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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Tra i pendii del Collio goriziano
Il Collio goriziano è costituito da una catena ininterrotta di pendii esposti a mezzogiorno, a volte morbidi, a volte più scoscesi, protetta alle spalle dalle Prealpi Giulie e aperta al vicino Adriatico, che influisce positivamente sul clima evitando escursioni termiche troppo violente. Il terreno, composto da marne e strati di arenarie emersi dall'affioramento dei fondali marini, è un elemento che favorisce nel Collio una viticoltura di particolare pregio. Presente da tempi antichi, la coltura della vite è stata stimolata in epoca romana e, più tardi, durante i lunghi domini prima della Serenissima e poi degli Asburgo. La nostra escursione parte dalla cittadina di Gradisca d'Isonzo, arriva a Gorizia, sale fino a San Floriano del Collio per la strada di Oslavia, quindi procede alla volta di Capriva del Friuli; oltre Cormons, poi, passa da San Giovanni al Natisone e sale fino a Dolegna del Collio. Il viaggio si svolge lungo la frontiera slovena, al punto che in qualche tratto la strada è in territorio italiano, ma i vigneti che la fiancheggiano sono sloveni. Andiamo quindi a spasso per questa zona, curiosando tra le cantine e i paesaggi della valle d'Isonzo.

Primo Giorno
La Serenissima di Gradisca d'Isonzo.
 
Gorizia, la Nizza austriaca.
 
Serata a Gorizia per assaporare le gioie della tavola.
Secondo Giorno
   
Le due borgate di Oslavia e San Floriano del Collio.
 
Le ville-cantina di Capriva del Friuli.
 
Cormons, la regina del Collio.
Terzo Giorno
   
Il vino della pace di Cormons.
 
Visita ai produttori di Dolegna del Collio.
 
Cena e pernottamento a Dolegna o nei borghi circostanti.

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Tra i pendii del Collio goriziano

Castello d'Isonzo

Fiume Isonzo

Gradisca

 
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Itinerario
Primo Giorno

Mattina
Bagnata dall'Isonzo, a uguale distanza da Gorizia e Monfalcone, Gradisca è città di carattere, che sfoggia palazzi e fascino antico. Il nome ha lontane origini slave (gradisce significa luogo fortificato) e ne ricorda la millenaria importanza strategica. Gradisca è sorta come roccaforte di Venezia contro gli attacchi dei Turchi. Luogo centrale dell'abitato è Piazza dell'Unità d'Italia, da cui partono quattro strade parallele che portano ai monumenti storici della città. Tra questi merita una visita il Palazzo Torriani, oggi sede del Comune e della Biblioteca Civica, costruito tra il 1644 e il 1705 in uno stile che ricorda quello del Palladio. Nell'edificio sono allestiti il Museo Civico, prevalentemente dedicato alla storia del territorio, e la Galleria Regionale d'Arte Contemporanea, dedicata a Luigi Spazzapan, pittore goriziano, le cui opere sono qui esposte insieme a quelle di altri artisti contemporanei. Nel Palazzo dei Provveditori ha sede l'Enoteca Regionale, detta "La Serenissima", che riunisce in un'esposizione completa tutti i vini delle DOC friulane. Nel mese di ottobre vi si svolgono alcune serate dedicate agli abbinamenti tra vini e ricette regionali. Nella cittadina un altro luogo di grande rilievo è il castello, costruito durante il dominio veneziano e successivamente ampliato dalla dinastia austriaca degli Asburgo; esso conserva le carceri dove furono imprigionati numerosi patrioti italiani. In Via Cesare Battisti sorge infine il Duomo, dedicato ai Santi Pietro e Paolo: presenta una facciata barocca e custodisce all'interno notevoli opere d'arte, tra cui un sarcofago del XVI secolo, realizzato da Nicolò della Torre.
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Castello di Gorizia

Chiesa di S. Ignazio

Fiume Isonzo

 
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Primo Giorno
Tra i pendii del Collio goriziano

Pomeriggio
Da Gradisca d'Isonzo ci spostiamo un po' più a nord e arriviamo a Gorizia, che da più di mille anni segna il confine, spesso nazionale, da sempre culturale, con la Slovenia, che qui è davvero a due passi. La città, situata anch'essa sul fiume Isonzo, fu provincia dell'impero austro-ungarico e visse un periodo di grande prosperità fino all'inizio della prima guerra mondiale, da cui uscì ridotta a un cumulo di macerie. Nel 1916 fu conquistata dall'esercito italiano, ma tornò effettivamente a far parte dell'Italia solo nel 1947 e solo nella parte più occidentale. I sobborghi orientali vennero assegnati alla Jugoslavia e oggi si trovano al di là della frontiera slovena con il nome di Nova Gorica. L'antico nucleo urbano è disposto intorno al colle dominato dal castello, eretto dopo il 1000 dai conti di Gorizia, circondato da mura e formato da più edifici. Tra questi vi sono il Palazzo dei Conti e quello degli Stati Provinciali, che conservano mobili, arredi e numerose tele di artisti friulani e veneti. Presso Corte Sant'Ilario sorge il Duomo, risalente al XIV secolo ma più volte modificato. Al suo interno si trova la cappella gotica di Sant'Acazio, con notevoli affreschi del XV secolo. A Borgo Castello, la parte più antica della città, è possibile visitare i Musei provinciali e il Museo di Storia e Arte, che espone una collezione di monete, reperti preistorici, materiale archeologico preromano e romano e una ricca documentazione sui costumi, le arti e la storia cittadina. Vi è inoltre allestito un museo sulla prima guerra mondiale, il Museo della Grande Guerra. In piazza della Vittoria si trova la Chiesa di Sant'Ignazio, all'interno della quale sono custoditi alcuni altari marmorei. Di fronte alla chiesa sorge la fontana del Nettuno, realizzata alla metà del XVIII secolo da Nicola Pacassi.
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Gorizia

