Dal medioevo di Siena al monte Amiata
L'itinerario comincia da
Siena , uno dei gioielli più celebrati della Toscana. In una parte d'Italia così ricca d'arte, Siena si rivela, sotto il profilo architettonico, un capolavoro vivente con i suoi edifici, le sue piazze, le sue torri. Non importa quante volte la si abbia vista, è impossibile sottrarsi al suo fascino solare e magico.
Imboccata la statale 223 per Grosseto, si seguono le colline accompagnati da splendide vedute sul monte Amiata e, arrivati all'incrocio di Paganico, si piega a sinistra verso Arcidosso; poco trafficato, caratterizzato dal misto veloce, questo primo tratto consente di assaporare il puro piacere della guida.
Arcidosso è un borgo medievale sulle pendici del monte Amiata (1738 m); da vedere ciò che rimane della Rocca aldobrandesca e le chiese di San Leonardo e San Niccolò, rispettivamente del XII e XI secolo.
Usciti dalla cittadina, si prosegue lungo una strada sterrata (molto facile) fino al
Parco faunistico dell'Amiata: ospita e protegge numerose specie animali, fra le quali il lupo, il cervo, il muflone, la volpe e oltre 120 specie d'uccelli.
Nel cuore della Maremma grossetana
Ripresa la moto, ci si mette in marcia alla volta di
Saturnia percorrendo strade tortuosissime che regalano scorci di grande bellezza. Arrivati a destinazione, niente di meglio che togliersi i chilometri dalle spalle immergendosi nelle acque ristoratrici delle
terme : conosciute sin dall'antichità, richiamano ogni anno migliaia di visitatori attratti dalle proprietà terapeutiche delle sorgenti sulfuree; l'ambiente è molto suggestivo e ha qualcosa di surreale.
Vale la pena di fermarsi due notti a Saturnia per visitare i dintorni: un itinerario circolare – che tocca Montemerano, Manciano, Pitigliano e Sovana – permette, in giornata, di addentrarsi in una delle regioni più interessanti e meno conosciute dell'Italia centrale. In particolare
Pitigliano merita una sosta. La cittadina si leva su uno sperone di tufo circondato da profondi burroni e le sue case si affacciano sugli strapiombi. Da visitare: il palazzo trecentesco, la fortezza disegnata dal Sangallo e il duomo con la facciata barocca. Una visita a Pitigliano significa lasciarsi inghiottire da vicoli tortuosi e oscuri laboratori di artigiani d'altri tempi, per finire in una taverna a bere il famoso
Bianco di Pitigliano e a degustare piatti tipici.
Lasciata Saturnia, si prosegue verso il
Parco naturale della Maremma passando per Scansano (con il famoso vino
Morellino ), Magliano e quindi per Alberese: le colline si fanno meno elevate e si percorrono strade fiancheggiate da lunghi filari di eleganti cipressi e profumati pini marittimi, le curve lasciano spazio ai rettilinei. Una folta pineta conduce all'entrata del parco; lungo la strada molti recinti che ospitano i cavalli che servono ancora oggi ai butteri per condurre le mandrie.