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Lunedì 11 Dicembre 2017 












Un tuffo tra le cinque perle del Lazio
Un itinerario a tu per tu col mare, la storia e la geologia nell'arcipelago pontino: una manciata di isole policrome nate dalle viscere della Terra milioni di anni fa, già amate dai Romani e dai Borboni. Resti di antichi vulcani ormai spenti, circondati da acque incredibilmente trasparenti e con fondali mozzafiato a Ponza e Ventotene. Le disabitate Palmarola, Zannone e Santo Stefano sono da assaporare soprattutto in barca, lontano dalla folla e dai rumori.

Primo Giorno
Un'intensa giornata di mare a Ponza, spesa navigando in barca intorno all'isola. Da non perdere anche una passeggiata per Ponza Porto e dintorni, con le testimonianze romane.
 
Cena a base di pesce con vista mare al ristorante Acqua Pazza e poi cocktail e buona musica live al piano bar Winspeare.
Secondo Giorno
   
Ci si sposta da Ponza a Ventotene, non prima di aver visitato in lungo e in largo le due isole minori dell'arcipelago, Palmarola e Zannone. Si parte quindi per Ventotene, con una visita del porto romano.
 
Tanto pesce, ma anche un'ottima pizza al ristorante Le Grotte di Mast'Aniello, e poi a bere un drink al Bar Mariposa.
Terzo Giorno
   
Anche a Ventotene si comincia con il giro dell'isola via mare. Si va poi a esplorare l'isola da terra visitando la chiesa di Santa Candida, il Castello, Villa Giulia a Punta Eolo, il vivaio romano e le saline. Visita alla vicina isola di Santo Stefano.
 
Cena marinara al ristorante Zi' Amalia, il più antico dell'isola, e poi a piedi in mezzo ai campi a esplorare le cisterne romane di Villa Stefania.

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Scoglio Casocavallo

Punta di Capobianco

Grotte di Pilato


Case nella roccia

Giardino a Ponza

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
A Ponza storia e natura vanno a braccetto, ma il mare è il protagonista assoluto. Un vero e proprio must, quindi, la circumnavigazione dell'isola affittando un gozzo alla cooperativa dei barcaioli. Dal mare l'isola offre i suoi spettacoli migliori e solo cosĪ si possono apprezzare al meglio le sue particolarità geologiche e scoprire tutti gli angoli più belli e caratteristici della costa, altrimenti spesso inaccessibili via terra. Meglio iniziare puntando a nord, verso la parte geologicamente più antica dell'isola. Si arriva così immediatamente alla Spiaggia del Frontone, raggiungibile anche a piedi o con un servizio di barche che fanno la spola dal porto. Dopo aver attraversato alcune calette, si inizia a costeggiare il lato ovest dell'isola, incontrando prima Cala Fonte, accessibile anche da terra con una strada carrabile e poi una rampa di gradini, e quindi la Punta del Papa, sovrastata da un fortino circondato da tamerici. Poco più in là, Cala Feola, molto frequentata perchè facilmente raggiungibile a piedi e per le sue suggestive piscine naturali e la spiaggia e i Faraglioni di Lucia Rosa, in memoria della fanciulla che secondo la tradizione qui si sarebbe gettata in mare per amore. Poi inizia un tratto di costa caratterizzato da contrasti di colore, fino ad arrivare a una delle meraviglie di Ponza, la spiaggia di Chiaia di Luna, una fantastica mezzaluna bianca abbracciata da una falesia verticale di tufo, alta più di 100 metri. Dopo la Punta del Fieno, che delimita la spiaggia, si naviga fino al Monte la Guardia e all'omonima Punta, dove una scogliera scura scende a picco per 280 metri. Inizia qui l'ultimo tratto del periplo di Ponza, dove riprendono il sopravvento i colori bianchi e grigi tipici della parte geologicamente più antica, evidenti nei Faraglioni della Madonna. Oltre al mare, è interessante anche passeggiare per Ponza Porto (uno dei due centri abitati dell'isola; l'altro è Le Forna) e dintorni, dove abbondano testimonianze del periodo romano e si può visitare un curioso cimitero borbonico, oltre la chiesa di San Silverio. In particolare, poco lontano dal porto sono da non perdere le Grotte di Pilato, piscine scavate dai Romani nella roccia e usate per l'allevamento delle murene. Vale la pena prevedere anche un' esplorazione dell'isola via terra con un'escursione a piedi, scegliendo tra un itinerario a nord e uno a sud.
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Pasta con fellone