 
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Primo Giorno
Tra i pendii del Collio goriziano

Sera
La sera ci fermiamo a Gorizia per provare i piatti della cucina tipica. Tra le varie alternative segnaliamo l'agriturismo "Brumat Carlo", che offre una cucina semplice che sa mescolare i sapori mitteleuropei con la genuinità, e il "Rosenbar", piccolo ristorante situato in un bel palazzo liberty, con cucina a base di pesce secondo mercato e stagione, ottimi dolci e una discreta carta dei vini.
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Tra i pendii del Collio goriziano

Sacrario militare

San Floriano

Vigneti del Collio

 
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Secondo Giorno

Mattina
Durante questa seconda giornata ci spostiamo di pochi chilometri da Gorizia e andiamo a visitare i due paesi di Oslavia e San Floriano del Collio. Le due borgate, vicinissime tra loro, costituiscono un elemento unico nel panorama viticolo del Collio. Oslavia è un minuscolo centro che produce soprattutto vini bianchi, ma è famosa anche per la copiosa produzione di susine, pesche e ciliegie. Passa in questa zona infatti la "Strada del vino e delle ciliegie", che parte dalla periferia ovest di Gorizia e sale e scende le colline fino al limite settentrionale di Dolegna toccando tutti i paesi e attraversando lussureggianti vigneti. Ad Oslavia ci sono molti accreditati vignaioli, tra cui va assolutamente citato Josko Gravner (Via Lenzuolo Bianco 9, telefono 0481 30882), considerato il caposcuola della moderna enologia locale, accanto al quale sono Stanko Radikon (località Tre Buchi 4, telefono 0481 32804), Silvestro Primosic (Via Madonnina di Oslavia 3, telefono 0481 535153) e i fratelli Giorgio e Nicolò Bensa della Castellada (frazione Oslavia 1, telefono 0481 33670), le cui cantine sono tutte degne di visita. Oslavia ospita inoltre un Sacrario Militare, complesso monumentale eretto nel 1938, che accoglie le salme di oltre 57000 soldati caduti nei dintorni della città durante la prima guerra mondiale. Dopo Oslavia ci spostiamo a San Floriano del Collio, che con i suoi 276 metri di altitudine è il territorio più elevato della zona. Dal punto di vista enologico, anche qui i risultati migliori si ottengono con i vini bianchi, che hanno una lunga tradizione. La storia del borgo è legata alle vicende dei suoi due castelli: quello dei conti Coronini passato poi ai baroni Tacco, e quello Formentini, che ospita un Museo del Vino in cui sono esposti numerosi strumenti e attrezzi per la vendemmia e vinificazione.
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Villa Russiz

Castello di Spessa

Vigneti

 
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Secondo Giorno
Tra i pendii del Collio goriziano

Pomeriggio
Dopo un lauto pranzo a San Floriano, ci dirigiamo verso Capriva del Friuli, piccolo comune che comprende le frazioni di Spessa, Russiz Inferiore e Russiz Superiore. La storia del centro ha inizio nel castello di Spessa e a villa Russiz. Il primo è stato costruito sul finire dell'Ottocento al posto di un precedente fortilizio del 1200; oggi appartiene a Loretto Pali, che lo ha restaurato perfettamente e vi gestisce la propria azienda vinicola: le cantine di invecchiamento sono ricavate nel bunker militare realizzato durante la prima guerra mondiale. Qui, tra le innumerevoli varietà di vino prodotte, ve n'è una che prende il nome dal castello: è il Collio Rosso Conte di Spessa. Non lontano dalla fortezza troviamo la vittoriana villa Russiz, costruita dai conti La Tour, cui si deve l'introduzione dei vitigni francesi in Friuli; durante la prima guerra mondiale fu ospedale militare, dal 1919 divenne l'Istituto Orfane di Guerra "Adele Cerruti", dal nome della sua fondatrice, e oggi appartiene sempre all'Istituto insieme ai vigneti circostanti, e ospita le cantine della villa Russiz. A qualche centinaio di metri c'è, infine, la proprietà Russiz Superiore, nata su un antico castello appartenuto ai conti di Gorizia fra il XII e il XIII secolo, quindi ai Thurm und Taxis e poi ad altri proprietari. Attualmente appartiene a Marco Felluga, che vi ha allestito una splendida, modernissima cantina con un centro di degustazione tra i più raffinati del Friuli.
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Paesaggio agricolo

