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Sabato 16 Dicembre 2017 












Eremi rupestri tra boschi e spiritualità
Un percorso a piccole tappe, da Chieti tra gli eremi, i monasteri e le chiese rupestri abbarbicate al Monte Morrone e alla Maiella, la "montagna-madre" della tradizione abruzzese, per un viaggio che è innanzitutto un'esperienza dell'anima. Sulle orme di Pietro, il frate eremita che diventerà il controverso Papa Celestino V, e di tanti come lui, artefici nei secoli dell'opera tenace che ha trasformato umide e buie cavità naturali in opere d'arte straordinarie e suggestive. Immerso nel Parco Nazionale della Maiella, l'itinerario si snoda tra quercete e boschi di faggi secolari per finire sulla bianca spiaggia ai piedi di Vasto.

Primo Giorno
Partenza da Chieti, dopo la visita della città e del suo centro storico. Si prosegue poi alla scoperta degli eremi, cominciando con quelli dell'area di Serramonacesca, di Pretoro e di Roccamorice.
 
Cena e notte a Caramanico Terme, all'agriturismo La Pagliarella.
Secondo Giorno
   
Tappa a Caramanico Terme, la più nota località termale d'Abruzzo con belle chiese medievali nel centro. Si riparte poi per visitare altri complessi rupestri, per arrivare a Sant'Onofrio al Morrone e a Sulmona.
 
Cena al ristorante Clemente di Sulmona e pernottamento nella città dei confetti.
Terzo Giorno
   
Visita di Sulmona con le sue chiese medievali. Poi partenza verso altri segreti luoghi di culto. Si prosegue per Pescocostanzo, mentre per chi vuole chiudere con una gita al mare, Vasto è vicinissima!
 
Cena al Il Faggeto, ristorante tipico sulle piste da sci di Pescocostanzo, con vista mozzafiato sui monti.

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Duomo di Chieti

Terme romane a Chieti

Sant'Onofrio


Territorio della Maiella

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Sospesa sulla cima di un colle, con lo sguardo volto alla vallata incisa dal fiume Pescara e all'anfiteatro formato dai Monti della Laga, dal Gran Sasso e dalla Maiella, Chieti è il punto di partenza ideale per un viaggio alla scoperta dei luoghi santi d'Abruzzo. La visita del centro abitato inizia dal museo archeologico nazionale, il più importante della regione. Da non perdere in città anche le terme romane e in particolare la cisterna, suddivisa in 9 vani con poderose volte a botte. Sempre sulla traccia delle più remote testimonianze, nel caratteristico quartiere della Civitella si trova la chiesa dei Monaci celestini, sorta nel 1294 su resti che risalgono alla città romana di Teate. Per un tuffo nella più recente vita cittadina c'è corso Marrucino, la passeggiata preferita dai teatini, sul quale si affacciano negozi, locali e i più bei palazzi della città. A trenta chilometri da Chieti si arriva nell'area di Serramonacesca, dove per primo si incontra l'eremo di Sant'Onofrio, probabilmente costruito tra l'XI e il XIV secolo sfruttando un piccolo riparo naturale. Tra le particolarità del luogo c'è la Culla di Sant'Onofrio, il giaciglio del santo dove i pellegrini perpetuano la tradizione degli strofinamenti rituali. A meno di una manciata di chilometri c'è San Liberatore a Maiella, un gruppo di tombe rupestri che sorge accanto a un complesso architettonico formato da un corpo centrale e da piccoli vani scavati nella roccia, probabilmente celle per gli eremiti. Altre tappe interessanti sono il santuario della Madonna della Mazza e l'eremo di San Bartolomeo in Legio. Frequentato dal futuro papa Celestino V, l'eremo si sviluppa sotto un immenso tetto di roccia. Tra i punti di maggior interesse, la Scala Santa, che per tradizione viene percorsa solo in salita, e la piccola sorgente miracolosa visitata soprattutto durante la processione del 25 agosto. Da vedere anche il composito monastero di Santo Spirito a Maiella, formato da chiesa, sacrestia, ala abitativa, foresteria e oratorio. Prima di arrivare a Caramanico Terme, chi vuole fare una piccola deviazione può passare dalla grotta di Sant'Angelo a Palombaro. Per un insolito shopping gastronomico, infine, vale la pena di allungare la strada fino a Fara San Martino, dove si trovano i più noti pastifici della Maiella.
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Formaggi e salumi locali

 
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Primo Giorno
Eremi rupestri tra boschi e spiritualità

Sera
Nel cuore della zona degli eremi celestiniani, subito fuori da Caramanico Terme, La Pagliarella è un'azienda agrituristica di 23 ettari che accoglie i suoi ospiti in un bel casolare del XIX secolo, in cui sono state ricavate 4 camere e un ristorante con 45 coperti. A tavola, sono da assaggiare soprattutto gli antipasti a base di sottoli e sottaceti fatti in casa e i tipici, saporitissimi formaggi locali.
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Cure

