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Martedì 12 Dicembre 2017 












Il benessere ideale è altoatesino
Bagni di fieno, trattamenti allo yogurt, massaggi di origine asiatica, o cure che impiegano soprattutto la cara, vecchia, semplice acqua? In Alto Adige non c'è che da scegliere. In queste montagne tra Bressanone e Brunico, infatti, le tradizioni antiche di cura e ricerca del benessere non sono andate perdute e, in più, le nuove tecniche hanno trovato un "habitat" ideale. Risultato, una mecca del relax e dello star bene, in cui a ogni genere di coccole per il corpo si aggiungono le tentazioni di una cucina saporita e genuina, i panorami mozzafiato delle Dolomiti e le ricchezze di un territorio punteggiato di masi isolati, centri storici dalle vie tortuose e abbazie dalla storia quasi millenaria.

Primo Giorno
Da Bressanone, per secoli capitale dei principi-vescovi e oggi centro termale dove provare i Bagni Kneipp, all'Altipiano dello Sciliar. Tra le tappe della giornata l'Abbazia di Novacella e i famosi Bagni di Lavina Bianca.
 
In forma anche a tavola con i menu vegetariani o dimagranti dell'Hotel Emmy di Fiè.
Secondo Giorno
   
A Fiè, patria dei bagni di fieno, si comincia la giornata con un rigenerante trattamento. L'itinerario continua passando per Castel Presule e Castelrotto, fino a Ortisei. Nello storico Hotel Adler si provano cure alternative come la stone therapy o i bagni di tradizione nordica.
 
All'Adler Stübe di Ortisei si mangiano le tipiche specialità altoatesine rivedute e corrette in modo da ridurre i grassi.
Terzo Giorno
   
Si va da Ortisei a Brunico lungo la Val Badia: Colfosco, Corvara, La Villa, San Cassiano e Pedraces sono le tappe dove fare una full immersion nelle tradizioni altoatesine legate al wellness. Da provare i bagni di Cleopatra, i trattamenti allo yogurt e alle erbe aromatiche, massaggi e sauna.
 
Alla Stüa di Michil di Corvara, forse il miglior ristorante di tutto l'Alto Adige, i tavoli sono ricavati in cinque deliziose stübe.

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Bressanone, Municipio

Fiè allo Sciliar, Laghetto

Abbazia di Novacella, interno chiesa


 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
L'antica Bressanone (in tedesco Brixen) sorge alla confluenza del torrente Rienza con il fiume Isarco. Antica capitale tirolese, la cittadina conserva vie con i caratteristici portici e case merlate di diversi stili, dal gotico, al rinascimentale, al barocco. In un giro a piedi nel bellissimo e minuscolo centro storico si possono ammirare il Duomo di origine duecentesca ma rifatto nel Settecento, il battistero e il chiostro romanico, il maestoso palazzo fortificato dei principi-vescovi e il Museo diocesano con la sua straordinaria raccolta di presepi lignei intagliati. Resta sicuramente anche il tempo per provare i benefici della Cura Kneipp, che a Bressanone ha il suo tempio nella celebre casa di cura Von Guggenberg. A 4 km da Bressanone c'è l'imperdibile Abbazia di Novacella, che si può raggiungere anche a piedi con un percorso di circa due chilometri tra i vigneti della Valle Isarco. Da non perdere una visita alla splendida biblioteca barocca e l'acquisto dei prodotti naturali preparati dai monaci. Percorso a ritroso un tratto della Valle Isarco si sale ora alla volta dell'Altipiano dello Sciliar. Lungo la strada meritano una piccola deviazione il bel paesino di Chiusa e i monasteri e castelli dei dintorni. Nella frazione Bagni di Lavina Bianca, vicino a Tiers, si riscopre l'antica leggenda del re Laurino e della principessa Similda e si possono provare altri trattamenti tradizionali. Nei masi e negli agriturismi che si trovano nei dintorni di Bressanone e in tutta la Valle Isarco è tuttora seguita la tradizione del Törggelen, un rito di gola che è anche una buona occasione per gustare e scoprire i prodotti tipici della terra, vino in testa. Ultima tappa della giornata è Fiè, piccola capitale dei bagni di fieno distante da Bressanone circa 60 km.
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Bressanone, Campanile o Torre  Bianca

 
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Primo Giorno
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Sera
L'indirizzo giusto per una piacevole cena tirolese è l'Hotel Emmy di Fiè, rinomato centro dedicato alla salute e al benessere gestito dalla ospitale famiglia Kasslatter. Al ristorante si può scegliere tra menu personalizzati secondo le varie esigenze: dieta vegetariana, dissociata o dimagrante, ma sempre a base di sfiziose ricette. Chi invece vuole percorrere ancora qualche chilometro, a cinque minuti di auto c'è il Posthotel Lamm di Castelrotto, lussuoso rifugio in pieno centro storico conosciuto per la cucina gourmet e le sue ricette antiche. Qui si cena davanti al camino acceso dell'elegante "Kachler-Stübe", sala da pranzo, con prelibate specialità legate al nome dei nobili von Krausen e con i tradizionali piatti dei signori di Castelrotto aromatizzati con le erbe del proprio orto.
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Stone Therapy

