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Sabato 16 Dicembre 2017 













I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina
Terra di confine tra Toscana e Umbria, Marche ed Emilia, la Valtiberina disegna tra gli Appennini un suggestivo paesaggio solcato dal Tevere. Il suo miscuglio di arte, storia, natura offre uno scorcio di quella Toscana ancora semisconosciuta e poco frequentata dal turismo di massa, dove la tranquillità e il piacere di vivere sono scanditi dai ritmi della natura. Accade così che il turista che si muove alla scoperta di Arezzo, Monterchi, Sansepolcro e Caprese Michelangelo ripercorra lo stesso itinerario fatto da Piero della Francesca nei suoi viaggi di lavoro. Il celebre pittore rinascimentale, originario di queste zone, rappresenta infatti il raro caso di un grande artista che ha mantenuto il paese natale quale stabile dimora. Le sue opere maggiori sono comprese nell'ambito di un tracciato breve e lineare, costellato dai capolavori di altri grandi pittori e scultori italiani.

Primo Giorno
Gli affreschi di Piero della Francesca nel cuore di Arezzo
 
Nel quartiere del Petrarca e del Vasari
 
Degustazione di vini e sapori della Valtiberina
Secondo Giorno
   
Monterchi, l'acropoli rinascimentale
 
Sansepolcro, la città di Piero della Francesca
 
Tramonto a Sansepolcro e cena in valle
Terzo Giorno
   
Nella città natale di Michelangelo
 
Pieve Santo Stefano, cellula di cultura
 
Alle pendici dell'Alpe della Luna

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Valtiberina



Piero della Francesca, Leggenda della Vera Croce - particolare

Arezzo, Piazza San Francesco

 
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I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina
Primo Giorno

Mattina
Alla confluenza di ben quattro valli -oltre alla Valtiberina, anche il Valdarno, il Casentino e la Valdichiana- la città di Arezzo offre il punto di partenza ideale per immergersi nell'atmosfera tranquilla di questa zona. Punto d'incontro di civiltà e culture diverse, Arezzo raggiunge il momento di massima fioritura nell XIV secolo, quando passa sotto il dominio di Firenze e si consolida curiosamente come città natale di artisti di rilievo: oltre al Petrarca e al Vasari, Francesco Redi e Guido d'Arezzo. Ma è Piero della Francesca che lascia alcune delle opere più importanti della pittura rinascimentale, nel tempio gotico di San Francesco. La visita inizia proprio dalla centralissima piazza della Chiesa, che conserva il ciclo di affreschi della Leggenda della Croce. Piero della Francesca lo realizzò tra il 1453 e il 1464, ispirandosi alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine e ancora oggi ciò che colpisce nell'osservarlo è la sua rivoluzionaria concezione prospettica e la bellezza del colore. Usciti dalla chiesa di San Francesco, si procede attraverso corso Italia per Piazza Grande, passando per Pieve S.Maria. Si arriva così nella piazza, che è il cuore della città: qui si svolge la famosa giostra del Saracino a fine agosto e, ogni mese, ha sede la notissima mostra antiquaria.
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Crostini al tartufo nero della Valtiberina

Casa del Petrarca

Chiesetta di San Domenico

 
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Primo Giorno
I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina

Pomeriggio
L'Antica Trattoria Da Guido offre i migliori piatti della tradizione aretina, annaffiati dai vini della zona: anche la cucina locale rappresenta un felice incontro di tradizioni toscane, romagnole e umbre. I piatti della tradizione contadina -dai crostini al tartufo agli umbricelli al sugo- deliziano il palato prima di gustare la seconda parte dell'itinerario a piedi per la città: sulla continuazione di corso Italia si trova la presunta casa del Petrarca, oggi sede dell'Accademia di Lettere Arti e Scienze. L'istituzione rende onore al sommo poeta che, cresciuto in queste aree verdeggianti, ne cantò le "Chiare, fresche, dolci acque". Costeggiando il passeggio del Prato si arriva al Duomo di Arezzo, al cui interno si trova un'altra opera di Piero della Francesca: la Maddalena. E' questa una zona densa di opere d'arte e appena usciti dallo splendido tempio medievale ci si trova a pochi passi dalla chiesa di San Domenico, affacciata su una piazzetta alberata. La chiesa custodisce un importante Crocifisso di Cimabue. Altro personaggio importante per la rilevanza artistica di Arezzo è il Vasari, che abitò la casa da lui stesso progettata in questo quartiere.
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Primo Giorno
I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina

Sera
Per terminare la giornata seduti a una buona tavola imbandita, si può tornare nei pressi della chiesa di San Francesco e cenare al Saraceno: la cucina è fortemente locale e assicura una scorpacciata di golosi insaccati umbri come antipasto. La visita prima di coricarsi è altamente consigliata, perchè solo così si possono degustare i numerosi vini della fornitissima cantina, ricca di nettari locali e vini di tutt'Italia.
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Valtiberina

Piero della Francesca, Madonna del Parto (1460/1464)

Panorama di Monterchi

 
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I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina
Secondo Giorno

Mattina
Partendo di buon mattino si va alla scoperta di Monterchi, che si presenta al viaggiatore come un'acropoli in mezzo alla vallata, dopo una tortuosa strada d'accesso. L'imponente fortificazione che la costituisce ha più di mille anni e lungo le caratteristiche strade del centro si possono notare gli edifici della sua epoca di massimo splendore, il XIV-XV secolo. L'opera più importante custodita dalle mura di Monterchi è la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Il quadro fu dipinto tra il 1460 e il 1464 e si trova in un Museo appositamente dedicatole. Merita attenzione anche la parrocchiale di San Simeone, interamente ricostruita nel XIX secolo, ma capace ancora di conservare importanti opere d'arte del passato come un altare tardo-gotico, una terracotta robbiana e un crocifisso ligneo del '500.
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Piero della Francesca, Polittico della Madonna della Misericordia

