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Martedì 21 Ottobre 2014 













Lungo i sentieri della Carnia
Lo spirito della montagna autentica si può ritrovare nell'estremo lembo settentrionale del Friuli Venezia Giulia. Lungo l'antica strada romana, che collegava il porto di Aquileia all'Austria, si concentrano tradizioni millenarie e paesaggi incontaminati, dove scoprire le caratteristiche case in pietra e i prodotti genuini di un tempo. Da Tolmezzo, principale centro urbano della Carnia, al Passo di Monte Croce di Comelico, percorriamo la lunga Via Iulia Augusta, dove l'atmosfera è rimasta incantata fin dai tempi dei Latini.

Primo Giorno
Folklore e shopping nel capoluogo della Carnia. Zuglio, antico cuore del regno celtico.
 
Attorno al fogolar dell'osteria.
Secondo Giorno
   
Le antiche fonti di Arta Terme. Paluzza, avamposto sulla Valle del But.
 
Da Timau guardando verso l'Austria.
Terzo Giorno
   
L'eleganza discreta di Treppo. Ligosullo, terrazza sui boschi.
 
Cena d'altri tempi nel Castello di Valdajer.

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Lungo i sentieri della Carnia

Valle del Tagliamento verso Tolmezzo

Via delle Malghe Carniche. Un laghetto alpino e il monte Coglians

Tolmezzo. Museo Carnico delle Arti Popolari 'Michele Gortani'


Pieve San Pietro

La città romana di <em>julium carnicum</em>, l'attuale Zuglio

 
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Lungo la Via Iulia Augusta
Primo Giorno

In giornata
Tolmezzo dà il suo benvenuto nel cuore della Carnia: grazie alla posizione strategica che occupa lungo il Tagliamento, sul bivio tra la strada che conduce in Cadore e quella che porta in Austria, è il passaggio obbligato per chiunque voglia addentrarsi in questa antica terra di confine. Vivace centro politico, economico e commerciale, è anche il capoluogo della tradizione: nel Museo Carnico delle Arti Popolari "Michele Gortani" si può fare un salto all'indietro nel tempo per scoprire come si viveva nelle vallate circostanti prima di andarlo a verificare di persona nel corso dell'itinerario. Dopo la full immersion tra antichi focolari e cassapanche intagliate del Settecento, si è nello spirito ideale per addentrarsi sotto i portici del Borgàt, che collegano piazza Mazzini a piazza del Duomo. Qui si potranno degustare deliziosi formaggi di malga e ricotte, insaccati genuini e grappe distillate a regola d'arte: molto più di uno spuntino per calmare il languorino di mezzogiorno!

Procedendo verso Nord si incontra quello che nell'antichità era il principale centro della Carnia: Zuglio. Posto a guardia del fiume But, che dà il nome a tutta la valle verso nord, il paese è la più completa testimonianza del passato della Carnia. Edificato dai Romani come castrum, diventato municipium in età imperiale e quindi colonia, Zuglio custodisce i reperti dell'epoca latina e preromana nel Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum, che merita una visita per percorrere a ritroso la storia della Carnia fino alle sue origini. I dintorni del paese trasudano l'atmosfera incantata e misteriosa dell'antica civiltà dei Carni, una tribù celtica, che aveva fondato un villaggio proprio tra i boschi di quest'area verso il VI secolo a.C. Il viaggio nel passato di Zuglio prosegue attraverso gli alberi secolari per raggiungere la pieve di San Pietro : chiesa principale della Carnia per tutto il Rinascimento, ci ricorda che Zuglio fu sede vescovile fin dal XV secolo.
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A Tavola da Bepi Salon

Antico fogolar tradizionale

 
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Primo Giorno
Lungo i sentieri della Carnia

Sera
Una cena casereccia è di diritto dopo il peregrinare giornaliero; a Piano d'Arta, poco più in là di Zuglio lungo la Via Iulia Augusta, il Ristorante Salon offre un ambiente tipico e genuino, come quello che si può trovare nelle abitazioni friulane. Le ore serali scorrono piacevolmente verso il cuore della notte tra un piatto di frico e una porzione di muset con broade, chiacchierando attorno al fogolar. Come si è visto nel museo di Tolmezzo, quella di riunirsi attorno al fuoco, in cucina, è una secolare tradizione della vita in Carnia, maturata per socializzare dopo lunghe giornate di lavoro tra le montagne in un clima rigido.
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Lungo i sentieri della Carnia

Il paese di Arta Terme

Lo stabilimento termale

Escursionismo a cavallo. Sullo sfondo la Creta di Timau (2217 metri)


Torre Moscarda

Dintorni verdeggianti

Ravascletto, in Valcalda

 
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Lungo la Via Iulia Augusta
Secondo Giorno

In giornata
I paesaggi d'alta montagna della Valle del But nascondono un centro d'avanguardia per il benessere e le cure di bellezza: Arta Terme. Le acque benefiche della Fonte Pudia permettono di concedersi una mattinata di tutto relax, immersi nelle fonti sulfuree che erano già meta delle matrone romane per cure di bellezza naturali. Non a caso i latini si erano stabiliti proprio nelle vicinanze, per sfruttare l'effetto rigenerante delle terme e impiegare con attività ludiche i momenti di riposo; la versione moderna del termalismo praticato ad Arta prevede la possibilità di fare saune, massaggi, ginnastica di ogni tipo e, ovviamente, bagni curativi per la pelle, per il sistema circolatorio e per prevenire i disturbi alle vie respiratorie.