 
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Primo Giorno
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Sera
A Ponza il ristorante più rinomato è Acqua Pazza. Data la fama, occorre prenotare in anticipo, ma ne vale la pena sia per la splendida vista sul mare, sia per i gustosi piatti di pesce, tra cui spiccano tagliolini al merluzzo, linguine alla cernia e carpacci freschissimi. Per il dopocena, niente di meglio, dopo un'intensa giornata di mare, che rilassarsi sorseggiando un drink e ascoltando ottima musica dal vivo ai tavoli del Winspeare, un bel piano bar sulla banchina di Fazio (tel. 0771 80022).
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Palmarola

Falco pellegrino

Cisterna romana


Ventotene

Rovine romane

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Visita alle due isole minori del gruppo nord-occidentale dell'arcipelago pontino, Zannone e Palmarola, quest'ultima considerata una delle isole meglio preservate d'Italia. Di buon ora si affitta una barca (o si opta per una gita organizzata in partenza da Ponza), e via verso Palmarola, isola vulcanica e pressochè disabitata, a circa 7 miglia da Ponza, che dà il meglio di sé proprio al mattino presto quando non c'è ancora sovraffollamento di barche. Palmarola rivela il suo fascino già all'approdo nel minuscolo porto, con due uniche case bianche, un ristorantino aperto solo d'estate e le straordinarie "case-grotta", scolpite nella roccia dai più antichi abitanti dell'isola e oggi per lo più abbandonate. L'isola è caratterizzata da due faraglioni: il Faraglione di Mezzogiorno e il Faraglione di San Silverio, in realtà unito all'isola, dove si trova una cappella dedicata al papa omonimo, patrono di Ponza. La spiaggia a mezzaluna che si apre dopo il faraglione è una meravigliosa distesa di sassi variamente colorati e levigati, molti variegati da cristalli di manganese; in mezzo a questi, spiccano lucide sfere di ossidiana, la nera e lucidissima roccia vulcanica per cui Palmarola è famosa. Le prime ore del pomeriggio sono invece le migliori per godere al meglio della bellezza di Zannone, abbastanza diversa dalle altre Pontine: molto più verde e di forma massiccia, un panettone roccioso privo di cale accentuate, con coste meno frastagliate delle sue sorelle dell'arcipelago. Anche qui è d'obbligo iniziare con il periplo dell'isola in barca, cominciando il giro dal Varo, unico approdo affidabile, in condizioni di mare ben calmo e puntando verso sud.ovest, fino alle Grottelle. Passato lo Scoglio Monaco e dirigendosi verso Punta Levante si ha modo di osservare anche la particolarità geologica di Zannone, costituita soprattutto da rocce metamorfiche antichissime. Da Capo Negro al Faro affiorano poi ammassi di rocce sedimentarie, il tutto ricoperto da una fitta macchia mediterranea. Si rientra poi alla Punta del Varo, giusto in tempo per ammirare i resti archeologici di una villa romana, con annessa l'immancabile peschiera. Tornati a Ponza ci si imbarca alla volta di Ventotene, che insieme a Santo Stefano forma il gruppo delle Pontine sud-orientali. Qui a darci il benvenuto è il caratteristico porto romano.
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Spaghetti ai frutti di mare

