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Giovedì 14 Dicembre 2017 












Calabria, da Capo Vaticano verso il mare più bello
Chilometri di coste modellate dal lavoro millenario del mare. Bizzarre e spettacolari scogliere che si alternano a spiagge bianchissime, accompagnate dall'incanto di uliveti, aranceti e vigneti. La magia della Calabria tirrenica è racchiusa in questo alternarsi di angoli segreti, borghi medievali sospesi nel tempo, spiagge incontaminate e, di contro, località prese d'assalto dai turisti. A Pizzo, dove si assaporano gustosissimi gelati e una vivace atmosfera medievale, inizia l'alta e rocciosa Costa Verde, con brevi spiaggette e improvvise insenature di bianca sabbia quarzosa. Poco più a sud sono i faraglioni di Parghelìa, conosciuti come la Pizzuta, ad annunciare il profilo aristocratico di Tropea, signora indiscussa della Calabria turistica. La natura va a briglie sciolte: le baie sabbiose sono disperse in una costa frastagliata e lo scenario che si gode da Capo Vaticano, con le lingue turchesi del mare che penetrano tra faraglioni e rocce scabre punteggiate di macchia mediterranea, è di una bellezza struggente. Qui viveva un vate al quale si rivolse persino Ulisse prima di affrontare i terribili mostri Scilla e Cariddi. E proprio a Scilla, dove il mare al tramonto assume quelle incredibili tonalità che hanno valso al litorale il nome di Costa Viola, termina il viaggio.

Primo Giorno
Trasparenze smeraldine, piccole calette, faraglioni, rocce che si tuffano a picco nel blu del mare, i colori assoluti della macchia mediterranea. Il viaggio parte da Capo Vaticano, uno degli angoli più integri e suggestivi del litorale calabrese e si sofferma sulla nobile bellezza di Tropea.
 
I sapori autentici di questa terra forte e selvaggia a Spilinga, nell'entroterra alle spalle di Tropea, per una cena Doc a base di 'nduja e pecorino del monte Poro.
Secondo Giorno
   
Granita di caffè e brioche in uno degli storici caffè di Pizzo con la più classica delle colazioni "pizzitane". Il resto della giornata in una delle spiagge bianchissime poco fuori del centro abitato. E una piccola deviazione nell'interno, per conoscere Mileto.
 
Il volto autentico della Calabria si incontra a Nicotera. Disposta su un ripido pendio la cittadina gode di una posizione unica: ai suoi piedi la fertile piana di Rosarno, all'orizzonte lo scenario abbraccia la pianura e il mare, l'Aspromonte e Stromboli...
Terzo Giorno
   
Palmi, città di mare e di colli, alta su uno degli ultimi terrazzi costieri tirrenici. A Bagnara Calabra, centro peschereccio della Costa Viola, per assaggiare il pregiato pesce spada. E infine a Scilla, tra mito e aspra roccia.
 
Cena a base di pesce freschissimo a Chianalea, il borgo dei pescatori di Scilla, con le sue stradine strettissime, il porticciolo e il mare che lambisce le vecchie case addossate le une alle altre.