Dolomiti, Alpe di Siusi e Sciliar


Ortisei, intaglio del legno

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
L'Altipiano dello Sciliar è una terrazza naturale protesa tra il tratto inferiore della Valle Isarco e le impressionanti rupi del massiccio da cui prende il nome. Simbolo dell'Alto Adige e avamposto occidentale delle Dolomiti, il massiccio dello Sciliar è inconfondibile per le sue due punte, Santner ed Euringer. Da Prato all'Isarco in poche curve si arriva a Fiè, uno dei paesi principali del comprensorio, raccolto su un poggio dominato dall'antico edificio del Turmwirt, un tempo tribunale e prigione e oggi raffinato hotel. Nei dintorni di Fiè merita una passeggiata il suggestivo laghetto, coperto di ninfee per molti mesi all'anno, che lo scrittore austriaco Arthur Schnitzler immortalò in un dramma dal titolo "La signorina Elsa". Dopo una visita al paesino e un rigenerante bagno di fieno, si prosegue verso nord alla volta di Castel Presule a 8 km da Fiè, il fiabesco castello che fu residenza dei signori Vols-Colonna, uno dei fortilizi meglio conservati della regione, fondato nel XIII secolo e completato nel 1517. E poi Castelrotto, antico borgo ai piedi dell'Alpe di Siusi che conserva un'armoniosa struttura medievale. Sono i luoghi in cui si perpetuano le tradizioni ladine e si tramandano antiche leggende, come quelle che riguardano le streghe dello Sciliar. Sono anche luoghi che rivelano la realtà dei masi dell'Alto Adige, abitazioni tipiche con una precisa valenza sociale. Si prosegue quindi il cammino verso Ortisei, patria dell'arte dell'intaglio del legno. Dopo una visita al Museo della Val Gardena nella Csa di Ladins si può scegliere di soggiornare nello storico Hotel Adler per scoprire i benefici dell' aromaterapia e per provare bagni alla mela e allo yogurt, trattamenti ayurvedici o alternativi, come il reiki o la stone therapy, oppure i bagni e le saune di tradizione nordica abbinati alla cucina naturale o dietetica. La giornata si chiude con un piacevole giro tra caffè e negozi, negli edifici con accenni liberty del centro pedonale.
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Ristorante, interno

 
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Secondo Giorno
Il benessere ideale è altoatesino

Sera
A Ortisei il meglio del meglio è l'Adler Stübe, il ristorante dello storico albergo che dal 1810 appartiene alla famiglia Sanoner e sorge all'interno di un grande parco. In un'atmosfera di assoluta tranquillità e al caldo delle tre stübe tirolesi si possono gustare le specialità della cucina altoatesina, elaborate dagli chef in modo da ridurre i grassi.
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Minoranza ladina della Val Badia - donna in costume

Val Badia,  la valle


 
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Itinerario
Terzo Giorno

In giornata
In Val Badia, l'itinerario è dedicato alla scoperta dei tesori artistici e delle tradizioni altoatesine legate al wellness: bagni di Cleopatra o all'olio di enotera, trattamenti allo yogurt, massaggi, sauna... Passando per i paesi di Colfosco, Corvara, La Villa, San Cassiano e Pedraces non c'è che l'imbarazzo della scelta perché ormai sono moltissimi gli esercizi alberghieri che hanno ricavato un reparto remise en forme per far provare ai turisti tutte le cure possibili immaginabili. Si prosegue scendendo lentamente verso il piano e si fa tappa al Santuario di Santa Croce, un luogo molto caro alle popolazioni ladine. Si arriva così a San Martino in Badia, sede di un innovativo Museo multimediale che svela segreti e particolarità della cultura ladina. Tra le caratteristiche di questa zona ci sono le cosiddette "viles" della Val Badia. Si arriva così alla volta di Brunico, piccola capitale tirolese e porta della Val Pusteria. Da non perdere, nella frazione di Stegola, uno dei mercati di prodotti naturali più importanti della regione. L'ultima tappa può essere dedicata agli acquisti nello shop abbinato all'interessante Museo del loden.
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Dolomiti, Lagazuoi

 
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Terzo Giorno
Il benessere ideale è altoatesino

Sera
C'è chi percorre centinaia di chilometri in un solo giorno per mangiare in uno dei raffinati ristoranti della Val Badia. Per questo vale la pena consigliare di tornare di qualche chilometro indietro per un tour gastronomico fino a Pedraces o Corvara a caccia di specialità della cucina ladina. Un esempio di alta cucina è il ristorante Stüa de Michil di Corvara (presso il Romantikhotel La Perla), uno dei migliori se non il migliore di tutto l'Alto Adige. Qui la famiglia Costa accoglie gli ospiti in cinque deliziose stübe, curate nei minimi particolari. I piatti sono quelli della cucina classica sudtirolese, rivisitati con sapiente fantasia.


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