Eremo

Eremo S. Spirito


Bestiame al pascolo

 
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Secondo Giorno

In giornata
La fortuna di Caramanico Terme nasce quasi 500 anni fa, quando si iniziarono a conoscere le qualità di queste acque. Le terme, però, non sono la sola risorsa di questo borgo affacciato sull'Orfento e sulla sua valle oggi tutelata dalla costituzione di una Riserva Naturale Statale. Nel borgo medievale vale la pena di visitare la chiesa di Santa Maria Maggiore del XV secolo, con un bellissimo portale gotico sul fianco sinistro. All'estremità del paese c'è la quattrocentesca chiesa di San Maurizio. Tra gli altri tesori del paese c'è la chiesa di San Nicola, edificio del XV secolo con un bel portale barocco e, all'interno, una croce d'argento del 1489. Caramanico Terme è anche il punto di partenza ideale per visitare i luoghi di culto della montagna che costellano i massicci della Maiella e del Monte Morrone, tra cui lo spettacolare eremo di San Giovanni. Non lontano da qui si trova l'eremo di Sant'Onofrio all'Orfento, antico luogo di sepoltura di cui poco si conosce e poco resta, e il quasi omonimo Sant'Onofrio al Morrone, l'ultimo eremo fatto costruire da Frà Pietro. Qui, nel 1294, cinque legati pontifici giunsero con l'annuncio della sua elezione a pontefice. Il complesso ha subito gravi danni nell'ultima guerra e la ricostruzione ne ha in parte modificato l'aspetto esterno. Da non perdere la parte più antica del complesso, costituita dall'oratorio e dalle due cellette dove vissero Pietro da Morrone e il Beato Roberto da Salle e la grotta che si trova sotto l'eremo, dove i fedeli praticano il rito dello strofinamento sulla pietra. Tra le altre tradizioni anticamente legate questo luogo pare ci fosse la cosiddetta incubatio, cioè l'usanza di passare la notte a contatto con queste pietre per sollecitare sogni in grado di predire il futuro o, comunque, per ricercare il contatto e l'aiuto degli antenati, ormai diventati tutt'uno con la terra. Per visitare l'interno di questo monastero rupestre bisogna prendere accordi con il parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Badia Moronese. A soli 5 chilometri da Sant'Onofrio al Morrone ecco Sulmona, la "capitale" dei confetti, a cui è addirittura dedicato il Museo dell'Arte e della Tecnologia confettiera.
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Piatto tipico abruzzese

 
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Secondo Giorno
Eremi rupestri tra boschi e spiritualità

Sera
A Sulmona si mangiano deliziosi piatti di carne di agnello, capretto e maiale presso il Ristorante Clemente, ricavato nelle sale dello storico palazzo Corvi: un esaltante incontro con la cucina regionale di terra nel cuore montagnoso d'Abruzzo.
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Cattedrale di Sulmona

Pacentro

Dintorni di Vasto


Palena

 
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Terzo Giorno

In giornata
La prima impressione che si ricava da una passeggiata per le vie di Sulmona è quella di essere nei paradiso dei golosi. Confetterie e pasticcerie, infatti, non si contano e sembrano fare a gara nel costruire fiori, piccoli animali e casette, ovviamente usando solo i coloratissimi confetti locali. Accanto alla fama dolciaria, la cittadina ne ha altre, altrettanto prestigiose: essere uno dei più antichi centri abitati della zona, con origini che letteralmente si perdono nella notte dei tempi, aver dato i natali al poeta latino Ovidio, un cui verso (Sulmo mihi patria est) è diventato l'acronimo SMPT che si trova nello stemma della città e infine, in anni più recenti, essere stato uno dei gangli delle operazioni partigiane che favorirono la liberazione di moltissimi prigionieri dal locale campo di concentramento tedesco. La chiesa più importante della cittadina è la cattedrale di San Panfilo, costruita forse nel VII secolo. Da vedere, nella cripta, un rilievo bizantineggiante del XII secolo che raffigura la Madonna in trono col Bambino. Sul centrale corso Ovidio si affaccia il complesso della SS. Annunziata. Nato come lazzaretto e costruito in quattro fasi dal XV al XVIII secolo, il palazzo è un elegante edificio che rappresenta la perfetta fusione tra Rinascimento e Barocco. Su piazza del Plebiscito si affaccia la quattrocentesca chiesa di Santa Maria della Tomba, tappa della rappresentazione della Madonna che scappa in piazza. Da Sulmona si può raggiungere il piccolo eremo diroccato che sorge a 1400 metri e la sua suggestiva e abbandonata chiesa rupestre di Sant'Angelo in Vetuli, vicino Pacentro. Tra le particolarità dell'edificio c'è quella di essere stato edificato utilizzando materiali di recupero presenti nella zona, spesso di origine romana. Il viaggio prosegue in direzione sud, tocca Palena con i suoi eremi e procede in direzione di Pescocostanzo fino al santuario di San Michele. Scavato ai piedi di una roccia, sul lato più lungo dell'edificio si aprono due porte separate da una grande nicchia intonacata. Tra le tradizioni legate al santuario c'è la piccola fiera del bestiame che qui si teneva, fino a pochi decenni fa, ogni 8 maggio. Per chi, dopo tanta arte e tanta fede, ha voglia di mare, il consiglio è quello di scegliere Vasto.
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Zuppa

 
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Terzo Giorno
Eremi rupestri tra boschi e spiritualità

Sera
Tra gli alberi secolari del Bosco di Sant'Antonio, subito fuori il centro abitato di Pescocostanzo si mangia al ristorante Il Faggeto, vicino alle piste da sci. Da provare: zuppa di lenticchie e castagne, farro allo zafferano e selvaggina.


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