare la Madonna del Rosario, fino a poco tempo fa conservata nella Pinacoteca Civica. Si tratta di una delle più complesse composizioni dell'artista, risalente al 1539. La cittadina di Cingoli ha un centro storico ricco e ben conservato; dalle sue mura castellane, di origine medievale, e dalla Collegiata, è possibile allungare lo sguardo ai colli circostanti ai monti della Maiella e, nei giorni più sereni, fino alla catena montuosa della costa dalmata, al di là dell'Adriatico. È per questo motivo che Cingoli è famosa come "il Balcone delle Marche".
 VEDI ANCHE:
   
   
 



 
Inizio
 
Terzo Giorno
Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

Pomeriggio
Dopo aver sorpassato il capoluogo di provincia, Macerata, e aver fatto uno spuntino a base di specialità locali nell'antica casa padronale cinquecentesca Floriani di Villamagna, si arriva al borgo di Monte San Giusto. A dominare il nucleo abitato è il palazzo municipale, una costruzione voluta dal vescovo di Chiusi, Niccolò Bonafede, dalla facciata in cotto con un portale ed eleganti finestre rinascimentali. Nella chiesa di Santa Maria in Telusiano si trova la Crocifissione (1529/34), una delle opere più drammatiche della produzione di Lotto. L'attenzione dell'osservatore, forzata da un potente gioco di diagonali, non può che concentrarsi sulle figure di Cristo e dei due ladroni contorti sulla croce, straziati dalla sofferenza. Per questo si potrebbe quasi considerare un'insospettata anticipazione dell'espressionismo, che si conserva tra i colli verdeggianti della campagna marchigiana.
 VEDI ANCHE:
   
   
 







 
Inizio
 
Terzo Giorno
Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

Sera
A pochi chilometri di distanza da Monte San Giusto, il piccolo centro di Mogliano conserva l'ultima opera di Lotto dell'itinerario marchigiano: l'Assunta del 1548. Conservato nella cornice originale, dalla quale era stato separato nel '700, il dipinto riassume tutta l'inquietudine del pittore, con toni malinconici e colori smorzati. Lotto lo realizzò in un periodo di turbamento artistico e religioso, sottovalutato dai colleghi veneziani e profondamente amareggiato dai conflitti tra cattolici e protestanti. Usciti dalla chiesetta si può passeggiare tra le vie medievali del borgo, nel dedalo di vie, vicoli e piazzette che conducono alla Rocca. Imboccando la strada del ritorno ci si può fermare a ridosso dei Monti Sibillini, tra Mogliano e Monte San Giusto, nel ristorante dell'agriturismo Fonte Carella a Monte San Pietrangeli, e dare così l'addio alle Marche assaporandone tutto il gusto più genuino.


 VEDI ANCHE: