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Venerdì 15 Dicembre 2017 












I Grandi Altipiani Trentini
In viaggio sui grandi altipiani trentini che furono teatro della prima guerra mondiale e oggi sono un'oasi di pace e tranquillità da godere sia in estate sia d'inverno. Tra fortificazioni, boschi di conifere, attrazioni turistiche e ottimi vini. Per scoprire immense bellezze naturali e visitare il Mart di Rovereto, il Museo d'arte contemporanea più avveniristico d'Italia.

Primo Giorno
Alla scoperta dei tesori di Rovereto, tra i quali spiccano il Mart - il nuovo Museo di arte moderna e contemporanea e il suggestivo Castel Beseno, fortificazione dalle mura ciclopiche in cima a una collina, posizione strategica per controllare tutta la valle dell'Adige.
 
Dopo una cena tipica a lume di candela al ristorante Sanscrivel, discoteca e piano bar al John Club di Folgaria
Secondo Giorno
   
Dal golf all'equitazione, passando per il trekking e lo sci: Folgaria è l'eldorado degli sport. Ma non mancano attrattive culturali uniche, come il Museo etnografico di Maso Spilzi, il Santuario della Madonna delle Grazie, patrona degli sciatori, e i forti della Grande Guerra.
 
Piatti della tradizione al ristorante Grott Stube di Guardia, che ha anche una galleria d'arte, e passeggiata nel paesino dei murales.
Terzo Giorno
   
La natura è la protagonista di questo itinerario che porta a Lavarone e il suo lago, luogo amato da Sigmund Freud e oggi paradiso dello sci di fondo, e a Forte Belvedere, imponente testimonianza della prima guerra mondiale. Ancora un tuffo nella storia con la visita a Luserna, dove sopravvivono tradizioni e usanze dell'antica cultura cimbra.
 
Cena a base di gnocchi, polenta e funghi alla Stube del Cervo. Dopo, ci si può cimentare in una partita al Bowling di Lavarone, che nella notte si trasforma in disco pub.

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Rovereto

Rovereto, il Castello

Rovereto, Castello e Torrente Leno


Rovereto, Castello, sala Museo Storico della Guerra

Castel Beseno

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Austera, elegante e ancora perfettamente conservata nel centro storico medievale e nei quartieri settecenteschi, Rovereto è una piccola cittadina tutta da scoprire. Patria adottiva del pittore futurista Fortunato Depero ha saputo, nel corso degli anni, tenere vivo l'interesse per l'arte. E dal 2002 è diventata anche un importantissimo polo culturale con l'apertura dell'avveniristico Mart, il Museo d'arte moderna e contemporanea progettato dall'architetto elvetico di scuola razionalista Mario Botta. Dopo una lunga passeggiata in città per visitare anche il Museo Storico Italiano della Guerra, si può partire alla volta degli Altipiani.
Percorsi pochi chilometri a nord in direzione di Trento si incontra Castel Beseno, fortificazione dalle mura ciclopiche in cima a una collina che segna il bivio che porta verso Folgaria, Lavarone e Luserna. Dopo pochi tornanti e in meno di mezz'ora si arriva a circa 1.000 m di altitudine. Dopo l'abitato di Mezzomonte si tocca la frazione di Carpeneda di Folgaria, legata a un tragico avvenimento storico avvenuto nel XVI secolo (uno scontro tra i Folgaretani e gli sgherri di Osvaldo Trapp, feudatario di Castel Beseno) ricordato con il "Capitello delle Sette Vedove". Qui si può lasciare l'auto e inoltrarsi a piedi per una breve e facile passeggiata fino a San Valentino, una bellissima e romantica chiesina del 1568 che si erge proprio sul limitare della cengia che strapiomba nella vallata del rio Cavallo, poco sotto l'abitato di Carpeneda.
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Folgaria

 
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Primo Giorno
I Grandi Altipiani Trentini

Sera
Il John Club di Folgaria si trova proprio nel centro del paese lungo la via pedonale ed è il ritrovo notturno più frequentato di tutti gli Altipiani. Piano bar e discoteca, organizza serate con musica dal vivo e con animazione. Chi invece preferisce una cenetta romantica e intima a lume di candela può optare per il ristorante Sanscrivel: nel centro di Folgaria, offre ottimi piatti della cucina tradizionale, come strangolapreti, carne salada e strudel.
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I Grandi Altipiani Trentini

Folgaria

Folgaria

Folgaria. Rifugio Italia


Folgaria, Rifugio Italia

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Le origini di Folgaria risalgono al XIII secolo. A quell'epoca gli abitanti disponevano già di un governo comunale e di una carta di Regola tra le più antiche del Trentino. Erano boscaioli, carbonai, contadini e allevatori. Passati tra grandi eventi, dalle Cause Trappie (lotte per questioni di confine) fino alle devastazioni della Grande Guerra, dagli anni Sessanta in poi, con il boom del turismo, gli abitanti hanno raggiunto un elevato tenore di vita. Oltre agli sport sono molte anche le cose da visitare: a 2 km dal paese c'è il Museo etnografico di Maso Spilzi e poco lontano, in cima a un dosso, il Santuario della Madonna delle Grazie, patrona degli sciatori.
Un'escursione da non perdere porta verso Passo Coe, sede di un interessante Giardino botanico e d'inverno immenso comprensorio sciistico. Meritano una visita anche Serrada (località turistica famosa negli Anni Trenta, dove era solito trascorrere le vacanze lo psicanalista Cesare Musatti, ma che fu frequentata anche da Gabriele D'Annunzio, Fogazzaro, Mussolini, Comisso, Anna Kuliscioff e Filippo Turati), che si raggiunge lungo una bellissima strada panoramica in mezzo ai boschi (da percorrere a piedi per chi ama il trekking o in mountain bike), con un balcone-belvedere sulla vallata da cui si vede tutta Folgaria. Dal paesino si può salire con la cabinovia fino al Forte Dosso delle Somme, uno dei luoghi fortificati della Grande Guerra. L'ultima tappa, imperdibile, della giornata, è il suggestivo paesino di Guardia, patria dello scultore Cirillo Grött e uno dei "paesi dipinti" più famosi d'Italia, con le facciate delle case affrescate. Si ritorna poi velocemente verso Folgaria (che dista circa 8 km) e di qui, in circa 10 km, a Lavarone per l'ultima tappa del week end.
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Folgaria

 
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Secondo Giorno
I Grandi Altipiani Trentini

Sera
A Guardia, il paesino dei murales, c'è un indirizzo che i turisti gourmand conoscono e apprezzano da anni. È il ristorante Grott Stube (tel. 0464 720190), un locale rustico-elegante dove si gustano tipici piatti locali rivisitati con fantasia e dove si può anche visitare la galleria d'arte con le opere in legno scolpite dallo scultore Cirillo Grott.
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I Grandi Altipiani Trentini

Lavarone, il lago

Lavarone, Forte Belvedere

Altopiano di Vezzena


 
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Itinerario
Terzo Giorno

In giornata
Si arriva a Lavarone da Folgaria in una ventina di minuti lungo la strada statale 340 per Asiago. Il viaggio riserva ancora boschi a perdita d'occhio, montagne incantate e tante sorprese culturali. Pochi sanno infatti che Sigmund Freud era un fedele ammiratore di Lavarone e il suo lago, ma basta fermarsi davanti all'hotel Du Lac (che ricorda con una lapide il celebre ospite) per scoprire che il padre della psicoanalisi era di casa da queste parti. E basta fare un giro nei dintorni per scoprire che in tutto l'altopiano sono numerosi anche i segni della dominazione asburgica e della Grande Guerra. A ricordare la "guerra delle fortezze" del primo conflitto mondiale rimane più di tutti il Forte Belvedere di Lavarone, con i suoi cannoni muti, i camminamenti stretti nelle viscere della montagna, i passaggi-budello. È sicuramente il meglio conservato della potente rete di fortificazioni austriache e oggi è stato trasformato in museo.
Paradiso per gli amanti dello sci di fondo, l'altopiano di Lavarone offre chilometri e chilometri di facili percorsi anche per chi ama il trekking o la mountain bike. Un'ultima curiosità da visitare prima di lasciare la zona è il Museo del Miele (località Tobia, tel. 0464 783315). L'itinerario continua poi fino a Luserna, dove vive ancora una comunità che parla il cimbro, antico idioma germanico parlato dai boscaioli e dagli allevatori. Una visita alla casa-museo Haus von Prükk permette di scoprire storia e tradizioni di una civiltà quasi perduta.
Salendo ancora si può arrivare fino alla piana di Vezzena, teatro in tempo di guerra di sanguinosi tentativi di sfondamento del fronte da parte degli italiani; è oggi un luogo piacevole cosparso di malghe e pascoli dove in estate si possono fare belle escursioni a piedi sui passi dello scrittore austriaco Robert Musil, mentre d'inverno si può sciare senza soste per ore. Sulla via del ritorno verso la pianura si imbocca la statale 350 lungo l' Alta Val d'Astico che conduce verso Vicenza tra boschi di conifere e bei paesini dal sapore antico.
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Lavarone, Forte Belvedere, Torretta

 
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Terzo Giorno
I Grandi Altipiani Trentini

Sera
Dopo una giornata all'aria aperta, magari tutta dedicata allo sci di fondo o di discesa nell'area dello Skitour dei Forti, si può trascorrere una serata piacevole e divertente al Bowling di Lavarone (frazione Bertoldi, tel. 0464 784064) che è anche discopub. Per un ristorantino intimo un ottimo indirizzo è la Stube del Cervo (Lavarone Cappella, tel. 0464 783237). In questa elegante tavernetta si possono gustare gnocchi, polenta e funghi o cervo con mirtillo nero.


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