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Sabato 16 Dicembre 2017 













In Basilicata con Carlo Levi
Un viaggio tra i paesaggi dalla bellezza aspra e selvaggia descritti da Carlo Levi in "Cristo si è fermato ad Eboli". Da Aliano, il paese in cui lo scrittore fu confinato agli inizi degli anni Trenta, fino al giardino di pietra dei Sassi di Matera, dichiarato Patrimonio universale dall'UNESCO. Il fascino arcano di una terra ancora poco conosciuta cattura oggi il visitatore alla stessa maniera in cui colpì, ormai più di sessant'anni fa, lo scrittore piemontese.

Primo Giorno
Il Parco Letterario Carlo Levi: atmosfera e luoghi del romanzo
 
Metaponto, la città di Pitagora
 
Cena in un'antica masseria fortificata
Secondo Giorno
   
La città dei Sassi
 
Le chiese rupestri del Materano
 
Aperitivo nel fantastico scenario dei Sassi
Terzo Giorno
   
Il Piano, il volto ufficiale di Matera
 
Proseguimento della visita al Piano
 
I sapori di Basilicata

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In Basilicata con Carlo Levi

Calanchi di Aliano

Calanchi di Aliano

 
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In Basilicata con Carlo Levi
Primo Giorno

Mattina
Leggendo "Cristo si è fermato ad Eboli", s'immaginano dei luoghi, un'atmosfera, ma non si pensa che ancora oggi tutto qui risponda perfettamente alla descrizione fattaci dallo scrittore. E invece Aliano è questo: un paese immobile nel tempo, dove si ha l'impressione che nulla sia cambiato. Si arriva e ci s'immerge in quel mondo, nei suoi colori, evocati dalla prosa tanto sapiente di Levi. Si finisce così per sentirsi parte di quell'esperienza impagabile che fu il doloroso confino dello scrittore in questa misteriosa terra. Questo è quel che succede uscendo dalla casa di Carlo Levi per inoltrarsi nei vicoli e nelle piazzette del centro storico. Si attraversa la piccola porzione di paese che il confinato era autorizzato a percorrere, dalla sua abitazione al cimitero, per scoprire le caratteristiche dell'architettura popolare lucana. E subito saltano agli occhi le case, quelle case "con gli occhi" a cui sono dedicate alcune delle più suggestive pagine del libro.
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Tempio delle Tavole Palatine

Tempio delle Tavole Palatine

Teatro di Metaponto

 
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Primo Giorno
In Basilicata con Carlo Levi

Pomeriggio
E' una bellissima zona archeologica sul golfo di Taranto, collocata tra le foci dei fiumi Bradano e Basento. Fu fondata dagli achei nel 690 - 680 a.c., per arginare l'espansione di Taranto. La città raggiunse il massimo splendore tra la seconda metà del VI sec. a.C. e la prima metà del IV sec. a.C.. Costretta a difendersi dai continui tentativi di conquista dei Tarantini e della ricca Siris, si alleò con Sibari e Crotone riuscendo ad occupare il territorio di quest'ultima. Qui visse e studiò il filosofo greco Pitagora, che fece di questo luogo il centro di diffusione delle sue idee. Il filosofo morì nel 490 a.C, ma ancora quattrocento anni dopo l'eco di questa presenza esercitava una grande fascinazione sui giovani intellettuali romani, al punto che Cicerone si recò a Metaponto per visitare la tomba di Pitagora.Testimonianze della floridezza di quest'antica polis sono ancora visibili in loco. Il primo monumento da visistare è il Tempio delle Colonne Palatine, nei pressi del quale è allestito un museo. Proseguendo in direzione della città moderna s'incontra un'altra area archeologica, sulla quale sorgono i resti del Tempio di Apollo Licio, la necropoli, i ruderi dell'Agorà, del teatro e dell'antica cinta muraria. Interessante anche una visita al Museo Nazionale Archeologico, dove sono custoditi numerosi reperti della zona.
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Primo Giorno
In Basilicata con Carlo Levi

Sera
Presso Pisticci, in località Marconia, si trova la splendida Azienda Agricola Visconti - San Teodoro Nuovo, che ha sede in una masseria fortificata, un tempo parte di un latifondo di 6000 ettari, appartenuto ai Visconti di Modrone. Alla fine degli anni Cinquanta, con l'avvento della riforma agraria e il conseguente esproprio, la tenuta fu ridotta a 150 ettari, che i proprietari utilizzarono per avviare un'azienda ortofrutticola. Recentemente, la marchesa Marina d'Oria ha deciso d'intraprendere anche l'attività agrituristica, di cui si occupa con i figli Maria Xenia, Orietta e Giancarlo. L'ospitalità è offerta nella masseria padronale e in antichi alloggi colonici con soffitti a volta.
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In Basilicata con Carlo Levi

Sassi

Sassi

Sassi

 
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In Basilicata con Carlo Levi
Secondo Giorno