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Capo Vaticano

Tropea - Spiaggia di Santa Domenica di Ricadi e scoglio di Riaci

Capo Vaticano


Torre saracena nei dintorni di Joppolo (VV), tra Capo Vaticano e Nicotera

Capo Vaticano

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Un brivido di stupore coglie ancora oggi chi si trova per la prima volta di fronte alle trasparenze smeraldine del mare, alle piccole calette, ai faraglioni, alle rocce che si tuffano a picco nel blu, ai colori assoluti della macchia mediterranea di Capo Vaticano . Il profilo delle Eolie e dello Stretto all'orizzonte, poi, non fa che aumentare l'incanto. Qualcosa di divino, secondo un'etimologia incerta, affiora nella denominazione di questa località, tra le più interessanti della lunghissima costa calabrese: Capo Vaticano significherebbe 'luogo di vaticinio', eletto a dimora da un celebre oracolo. La perla della Costa degli Dei continua a conservare, alta e protesa verso il mare com'è, un fascino indiscusso, nonostante l'atmosfera di integrità sia a tratti disturbata da strutture della ricettività turistica non propriamente in linea con l'aspetto di una zona da tempo immemore dedita all'agricoltura, soprattutto di quella della famosissima cipolla rossa .
Tutta questa vasta area fa parte del comune di Ricadi , situato in posizione collinare su una scarpata marginale del monte Poro: il paesino, che vanta origini che si perdono addirittura nel mito di Ercole, merita sicuramente una visita.
Ma l'indiscussa primadonna di questo litorale è lei, Tropea, raccolta come una nobile signora su una rupe circolare che precipita verso un mare di indiscutibile bellezza. L' antica Trionfea sembra fatta apposta per perdersi tra le sue strade strette e le innumerevoli piazzette come piazza Ercole, cuore dell'animata cittadina, per ritrovarsi di fronte a capolavori inaspettati come la cattedrale di epoca normanna e il santuario di Santa Maria dell'Isola.
Da non perdere una visita nei dintorni di Tropea: a Pargelìa, ovvero 'riva di mare', nota per la bellezza delle spiagge e delle donne, almeno a detta dei forestieri che, in passato, ne ammiravano i vivaci costumi locali dalle reminiscenze albanesi e, per i più avventurosi, i tre borghi fantasma sul monte Poro: Briatico vecchio, Mesiano antico e Papaglionti vecchio. Alla scoperta del fascino misterioso della Calabria che fu.
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Filei alla 'nduja

 
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Primo Giorno
Calabria, da Capo Vaticano verso il mare più bello

Sera
Se lungo la costa è soprattutto la vista a essere lusingata, bisogna andare nell'interno per solleticare il gusto e il palato, con i sapori decisi della 'nduja e del pecorino. Per una cena Doc, la meta è Spilinga , sulle pendici del monte Poro, vera e propria capitale del piccantissimo insaccato.
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Pizzo Calabro

Pizzo (VV) - Chiesa di Piedigrotta

In tratto di costa vicino a Palmi


Golfo di Gioia - imbarcazione per la pesca del pesce spada

Nicotera - il castello

La granita al caffè, una delle bontà di Pizzo

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Viottoli, stretti vicoli, piccoli slarghi, scorci sulla marina, belle chiese barocche e un poderoso castello connotano l' identità di Pizzo , affacciata sulle limpide e profonde acque del Tirreno e famosa per i suoi gelati di produzione artigianale, tra i quali il gustosissimo tartufo. Per iniziare la giornata con una vera colazione "pizzitana" gli ingredienti irrinunciabili sono: una densa granita di caffè con panna e brioche, comodamente seduti in uno dei tanti caffè di piazza della Repubblica. Vista mare, ovviamente.
Pizzo Marina è l'antico borgo di pescatori nato ai piedi del nucleo originario, costruito sopra uno sperone di roccia a strapiombo sul Tirreno. Un tempo qui si praticava la pesca del tonno, tanto che ancora oggi si può visitare la vecchia tonnara trasformata in museo, mentre sulla riva si aprivano le botteghe, ora purtroppo scomparse, dei maestri d'ascia che costruivano a mano le imbarcazioni dei pescatori. Alla ricerca delle spiagge più belle, il consiglio è di andare a nord del paese dove ampie distese di sabbia bianca si affacciano su acque limpide e pescose. Merita una visita la chiesetta di Piedigrotta, scavata interamente nel tufo nel XVII secolo da un marinaio scampato a un naufragio.
A una manciata di chilometri da Pizzo sorge Vibo Marina , importante località di vacanze estive, con spiagge sabbiose e ben attrezzate, sviluppatasi in prossimità del porto, costruito dopo l'Unità e divenuto il secondo della regione dopo quello di Reggio Calabria.
Il viaggio prosegue verso sud con una sosta nell'interno, a Mileto : del vecchio centro abitato costruito dai normanni e distrutto dal terremoto del 1783 non restano che rovine. Il nuovo centro ha strade larghe e rettilinee e una vasta piazza centrale. Consistenti sono i frammenti scultorei medievali custoditi in chiese e palazzi della città tutti provenienti da edifici dell'antico nucleo. Da visitare la cattedrale ricostruita in forme liberamente ispirate al romanico lombardo.
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Vibo Marina - tramonto dal porto

