Discoveritalia.it - Il portale turistico di Istituto Geografico De Agostini Costiera Amalfitana - dintorni di Positano
 
Lunedì 11 Dicembre 2017 












Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea
Pastasciutta, pizza, mozzarella, pastiera, babà e limoncello. Dal primo, ai formaggi, ai dolci, per chiudere poi con i liquori, il tratto di costa che da Castellammare di Stabia si spinge fino ad Amalfi è una specie di eldorado dei sapori e dei profumi mediterranei, una settantina di chilometri da percorrere con appetito ed entusiasmo, certi che ogni incontro con la gastronomia e i prodotti tipici locali si trasformerà in un'esperienza memorabile.

Travolgente per le papille gustative, l'itinerario che si snoda attraverso Vico Equense, Sorrento, Positano, Amalfi e Ravello - per citare solo le tappe più importanti - è però anche una gioia per gli occhi e lo spirito. In questo tratto, la costa si erge alta sul mare, tutta a insenature e piccole baie, paesi dalla storia millenaria e strade a picco sul blu: un concentrato di atmosfera e suggestione che ha fatto di questo spicchio di Campania a mezz'ora da Napoli una delle mete predilette di Richard Wagner, Greta Garbo e Jacqueline Kennedy. Se a cogliere tra i primi la bellezza di questi luoghi furono gli imperatori romani Augusto e Tiberio, la 'fondazione turistica' della costa avviene nell'Ottocento. In quel secolo, infatti, la scoperta della grotta Azzurra di Capri e la conversione di due storici conventi di Amalfi in locande per viaggiatori fa inserire il litorale che da dopo Napoli arriva in vista di Salerno tra le mete imperdibili del Grand Tour.

Primo Giorno
Da Castellammare di Stabia a Vico Equense, con una sosta dal "re della pizza al metro"
 
Cucina d'autore nel ristorante Caruso di Sorrento
Secondo Giorno
   
Straordinarie vedute su Napoli e Salerno da Massa Lubrense e Sant'Agata sui due Golfi
 
A cena da Donna Rosa, subito fuori Positano, e poi a ballare tra le grotte del Music on the Rocks
Terzo Giorno
   
Furore, Amalfi e Ravello: dove la Costiera è bella che di più non si può
 
Da Gemma ad assaggiare la tipica 'ciambotta' e poi a Villa Rufolo per un concerto in giardino

 VEDI ANCHE:
 
 
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea

Castellamare di Stabia

Sorrento, la Marina Piccola




 
Inizio
 
 
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea
Primo Giorno

In giornata
All'uscita dell'autostrada A3 che da Napoli porta verso Sud, Castellammare di Stabia è il punto di partenza ideale per un viaggio alla scoperta dei sapori e delle bellezze della costa. Il centro abitato si affaccia su una larga insenatura, proprio nel punto in cui la penisola sorrentina si salda con il golfo di Napoli, ancora all'ombra del Vesuvio ma già proteso verso le scogliere alte sul mare della Costiera. Nel 79 d. C, l'eruzione che ridusse in cenere Pompei si abbatté anche sull'antica Stabiae. La città medievale risorse attorno alle sorgenti termali di cui la città è ricca, protetta da un castello e resa più bella dalla costruzione del duomo cinquecentesco, ingrandito e affrescato nell'Ottocento. Subito fuori dall'abitato, la ricca terra campana e i suoi frutti riprendono il sopravvento sugli edifici e sui cantieri navali voluti da Ferdinando IV di Borbone.

Agrumi, ortaggi, i rinomati carciofi senza spine e soprattutto la pasta di Gragnano sono i più tipici prodotti locali, ingredienti di una cucina che è ancora e soprattutto partenopea, con una profusione di vermicelli alle vongole, impepata di cozze e pastiera, torta di pasta frolla ripiena di ricotta fresca profumata all'arancia.

Pochi chilometri di strada panoramica separano da Vico Equense, antico insediamento osco che conserva ancora il caratteristico impianto ortogonale delle città romane. Proprio a picco sul mare, la cattedrale dell'Annunziata è una delle tappe da non perdere. Le altre due sono straordinarie tentazioni gastronomiche: Gigino (via Nicotera 10, tel. 081 8798496) una specie di fast food che serve un'indimenticabile pizza al metro, e il ristorante Torre del Saracino, due stelle Michelin, famoso per i suoi ravioli di pesce ripieni di verdure e per i babà al rhum con crema pasticcera e fragoline di bosco.