Mantenendosi sulla strada verso l'Austria ci si accorge che il confine è ormai vicino: la città di Paluzza, poco più in là di Arta Terme, è da sempre considerata un vero e proprio baluardo di difesa, dominante sulla valle con la sua Torre Moscarda. Ai tempi della Prima Guerra Mondiale questo punto della Carnia era zona di combattimento e le trincee erano raggiunte da eroici volontari che rifornivano di viveri e munizioni i soldati. Uno di questi era Maria Plozner Mentil, la portatrice carnica che ora dà il nome alla caserma di Paluzza, l'unica in Italia ad essere intitolata a una donna. Senza più il pericolo di doversi difendere da un improvviso attacco da oltralpe, ora la cittadina ha sviluppato una vocazione sportiva di prim'ordine. Sulle sue belle piste per lo sci di fondo si allenava infatti una campionessa illustre, originaria di queste zone: Manuela Di Centa, pluridecorata medaglia d'oro alle Olimpiadi. Ma anche quando non c'è ancora la neve, i dintorni verdeggianti di Paluzza offrono la possibilità di praticare piacevoli percorsi di trekking, fino al Monte Moscardo.
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Timau

Fiume But

 
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Secondo Giorno
Lungo i sentieri della Carnia

Sera
Prima che tramonti il sole si raggiunge Timau, l'ultimo paese italiano prima del confine. Al Museo della Grande Guerra sono raccolti i cimeli che ricordano i combattimenti tra l'esercito austriaco e quello italiano: centinaia di reperti, documenti, fotografie mantengono vivo il ricordo di un evento che cambiò il corso della storia. Ma gli amanti della natura preferiranno farsi cullare dalle voci del vento e dell'acqua, in un luogo di grande suggestione: il Fontanòn, ovvero le sorgenti del fiume But. La cascata precipita spumeggiante nel fondovalle con grande effetto scenico e l'area circostante fa da sfondo alle leggende locali, con la misteriosa e fittissima faggeta del bosco di Timau. Se fate troppo tardi, rimarrete ad aggirarvi tra gli alberi con gli Sbìlfs, i folletti burloni della Carnia; la tradizione li descrive innocui e festosi, ma sarà meglio non rischiare di perdere il sentiero attratti dalle loro danze...
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Lungo i sentieri della Carnia

Casa di Treppo Carnico

Ligosullo

Mucche al pascolo verso Monte Croce Carnico (1360 metri)


Vista da Ligosullo

Lungo la Via Iulia Augusta

 
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Lungo la Via Iulia Augusta
Terzo Giorno

In giornata
Attraverso i boschi e i prati dell'alta Valle del But si scopre la perla della Carnia, Treppo Carnico: "Treppo ha case comode e belle, onde traspare il benessere e l'agiatezza degli abitanti" si leggeva già in un documento ottocentesco. Le abitazioni antiche e raffinate di questo sperduto borgo di montagna sono il frutto del lavoro dei foralàris, commercianti di trementina che dal XIX secolo fino alla Grande Guerra andavano a lavorare in Stiria e in Carinzia. La sostanza ottenuta dalla resina dei larici è stata l'oro di questo paese e i guadagni dei trementinai sono stati investiti nella costruzione di case eleganti, che mostravano l'opulenza dei loro abitanti. C'è anche chi, grazie alla condizione agiata, si è dedicato all'arte, dando un grosso contributo culturale alla Carnia: è il caso del pittore Enrico De Cillia, che ha lasciato in dono al paese una pregiata collezione novecentesca, compresi i suoi stessi lavori. Questo patrimonio d'arte è aperto al pubblico e si può ammirare nella Galleria d'Arte Moderna De Cillia, nel centro di Treppo Carnico. Immancabile un pranzo al fogolar dell'Albergo Ristorante Cristofoli (www.albergocristofoli.it) e poi via, si riparte verso le cime di Ligosullo.

Arrivare a Ligosullo è un po' come fare una visita a parenti lontani: appena entrati nel paese, si avverte il forte senso di comunità che unisce i 180 abitanti di questo paesut di mont, ma si sperimenterà anche la loro affabilità una volta rotto il ghiaccio con qualcuno di loro. Ligosullo è il più piccolo comune della Carnia e sicuramente uno dei più antichi, visto che il suo nome deriverebbe dalla perduta lingua celtica; la posizione sulla quale sorge domina le valli Pontidaba e Incarojo e fu sicuramente strategica per le popolazioni che vi si stabilirono nella notte dei tempi. La vista dal sagrato della chiesa parrocchiale di San Nicolò spazia sulle cime e sui boschi circostanti, da un'altezza di 950 metri. Uno spuntino al fogolar dell'osteria Al Camoscio (www.alcamoscio.it) fa tornare l'energia necessaria per spingersi ancora più in alto, verso il Castello di Valdajer: è possibile fare la stessa strada a piedi, in auto o noleggiando una mountain bike.
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Pascolo della Carnia

Grappa friulana

 
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Terzo Giorno
Lungo i sentieri della Carnia

Sera
È un sentiero impervio e faticoso quello che porta al Castello di Valdajer , ma vale decisamente la pena per terminare il weekend in un'atmosfera incantata. Arrivando all'imbrunire si possono osservare, tra le cime all'orizzonte, le malghe dove nella stagione calda vengono portate le mandrie a pascolare e dove è possibile acquistare i formaggi fatti sul posto. La pace e la tranquillità regnano sovrane nei saloni del castello seicentesco, oggi trasformato in albergo e ristorante, dove si gustano succulenti piatti cucinati secondo la tradizione gastronomica locale. Al termine della cena, sazi di bontà genuine, potrete far scorrere pigramente le ultime ore della sera davanti al camino, con un buon bicchiere di grappa. Sicuramente facevano altrettanto gli antichi signori che abitavano queste imponenti mura, dopo battaglie e galoppi nei misteriosi boschi della Carnia.


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