Piero della Francesca, Leggenda della Vera Croce - particolare con sbandieratori

Veduta aerea di Sansepolcro

 
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Secondo Giorno
I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina

Pomeriggio
Proseguendo verso l'Alta Valtiberina si giunge a Sansepolcro, ai piedi dell'ultimo tratto dell'Appennino toscano nel punto in cui forma un anfiteatro naturale attorno alle acque veloci del Tevere. E' qui che nacque Piero della Francesca e che si conservano, all'interno del Museo Civico, alcune delle sue opere più significative: la Resurrezione, il Polittico della Madonna della Misericordia, il San Giuliano, il San Lodovico. In quella che fu la casa dell'artista è stato istituito un centro studi sul Rinascimento, aperto a tutti gli appassionati e gli studiosi di quel lontano periodo al quale l'arte italiana deve molta parte del suo patrimonio. La memoria del pittore di Sansepolcro rivive anche nel Palio della Balestra, che si svolge la seconda domenica di settembre nella piazza centrale. E' allora che i si esibiscono i famosi Sbandieratori, vestiti con i costumi ispirati a Piero della Francesca e capaci di esercizi di alta acrobazia e sicuro effetto scenografico.
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Sansepolcro, Fortezza Medicea

Fagioli all'uccelletta

 
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Secondo Giorno
I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina

Sera
Il centro storico di Sansepolcro può essere considerato uno degli esempi più affascinanti della civiltà artistica rinascimentale, con la stupenda Fortezza Medicea di Giuliano da Sangallo, la cinta muraria con le cannoniere di Bernardo Buontalenti, la cattedrale romanica e la chiesa gotica di San Francesco. I colori del tramonto assicurano una passeggiata sicuramente suggestiva tra le antiche mura di questa cittadina, prima di rimettersi in viaggio per tornare in hotel ad Arezzo. Lungo la strada, appena fuori del centro abitato, Villa San Cornelio offre il luogo ideale per una cena tipica, immersi nella frescura della Valtiberina.
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Valtiberina

Michelangelo Buonarroti, Schiavo morente

Casa di Michelangelo Buonarroti, detta del Podestà

Area boschiva a Caprese Michelangelo

 
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I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina
Terzo Giorno

Mattina
Dalla valle ci si spinge alla terra montuosa, ricca di boschi e sorgenti, legata al nome di uno dei massimi scultori italiani: Caprese Michelangelo. Legati alla vita dell'artista sono gli edifici più caratteristici del paese: la piccolissima chiesa di S.Giovanni e la casa del Podestà dove nacque,che ospita oggi il Museo di Scultura con i calchi delle opere di Michelangelo e sculture di artisti contemporanei. Negli ultimi anni il Comune vi ha organizzato seminari di studio sulle tecniche dell'affresco. Per l'ora di pranzo ci si può fermare da Lorenzino, appena lasciato il borgo: è un agriturismo in località Lama dove riprendere le energie prima di rimettersi in strada.
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Eremo di Cerbaiolo a Pieve Santo Stefano

Palazzo comunale di Pieve Santo Stefano - Fonte: Comunità Montana Valtiberina

 
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Terzo Giorno
I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina

Pomeriggio
A una decina di chilometri dal luogo natìo di Michelangelo c'è l'incantevole borgo medievale di Pieve Santo Stefano, che prende il nome da una pieve sulla quale fu edificata l'attuale Collegiata di Santo Stefano. Al suo interno è conservata l'Assunzione di Andrea della Robbia, che si aggiunge alla lista degli innumerevoli artisti originari di queste zone ispirazionali. Oggi Pieve è una cittadina tranquilla con ritmi lenti ma una vita culturale particolarmente vivace: una sua particolarità è l'Archivio diaristico nazionale che, unico in tutta Italia, raccoglie numerose testimonianze biografiche provenienti da tutta la penisola. Un'altra curiosità da visitare è il santuario della Madonna dei Lumi, con il suo campanile a quattro campane.
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Area verdeggiante di Badia Tedalda

Terracotta Robbiana nella chiesa di San Michele

 
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Terzo Giorno
I luoghi di Piero della Francesca in Valtiberina

Sera
Prima che cali il sole, vale la pena di affrettarsi lungo la strada dominata dalla suggestiva Alpe della Luna, che porta a Badia Tedalda. Questo paese, parte della Comunità della Valtiberina, conserva intatto tutto il fascino del borgo di montagna. Un suggestivo percorso pedonale porta alla chiesa di San Michele, sui resti del Monastero di Sant'Angelo (IX secolo). Al suo interno una collezione di terrecotte in stile robbiano del XVI secolo dà una nota artigianale in chiusura di questo itinerario artistico. Nella natura incontaminata dei dintorni sorge l'azienda agrituristica Cadindrea, che offre squisitezze locali; ci si può fermare a cena tra le sue mura del XIX secolo per assaporare la specialità della casa, gli gnocchi con crema di cinghiale tagliato a punta di coltello. Il ritorno è segnato da un succedersi di chiese disperse nel territorio circostante, degno paesaggio fuori dal tempo di questo angolo di Toscana.


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