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Sabato 16 Dicembre 2017 












Spazio agli ecomusei!
Un modo nuovo ed originale di conoscere la storia "dal basso", cioè la vita della gente comune che segna i costumi e le tradizioni di luoghi e paesi: è quanto proposto dai musei all'aperto, gli ecomusei. Itineranti perché costituiti da tante cellule sparse nel territorio, tutte da visitare. Per toccare con mano usi, sapori e mestieri a volte perduti e a volte ritrovati, sempre a stretto contatto con la natura. Il Piemonte è la regione italiana che ha il maggior numero di ecomusei: attualmente sono 27. Il nostro viaggio tocca due aree ricche di suggestioni, accomunate da una storia e un'economia rurali e contadine, ma che negli ultimi due secoli hanno preso strade diverse: il Biellese e le valli occitane del cuneese, antico luogo di scambi.

Primo Giorno
Su e giù per il Biellese a caccia delle fabbriche tessili che, dagli inizi del XIX secolo, hanno trasformato il paesaggio, visitando alcune tappe "industriali".
 
Per non scrollarsi di dosso l'atmosfera da opificio ottocentesco, cena con birra cruda al ristorante della pluripremiata fabbrica di birra Menabrea.
Secondo Giorno
   
Shopping "tessile" negli outlet e negli spacci aziendali, senza dimenticare la natura incontaminata delle Alpi Biellesi e gli sport all'aria aperta.
 
Nel cuore della Biella più antica, al borgo Piazzo, si possono gustare i ricchi piatti della gastronomia locale e poi indugiare in libreria dove scegliersi un buon libro.
Terzo Giorno
   
Virata a sud-ovest alla scoperta delle valli occitane del cuneese, seguendo gli itinerari dell'Ecomuseo della Pastorizia, di quello della Segale e della Val Maira.
 
Il meritato riposo, magari in compagnia di un arrosto del locale, prelibato agnello sambucano, ha luogo in una locanda occitana della Valle Stura.

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Battistero di Biella



Opifici lungo il torrente Cervo


Interno di una delle case a Ricetto



 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Centro industriale tra i più antichi d'Italia, Biella, la Manchester italiana, presenta numerose testimonianze della sua storia economica legata, è proprio il caso di dirlo, "a doppio filo", all'industria tessile e in particolare alla lavorazione della lana. Ancora oggi è possibile ammirare numerosi opifici ottocenteschi, molti dei quali sono stati splendidamente immortalati dal fotografo Gabriele Basilico. Sparso sul territorio c'è l' Ecomuseo del Biellese, che segue lo sviluppo dell'economia locale dalle attività rurali all'industria. Il percorso odierno si snoda tra ruderi, fabbriche ancora in funzione o "restituite", come nel caso di Cittadellarte - fondazione Pistoletto, che in un vecchio opificio di Biella propone una stimolante ventata d'arte contemporanea. Uscendo dalla città ci si dirge a nord lungo la provinciale per Borgosesia. Siamo sulla strada della lana, un percorso di archeologia industriale che collega Biella con Borgosesia toccando le successive fasi dell'industrializzazione tessile. Tra queste si incontrano, in un ideale itinerario geografico-cronologico, il protoindustriale Museo Laboratorio del Mortigliengo di Mezzana Mortigliengo, una tipica cascina dei primi dell'800 dedicata alla produzione di olio di noci e alla coltivazione e tessitura della canapa, che espone antichi oggetti quotidiani legati a queste attività, tipiche della zona. Proseguendo verso nord, a Soprana si può visitare il complesso seicentesco del mulino ad acqua "per pesta di canapa" cui, agli inizi del '900, venne aggiunta una fabbrica a più piani anch'essa azionata dall'energia idraulica. L'itinerario "sulle orme della lana" si conclude a Pray, presso la maestosa Fabbrica della Ruota, un opificio per la lavorazione della lana degli inizi del '900, imponente sito di archeologia industriale con un sistema di trasmissione idraulica ancora funzionante, a testimonianza dello stretto legame tra i numerosi corsi d'acqua presenti sul territorio e le nascenti fabbriche. Un'acqua leggera e rinomata, quella del Biellese, che risulta protagonista anche di uno tra i "prodotti eccellenti" della zona: la birra. Tornando a Biella, il modo migliore di concludere la giornata è una visita alla fabbrica dove si produce la birra più famosa d'Italia. Qui infatti sorge la pluripremiata fabbrica Menabrea. Da non perdere la visita all'interessante museo della birra.
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Produzione della birra

 
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Primo Giorno
Spazio agli ecomusei!

