Base del nostro itinerario è Rapolla, sede dell'unico
stabilimento termale che utilizza le proprietà curative delle famose acque minerali del Vulture. Raggiungibile in treno o pullman, il centro abitato è situato sul pendio di una collina alla base del Vulture. Le acque, di composizione salso-solfato bicarbonato-alcalina, sono usate per varie
applicazioni terapeutiche : da bere, per balneoterapia, inalazioni e fanghi. Un'ottima occasione per rigenerarsi, per curarsi o, per chi si sente sano come un pesce, per usufruire del centro di cosmesi termale. In paese, da visitare la cattedrale del XII secolo con portale romanico e formelle del 1209 raffiguranti l'Annunciazione e il peccato originale e la bizantineggiante chiesa di S Lucia, dell'XI secolo. Per un pranzo veloce è possibile fermarsi al ristorante delle terme.
Imboccando la SS 303, in pochi minuti si arriva a Melfi, città medievale, prima contea normanna in Italia. La cittadina è dominata dalla mole del
castello normanno (oggi Museo Archeologico Nazionale del Melfese), dimora estiva di Federico II di Svevia e il più noto dei
castelli federiciani della regione. Poco lontano sorge il Duomo del 1155, ristrutturato nel XVIII secolo in stile barocco: della costruzione originale resta il campanile in pietra chiara e scura. All'interno è custodito un crocifisso ligneo del XV secolo e una tavola del XII, raffigurante una Madonna col Bambino. Melfi non vale la visita solo per il suo passato glorioso, ma anche per un presente gastronomico eccellente, da "toccare con mano" al Pastificio artigianale Lucido (piazza Umberto I, 8, tel. 0972-23529), dove si possono acquistare le tipiche paste della zona: strascinati, cavatelli, lagane, orecchiette, fusilli e ravioli con la ricotta.
Oltre ai "classici"
uliveti e
vigneti che contraddistinguono il paesaggio del Vulture, nel territorio del comune di Melfi si trovano
i castagneti dai frutti più rinomati: provengono da un'area di 700 ettari in cui si produce il "marroncino di Melfi". Se ai piaceri della tavola preferite la storia e volete vivere fino in fondo l'atmosfera della splendida e raffinata corte melfese di Federico II, con contorno di cantastorie, mangiafuoco, musici e danzatori, venite qui nell'ultimo fine settimana di ottobre durante il
raduno nazionale di falconeria. In città vengono organizzate in vari periodi dell'anno
feste e sagre. Prima di uscire dalla città, passate per l'antica porta Venosina che si apre nelle mura normanne, unica delle sei originarie ancora conservata.