Il viaggio prosegue alla volta di Sorrento lungo una strada che incomincia a fare acrobazie per seguire il profilo dei Monti Lattari, la dorsale della penisola che dai 1131 metri della vetta del monte Faito si tuffa in mare a Punta Campanella. Già frequentata dall'imperatore Augusto e da Tiberio, Sorrento è sempre stata rifugio di artisti e scrittori. Il solo Hotel Imperial Tramontano comprende tra i suoi edifici la casa natale di Torquato Tasso e vanta ospiti illustri tra cui Richard Wagner, Goethe e il drammaturgo Ibsen, che qui compose Gli spettri. I tesori architettonici della cittadina sono il duomo, originario del XI secolo ma rifatto nel Quattrocento, la millenaria basilica di Sant'Antonio e la chiesa di San Francesco, edificio del XVIII secolo che custodisce un chiostro del Trecento. Quelli gastronomici, invece, sono gli gnocchi alla sorrentina, cucinati con pomodoro fresco e mozzarella di bufala, il bebé di Sorrento, delicato formaggio a forma di neonato in fasce, e il Liquore di limone Cuor di Sorrento, il famoso limoncello.
 VEDI ANCHE:
   
   
   
 



 
Inizio
 
Primo Giorno
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea

Sera
Unica e straordinaria di giorno, quando è inondata dal sole e dai riflessi che il mare accende sul tufo, Sorrento rivela al calar del sole un altro volto impareggiabile, tutto da cercare e da assaporare nei ristoranti e nelle gelaterie del centro. Per cena vale la pena di fermarsi da Caruso, locale elegante dedicato al celebre tenore che propone ravioli all'aragosta o con salsa di melanzane, lasagne ai frutti di mare, riso con zucchine e gamberi, secondi a base di pese e torta di arance e noci. Per concludere la serata ancora all'insegna della gola, si va da Davide Il gelato (via Padre R. Giuliani, 39, tel. 081 8072092), che da oltre mezzo secolo produce artigianalmente i migliori gelati della penisola. C'è da scegliere tra una sessantina di gusti, ma i più famosi sono noci di Sorrento, cioccolato con canditi, rhum babà e delizia al limone.
 VEDI ANCHE:
   

 
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea

Massa Lubrense Marina

Chiesa di Sant'Agata, Sant'Agata sui due Golfi

Positano, Costiera Amalfitana


 
Inizio
 
 
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea
Secondo Giorno

In giornata
Meno turistica ma non per questo meno bella delle altre località della penisola, Massa Lubrense sorge quasi all'estremità della lingua di terra che si protende verso Capri. Da sempre tagliata fuori dalla strada principale, l'attuale SS145 che da Sorrento 'salta' a Sant'Agata sui due Golfi, è la tappa più autentica e solitaria di tutto l'itinerario. L'attuale abitato risale al Trecento, quando si tornò a costruire nel luogo in cui un secolo prima Carlo I d'Angiò aveva raso al suolo l'antica Massa Publica. I principali monumenti sono la chiesa cinquecentesca di Santa Maria delle Grazie, rifatta nel '700 con bei pavimenti maiolicati e, nei dintorni, il santuario di Santa Maria della Lobra, da cui appunto viene il nome lubrense. Il viaggio tra i sapori locali non può prescindere da un assaggio del pane condito con salumi, noci, olive e peperoni (se ne acquista di ottimo all'Antico Panificio Gargiulo, via Rivo a Casa, 8-10 ) e da un buon bicchiere di Penisola Sorrentina, vino doc bianco e rosso che gli intenditori definiscono beaujolais della Campania.

Abbarbicata al crinale ma già affacciata sulla Costiera Amalfitana, la frazione di Sant'Agata sui due Golfi è un'altra tappa straordinariamente panoramica. Come già il nome lascia intendere, infatti, da qui si dominano il golfo di Napoli e quello di Salerno. Da non perdere anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie, seicentesca e con un bell'altare in marmi policromi e pietre dure.

Per un pranzo da mille e una notte si può andare da Don Alfonso, che in ambiente pieno di fascino propone i piatti della tradizione cucinati a regola d'arte. Oltre alla bravura degli chef, a rendere straordinarie queste ricette sono le materie prime: ortaggi, frutta e olio extravergine provengono dai terreni che degradano sul mare a Punta Campanella, coltivati con metodi assolutamente biologici dall'Azienda Agricola Le Peracciole.Tra le specialità del posto ci sono i triavulilli, piccoli cacicavalli farciti, e le delizie al limone, bigné riempiti con crema aromatizzata. Lasciata Sant'Agata sui Due Golfi, il panorama è dominato dagli isolotti Li Galli fino a Positano, borgo abbarbicato a uno sperone di roccia a picco sul mare che costituisce la quintessenza del pittoresco marinaro. Le case si affacciano su ripide scalinate e hanno una caratteristica struttura a cubo cupolato, con un portichetto o una loggia che guarda verso il mare. Con perfetta coerenza architettonica, il più importante edificio locale, la chiesa di Santa Maria Assunta è sovrastata da una cupola maiolicata. Da non perdere: le piccole ma meravigliose spiagge di Positano e i caratteristici ravioli al limone, ripieni di ricotta e conditi con burro fuso e una raschiatura della buccia dello 'sfusato d'Amalfi', dalla tipica forma allungata.
 VEDI ANCHE:
   