Mattina
Una terra dove storia e natura, sacro e profano si fondano senza stridori. Così si presenta Matera al visitatore. E la connotazione misteriosa, quasi sacra, della città spinse Pier Paolo Pasolini ad ambientarvi "Il Vangelo secondo Matteo", facendone un indimenticabile luogo evangelico. Sono i suoi rioni antichi, i Sassi, a renderla così affascinante. Definiti dall'Unesco Parco archeologico e naturale della civiltà rupestre e Patrimonio universale dell'arte, i Sassi di Matera costituiscono un insieme architettonico e urbano unico. Quartieri creati nella roccia calcarea, lungo i pendii di un profondo vallone dalle caratteristiche naturali singolari e grandiose, la Gravina. Oggi, il recupero dei Sassi ha dato nuova vita a questa zona. Eppure l'impatto è ancora impressionante. Ci si trova di fronte a un giardino di pietra dal fascino arcaico, a una delle città più antiche del mondo. Non è un caso che i Sassi di Matera siano stati definiti dall'Unesco "Parco archeologico e naturale della civiltà rupestre". Una volta arrivati a Matera, incamminatevi verso la zona storica. In alto, su un picco roccioso, il cuore della città antica detta "Civita". Ai lati, due conche naturali con i due quartieri Sassi, il Barisano e il Caveoso. Due immensi imbuti, come li chamava Carlo Levi in "Cristo si è fermato a Eboli", attorno ai quali, una sopra l'altra, si aggrappano le case. Il Sasso Barisano ha una disposizione delle abitazioni quasi simmetrica, mentre il Sasso Caveoso è più ampio e più suggestivo. Nel mezzo della conca una rupe su cui si erge l'antichissima chiesa di Santa Maria de Idris scavata nel tufo. "Bisogna farsi prendere dal vortice di questa atmosfera pitagorica" diceva Giovanni Pascoli che a Matera insegnò per parecchi anni.
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Santa Lucia delle Malve

 
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Secondo Giorno
In Basilicata con Carlo Levi

Pomeriggio
Un elemento di grande importanza, nella realtà artistica e ambientale di Matera, sono le numerose chiese rupestri che si trovano nei fianchi della Gravina, in vallette secondarie e nel vicino altopiano. Il fenomeno delle Chiese rupestri del Materano nasce dall'avvento di comunità monacali per le quali l'insediamento in grotta era una consuetudine. La Murgia è stata nel passato il punto di incontro di due correnti religiose: il monachesimo latino e quello orientale. La spiritualità dei monaci di rito italo-greco aveva come punto di riferimento modelli architettonici ed iconografici rupestri. Fu così che i benedettini ed anacoreti orientali scavarono chiese e cenobi, ripopolando le scoscese sponde delle gravine, un tempo dimore dell'uomo preistorico. Da qui la nascita delle chiese rupestri nel Materano, stotto forma di eremi, cripte lauriotiche, santuari e cappelle, tutti monumenti ipogei di massimo interesse. Tra queste una delle più interessanti è Santa Lucia delle Malve.
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Secondo Giorno
In Basilicata con Carlo Levi

Sera
Immerso in quest'atmosfera unica si trova l'elegante Caffè del Cavaliere, ricavato da originarie case-grotte. Un sosta in questo posto per un aperitivo consente di godere a pieno di questo magnifico scenario.
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San Domenico

 
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Terzo Giorno

Mattina
Il Piano, la parte del capoluogo lucano sviluppata sul ripiano a occidente dei Sassi, può davvero considerarsi l'altro volto di Matera. Corrispondente ai canoni tradizionali di una città, con le chiese, le piazze e i palazzi, è la testimonianza di quei secoli - dal XVII al XIX - in cui Matera fu capitale della Regia Udienza della Basilicata. In piazza Vittorio Veneto, dalla quale si gode di una bellissima vista dei Sassi, si può visitare la Chiesa di San Domenico, un luogo di culto assai 'martoriato' dagli anni e dai rifacimenti, che non sono però riusciti a cancellare le linee romaniche della facciata. Prendendo il Corso si arriva alla la chiesa di San Francesco d'Assisi, in cui sono evidenti i richiami al barocco leccese sia in facciata sia all'interno. A destra della chiesa, il palazzo del Sedile fu per secoli il centro del potere laico di Matera. Da qui si governava la città, e quasi parevano invogliare gli amministratori ad agire per il meglio le statue delle virtù cardinali in facciata.
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Duomo

 
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Terzo Giorno
In Basilicata con Carlo Levi

Pomeriggio
Di nuovo romanico per il Duomo, di'ascendenza' pugliese nelle linee del prospetto coronato da archetti e impreziosito dal tradizionale rosone, che si erge su uno spuntone di roccia a dividere le due parti dei Sassi. Hanno come la funzione di ricordare la caducità della vita i teschi e le ossa che ornano l'esterno della settecentesca chiesa del Purgatorio. Difficile non individuarla da piazza S. Francesco, all'inizio di quella via Ridola sulla quale prospetta l'ingresso al Museo nazionale Domenico Ridola, dedicato alla storia degli insediamenti lungo la valle del fiume Bradano e sulle montagne dei dintorni. Opere di pittura fra medioevo e XIX secolo e tele di Carlo Levi dedicate alla sua Basilicata si nascondono nel seicentesco palazzo Lanfranchi, dalla facciata asimmetrica che è introdotta da un'altra piazza-balcone di Matera: piazza Pascoli.
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Terzo Giorno
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Sera
Cena al Casale del Diavolo, accogliente locale con ottima cucina del territorio; da non perdere l'ampia scelta di antipasti, il parataccone, pane duro cotto con rape e peperoncino; per secondo pignata in crosta di pane con carne di agnellone e erbe selvatiche.


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