 
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Secondo Giorno
Tra i pendii del Collio goriziano

Sera
La sera ci spostiamo a Cormons, borgo considerato un vero gioiello del Collio, adagiato ai piedi del monte Quarin, sulla vetta del quale si possono ancora vedere i resti recuperati del castello medievale, sorto probabilmente su un precedente presidio romano e distrutto dai veneziani nel XVI secolo. Un quarto del territorio comunale è ricoperto da vigne, come una seconda pelle che si adagia sulle ondulate colline in vista della pianura sottostante. Vini quindi, e di grande qualità: tutte pregiate DOC che si degustano nelle enoteche o nei ristoranti e agriturismi della zona. Alcuni nomi che consigliamo sono ad esempio l'agriturismo "La Boatina" e il ristorante "Al Giardinetto", dove in un ambiente gradevole si può gustare una cucina ispirata alla tradizione ma allo stesso tempo moderna e fantasiosa, i cui piatti sono di gran livello e ottimamente presentati.
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Tra i pendii del Collio goriziano

Palazzo Locatelli

Piazza XXIV Maggio

Cormons

 
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Terzo Giorno

Mattina
Cormons è il centro principale del Collio, punto di riferimento economico e culturale per tutta l'area collinare a nord-ovest di Gorizia. A ogni angolo di strada sbucano le tracce della secolare tradizione di cui la cittadina è depositaria, ricca di monumenti che la ricollegano alla dominazione goriziana e, soprattutto, asburgica. Il paese ricevette il titolo di città nel 1910 da Francesco Giuseppe, l'imperatore chiamato ancora oggi "Checco Beppe". Tutti gli anni, il 18 agosto, si celebra l'anniversario di quel riconoscimento con una festa alla quale intervengono austriaci, italiani, sloveni e quanti si ritengono in qualche modo legati all'antico impero. Il fulcro dell'abitato moderno di Cormons è Piazza della Libertà, dove sorge il monumento in bronzo dedicato all'imperatore asburgico Massimiliano I e da dove partono due strade che salgono al centro più antico della città. Qui si possono visitare Palazzo Devetag, sede della Biblioteca Civica, e Palazzo Locatelli, che oggi, oltre al municipio, ospita in un'ala l'Enoteca Regionale, che è anche un buon ristorante e la cui visita è indispensabile per un panorama completo sull'enologia della zona. A proposito di vino, una tappa importante è la Cantina Produttori di Cormons, famosa perché dai suoi vigneti si ottiene il cosiddetto " vino della Pace ". Il cuore della Cormons vecchia è invece Piazza XXIV Maggio, dove ogni venerdì si svolge il mercato cittadino e dove si trova il Duomo, dedicato a Sant'Adalberto. Al suo interno vi sono altari del XVIII secolo e alcune pale dipinte dal pittore goriziano Giuseppe Tominz. Visitata questa bella cittadina ci rimettiamo in viaggio per raggiungere Dolegna del Collio e passiamo da Plessiva, piccolo e grazioso centro che dà il nome a un bosco particolarmente ricco dal punto di vista delle specie vegetali presenti.
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Dolegna

Foie gras

Risotto alle erbe

 
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Terzo Giorno
Tra i pendii del Collio goriziano

Pomeriggio
Dopo un buon pranzo a base di prodotti tipici friulani come il Frico il salame friulano, procediamo verso la punta più settentrionale del Collio Goriziano e arriviamo a Dolegna del Collio. Il nome del paese deriva dallo sloveno dolenji, cioè "posto in basso": l'abitato sorge infatti in una conca collinare un tempo gremita di castelli che furono contesi tra i conti di Gorizia e i patriarchi di Aquileia. Di essi è rimasto soltanto il castello di Trussio, diventato, dopo ripetute distruzioni, residenza di campagna e quindi sede di un famoso ristorante, l'"Aquila d'Oro", che vale il viaggio: si pranza nelle antiche sale e, in estate, nel bellissimo giardino con vista panoramica sulla pianura e sui vigneti. Le ricercate specialità proposte da questo locale sono ad esempio foie gras con purè di patate, risotto alle erbe di stagione, carni assortite e grandiosi dolci, accompagnati naturalmente da una fornitissima selezione di vini. A Dolegna del Collio i produttori famosi sono numerosi: da "Venica & Venica" (una delle più note aziende del Friuli, visitabile su appuntamento, situata in località Cerò, via Mernico 42, tel. 0481 61264) a "Marina Sgubin" (località Scirò 13, tel. 0481 60371) a Ca' Ronesca, tanto per citarne alcuni.
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Dolegna

 
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Terzo Giorno
Tra i pendii del Collio goriziano

Sera
Alla sera possiamo fermarci a Dolegna del Collio e pernottare alla cantina-agriturismo "Venica & Venica", oppure scendere a sud di qualche chilometro, in provincia di Udine, per cenare e passare la notte a San Giovanni al Natisone all'hotel "Campiello" oppure all'agriturismo "Casa Shangri-la", una caratteristica casa friulana ristrutturata mantenendo le antiche e tradizionali strutture architettoniche.


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