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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Il Gargano, in viaggio nel regno della vite e dell'ulivo
Proteso verso le coste dalmate, circondato per tre lati dall'Adriatico e separato dalla dorsale appenninica dal Tavoliere, il Gargano rappresenta una realtà naturalistica, storica e gastronomica unica. Lo stesso mare che ha contribuito a isolare il promontorio, infatti, lo ha anche messo in contatto con popolazioni straniere come gli slavi, i greci e i saraceni, i nemici di sempre. Ognuno ha lasciato a questa terra un'eredità che si è fusa con le precedenti, dando così vita a una cultura e a un mondo di tradizioni che sono pugliesi, ma non solo e non così tanto.

L'intera area dal 1991 è tutelata da un parco naturale, che con i suoi 120 mila ettari e 12 ecosistemi differenti è la più estesa in Italia e una di quelle con il maggior grado di biodiversità in Europa. Nel Gargano non ci sono solo quasi 150 chilometri ininterrotti di baie, spiagge e calette, ma anche il bosco impenetrabile della Foresta Umbra, i paesi mistici e medievali di San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo e una lunga serie di testimonianze e siti romani, dauni (gli abitanti della zona nel I millennio a. C.), svevi, normanni... La stessa varietà la si ritrova a tavola, dove accanto ai sapori del mare, fanno bella mostra di sé olio e vino da medaglia, i formaggi e gli insaccati che vengono dalla montagna, la frutta e gli ortaggi di un mondo che è insieme marinaro e contadino.

Primo Giorno
In viaggio sulla costa da Manfredonia a Mattinata, con soste nell'entroterra sui sentieri della spiritualità, a Monte Sant'Angelo e a San Giovanni Rotondo
 
All'Agriturismo Monte Sacro di Mattinata si mangiano i piatti della tradizione preparati con ingredienti di giornata
Secondo Giorno
   
I panorami del Vallone di Vignanotica, della baia delle Zagare e di Pugnochiuso. A Vieste, tutta a scale e viuzze, si visita il castello svevo e la 'chianca amara', luogo di un eccidio cinquecentesco
 
Alla Locanda al Dragone, ospitata in una grotta naturale
Terzo Giorno
   
Da Vieste a Rodi Garganico, con soste alla grotta di Manacora e a Peschici. Una volta a Rodi, la 'capitale' degli agrumi del Gargano, si può deviare nell'entroterra, a Ischitella, splendido borgo medievale
 
Da Il Gabbiano, sul lungomare di Rodi, si mangiano primi memorabili in dosi pantagrueliche. Per smaltire si può andare alla discoteca Waikiki, dove si balla anche sotto le stelle

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Il Gargano

Chiesa di Santa Maria di Siponto

Manfredonia, Castello Normanno Svevo

San Giovanni Rotondo, Convento di Santa Maria delle Grazie


Monte Sant'Angelo, Rione Junno

Caratteristico ulivo del Gargano

La splendida spiaggia tra Mattinata e Pugno Chiuso

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Imboccata a Foggia la SS89 che percorre tutta la costa del promontorio, il viaggio alla scoperta del Gargano incomincia con una tappa alle chiese di San Leonardo e di Santa Maria di Siponto, entrambe di poco posteriori all'anno Mille. Ancora tre km ed ecco Manfredonia, che già dal nome dichiara la sua storia di città voluta da Manfredi, re di Sicilia. Tra i più vasti e popolosi del Gargano, questo centro abitato è anche uno dei più interessanti, con una struttura urbana a scacchiera perfettamente conservata. I monumenti da visitare sono il castello medievale che si affaccia sul porto, la cattedrale barocca costruita nel 1680 dopo la distruzione della precedente costruzione gotica e quindi il Museo Nazionale Archeologico, custode delle testimonianze delle civiltà protostoriche della Daunia, tra cui le misteriose stele.

Prima di proseguire lungo la SS89, da Manfredonia si può fare una deviazione per San Giovanni Rotondo, luogo legato alla memoria di Padre Pio da Pietralcina che qui visse e morì. Di nuovo sulla litoranea, dopo meno di 20 km si incontra la deviazione per un'altra tappa dello spirito, Monte Sant'Angelo. Sulla grotta, dove si narra che nel V e XI secolo avvenne l'apparizione dell'arcangelo Michele, si trova un santuario del XII secolo, famoso per i suoi battenti in bronzo fusi a Costantinopoli nel 1076 e per la cappella barocca del Sacramento. Da non perdere: il castello normanno, la tomba di Rotari, in realtà un battistero costruito agli inizi del XII secolo, e quindi un assaggio dei deliziosi salami e delle cosiddette copate, ostie ripiene di cioccolato.

Raggiunta nuovamente la litoranea, il viaggio prosegue tra gli ulivi fino a Mattinata, uno dei pochi centri della Puglia adriatica esposti a sud e per questo caratterizzato da un clima straordinariamente mite. In ogni fazzoletto di terra libero qui si coltiva il mandorlo, i cui frutti sono i protagonisti della pasticceria locale, caramellati, abbinati al miele o al più amarognolo vin cotto. Poco lontano, vale la pena di fare un salto alla Farmacia Sansone (corso Matino 114/C), dov'è in mostra un'interessante collezione di reperti archeologici e oggetti significativi dell'antica cultura garganica e dauna, raccolti nel corso di una vita dal fondatore della farmacia.
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Piatto tipico pugliese: i cavatelli con la rucola

 
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Primo Giorno
Il Gargano, in viaggio nel regno della vite e dell'ulivo

Sera
All'Agriturismo Monte Sacro si cena con i tipici piatti della cucina del Gargano, e ci si può fermare a dormire o a fare acquisti – tra cui miele, pomodori secchi sott'olio e limoncello – a pochi chilometri dal mare e in una posizione panoramica. In alternativa, i cultori dell'olio buono possono trovare vitto, alloggio e prelibatezze all'agriturismo Madonna Incoronata, che produce e vende uno spettacolare olio extravergine di oliva biologico DOP.
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Il Gargano

I dintorni di Pugnochiuso

Gargano, baia delle Zagare

Baia delle Zagare


Trabucco nella Baia di Molinella, nei pressi di Vieste

Vieste, il Pizzomunno

Vieste

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Il viaggio prosegue all'insegna dei panorami mozzafiato, ma prima di lasciare Mattinata vale la pena di fare una sosta al Museo Civico, dove sono esposti reperti dei Dauni, dalla necropoli di Monte Saraceno oltre a grandi blocchi di pietra con le impronte dei dinosauri. Il tratto di costa che da Mattinata conduce a Vieste è uno dei più spettacolari: montagne a strapiombo sul mare, bianche scogliere punteggiate da piccole spiagge e sempre e ovunque i cespugli e gli alberi d'alto fusto tipici della macchia mediterranea.
A proposito di vegetazione tipica, scogli e spiagge, non si può mancare il vallone di Vignanotica, una specie di solco nella montagna, tutto a mirti, tamerici e corbezzoli, percorso da un viottolo (lo si imbocca lungo la statale, seguendo un'indicazione in corrispondenza di uno slargo) che scende fino a una scogliera bianchissima. Sotto, una delle più belle spiagge della Puglia.
Altri scorci memorabili sono quelli della baia delle Zagare, che si apre tra una selva di faraglioni, e della cala della Pergola che annuncia Pugnochiuso, piccola località estiva sempre più rinomata. A Portogreco, proprio sulla spiaggia c'è una torre costruita nel '500 a difesa contro i turchi. Dalla Testa, una sorta di penisola nella penisola che costituisce il punto più levantino del Gargano, si è già in vista di Vieste e del suo straordinario litorale.

Inutile dire che anche Vieste ha una sua fortificazione sveva, attorno alla quale nei secoli sono state costruite, separate solo da strade strette e scalinate, le casette bianche che sorgono nella parte più antica del paese, la stretta penisola di S. Francesco. Ricco di testimonianze medievali, il principale centro del Gargano vanta anche una storia remota: già documentata in epoca romana, con forti probabilità Vieste ha raccolto l'eredità dell'antica Apeneste, una delle maggiori città daune. Tradizionalmente prospero e popoloso, questo centro visse nel XVI secolo il suo momento più buio, l'eccidio compiuto sulla ' chianca amara '.

Per addolcire il triste ricordo ci si può cimentare in un assaggio dei dolci con fichi e scorza di limone e dei biscotti al cioccolato chiamati mustacciul, che si vendono in ogni pasticceria, oppure provare i buoni gelati della gelateria Maggiore (via Santa Maria di Merino 40. Un'altra tappa gastronomica, ma questa volta all'insegna di uno dei prodotti più tipici del Gargano, la pasta fatta a mano, è La Massaia (viale XXIV Maggio 9), che produce nel laboratorio interno orecchiette, cavatelli, cicatelli e troccoli utilizzando un processo di essiccazione naturale. Prima di lasciare Vieste, meritano una sosta la cattedrale del XI secolo, il Museo Archeologico Civico e il Museo Malacologico, che raccoglie conchiglie provenienti da tutto il mondo.
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Vieste, il borgo

 
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Secondo Giorno
Il Gargano, in viaggio nel regno della vite e dell'ulivo

Sera
Una proposta di grande suggestione è la Locanda al Dragone, ricavata da una delle tante grotte naturali che si trovano nel promontorio del Gargano. La cucina è tipica e deliziosa e i prezzi decisamente abbordabili.
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Il Gargano

Peschici

Tremiti, isola di San Domino

Torre saracena, nei pressi di Peschici


Rodi Garganico

Foresta Umbra

Parco Nazionale del Gargano - Riserva Naturale Lago di Lesina

 
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Itinerario
Terzo Giorno

In giornata
Prima pianeggiante e poi tutta a saliscendi, da Vieste la litoranea fiancheggia la chiesa di Santa Maria di Merino, eretta nei pressi dell'antico abitato romano di Merinum e la grotta di Manaccora, uno dei tanti anfratti del Gargano. Quasi in vista di Peschici, il viaggio riserva un'altra sorpresa: nella penombra della pineta si trova la chiesa della Madonna di Loreto, con l'abside completamente tappezzata dagli ex voto portati qui dai marinai scampati alle furie del mare.
Ben visibile dal mare e da terra, erta su una rupe a picco sul blu, Peschici rivela già al primo sguardo i suoi due volti: la parte antica, bianca e circondata da mura che ancora si riescono a cogliere tra i vicoli stretti e le cupole delle case, e quella moderna, grigia e protesa verso la montagna. Fondata nell'XI secolo e più volte meta di immigrazioni slave, Peschici deve il suo nome (che proviene da psek e cist, sabbia pura) alla lingua dell'altra parte dell'Adriatico. Sull'estremità della rupe si trova il castello costruito attorno al XIII secolo su mandato dell'abbazia delle isole Tremiti, a cui l'intero paese apparteneva. Alle spalle del porticciolo, nella piana di Calena si trovano i ruderi dell'antichissima abbazia di Santa Maria, che oggi si lotta per recuperare. Da vedere anche la cattedrale di Sant'Elia, costruita nel Duecento ma ampliata nel XVI secolo e scrigno di interessanti dipinti della scuola napoletana.

Famosa come tutti i paesi del Gargano per la qualità del suo olio, Peschici ha un'altra particolarità gastronomica: è una specie di mecca della pasta fatta a mano e per questo è il miglior luogo in cui assaggiare orecchiette, strascinati, cavatelli (un'altra pasta che come la precedente si ottiene 'strascicando' i pezzetti di pasta sulla spianatoia, questa volta arrotolandoli e poi riaprendoli in parte) e troccoli, simili agli spaghetti alla chitarra.

Ancora un breve tratto di strada ed ecco Rodi, la capitale degli agrumi del Gargano. Fondata dalle popolazioni provenienti dalla Grecia nel VII secolo a.C., Rodi ha un castello normanno-svevo e una bella chiesa dedicata a San Nicola di epoca bizantina. Nel pittoresco quartiere del Vuccolo, la chiesa romanica di santa Maria della Libera custodisce un dipinto ligneo della Vergine.

Chi ha ancora tempo e resiste al richiamo mare (un altro primato di Rodi: spiagge belle e acqua pulita, testimoniata da una serie di Bandiere Blu) può concludere il viaggio con una tappa nell'entroterra. Ischitella è uno dei paesi più caratteristici dell'intero promontorio per la sua struttura a pettine e le antiche mura. Ma prima di lasciare la costa per avvicinarsi alla Foresta Umbra, il cuore verde del Gargano, è impossibile non ammirare i trabucchi, antiche macchine per la pesca recentemente rimesse in funzione in diversi punti del litorale attorno a Rodi Garganico.
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Terzo Giorno
Il Gargano, in viaggio nel regno della vite e dell'ulivo

Sera
Lo sciabordio delle onde e una cucina pugliese verace e senza compromessi sono i protagonisti di una cena a Rodi Garganico presso il ristorante Il Gabbiano, un suggestivo locale in riva al mare con cucina che, per le proprie proposte, attinge al pescato giornaliero. In estate è essenziale prenotare: ci sono solo 50 coperti. Chi ancora non è stanco può andare a ballare, al chiuso o sotto le stelle, alla discoteca Waikiki.


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