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Venerdì 15 Dicembre 2017 












Lungo le strade della transumanza
Un itinerario open air alla scoperta dei tratturi del Molise, le lunghe vie d'erba lungo le quali avveniva la transumanza, lo spostamento stagionale delle greggi dai pascoli estivi dei monti dell'Abruzzo a quelli invernali di pianura, nel Tavoliere delle Puglie. Lungo queste autostrade verdi, larghe sessanta passi napoletani (corrispondenti a circa 111 metri attuali), transitavano nel '600 e nel '700 circa tre milioni di capi di bestiame. Ripercorrere oggi gli stessi tracciati usati dai pastori e dalle loro greggi, immaginare quelle distese erbose coperte da milioni di pecore e carovane di muli carichi di masserizie è come fare un viaggio nel passato.

Primo Giorno
Da Carpinone a Frosolone, passando lungo il tracciato del tratturo Castel di Sangro-Lucera si arriva fino a Duronia.
 
Cena a base di formaggi e insaccati locali al ristorante La Tana dell'Orso, in località Colle dell'Orso vicino a Frosolone. Dopo cena, per i più sportivi, passeggiata a cavallo sotto le stelle.
Secondo Giorno
   
Da Castelpetroso a San Massimo Campitello Matese, ripercorrendo una parte del secondo tratturo toccato dall'itinerario, il Pescasseroli-Candela.
 
Cena montanara al Rifugio Jezza di Campitello Matese e poi quattro salti al disco bar Il Covo, sempre a Campitello.
Terzo Giorno
   
Da Bojano, dove il tratturo passa addirittura nel centro urbano, a Sepino, con fermate alla necropoli longobarda di Campochiaro e ai resti della città romana di Sepinum.
 
Cena e dopocena ai tavoli dell'agriturismo La taverna, a Sepino, gustando specialità locali nella rustica cornice di una fattoria del '700, con mulino ad acqua.

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Carpinone

Pietrabbondante

Pietrabbondante


Prato di girasoli

Castello nei dintorni

 
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Itinerario
Primo Giorno

In giornata
Si inizia da Carpinone, poco lontano da Isernia, posto su un colle circondato da boschi e dominato dal suggestivo Castello Caldora, a picco sul fiume Carpino. Da non perdere nelle vicinanze del centro abitato le cascate formate dal fiume. Un altro bel castello si trova a Pescolanciano, uno dei comuni toccati dal tratturo Castel di Sangro-Lucera; il maniero, nato attorno a un'antica torre di controllo sul tratturo, domina l'intero borgo dallo sperone roccioso su cui è arroccato. Da qui, è d'obbligo una puntata a Pietrabbondante per visitare il complesso archeologico formato dal teatro tempio. Si torna quindi sul tracciato del tratturo a Civitanova del Sannio, di notevole interesse paesaggistico per i suoi boschi di faggio, la Montagnola, il fiume Trigno, il lago e l'altopiano carsico dove abbondano le fragole, i funghi, i tartufi bianchi, le erbe aromatiche. Ultima tappa lungo il percorso del tratturo è Duronia; il centro, che nel Medioevo era conosciuto come "Civitavetula", conserva nel nucleo più antico le caratteristiche medievali, riconoscibili, nonostante i rimaneggiamenti subiti, anche nelle robuste strutture del castello del paese. Qui nei pressi dell'imponente massiccio roccioso della Civita si sono conservati resti di fortificazioni sannitiche e sono stati trovati anche alcuni reperti tombali. Dalla zona Urcio, sui costoni della Civita, si può vedere una grande scultura naturale, la "testa del gigante", e ammirare uno splendido panorama. Si abbandona quindi il tracciato tratturale alla volta di Frosolone, agglomerato di origine antichissima che offre un sapiente mix di arte, archeologia, artigianato e tradizioni popolari. Qui infatti si possono visitare le botteghe dei maestri coltellinai. A dare il benvenuto all'ingresso del paese, è la fontana monumentale dell'Immacolata o "Fonte grossa", in pietra locale; meritano una visita anche la chiesa di Santa Maria Assunta, dalla movimentata facciata in pietra e il palazzo baronale cinque-seicentesco. Ma il paese è degno di nota anche per la bellezza delle montagne circostanti ed è un'ottima base per escursioni nelle vicine località di Valle della Contessa e di Colle dell'Orso. Da non perdere, nei paraggi, una sosta alla bellissima falesia di granito, vera chicca per gli appassionati di arrampicata. In agosto, il pianoro di Colle dell'Orso ospita inoltre la manifestazione Formaggi preziosi, una rassegna nazionale di prodotto caseari.
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Crespelle

 
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Primo Giorno
Lungo le strade della transumanza

Sera
Cena al ristorante La Tana dell' Orso, in località Colle dell'Orso vicino a Frosolone, dove si possono gustare ricotte di pecora e caciocavallo prodotti dai pastori locali, crespelle ricotta e spinaci, fettuccine ai tartufi, tacconelle alla molisana. Eccellenti anche le carni locali cotte alla griglia, oppure le soppressate e le salsicce sotto strutto. Dopo cena, per i più sportivi, passeggiata a cavallo sotto le stelle (il ristorante dispone anche di un maneggio).
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Pescolanciano