Sera
Cena nel suggestivo ristorante Menabrea, ricavato dalle stalle della fabbrica, con volte a botte e mattoni a vista e una vetrata che si apre sugli impianti di produzione. Il posto giusto per sorseggiare la versione "cruda", ovvero non pastorizzata, della dorata, brillante e amarognola lager, accompagnandola ai robusti piatti in menu, che spaziano dalla pizza alla carne alla griglia. Il pasto può concludersi con un assaggio di "sbrirro", toma fresca stagionata con birra e suo accompagnamento ideale. A seguire, quattro salti in discoteca e musica live al Babylonia di Ponderano (BI) (via Borriana, 56, tel. 015 541225), "tempio" del raggae in salsa biellese.
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Oasi Zegna

Ricetto di Candelo

Porticato del Duomo di Biella


Uno degli Ecomusei di Biella

Sport sui monti che circondano Biella

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Dal passato al presente: la tradizione tessile di Biella continua anche oggi grazie ai numerosissimi spacci aziendali e outlet, che hanno trasformato la città del tessile in un paradiso dello shopping dove si possono comperare capi di abbigliamento, maglieria e tessuti di pregio a prezzi ridotti: a partire dal superchiccoso Zegna Outlet Store. La "Rodeo Drive" dell'acquisto scontato è la statale per Vercelli, ma ce ne sono disseminati un po' ovunque. Una giornata dedicata allo shopping non potrà non rivolgersi poi ai tanti e ghiotti prodotti enogastronomici locali, da acquistare presso aziende agricole e agriturismi: il riso, i formaggi (tome e taccagno), i salami con noci, patate o castagna, la mostrada di mele. Se per voi il massimo contributo alla moda degli ultimi anni è invece l'invenzione di "pile" e goretex, la giornata potrà trasformarsi in un tuffo "a tutto sport" tra l'aria pura e la natura "selvaggia" delle Alpi biellesi. Tappa dell'Ecomuseo del Biellese in quanto testimonianza dell'economia e della cultura montane, l' Oasi Zegna (a Bielmonte, 20 Km a nord del capoluogo) accoglie i visitatori tutto l'anno. Per gli sportivi c'è veramente l'imbarazzo della scelta: sci, kiteski e ciaspole d'inverno; aquilonismo, trekking, equitazione e mountain bike d'estate. Per i più estremi, da marzo a novembre è aperto il parco avventura di Veglio, sede del primo bungee jumping centre italiano. Al ritorno, bypassando Biella e dirigendosi a sud-est per 5 Km, vale la pena di visitare un posto veramente unico, nonché tappa dell'Ecomuseo dedicata alle attività vitivincole: il Ricetto del Candelo è una rarissima fortificazione tardomedievale costruita "dal basso", dalla comunità contadina della zona, e ancora perfettamente conservata, dove sono state recuperate alcune cantine per la conservazione dei vini.
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Antica funicolare che conduce a Biella Piazzo

 
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Secondo Giorno
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Sera
La giornata si chiude con una cena al ristorante La Civetta, cucina e prodotti del luogo. L'ambiente è suggestivo, e c'è anche un'interessante libreria notturna. Si trova nel medievale borgo Piazzo di Biella, raggiungibile anche in funicolare e sede privilegiata di eventi e mostre.
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Paese dove si celebra la Festa dou Tarluc

Sede dell'Ecomuseo della Pastorizia a Pontebernardo

Valle Stura


Interno del percorso museale 'Na draio per vioure'

Valle Stura

 
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Itinerario
Terzo Giorno

In giornata
A questo punto il nostro itinerario "vira" verso ovest per una full immersion nelle valli occitane del Cuneese: comunità montane che nei secoli sono state protagoniste di fitti scambi tra pianura e montagna e tra i versanti piemontese e francese delle Alpi. Zona di frontiera dunque, e di contaminazioni, con una sua propria lingua, una cucina originale e una musica folk - spesso regina di feste e sagre insieme alle danze popolari - suonata con strumenti caratteristici quali la ghironda, un particolarissimo strumento a corda già usato da menestrelli e cantastorie, e l'organetto. La prima tappa porta a Pontebernardo in Valle Stura, "anima" dell' Ecomuseo della Pastorizia che intende valorizzare il "ciclo della lana" della locale pecora sambucana. Tra Natale e Capodanno la " Festa dou tarluc " propone racconti, musiche occitane, vendita di lane e tessuti e formaggi pecorini. Cereale di montagna per eccellenza, ingrediente prediletto per pane nero e polenta, alla segale è invece dedicato l' Ecomuseo della Segale che ha sede a S. Anna di Valdieri nell'adiacente Valle Gesso. Qui il cereale è protagonista non solo della tavola, come in molte valli alpine, ma anche di un particolarissimo tipo di abitazioni rurali il cui tetto e costruito, appunto, con fascine di segale. È possibile ammirare due di queste tradizionali abitazioni seguendo itinerari ad hoc, predisposti dal museo. A questo punto, chi volesse approfondire il tema della cultura occitana potrà spostarsi in Val Maira a Dronero, dove l' Ecomuseo dell'Alta Val Maira ha tra i suoi temi più originali quello sui mestieri itineranti che contraddistinsero nei secoli queste "terre di frontiera": artisti, allevatori, predicatori e.. acciugai, i deus ex machina della mitica, piemontesissima bagna caoda.
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Agnello sambucano

 
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Terzo Giorno
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Sera
Merenda a base di crostoni caldi con formaggi locali, salumi nostrani e antipasto freddo di peperoni innaffiati dai corposi vini del posto a S. Anna di Valdieri all'osteria "I Bateur", piena di oggetti del lavoro e della tradizione locale. Per gustare il mitico agnello sambucano si può tornare a Demonte e recarsi alla Locanda occitana della Rèino Jano, oppure spingersi un po' fuori dal centro abitato per cenare in una sala di fine '700 arredata secondo tradizione alla Locanda occitana La Randoulina: ottimo anche il bar, dove indugiare dopo cena sorseggiando una birra artigianale o un buon bicchiere di vino.


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