 
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Secondo Giorno
Calabria, da Capo Vaticano verso il mare più bello

Sera
Affacciata sul golfo di Gioia su una delle propaggini meridionali del monte Poro e protetta dall' austero castello e dalla cattedrale medievale, da Nicotera nelle giornate terse al tramonto lo sguardo si posa sulle acque blu del Tirreno, sulla fertile piana di Rosarno, sulla Sicilia, sulle isole Eolie e giù fino alle cime dell'Aspromonte tra agrumi, ulivi e fichi d'india. Chi ha nostalgia del mare, sarà felice di sapere che esiste anche una frazione marina della cittadina, che conserva tombe dell'età del Ferro, ruderi e opere idrauliche di epoca romana.
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Palmi - belvedere dal monte Sant'Elia

Lido di Palmi

Palmi - veduta dal monte Sant'Elia e del litorale verso lo Stretto


Bagnara Calabra (RC). Torre saracena

Scilla

Scilla - La spiaggia e il castello Ruffo

 
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Terzo Giorno

In giornata
Palmi è una città di mare e di colli, alta su uno degli ultimi terrazzi costieri tirrenici prima dello Stretto. La sua posizione è una sintesi geografica perfetta tra la fertile piana omonima che si dispiega nell'interno e il bastione del monte di Sant'Elia. Alle spalle, poi, c'è l'Aspromonte. Spiagge fini o ciottolose lungo la Marina e il Lido, scogliere, piccoli promontori e falesie completano lo scenario ambientale. Anche i gusti di Palmi sono legati al mare e sulle colline buona è la produzione di vini locali come il Tauretana, il Calabresco, il Cerasuolo o il Donna Canfora. Il piatto della tradizione locale, invece, è a base di acciughe, cucinate con una pasta integrale chiamata "stroncatura".
Sono stati il pregiato pesce spada e i dolci torroni a rendere famosa Bagnara Calabra, centro peschereccio della Costa Viola che si presenta con un volto moderno e un po' anonimo nella parte bassa e con quello più caratteristico addossato all'altura, fatto di casette, scale e viuzze. Il centro prese origine da un'abbazia fatta costruire da Ruggero il Normanno nel 1085, ma fu più volte distrutto da violenti terremoti, fino a quello del 1908. Nei dintorni di Bagnara è bello perdersi tra calette e grotte marine o spingersi nell'interno, fino a scoprire il selvaggio massiccio montuoso dell'Aspromonte dal versante tirrenico.
La pietra e il mito si fondono nella rocca di Scilla, che si protende verso il mare lasciandosi alle spalle le pendici scoscese dell'Aspromonte e ai lati le case di uno dei centri più evocativi della costa Viola. Un castello domina l'altura che guarda le coste siciliane, mentre nel blu profondo del mare vivono ancora gli echi delle imprese di Ulisse e le onde salate riaccendono il dolore e la furia di un mostro feroce. La bellezza di Scilla tuttavia, non è fatta solo di suggestioni letterarie: qui lo sguardo spazia su capo Peloro, al di là dello stretto di Messina e nelle giornate terse perfino sulle lontane isole Eolie, mentre la bella e lunga spiaggia delle Sirene invita a un bagno chi si trova a Marina Grande.
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Scilla

 
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Terzo Giorno
Calabria, da Capo Vaticano verso il mare più bello

Sera
A Chianalea , cuore peschereccio di Scilla, si continua a respirare l'atmosfera caratteristica dell'antico quartiere dei pescatori. Va visitata a piedi, percorrendo i vicoli stretti che si affacciano sul porticciolo, alla ricerca di quei particolari inconfondibili che si trovano solo nei borghi di mare più autentici.


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