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Sabato 16 Dicembre 2017 












Borghi e pasti di altri tempi
Dall'Aquila a Sulmona, "deviando" per antichi paesini abbarbicati sulle pendici degli Appennini, abitati da pastori in lotta con l'aspro paesaggio. Alla riscoperta di una cucina povera dai sapori genuini e dagli ingredienti semplici della tradizione pastorale e contadina. Facendo rivivere, per i palati più vigorosi, l'antica tradizione, oggi sempre più in disuso, della "panarda", il mitico banchetto pantagruelico che raggiungeva fino a 50 portate e si allestiva nelle occasioni speciali, tra status symbol e festa rituale. Una cucina antica ed essenziale, quella abruzzese, creata per esaltare e reinventare ogni volta i prodotti semplici della terra e del pascolo.

Primo Giorno
Dall'Aquila alla piana di Navelli, patria del pregiatissimo zafferano, lungo l'antico tratturo utilizzato per la transumanza, di cui si trovano ancora tracce nella chiesa di S. Maria dei Centorelli.
 
Cena con menu a base di zafferano all'agriturismo Casa Verde di Navelli, con camino scoppiettante.
Secondo Giorno
   
Verso il Gran Sasso, tra borghi murati e castelli. Tappe a S. Stefano di Sessanio, noto per le lenticchie, a Calascio con la sua rocca medievale e Castel del Monte, patria del Marcetto, cremoso formaggio piccante.
 
Cena all'ombra della rocca disabitata di Calascio al Rifugio della Rocca, dove si può anche pernottare in un palazzo del Quattrocento. Nel menu i piatti tipici e i sapori della montagna.
Terzo Giorno
   
Verso sud sulla via tratturale alla volta della Conca Peligna e del Parco Nazionale d'Abruzzo, in un ambiente quasi alpino nel quale sono immersi borghi di pietra antica, il più bello dei quali è senz'altro Scanno.
 
Ricca cena della tradizione nel centro di Sulmona da Frangiò, per poi recarsi al Teatro Comunale per uno spettacolo di prosa o un concerto.

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Fontana delle 99 cannelle

Pistilli essicati di zafferano

Prata d'Ansidonia (Aq). Lavorazione dello zafferano


Capestrano

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Si parte dal capoluogo abruzzese, L'Aquila, da dove si imbocca la statale 17 che segue il tragitto dell'antico tratturo percorso dalle greggi durante la transumanza, da L'Aquila e da Campo Imperatore fino alla costa pugliese. Un percorso segnato tutt'oggi dalla presenza di alcune chiese medievali che fornivano riparo ai pastori, tra i quali spicca Santa Maria Assunta a Bominaco, bell'esempio di romanico abruzzese. Sul lato orientale della SS17 sorge la cinquecentesca chiesa di Santa Maria dei Centorelli. È ancora visibile il porticato per la sosta delle greggi e il pozzo per l'abbeverata, mentre nella campagna intorno alla vicina Civitaretenga sorge Santa Maria delle Grazie, dove le greggi trovavano riparo appena fuori dal paese.
Siamo nella piana di Navelli, circondata dalle cime del Gran Sasso, del Sirente e della Maiella. Un vero e proprio paradiso gastronomico, innanzitutto per la presenza, da oltre sei secoli, delle coltivazioni di zafferano. L'altitudine di 700 metri, il clima asciutto e ventoso, con le correnti d'aria fresca provenienti dal Gran Sasso, e i terreni permeabili hanno assicurato alla preziosa "polverina" che si ottiene da questi luoghi un profumo e una qualità inimitabili. A ottobre, mese della raccolta e della sfioratura, la piana si colora del violetto dei fiori di Crocus sativus, dai cui pistilli vermigli si estraggono i preziosi, profumatissimi filamenti.
Domina la piana, più avanti sempre sulla SS17, il borgo medievale di Navelli, la "capitale dello zafferano". Meno noto ma molto saporito è l'altro prodotto tipico del paese, il cece di Navelli, di un bel color crema. Da qui partiva l'oro rosso che arricchì le nobili famiglie della zona, le quali, con il ricavato delle vendite sulle piazze di Milano e Venezia, costruirono quei castelli e palazzi disseminati nella zona. Un bell'esempio è lo squadrato castello medievale nell'antico borgo di Capestrano. Dalla torre più bassa del castello si gode una magnifica vista della valle, mentre per uno spuntino dolce il borgo propone i morbidissimi amaretti di Capestrano, che si possono acquistare nella piazza del Mercato. Le vicine sorgenti del fiume Tirino sono notoriamente pescose di gamberi e trote, cui ogni anno ad agosto è dedicata una sagra con degustazioni.
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Gnocchi alla zafferano

 
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Primo Giorno
Borghi e pasti di altri tempi

Sera
Per una vacanza enogastronomica la scelta giusta è quella di pranzare e dormire in un agriturismo, immersi nella natura. Alla Casa Verde, in località Civitaretenga, sarà possibile gustare piatti a base di zafferano, come i maccheroncini olio, aglio e peperoncino e zafferano e il dolce alla ricotta e zafferano. Se si passa di qui a fine ottobre si potrà osservare alla raccolta del prezioso "oro della piana". I due proprietari infatti, i fratelli Sarra, sono fra i fondatori della Cooperativa Altopiano di Navelli.
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Gruppo della Maiella, incisioni rupestri

Rocca Calascio, resti del castello

Il tempietto ottagonale nei pressi della Rocca di Calascio


Santo Stefano di Sessanio

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Ripercorrendo per un breve tratto (6 km) la SS17 verso L'Aquila si imbocca la strada per il minuscolo paese medievale di Castelvecchio Calvisio, il cui centro storico è circondato dalle antiche case-mura e caratterizzato dalle tipiche scale esterne. Siamo ai limiti del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, affacciati su una natura aspra e selvaggia, che non a caso è stata scelta innumerevoli volte come set di spaghetti western e film di ambientazione medievale, dal cult Lo chiamavano Trinità con Terence Hill e Bud Spencer al Francesco di Liliana Cavani con Mickey Rourke. Non sorprende dunque che diversi agriturismi organizzino escursioni a cavallo lungo una suggestiva ippovia di oltre 300 km che gira intorno al massiccio del Gran Sasso. Siamo nella patria di quegli ingredienti 'poveri' per eccellenza che sono i legumi del parco. Piatto-simbolo di queste parti sono le sagne, pasta lavorata in casa, con i ceci.
Proseguendo sulla stessa strada si incontra il paesino di Calascio, tutto scalinate e ripide stradine incuneate che si aprono su uno splendido panorama dei monti circostanti e della piana di Navelli. Domina la zona dai suoi 1464 m la suggestiva Rocca Calascio, raggiungibile a piedi.
Da Calascio la strada giunge a un bivio: a sinistra si raggiunge il borgo murato in pietra, rimasto quasi intatto dal Medioevo, di Santo Stefano di Sessanio, noto per le lenticchie 'biologiche per tradizione' festeggiate da una sagra a settembre. Tradizionale la zuppa di lenticchie presentata con pane fritto in olio d'oliva. Il borgo è oggi iscritto nella lista dei Borghi più Belli d'Italia.
A destra si sale in direzione Gran Sasso per circa 7 Km fino a giungere a Castel del Monte, dove si può passeggiare lungo le strette e ripide vie collegate da passaggi coperti del Ricetto, il centro storico. Tappa quasi obbligata delle greggi durante la transumanza, non a caso è nota per i prodotti caseari, primo fra tutti l'originale Marcetto, cremoso formaggio piccante.
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Rifugio della Rocca logo

 
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Secondo Giorno
Borghi e pasti di altri tempi

Sera
Per una cena solitaria e suggestiva in una scenografia scelta per il film hollywoodiano Ladyhawke, si può risalire alla rocca di Calascio e recarsi al Rifugio della Rocca (www.rifugiodellarocca.it), dove è possibile anche pernottare, in un palazzo del Quattrocento. In menu i piatti tipici e i sapori della montagna. Dopo cena, fuori a contemplar le stelle e la selvaggia natura del parco, trapuntata dalle fioche luci dei borghi antichi, dalla sommità della rocca (abbandonata nel '700 dopo un terremoto), che di sera viene illuminata e offre uno spettacolo davvero magico.
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Pecore al pascolo nel parco

Scanno

Pescasseroli


Palazzo dell'Annunziata a Sulmona

 
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Terzo Giorno

In giornata
Rientrando sulla SS17, si scende in direzione sud verso Popoli (da vedere la medievale Taverna Ducale, considerato uno degli edifici civili più belli di tutto l'Abruzzo). Da qui si entra nella Conca Peligna: un luogo di natura selvaggia e aspra, ricca di depressioni carsiche, dove la ruvidezza del paesaggio si riflette in piccoli borghi antichi, gelosi custodi di tradizioni millenarie. Tra queste, la Festa dei serpari, celebrata il primo giovedì di maggio nel minuscolo paesino di Cocullo (uscita della A25), quando la statua di S. Domenico Abate è portata in processione ricoperta di serpenti. In questa occasione vengono anche sfornate le ciambelle rituali di pane dolce.
Prendendo per Ortona dei Marsi, Bisegna e la valle del fiume Giovenco, ci si avvicina gradualmente alla natura incontaminata del Parco Nazionale d'Abruzzo, regno dell'orso marsicano, del lupo appenninico e dell'aquila reale oltre che di linci, lontre, martore, tassi, camosci, volpi e faine. Base ideale per eventuali escursioni, nonché maggiore centro del parco è Pescasseroli, patria di Benedetto Croce e rinomata stazione sciistica invernale. Proseguendo sulla SS83 si giunge a Opi, roccaforte medievale inserita in uno spettacolare paesaggio raccolto in un anfiteatro di montagne.
Imboccando la SS479 si giunge a Scanno, uno dei Borghi più Belli d'Italia. È un gioiello architettonico in mezzo alla natura: borgo di pastori che nella pietra degli archi, dei balconi, dei portali di palazzi e nelle fontane hanno firmato la loro storia secolare. È anche il posto giusto per gustare i cazzellitti, gnocchi fatti a mano con un impasto di farina e acqua bollente celebrati ogni anno in una sagra nella vicina Villalago.
L'itinerario tra i paesini si conclude nel 'grande borgo' di Sulmona, bella cittadina nota ai più per i suoi coloratissimi confetti, che qui si trovano di ogni foggia e colore. Per carpirne i segreti, vale la pena di recarsi al Museo dell'Arte e della Tecnologia Confettiera. Prodotto della zona (cresce nella Conca) meno noto ma anche più particolare è l'aglio rosso, detto 'Rosso di Sulmona', il cui scapo floreale (unico nel suo genere) viene cucinato fresco, anche in insalata.
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Zuppa tipica

 
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Terzo Giorno
Borghi e pasti di altri tempi

Sera
Per chiudere in bellezza, cena all'insegna della tradizione, specie nei piatti di carne, da Frangiò, nel centro storico. La serata prosegue al Teatro Comunale intitolato alla soprano Maria Caniglia (il più grande tra quelli storici abruzzesi) che, nella sede degli anni '30, propone una ricca stagione concertistica (che spazia dalla lirica al jazz), di prosa e balletti. Il cartellone della stagione è disponibile al sito www.atamteatro.it.


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