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Martedì 12 Dicembre 2017 












Vivere la foresta del Cansiglio
Per gli escursionisti e gli amanti della natura ecco un percorso sull'altopiano del Cansiglio, un paradiso incontaminato adagiato in una conca naturale che domina la pianura veneto-friulana, circondato da rilievi ammantati di splendide foreste di faggi e abeti.
Un luogo per certi versi aspro, la cui natura carsica si manifesta nella presenza di doline, inghiottitoi e voragini di grande suggestione.
Il Cansiglio è un luogo abitato fin da tempi antichissimi, che riserva sorprese anche a chi ama la storia e le tradizioni locali e che offre una serie di attività sportive oltre al trekking, come il golf, l'equitazione, l'escursionismo in mountain bike.
Ecco quindi un itinerario che permette anche di godersi, durante il tragitto, l'ottima cucina locale o prendere la tintarella su un bel prato.

Primo Giorno
Una giornata alla scoperta di natura, storia e tradizioni locali, nella splendida foresta e sui prati dell'altopiano.
 
Una serata a Vittorio Veneto in uno storico ristorante.
Secondo Giorno
   
Alla scoperta della natura e delle tradizioni del Cansiglio.
 
Cucina cimbra in un locale suggestivo nella foresta.

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Vivere la foresta del Cansiglio

Scorcio della foresta del Cansiglio

Il paese di Santa Croce sull'omonimo lago

Il bosco del Cansiglio


Escursionismo a cavallo nel bosco

 
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Vivere la foresta del Cansiglio
Primo Giorno

In giornata
Il Cansiglio è un suggestivo altopiano delle Prealpi Carniche che domina la pianura veneto-friulana, posto a cavallo tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone.
Caratterizzato da tre grandi depressioni che gli conferiscono la forma di un catino, il Cansiglio raggiunge una quota minima di 898 m, è circondato da rilievi di altezza media di 1300 m, coperti da una splendida foresta e delimitato a nord-est dal monte Cavallo, a nord dall'Alpago e a ovest dalla val Lapisina.
I principali accessi all'altopiano sono la valle della Crosetta, a sud, a circa 20 km da Vittorio Veneto e la valle del Campon a nord, nella zona dell'Alpago.
La parte centrale dell'altopiano, costituita da una vasta conca erbosa in parte utilizzata a pascolo, è attraversato da nord a sud dalla SS 422, l'unica strada asfaltata di una certa importanza.
Lungo il suo percorso si trovano le partenze di numerosi e interessanti sentieri escursionistici, da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo.

I sentieri per il trekking sono tutti ben segnalati. Tra questi, un itinerario di particolare bellezza è quello che percorre la forestale del Taffarel, un sentiero spettacolare che attraversa una vasta area della Riserva Naturale Biogenetica Campo di Mezzo-Pian Parrochia.

Chi invece preferisce andare in bicicletta non può perdersi l'itinerario che immette nel cuore verde della foresta, chiamata anche "bosco dei dogi", perché sfruttata fin dal tempo della Serenissima Repubblica di Venezia, che qui si riforniva di legname per costruire la sua flotta. Il tragitto si immerge nell'intatto ambiente naturale boschivo e permette di rigenerare la mente e il corpo, godendo della pace, dei dolci suoni del bosco e dei profumi della vegetazione vergine.

Se all'ora di pranzo ci si trova nei pressi della SS 422 in località Pian Osteria (1001 m), ci si può concedere un'ottima sosta gastronomica alla locanda Al Capriolo. In alternativa, si può decidere per il Bar Bianco, per gustare i piatti tipici dell'altopiano e acquistare i prodotti del Centro Caseario del Cansiglio: formaggi stagionati, ricotta fresca e affumicata, crescenza e caciotta sono certificati con il marchio "Prodotti biologici".
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Vittorio Veneto: loggia serravallesca

 
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Primo Giorno
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Sera
Prima di cena si può scegliere una passeggiata tra i palazzi medievali di Vittorio Veneto, il cui caratteristico centro storico è molto suggestivo alla luce tenue del tramonto.
La città nacque nel 1866 dall'unione di due antichi borghi: Ceneda, il cui cuore è costituito dalla bella piazza Giovanni Paolo I, che racchiude i principali edifici civili e religiosi e Serravalle, che mostra palazzi quattrocenteschi mirabilmente affrescati, tra cui spicca lo splendore delle decorazioni e delle forme gotiche della loggia serravallese (1462).

Per la cena si può provare una serata d'atmosfera Al Postiglione, un locale accogliente e caratteristico, la cui storia risale al 1480. Il ristorante propone piatti tipici della cucina veneta e vanta tra le sue specialità le lumache alla vittoriese, le zuppe e le paste.
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Veduta aerea del lago Santa Croce

L'ingresso del bosco del Cansiglio

Paesaggio del Cansiglio


Un esemplare di rosolida

 
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Secondo Giorno

In giornata
Per cominciare la giornata nel modo migliore, non c'è niente di meglio che addentrarsi nella lussureggiante foresta demaniale, di grande importanza anche storica, in quanto già dal XV secolo la Repubblica di Venezia lo utilizzava come riserva di legname per la costruzione delle galere e durante l'ultima guerra mondiale costituì un sicuro rifugio per i partigiani.

Usciti dal bosco il paesaggio cambia e lascia il posto ai prati di Pian Cansiglio, a circa 1000 m di quota, costituito da un grande pascolo verde punteggiato di malghe, dove d'inverno si praticano lo sci, da discesa e da fondo, mentre nei mesi estivi tra le numerose attività possibili è di gran voga il golf.
Qui la natura carsica dell'altopiano è molto evidente nel Bus de la Lum e nel Bus della Genziana (che costituisce una riserva naturale speleologica).
Il suolo, per le sue caratteristiche geologiche, non permette alle abbondanti precipitazioni di formare corsi d'acqua di superficie e le piogge penetrano negli inghiottitoi, andando ad alimentare il lago di Santa Croce e il fiume Livenza, con le famose sorgenti del Gozzano e della Santissima.
Solo alcune doline, dal fondo argilloso, permettono la formazione di laghetti, detti "lame", utilizzate come abbeveratoi.

Lungo il percorso ci si può concedere una sosta didattica visitando il Giardino Botanico Alpino o il Museo Ecologico Zanardo, che illustrano la vita animale e vegetale del bosco.
Se invece si è attratti dalla storia locale, è sufficiente spostarsi di pochi chilometri per trovarne numerose testimonianze di varie epoche. La storia del Cansiglio infatti è antica e impressa profondamente nelle sue terre.
La zona fu abitata fin dal Paleolitico dall'uomo di Neanderthal e dall'Homo Sapiens, come testimoniano gli insediamenti ritrovati a Bus de la Lum e a Palughetto, databili fino a 12.500 anni fa, anche se la presenza più significativa dal punto di vista storico fu quella dei Cimbri.
Per conoscere la storia di questo popolo si possono visitare il museo a Pian Osteria e villaggio di Vallorch.
Infine, prima di lasciare la zona, vale decisamente la pena di visitare all'originale Casa dei libri .
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Cucina tipica cimbra: zuppa d'orzo

 
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Secondo Giorno
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Sera
Per rimanere in tema, ci si può recare a Pian Osteria per provare la tipica cucina cimbra.
Il ristorante La Huta, immerso nell'antica foresta, è un locale caratteristico, che propone le ricette tradizionali tramandate da generazioni, realizzate con prodotti di produzione propria, come le pietanze a base di funghi locali o le zuppe d'orzo.
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