Tratturo a Sepino

Santuario


Falesia

Mucca al pascolo

 
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Itinerario
Secondo Giorno

In giornata
Lasciata Frosolone, si punta verso Castelpetroso, iniziando così a ripercorrere una parte del secondo tratturo toccato da questo itinerario, il Pescasseroli-Candela. La località è famosa per il Santuario della Vergine SS. Addolorata, meta di pellegrinaggi. Si arriva quindi a Santa Maria del Molise, e in particolare nella frazione di Sant'Angelo in Grotte dove si trova la suggestiva grotta di San Michele Arcangelo. Il santo viene celebrato l'8 e il 9 maggio a Sant'Angelo con riti religiosi, manifestazioni in piazza e una fiera. Sempre a Sant'Angelo è da vedere anche la chiesa di S. Pietro in Vincoli, in cui una botola nel pavimento dà accesso a una cripta con le pareti e la volta decorate da un bel ciclo affreschi, dedicato alla rappresentazione delle Sette Opere di Misericordia. Si prosegue attraversando il piccolo centro di Cantalupo nel Sannio, di origine medievale, circondato da colli boscosi e dominato alle spalle dal suggestivo massiccio del Matese. Una deviazione dall'antico percorso del tratturo porta a Roccamandolfi, l'antica "Rocca Maginulfi" dei longobardi, dominata dal castello medievale che sorge a ridosso dell'abitato. L'interno del castello è ridotto allo stato di rudere, ma all'esterno si può ancora ammirare la cortina muraria con le torri cilindriche. Da vedere nei paraggi anche l' area protetta del torrente Callora e la suggestiva località di Campitello di Roccamandolfi, ottima base per magnifiche escursioni nel Matese e sede, in agosto, della Festa del pastore. Da qui ci si sposta prima a San Massimo, borgo dall'impianto medievale assai ben conservato e circondato da un agro molto caratteristico, per poi salire sul pianoro di Campitello Matese, simile a un immenso anfiteatro circondato dal gruppo del Monte Miletto e dai monti della Gallinola. Con i suoi 35 chilometri di piste, Campitello è una rinomata stazione sciistica dell'Appennino centro-meridionale ed è una delle località turistiche più importanti della regione. La grande ricchezza naturalistica della zona rende interessante la visita anche durante l'estate. Dalle campagne vicino a San Massimo incomincia infatti la folta boscaglia: boschi di conifere e castagneti che si arrampicano fino al pianoro di Campitello, base di partenza ideale per escursioni, come alle Grotte del Fumo e delle Ciarle, lungo i sentieri tracciati dal Cai. Da segnalare il "Bosco di Pietra", una faggeta d'alto fusto, dove in estate si tengono concerti.
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Zuppa tipica

 
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Secondo Giorno
Lungo le strade della transumanza

Sera
Cena montanara al Rifugio Jezza, a Campitello Matese, il tipico rifugio di montagna dove si possono gustare piatti tipici della squisita cucina molisana Dopo cena, a ballare al disco bar Il Covo, sempre a Campitello.
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Costumi tipici

Pietrabbondante

Rovine di abitazioni


Tratturi

Porta Bojano

 
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Itinerario
Terzo Giorno

In giornata
Lasciato Campitello, si torna lungo la direttrice del tratturo Pescasseroli-Candela, puntando verso la piana di Bojano. L'antica Bovianum, capitale dei Sanniti Pentri, fondata intorno al IV secolo a.C., in prossimità delle sorgenti del fiume Biferno. E Bojano è anche l'unico centro dell'area dell'area matesina in cui il tratturo passa proprio per il nucleo urbano. Da vedere la cattedrale di San Bartolomeo e il rudere del castello medioevale, ai cui piedi si sviluppò un piccolo centro abitato, la Civita, molto ben conservato, dove abbondano scorci assai suggestivi, con vicoletti che si insinuano tra gli edifici, alcuni privi all'esterno di intonaco. Nella piazzetta di Civita vi è inoltre un belvedere dal quale si gode un'ottima visuale della cittadina. Caratteristica è la festa di S. Egidio che si tiene ogni anno a settembre. Merita una breve visita anche San Polo Matese, paesino medievale arroccato su un colle ai piedi del Matese, da cui partono svariate escursioni. La zona circostante è una mecca per gli amanti della paleontologia: è infatti ricca di fossili delle rudiste, molluschi marini che testimoniano la presenza del mare su questo territorio nel periodo Cretaceo. Durante i giorni natalizi a San Polo si mantiene viva la tradizione degli zampognari e il 26 e 27 arrivano visitatori da tutta la regione per la rappresentazione del Presepe vivente, anche se il centro è stato additato per anni come "paese delle streghe". Tappa successiva a Campochiaro, con un delizioso centro storico medievale, un tempo difeso da una cinta muraria a forma di pentagono e da ben nove torri. Del fortilizio oggi non c'è più traccia, ma sull'apice del colle è ancora integra una torre circolare. Interessanti anche i dintorni con importanti testimonianze archeologiche: i resti di un santuario italico in località Civitelle e soprattutto una necropoli longobarda. Nelle vicinanze, assolutamente da non perdere una sosta all'oasi Wwf di Guardiaregia-Campochiaro. Si passa quindi per Guardiaregia, nota per i suoi vasai che producono ciotole e tegami rinomati in tutto il Molise. Da non perdere una sosta nella località Tre fratelli, dove si stagliano tre colossali alberi di faggio. Dalla stazione ferroviaria di Guardiaregia si può partire per fare a piedi l'ultima tappa dell'itinerario, fino ad arrivare a Sepino, la cui principale attrattiva sono gli scavi della Sepinum romana. Sepino è famoso anche per le terme e per la suonata dei bofù, antico strumento tradizionale, che ha luogo il 31 dicembre come rito propiziatorio.
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Ravioli

 
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Terzo Giorno
Lungo le strade della transumanza

Sera
Cena e dopocena ai tavoli dell'agriturismo La Taverna di Sepino, in una fattoria del '700 con un mulino ad acqua, vicino al fiume Tammaro, interamente ristrutturata con pietra viva. Tra le specialità del locale, cavatelli al tegamino, ravioli alle noci, spaghetti mollicati, arrosto di maiale, polpetta del pecoraio, pizza di granturco e cicoria.


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