 
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Secondo Giorno
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Sera
Un ottimo indirizzo a Ventotene è Le Grotte di Mast'Aniello. Il ristorante si trova sulla prima rampa di scale che porta da piazza Castello alla spiaggia di Cala Nave; in una splendida posizione con vista sul mare. Squisiti piatti di pesce e frutti di mare, ma anche una pizza napoletana doc, cotta nel forno a legna. Ideale per il dopocena un cocktail al Bar Mariposa, al porto romano, punto di ritrovo frequentato da subacquei, lupi di mare e viaggiatori.
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Piscine naturali

Rovine

Ponza


Faraglioni

Fioritura

 
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Terzo Giorno

In giornata
Ventotene è un'isola alternativa, totalmente diversa dalle altre perle del Tirreno e anche dalla vicina Ponza: tranquilla, bagnata da un mare cristallino, ha un fascino particolare e offre una vacanza a stretto contatto con la natura. Il modo migliore per prendere contatto con l'isola è quello di affittare una barca e circumnavigarla lentamente, gustandosi ogni scorcio. Al rientro in porto, si parte poi alla scoperta di Ventotene via terra, del suo borgo con le casette dai colori pastello, della natura e delle numerose testimonianze storiche, iniziando dalla piccola chiesa di Santa Candida, patrona dell'isola, celebrata tra il 20 e il 21 settembre con una festa animata da una pittoresca gara di mongolfiere. La piazza della chiesa è collegata al porto romano dalla Rampa Marina, una scalinata di epoca borbonica, costruita per volontà di Ferdinando IV dall'architetto Francesco Carpi e dal maggiore Antonio Winspeare. Ai due tecnici regi si deve anche la costruzione del Castello nell'omonima piazza, oggi sede del Municipio e del Museo Archeologico, che conserva reperti di epoca romana. E a circa un chilometro da piazza Castello, sulla destra di via degli Olivi, la lunga strada che taglia in due tutta l'isola, ecco un'altra testimonianza della presenza dei Romani e del loro ingegno: la cisterna dei "carcerati", una delle due enormi cisterne che i Romani scavarono nella parte meridionale dell'isola per la raccolta delle acque piovane. L'altra cisterna, quella di Villa Stefania, distante circa 400 metri, può essere meta di un'insolita escursione notturna. Entrambe servivano a rifornire Villa Giulia, sontuosa dimora fatta costruire dall'imperatore Augusto per l'esilio della figlia. Rientrati al porto, merita un'occhiata anche la peschiera romana, proprio sotto al faro. Gli amanti della natura possono ora spingersi fuori dall'abitato, puntando verso Il Semaforo, ottimo punto per abbracciare con lo sguardo l'intera isola, ma anche per praticare il birdwatching. Se vi è rimasto ancora un po' di tempo, non perdetevi una visita all'isola di Santo Stefano, raggiungibile in dieci minuti. L'isolotto rotondo, con pareti a picco sul mare, è famoso soprattutto per il penitenziario borbonico, ormai in disuso. La bellezza del paesaggio continua anche sott'acqua, tanto che per salvaguardarne gli splendidi fondali, Santo Stefano è stata inclusa insieme a Ventotene in una riserva marina, efficace esempio di conservazione ambientale coniugata a un turismo sostenibile.
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Cozze

 
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Terzo Giorno
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Sera
Per un trionfo di cucina marinara, da non perdere Zi' Amalia, il ristorante più antico di Ventotene, in piazza Castello, fulcro della vita isolana insieme al porto. Schiaffoni con cozze, vongole e melanzane, linguine all'aragosta o alla coda di rospo, scialatelli fatti in casa al cartoccio, rombo al forno con patate, grigliata ispirata in base al pescato del giorno: queste alcune tra le specialità del locale. Per un dopo cena "tutto natura", insolito e po' avventuroso, munitevi invece di torcia e uscite dal paese per andare a visitare la cisterna di Villa Stefania: soprattutto con la luna piena, lo spettacolo è assicurato!


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