   
 



 
Inizio
 
Secondo Giorno
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea

Sera
Si mangia pasta fatta in casa e pesce eccellente da Donna Rosa, che sorge subito fuori dal paese nel verde. Per tuffarsi nella vita notturna vera e propria, a Positano non c'è che l'imbarazzo della scelta, anche se l'indirizzo più originale è sicuramente Music on the Rocks, dove da aprile a settembre si suona e si balla in una grotta proprio sul mare (Via Grotte all'Incanto, tel. 089 875874).
 VEDI ANCHE:
   

 
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea

Praiano

Conca dei Marini

Duomo, Amalfi


 
Inizio
 
 
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea
Terzo Giorno

In giornata
A 4 chilometri da Positano c'è Praiano, arroccata a 120 metri sul mare, sulle ripide pendici del monte Sant'Angelo a tre Pizzi. Antico centro della filatura delle sete e della pesca dei coralli, anche Praiano è un esempio felice di architettura che sposa il paesaggio, con una profusione luminosa di portici e cupole. Tutt'altro tipo di atmosfera è quella che si respira a Furore, che già dal nome lascia intendere cosa succede quando monta il mare. Di Furore, in realtà, ce ne sono due: una in alto e una in basso, Furore Marina, nel fiordo che nel suo punto più alto misura 310 metri ed è l'unico nel suo genere nell'Europa meridionale. Quando c'è la bufera, le onde si abbattono sulle rocce e l'acqua entra nei monazzeri, vecchi ed essenziali alloggi dei pescatori recentemente restaurati e trasformati in spazi espositivi e locali in cui si suona il jazz (le aperture sono solo estive. Per informazioni: Pro loco, tel. 089 830525). Dalla strada costiera si raggiunge il fiordo con 200 scalini, un viaggio nei profumi mediterranei compiuto anche da Anna Magnani e Roberto Rossellini, che si rifugiarono qui ai tempi del loro amore.

Da Furore una manciata di chilometri conduce a Conca dei Marini, famosa per la grotta dello smeraldo e la santarosa, sfogliatella che deve appunto il suo nome alle suore del convento di Santa Rosa, che ne modificarono la tradizionale ricetta sostituendo al ripieno di ricotta la crema pasticcera, con in più una guarnitura esterna di amarene. Il risultato? Assolutamente irresistibile.

Ancora poca strada affacciata sul blu ed ecco Amalfi, la più antica repubblica marinara italiana nonché il centro artisticamente più importante della Costiera. Una scenografica scalinata raggiunge il Duomo del X secolo, mentre sul lungomare si affacciano l'antico Arsenale, la torre cinquecentesca e il museo civico. Accanto al limoncello che Amalfi come Sorrento produce con limoni di origine geografica protetta, qui si distilla anche il famoso Concerto, liquore ottenuto da 15 erbe. Altre specialità locali sono lo scialatiello, pasta fatta in casa simile alle fettuccine e condita con salsa di pomodoro e frutti di mare, e i biscotti susamelli, preparati con le mandorle. Tra i vini, il posto d'onore spetta al Costa d'Amalfi, doc bianco e rosso apprezzato per il suo bouquet tutto all'insegna dell'equilibrio e dell'armonia.

Alle spalle della costa, Ravello è la tappa più nobile del viaggio, un concentrato di chiese e palazzi antichi. Secondo la tradizione, il borgo fu fondato circa 1500 anni fa da patrizi romani messi in fuga dai saccheggi barbari, divenne autonoma sotto i Normanni e quindi, attorno al Mille, sede vescovile. Risale a questa fase la costruzione del duomo dedicato San Pantaleone, di cui ancora si custodisce il sangue miracoloso. Se Ravello è comunque tutta da vedere, a caccia dei suoi meravigliosi panorami che si aprono all'improvviso, è vietato andar via di qui senza aver visto villa Rufolo e almeno il Belvedere di Villa Cimbrone, variegato complesso da cui si domina una delle viste più famose e più riprodotte del mondo.
 VEDI ANCHE:
   
   
   
 



 
Inizio
 
Terzo Giorno
Il gusto mediterraneo della Riviera Partenopea

Sera
Da oltre un secolo, Da Gemma si mangia la più gustosa cucina campana di mare. Il locale è raffinato ma informale, con le pareti tappezzate dalle recensioni delle sue specialità: i paccheri con gamberetti, la zuppa di pesce e la ciambotta, tipico contorno di Amalfi a base di patate, peperoni e melanzane cotte in padella. Dopo cena, da giugno a settembre non delude il calendario di concerti di Villa Rufolo, eseguiti nel giardino, che abbinano grande musica a panorama mozzafiato.


 VEDI ANCHE: