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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Un sorso di vino tra i castelli della Valle d'Aosta
La Valle d'Aosta non è solo sinonimo di alte vette, sci e passeggiate nella natura. Gli amanti dell'enogastronomia troveranno infatti pane per i propri denti lungo la famosa "Route des Vins", che dai 300 metri di quota di Pont-Saint-Martin seguendo il percorso della Dora Baltea arriva fino ai 1200 metri di Morgex. Lungo il percorso, è tutto un susseguirsi di vigneti dai nomi prestigiosi, di meleti, di centri per la lavorazione del formaggio e di tipiche crotte dove assaggiare tutti i prodotti della gastronomia locale. Da non perdere le soste ai castelli, agli antichi santuari e ai villaggi tradizionali. Senza dimenticare poi l'aspetto legato al divertimento, che ha in Valle d'Aosta una sua tradizione fatta di feste, sagre e manifestazioni di piazza.

Primo Giorno
Da Pont-Saint-Martin si raggiunge Donnas. Una deviazione in direzione di Champorcher consente di apprezzare i manufatti della cooperativa Lou Dzeut. Ripresa la via maestra, si arriva ad Arnad, in tempo per uno spuntino a base di lardo. Proseguimento per Issogne con visita al castello e Verrès.
 
Cena a Saint-Vincent alla Trattoria degli Amici, famosa per le specialità locali. In alternativa, Batezar da Renato, elegante ristorante che punta su piatti regionali. Dopocena "mondano" al casinò di Sain Vincent.
Secondo Giorno
   
Da Saint-Vincent si riparte per la Valtournenche. Arrivati a Buisson, si lascia l'automobile per un'escursione al borgo di Chamois. Si riparte poi per Saint-Christophe, fino a raggiungere Saint-Rhémy-en-Bosses. Possibile escursione al Colle del Gran San Bernardo o in Valpelline.
 
Cena a La Clusaz per gustare le specialità valdostane di una locanda fra le più antiche d'Europa. Dopocena ad Allein per concludere con un caffè valdostano o un genepì.
Terzo Giorno
   
Partenza di buon mattino per Gressan e Saint-Pierre. Dopo la visita al castello di Sarriod de la Tour, sosta alla cooperativa Cofruits. Si prosegue per le cantine di Aymavilles, di Villeneuve e di Arvier. Ultima tappa a Morgex.
 
Cena a Les Combes di La Salle, locale di charme situato in un villaggio del 1800 completamente restaurato; a seguire, un drink presso il locale La Vacherie a Morgex.

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Un sorso di vino

Massicio del Monte Bianco

Dora Baltea

Ponte romano a Pont-Saint-Martin


Marmotta alpina

Sala interna del castello di Issogne

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Sono in molti a chiamarla Bassa Valle; per tutti è la porta d'accesso alla Valle d'Aosta, tappa obbligata arrivando dal Piemonte. Che la Vallée si avvicini, lo si percepisce già da diversi segnali: il paesaggio che si fa montuoso, le vigne abbarbicate ai pendii e alle rocce in mezzo ai prati, le pendici delle montagne sempre più vicine, la Dora Baltea che scorre a tratti impetuosa, le tipiche abitazioni in legno e pietra abbellite da macchie di fiori. A Pont-Saint-Martin, 320 metri di quota, si resta impressionati per i terrazzamenti che ricoprono il versante della valle esposto al sole, tutti coltivati a vite. Una visita al ponte in pietra edificato dai romani, dal quale il paese ha preso il nome, permette di far luce sulle origini della regione. Il ponte, alto 23 metri, è uno dei meglio conservati d'epoca romana ed è stato fino all'inizio dell'Ottocento l'unico mezzo di comunicazione fra Eporedia (Ivrea) e Augusta Praetoria (Aosta). Sempre all'epoca romana risale il borgo di Donnas, sviluppatosi lungo la Via delle Gallie. Un tratto di questa strada romana, lungo circa 220 metri e ben conservato, si trova appena fuori dall'abitato. Donnas merita certamente una visita, proprio come le sue cantine, dalle quali escono vini di ottima qualità. Un indirizzo utile è quello delle Caves Coopératives de Donnas. Infine, Donnas è anche sinonimo di artigianato, che trova la sua espressione più completa durante la Fiera di Sant'Orso, celebrata ogni penultima domenica di gennaio, quando vengono esposti oggetti realizzati in legno o pietra ollare. Dai resti della Via delle Gallie si possono raggiungere il vicino forte di Bard e il borgo medievale : a questo punto, una deviazione lungo la strada che porta a Champorcher permette di apprezzare un altro aspetto della cultura valdostana, questa volta legato alla lavorazione della canapa, ancora oggi praticata dalla Cooperativa Lou Dzeut. Si arriva poi ad Arnad, dove i buongustai troveranno pane per i propri denti assaggiando il famoso e pregiato Lard d'Arnad Dop. La specialità, di cui si ha traccia fin dal 1700, consiste in lardo aromatizzato con erbe e spezie. La Féhta dou lar si festeggia l'ultima domenica di agosto e richiama un crescente numero di estimatori. Nei pressi, in località Pied de Ville 42, si trova la Kiuva, cooperativa agricola che produce diversi vini fra i quali l'Arnad-Montjovet Doc (tel. 0125 966351. Orario di apertura: lun-giov 7,30-12 e 13,30-17; ven 7,30-12 e 13,30-16). L'itinerario prosegue con tappe a due dei castelli degli Challant, quelli di Issogne e di Verrès.
Si è ora pronti a scegliere fra due alternative: tuffarsi nella natura e nello sport al parco naturale del monte Avic, nella zona di Champdepraz, o imboccare la strada regionale che conduce al castello di Graines e a Brusson, ricongiungendosi quindi a Saint-Vincent attraverso il Colle di Joux. Quest'ultimo itinerario, che tocca gli antichi possedimenti degli Challant, prevede una sosta a Challand-Saint-Anselme per ammirare l'antico altare di legno nella chiesa parrocchiale. Nelle vicinanze, il castello di Graines, edificato nel X secolo dagli abati di San Maurizio di Agauno, si narra celi un tesoro. La sosta a Brusson, località turistica della val d'Ayas famosa per le passeggiate estive e lo sci di fondo invernale, offre uno spaccato sui tipici villaggi della zona, chiamati hameaux e caratterizzati da gruppi di abitazioni costruite in legno secondo lo stile walser.
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Crespelle alla valdostana

 
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Primo Giorno
Un sorso di vino tra i castelli della Valle d'Aosta

Sera
Cena rustica a Saint-Vincent presso la Trattoria degli Amici, che propone piatti tipici della cucina valdostana come la costoletta, le zuppe, la fonduta, il monte bianco e il caffè alla valdostana. Alternativa più ricercata al Batezar da Renato, locale elegante che ripresenta alcuni "classici" come crespelle con fonduta, filetto di capriolo in civet con polenta, duetto di mele di Saint-Pierre, fontina e tome valligiane di ottima qualità. Dopocena mondano allo storico Casinò de la Vallée (via Italo Mus, tel. 0166 5221) inaugurato nel 1947.
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Un sorso di vino

Villaggio di La Magdeleine

Escursionista

Casa tipica della Valle d'Aosta


Castello di Nus

Lago di Place Moulin in Valpelline

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Partenza di buon mattino da Saint-Vincent per una giornata densa di impegni. Da Châtillon, centro noto già in epoca romana sviluppatosi ulteriormente sotto gli Challant nel periodo medievale (al castello di Ussel – tel. 0166 563747 – frequenti mostre legate alla cultura del territorio), si imbocca la strada regionale per la Valtournenche fino ad Antey-Saint-André, apprezzata località turistica ai piedi del Cervino. Da qui si raggiunge il villaggio di La Magdeleine, arroccato a oltre 1600 metri di altezza e custode delle tradizioni del passato. D'obbligo la visita alle frazioni dove sono stati di recente ristrutturati alcuni mulini del XVIII secolo, che venivano utilizzati per macinare i cereali. Si prosegue quindi fino a Buisson, dove si abbandonano l'auto e la fretta per un'escursione a Chamois. Dopo tanta natura, ripresa la statale 26, fa piacere ritrovare a Chambave la Crotta di Vegneron, dove sperimentare ancora una volta il pregio dei vini locali. Pochi chilometri e si arriva a Fenis, località famosa per il pittoresco castello. Proseguimento per Nus, che ospita in maggio il Festival du Vien de Nus, con degustazione dei vini locali Rouge e Malvoisie accompagnati da salumi e frittelle. Nel comune di Nus si trova anche un castello con interessanti resti di dipinti del Seicento, ma la visita è subordinata alla compiacenza dei castellani. Da Nus, con un po' di tempo a disposizione, si può lasciare la statale deviando verso Saint-Barthélemy, lungo l'omonima valle. Nei pressi di Aosta, si comincia a risalire fino a Gignod, dove la strada si biforca. A ovest la famosa valle del Gran San Bernardo; a est la più selvaggia Valpelline, che merita senz'altro un'escursione. Si può per esempio visitare un alpeggio sui pascoli di Doues od Ollomont e i magazzini della fontina nella zona di Frissonières (gite guidate con la cooperativa La Traccia, tel. 0165 239521, 335 6062076). In entrambe le valli, in febbraio il carnevale detto "della Coumba Freida" rappresenta uno degli eventi folcloristici più belli e sentiti dell'intera regione. Gignod si trova lungo la via Francigena e durante l'estate ospita alcune feste tradizionali, come la sagra della Fête du Teteun, un piatto locale molto saporito, o la gara di bocce nelle vie del paese (Pétanque). Proseguendo si incontra Etroubles, che insieme alla vicina Saint-Rhémy-en-Bosses era celebre durante il Medioevo per essere il punto di partenza del marronage, pratica che prevedeva l'accompagnamento a cavallo dei viaggiatori diretti al Colle. Lasciata alle spalle Saint-Oyen, che celebra il suo prosciutto nella Sagra del Jambon alla brace la prima domenica di agosto, ancora di prosciutto si parla visitando Saint-Rhémy-en-Bosses, dove se ne produce una qualità meritatamente famosa. Da Saint-Rhémy vale la pena di raggiungere il Colle del Gran San Bernardo dove a quota 2473 metri, già in territorio elvetico, si trova l'ospizio gestito da un pugno di frati agostiniani, che per sette mesi all'anno si raggiunge solo con gli sci ai piedi.
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Gnocchetti alla toma

 
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Secondo Giorno
Un sorso di vino tra i castelli della Valle d'Aosta

Sera
Serata nel rispetto della tradizione a La Clusaz di Gignod. La locanda, conosciuta fin dal XIII secolo, è oggi un ristorante intimo, piacevole, vero tempio della ristorazione valdostana. Fra le specialità da non perdere: tortino di castagne con pancetta, lardo e pane di segale, scaloppa di foie gras con fettina di polenta cotta sul fuoco a legna, gnocchetti alla toma di Gressoney, fichi, noci e miele con gelato al rhum. Ottimi i salumi fatti in casa e ricca la carta dei vini. Per un genepì o una grolla di fine serata, ci si può spostare ad Allein, al Ratelé (frazione Ville, tel. 0165 78265), edificio in pietra e legno con bei balconi fioriti che propone specialità valdostane. Entrambe le strutture offrono anche il pernottamento.
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Un sorso di vino

Grolle della Valle d'Aosta

Chiesetta romanica a Gressan

Mele della Valle d'Aosta


Interno della chiesa parrocchiale di Morgex

Stella alpina

 
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Itinerario
Terzo Giorno

In giornata
Di nuovo in marcia alla volta di Gressan; il piccolo centro, che forse diede i natali a Sant'Anselmo d'Aosta, merita sicuramente una visita. Una sosta è necessaria all'azienda agricola Agrival (località Resselin 6, tel. 0165 251010), dove testare "dal vivo" il tradizionale aceto di mele. L'azienda a conduzione familiare produce anche confetture, salse e gelatine di mele e sidro. Per una full immersion a base di mele, ci si può deliziare nell'attiguo ristorante L'Hostellerie de la Pomme Couronée. Proseguimento per la Cave des Onze Communes di Aymavilles. Oltre al castello di Aymavilles, in questa parte della Valle d'Aosta, fanno bella mostra di sé anche i manieri di Sarre (tel. 0165 257539), Saint-Pierre, Sarriod de la Tour e, poco più avanti quelli di Chatel Argent (si trova a Villeneuve, risale al 1275 ed è così chiamato perchè vi si "batteva moneta") e Introd, raggiungibile con una breve deviazione nei pressi di Arvier. Chi non è ancora sazio di prodotti tipici può visitare la Cooperativa Cofruits di Saint-Pierre, che riunisce la produzione di frutta fresca – soprattutto mele e pere – patate e ortaggi d'alta quota. Una tappa ad Arvier, lungo la statale per Morgex, permette di apprezzare i vini della Cave Coopérative de l'Enfer (via Corrado Gex 65. Tel. 0165 99238), aperta al pubblico solo su appuntamento. La conformazione della vallata circostante permette alla vite di svilupparsi nelle sue condizioni migliori, essendo tanto soleggiata da meritarsi l'appellativo di "Inferno". La cooperativa produce un piccolo quantitativo di Enfer d'Arvier, vino di qualità elevata. Presso la cantina sociale si trova anche una speciale grappa, distribuita in un numero limitato di bottiglie. Da Arvier, la statale procede senza particolari punti di interesse fino ad Avise, che vanta ben tre castelli: quello di Cré, simile a una casa-fortezza, risalente al X secolo; quello di Blonay, del XII secolo; quello edificato da Bonifacio di Avise nel XV secolo, che presenta una torre quadrata e numerose bifore. L'ultimo tratto di statale corre in mezzo ai vigneti che caratterizzano il paesaggio fino a La Salle e a Morgex, dove termina la Route des Vins valdostana. Vini, Fontina e formaggi, un centro storico interessante e tante botteghe artigiane ideali per lo shopping: Morgex è un piccolo gioiello da scoprire al termine di una "tre giorni" intensa e movimentata. Si può cominciare dal vino, visitando la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle o qualcuna delle numerose aziende dei Viticulteurs Encaveurs Vallée d'Aoste presenti in paese. Una tappa obbligata riguarda la Fontina, da sempre alla base dell'alimentazione di ogni valdostano. A Morgex si può fare un salto alla cooperativa Valdigne (via Mont Blanc 41/43, tel. 0165 809256. Visite con preavviso telefonico), per apprendere i segreti della ricca produzione lattiero-casearia valdostana. Da non perdere la chiesa di Santa Maria Assunta, del Seicento, e il castello del XII secolo in piazza Archez.
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Crostata di mirtilli

 
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Terzo Giorno
Un sorso di vino tra i castelli della Valle d'Aosta

Sera
Cena a Les Combes a La Salle, di fronte al massiccio del Monte Bianco. Il locale tradizionale è inserito in un villaggio dell'Ottocento, riportato all'aspetto originale in base a un progetto di recupero che ne fa un pregevole documento della storia locale. Fra le specialità in menu, zuppa d'orzo alla montanara, tagliatelle verdi con fonduta, polenta "grassa", arrostino di selvaggina con polenta, crostata di mirtilli. Pane, grissini e Fontina sono fatti in casa. La serata si conclude a Morgex per un drink, presso l'altrettanto caratteristico La Vacherie (tel./fax 0165 809209).


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